Il PD accusa il videogioco Mafia City di propaganda mafiosa

mafia city
Di Marco "Bounty" Di Prospero
27 Luglio 2020

Ci risiamo, ancora una volta i videogiochi sono stati accusati di violenza. Carlo Miceli, responsabile di sicurezza del PD ha infatti accusato il videogioco Mafia City di fare propaganda mafiosa.

In queste ore sta girando molto sui social la pubblicità di uno schifoso videogame chiamato MafiaCity.
Parliamo di un gioco al quale stanno partecipando milioni di ragazzini (la pagina Facebook ha abbondantemente superato 1 mln di Like!) che calandosi nei panni di un boss, tra saccheggi, occupazioni, pestaggi e omicidi puntano a fare diventare il proprio Clan tra i più forti della “mafia italiana” e a ottenere il titolo di Capo dei Capi.
Un subdolo strumento di propaganda mafiosa e di istigazione alle pratiche delinquenziali che da una accezione positiva della “mafia” e del “padrino” e che rischia di corrompere le giovani generazioni“. Queste le dichiarazioni sulla pagina Facebook di Calenda, che non ha certo utilizzato termini pacati. Lo stesso ha anche affermato che provvederà a depositare un’interrogazione parlamentare per chiedere l’oscuramento del videogioco.
Insomma ci troviamo di fronte a dichiarazioni veramente esagerate per un gioco mobile, considerando che i problemi del nostro bel Paese sono ben altri. Chissà se Miceli chiederà anche l’oscuramento della Mafia Definitive Edition, che conterrà le versioni rimasterizzate della trilogia. Scherzi a parte è davvero un peccato che i videogiochi siano di nuovo sotto accusa. A quanto pare, i tempi in cui i videogiochi venivano osannati per la loro capacità di unire le persone durante il lockdown causato dal Coronavirus sono già terminati.

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.




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