La Storia dei Videogiochi – I giochi strategici

Di Andrea "Geo" Peroni
29 Agosto 2014

Dopo due mesi di assenza, torna finalmente la rubrica dedicata alla Storia dei Videogiochi. Innanzitutto, una piccola premessa: il mese di giugno per me è stato devastante a livello di esami universitari, e infatti già avevo messo in conto di non riuscire a pubblicare la rubrica in quel mese. Poi è arrivato luglio, e con esso una frattura al polso destro che mi ha reso impossibile fare praticamente qualunque attività. Cose che capitano e che fortunatamente passano, quindi lasciamoci alle spalle questi due mesi infernali e veniamo ai videogiochi di oggi.

Dopo aver parlato di platform, giochi di avventura e azione, e infine degli FPS, ci occuperemo di un tipo di videogiochi che, al giorno d’oggi, hanno sicuramente meno rilevanza rispetto a qualche anno fa. Parleremo, infatti, dei giochi strategici.

I GIOCHI STRATEGICI

Come al solito, definiamo con più precisione i diversi tipi di videogame, per portare ad una migliore comprensione. Un videogioco strategico, innanzitutto, si suddivide in 3 tipologie

  • Videogioco strategico in tempo reale, o RTS. Il termine strategico si riferisce al fatto che ogni utente ha a disposizione intere schiere di soldati ed eserciti per poter pianificare una guerra atta a conquistare, per esempio, un regno rivale, o una città. Negli RTS, l’azione non è suddivisa a turni, ma il giocatore può in ogni momento cambiare la strategia o l’attacco da compiere. A questa categoria, comunque, non appartengono solamente videogiochi che fanno della guerra il loro teatro, basti a pensare a Sim City. I grandi esponenti degli RTS, comunque si chiamano Warcraft e Age of Empires, due colossi dei videogiochi strategici.
  • Videogioco strategico a turni, o TBS. Al contrario degli RTS, negli strategici a turni l’azione si svolge, appunto, a turni: il giocatore non può cambiare in corsa la sua azione, e deve attendere fino a quando non tocca a lui per poter muovere il/i personaggio/i e compiere una nuova attività.

Come sempre, oggi cercheremo di ripercorrere la storia di questi generi analizzando i titoli più importanti, quelli cioè che hanno avuto un grande impatto sul genere e sulla storia dei videogiochi.

UTOPIA

utopia giocoNel lontano 1982 la Mattel Entertainment propone ai giocatori di tutto il mondo un titolo in cui, per la prima volta, saremo in grado di amministrare la nostra civiltà, rappresentata da un’isola sperduta che dovremo far progredire e crescere. Parliamo di Utopia, il titolo che molti considerano come il capostipite dei videogiochi strategici in tempo reale. Un esperimento, quello della Mattel, che avrà un impatto straordinario nel futuro dei videogame, tanto da dare il via ad un vero e proprio nuovo genere, quello appunto degli RTS. Il concetto simulativo di Utopia, per quanto semplice, visti i temi, verrà ripreso da tantissime famose saghe in futuro, come Starcraft, il che fa di questo titolo una pietra miliare della storia.

Negli anni a venire, usciranno diversi titoli ispirati in qualche modo ad Utopia, anche se il numero degli strategici sarà molto inferiore a quello dei platform e degli action-adventure di quell’epoca. Nel 1985 approdò, su Commodore 64, il titolo di Monolith/Beyond Quake Minus One; fu poi la volta di Herzog Zwei (1989), di Populous (1989) e di Powermonger (1990), i quali ebbero tutti un successo molto limitato.

La vera svolta arrivò nel 1993, quando gli Impression Games pubblicarono Caesar, il capostipite di quella che poi è diventata una famosissima serie. In Caesar, il giocatore veniva, per la prima volta, trasportato in una grande epoca storica, l’antica Roma: il compito del condottiero era quello di governare la città, farla espandere, edificare nuove imprese, e conquistare nuovi territori. Seppur limitato dagli hardware dell’epoca, Caesar fu un titolo apprezzatissimo e molto importante, non solo per la sua omonima serie (che oggi conta 4 capitoli in totale) ma anche per altre serie, vedi, fra tutte, Imperivm e naturamente Age of Empires, di cui parleremo successivamente.

I primi strategici a turni

Se chiediamo nomi di giochi strategici a turni a chi non si intende minimamente di viedeogiochi, la sua risposta sarà sicuramente una: gli scacchi. Proprio così, il capostipite dei TBS è proprio il gioco degli scacchi, e non è infatti un caso che il primo videogioco di questo tipo sia Archon (1983), che ci pone davanti ad una scacchiera leggendaria nella quale le pedine hanno diversi poteri, ognuno dei quali può essere decisivo per la vittoria finale. Sarà compito del giocatore fare si che la propria fazione (luce o oscurità, a seconda della scelta) prevalga sull’altra, e il tutto deve essere fatto ovviamente pianificando una precisa strategia vincente.

muleTralasciamo gli scacchi, e parliamo ora di M.U.L.E., un altro dei leggendari primi TBS. Il gioco, pubblicato da Electronic Arts su Commodore 64, è datato 1983, e trasporta l’azione sul pianeta immaginario Irata, da poco colonizzato. Il gioco coinvolge quattro giocatori, e attraverso un complicato sistema economico basato su domanda e offerta, la partita terminerà quando la razza di coloni più ricca avrà sopraffatto gli altri team. Non esiste un concetto di guerra per la sopravivvenza, anzi: i giocatori possono anche collaborare tra loro per poter arrivare alla fine della partita. Una straordinaria intuizione fu quella degli eventi casuali in gioco, come un meteorite che arrivava sul pianeta, una flotta di pirati spaziali pronti a saccheggiare, e molti altri. Eventi casuali che, comunque, miravano a bilanciare la partita: al giocatore in ultima posizione, ad esempio, non accadevano mai eventi sfavorevoli; allo stesso modo, il primo classificato non aveva aiuti. M.U.L.E. è stato motlo apprezzato dai giocatori e dalla critica, tanto che nel 1996 fu nominato 3° miglior videogioco di sempre. Nonostante questa qualità, le vendite furono bassissime: si parla di circa 30000 copie, un numero irrisorio rispetto all’ottimo titolo proposto.

Esplora, espandi, sfrutta, stermina: Civilization

172k2_civilization1Il concetto dei moderni TBS e RTS è nato dal magnifico titolo di Sid Meier, Civilization (1991). L’obiettivo del gioco è creare un imponente impero, con l’unico scopo di portarlo al vertice del mondo dopo aver annientato tutte le altre civiltà rivali. Ripercorrendo la storia dalle ere antiche, il gioco permette di arrivare fino ai giorni nostri e oltre, proiettando la Terra in un ipotetico futuro nel quale diverse civiltà o nazioni avranno la meglio. Un futuro che sarà ampliato maggiormente nel corso della serie: nel primo titolo, infatti, l’anno oltre il quale non si poteva arrivare era il 2100, mentre successivamente questo limite è stato rimosso.

Civilization non è stato solo uno dei giochi più belli e importanti della storia, ma è stato anche il progenitore del sottogenere 4X. La sigla, in inglese, significa eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate, in italiano Esplora, espandi, sfrutta, stermina. Si tratta di un concetto che verrà ripreso da gran parte degli strategici in futuro, dove diventerà la componente più importante. I giochi 4X si basano sulla totale distruzione delle altre civiltà presenti nel gioco: solo una può essere la più forte, e questa, per dimostrarlo, deve creare un imponente impero, sfruttare al meglio tutte le risorse che il territorio mette a disposizione ed eliminare tutti gli ostacoli sul proprio cammino, siano essi personaggi o intere città.

La serie di Civilization è ancora oggi apprezzatissima. Il TBS ha dato origine a numerosi sequel, che negli anni hanno visto dei grandi miglioramenti dal punto di vista grafico, simulativo e del gameplay. Dopo CivNet (1995), remake del primo capitolo al quale venne aggiunta la modalità multiplayer, arrivarono in sequenza Civilization II (1996), Civilization III (2001), Civilization IV (2005) e Civilization: Revolution (2008). L’ultimo capitolo, Civilization V, è uscito nel 2010, e ancora oggi viene supportato. Seppur non abbia riscontrato un elevato successo, sicuramente non a livello dei precedenti, Civilization V ha dimostrato che i TBS 4X hanno ancora molto da dire nonostante lo scetticismo in torno a questo genere negli ultimi anni.

Civ-5-Logo-2

Civilization, comunque, non ha dato il via solamente alla propria serie. Sid Meier, forte del successo del suo videogioco, ha creato nel corso della storia numerosi spin-off, molti dei quali sono diventati dei veri e propri capolavori. Primo fra tutti Colonization (1994), ambientato durante il periodo della colonizzazione americana; Alpha Centauri, una sorta di sequel del primo Civilization ambientato su un altro pianeta. Da segnalare anche Master of Magic, prodotto sempre da MicroProse, e che sostituiva alla componente storica quella fantasy: il giocatore aveva a disposizione incantesimi e poteri che potevano garantirgli il successo contro le altre popolazioni.

Orchi, umani e alieni

Warcraft_orcs_and_humans

I giochi strategici ormai abbracciavano tantissimi scenari, dalla storia dell’uomo alla componente fantasy e fantascientifica. In questo contesto, un titolo come Warcraft: Orcs & Humans (1994) esordì, con un successo planetario. Se il nome non vi dice nulla, dovreste preoccuparvi: dalla serie Warcraft, infatti, naque quello che oggi è l’MMORPG più giocato del pianeta, World of Warcraft. Al pari di Command & Conquer, che arriverà l’anno successivo, Warcraft sarà uno dei più riusciti RTS di sempre, e sarà metro di giudizio per molti giochi futuri di questo genere. Il gioco si svolge ad Azeroth, uno dei mondi invaso dagli orchi di Draenor per sottomettere gli umani. Umani che, per respingere l’orda, creano una potente alleanza con elfi, nani e gnomi di questo mondo. La presenza di numerose popolazioni tanto diverse tra loro è uno dei punti di successo di Warcraft, che, per chi non lo sapesse, è un videogioco tratto da una serie di romanzi pubblicati dalla stessa Blizzard, con l’intenzione in futuro di dare il via ad una saga videoludica, come poi è accaduto.

L’alleanza tra uomini, elfi, nani e gnomi verrà riproposta anche nei sequel, Warcraft II: Tides of Darkness (1995) e Warcraft III: Reign of Chaos (2002), con un grandissimo successo. Nel 2004, però, Blizzard intraprenderà, come già detto, la strada degli RPG con World of Warcraft, e da allora non è mai tornata sulla saga principale di Warcraft.

starcraftPrendendo spunto da Warcraft, la stessa Blizzard Entertainment pubblicò nel 1998 un altro strategico in tempo reale, ma con tono fantascientifico: StarCraft. Ambientato nel 26° secolo nella Via Lattea, la storia ruoterà intorno a tre razze (umani, Zerg e Protoss) che si contendono il possesso di un settore della galassia, il tutto ovviamente sfruttando armamenti fantascientifici. Ognuna delle tre razze ha a disposizione diverse abilità e armi, ma il gioco in sè non si distacca molto da quello che era il concetto base di Warcraft, e non ha apportato delle grandissime innovazioni al genere degli RTS.

Verme operativo e pronto all’attacco

worms logo

Nel 1995 il famoso Team17 pubblica uno dei TBS più belli mai realizzati: Worms. Il gioco narra di questo agguerriti vermi battaglieri che, a suon di armi imprevedibili e fantastiche, come una bomba-banana, una granata sacra, un attacco aereo o un asino di cemento, si combattono in un’arena bidimensionale per la supremazia di una squadra su di un’altra. Il gioco, vuoi per l’originalità, vuoi per la stranezza, vuoi per la ventata di novità che portava con sè, ebbe un successo strepitoso, tanto che ancora oggi Worms resta un appuntamento fisso degli appassionati. La fortuna della serie, negli anni, è stata la costanza: pochi infatti sono stati i passi falsi, tanti invece i successi e i buoni risultati.

worms 3dDopo Worms, nel 1998 arrivò Worms 2, e l’anno successivo Worms: Armageddon. Dopo una pausa di alcuni anni, la serie tornò in grande stile nel 2003, quando venne pubblicato Worms 3D, il primo titolo in tre dimensioni che portava il gameplay a qualcosa di mai visto prima nella serie, e che rendeva tutto molto più complicato da pianificare. Un concetto che venne ampliato e migliorato in Worms 4: Mayhem (2005), probabilmente il migliore dei titoli della serie a tre dimensioni. Negli ultimi anni c’è stato una sorta di ritorno alle origini: dopo i remake in alta definizione dei primi due Worms, nel 2012 è arrivato Worms: Revolution, seguito l’anno successivo da Worms: Clan Wars. Quest’ultimo non è sicuramente entrato nel cuore dei fan: ancora oggi, a 1 anno dall’uscita, resta il titolo della serie che ha venduto meno. Questo non ha però mai fatto scoraggiare il Team17, che anzi dopo i titoli mediocri ha sempre trovato il modo di risollevarsi.

L’era degli Imperi…e la loro decadenza

aoe_logo

In collaborazione diretta con Microsoft, nel 1997 Ensemble Studios pubblica Age of Empires, uno strategico in tempo reale che, bisogna ammetterlo, farà storia. Utilizzando diversi tipi di civiltà, è possibile passare dall’età della pietra a quella classica, per poi progredire fino all’età del ferro e divenire la civiltà più potente. Attraverso una ben strutturata campagna, che metteva il giocatore nei panni di diversi grandi condottieri del passato, il gioco poneva le basi per le altre partite che il giocatore poteva organizzare, scegliendo per esempio l’età di partenza, il limite di popolazione, e tanto altro. Il successo è davvero esorbitante, ed Ensemble lo coglie completamente: ben presto, infatti, Age of Empires diventa una serie, che avrà come scopo quello di attraversare tutto il corso della storia fino al giorno d’oggi.

age-of-empires-ii-20Arriva quindi il 1999, e con esso anche Age of Empires II: The Age of Kings, probabilmente il migliore della saga e uno degli RTS più belli di sempre. Partendo dall’Alto Medioevo, il giocatore deve portare la sua civiltà fino all’età dei grandi imperi, passando per l’età Feudale e quella dei Castelli. La campagna si arricchisce di nuovissime ambientazioni e personaggi: Saladino, Giovanna d’Arco, Gengis Khan, Barbarossa e Sir William Wallace, per dirne alcuni. Con AOE II vengono anche introdotte le armi da fuoco (ovviamente si parla dei primi prototipi con polvere da sparo), un argomento che spaventava molto i giocatori, in quanto avrebbe portato ad un cambiamento radicale nel gameplay. Il team di sviluppo del gioco fu invece molto attento, e non ci furono drastici cambiamenti, sicuramente non molti rispetto a quelli apportati al terzo capitolo.

2005. Dopo anni di attesa, Ensemble Studios cambia tutto: motore di gioco, team di sviluppo, ambientazione e veridicità storica. E’ così che nasce Age of Empires III: Age of Discovery, finora l’ultimo titolo di quella che doveva essere una pentalogia e che invece si è schiantata contro un muro, a causa di un insuccesso clamoroso. Il periodo storico affrontato vedeva le grandi civiltà europee affrontarsi per il dominio sul continente americano, nell’epoca delle colonie. Ma il grande problema fu dal punto di vista della storia e del gameplay. La fedele campagna che riproduceva gli avvenimenti storici venne abbandonata, a favore di una storia completamente inventata che ruotava intorno alla famiglia Black e alla sua incessante ricerca della Fonte della Giovinezza. Uno scenario che già non andava giù a molti fan, ma anche il gameplay non fu perdonato: molte delle ottime intuizioni apparse su AOE I e II vennero abbandonate, a favore di scelte riprese in gran parte da Age of Mithology, spin-off della serie che coinvolgeva gli dei sovrannaturali dell’antica Grecia, dei Vichinghi e di altre civiltà età Antica. Nonostante la grande delusione, il supporto di Ensemble andò avanti per circa 2 anni, dopo i quali il progetto Age of Empires fu completamente abbandonato. Una serie che avrebbe meritato un esito migliore, e soprattutto un IV capitolo che ancora i fan sognano…

Gli anni più recenti

Negli ultimi 5-6 anni, non sono apparse nuove IP o saghe degne di nota, sicuramente non della stessa rilevanza di serie come AOE o SimCity. Da segnalare, però, ci sono alcuni interessanti titoli. Primo fra tutti è sicuramente Halo Wars. Nel 2009, infatti, Ensemble Studios decide di prendere la più famosa IP di Microsoft e di creare un videogioco RTS ambientato in quello stesso universo. Il risultato è stato ottimo: Halo Wars, a differenza dei classici RTS, vanta una vera e propria storia o campagna, che narra gli avvenimenti antecedenti al primo Halo. Nonostante fosse esclusivo di Xbox 360 (gli strategici in tempo reale, su console, non hanno mai avuto fortuna), il gioco è stato lodato dai fan e dalla critica. Un sequel sembra sia in cantiere da diversi anni, ma i recenti problemi di Ensemble e le nuove politiche di Microsoft sembrano, almeno per il momento, aver accantonato un ipotetico Halo Wars 2.

pvz3Una nuova IP degna di nota è arrivata sempre nel 2009: le menti di PopCap Games, infatti, diedero vita a Piante contro Zombi, uno degli strategici in tempo reale più apprezzati degli ultimi anni. Lo scopo è molto semplice: avete un campo di piante, e un’orda di zombi affamati minaccia le vostre coltivazioni. Grazie all’utilizzo di vegetali speciali, il giocatore dovrà essere in grado di proteggere il campo e respingere l’avanzata zombie. Il successo di Piante contro Zombie ha dato vita ad un sequel, Piante contro Zombie 2 (2014) e ad una sorta di spin-off, Plants vs. Zombies: Garden Warfare (2014), nel quale siamo passati dal genere RTS allo sparatutto in terza persona. Un esperimento dati alla mano, riuscitissimo.

Dal lato degli strategici a turni, pochi sono i titoli da segnalare, oltre ai già citati Civilization e Worms. La buona notizia, in questo caso, è che, seppur siano pochi i TBS pubblicati negli ultimi anni, questi hanno una grandissima varietà tra di loro, il che permette al giocatore di poter spaziare tra tantissimi contenuti. Si va dai classici titoli ambientati nella storia, come World War One (2008), Empire: Total War (2009) e Napoleon: Total War (2010), ai titoli caratterizzati dalla magia e dal sovrannaturale, come Fire Emblem Shadow Dragon (2008) e Disgaea 4: A Promise Unforgotten (2011).

Ma cosa è emerso studiando gli ultimi videogiochi usciti?

E oggi?

I giochi strategici, negli ultimi anni, stanno affrontando un preoccupante calo di popolarità. Tanti gli esperimenti falliti, specialmente quelli per riportare in auge vecchie e amate serie, come Age of Empires Online (2011), e Worms: Clan Wars (2013), e altrettanto tanti i fallimenti, a causa di poca cura nella realizzazione, oppure per estrema ripetitività e scopiazzature che non sono andate giù ai fan. Possiamo tranquillamente affermare che il futuro dei gestionali va ricercato nei social game, basti pensare a FarmVille, o al recentissimo Clash of Clans, ormai famosissimo in tutto il mondo.

Clash of clans

Personalmente, spero in un ritorno alle origini, a cioè un ritorno in grande stile dei vecchi strategici, essendone un amante fin da quando ero bambino. Vi basti pensare che, ogni tanto, per svagarmi un pò, mi faccio ancora la mia bella partitina a Age of Empires II HD, proprio per ricordare i bei vecchi tempi. Per oggi è tutto, la rubrica si chiude qui, e ci vediamo (tempo permettendo) a settembre!



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.