Si è risvegliato qualcosa, negli anni scorsi, intorno al franchise di Legacy of Kain. Non sappiamo se tutto questo sia l’antipasto a un nuovo e imperioso capitolo della serie (qualcosa di inedito, in effetti, arriverà già tra poche settimane), ma certo è che gli amanti di Kain e Raziel hanno avuto di che gioire in tempi recenti. Tra ritorni su PlayStation Plus e remastered targate Aspyr, la saga di Legacy of Kain è tornata a risplendere, consentendo anche ai giocatori odierni di riscoprirla.
Vero, non parliamo di operazioni clamorose, ma importanti abbastanza per mantenere vivo il ricordo di una serie che negli anni ’90 era un punto di riferimento per il gaming. E così, a completamento di quest’operazione di rinnovo dell’eredità della saga (Blood Omen 1 & 2 sono tra i Classici di PS Plus Premium, ma qualcosa ci dice che anch’essi, prima o poi, avranno una riedizione), ecco che anche Legacy of Kain: Defiance, lanciato nel 2002 su PlayStation 2, Xbox e PC, torna sui nostri schermi. Dietro le quinte c’è nuovamente Aspyr, ormai una garanzia quando si parla di riedizioni di videogiochi del passato (salvo alcune eccezioni), e stavolta la base di partenza è un gioco con solidità tecniche maggiori, oltre che una grande qualità di fondo. Vediamo quindi com’è questa nuova remastered.
Versione provata: PlayStation 5
L’eredità di Defiance

Originariamente concepito come il terzo capitolo della saga di Soul Reaver, Defiance ha rappresentato storicamente un punto di svolta unico per il franchise, essendo il primo e unico titolo a permettere ai giocatori di vestire i panni di entrambi i pilastri della serie: il dispotico signore dei vampiri Kain e il suo ex luogotenente, lo spettro vendicativo Raziel. A dire il vero, per oltre un ventennio è stato un tale punto di svolta da portare alla fine della serie, ma questo è un altro discorso.
La trama riprende dal finale sospeso di Soul Reaver 2, proiettando i due protagonisti in un tempo e uno spazio che ha distorto il destino di Nosgoth. E così, appunto, sia Kain che Raziel diventano giocabili. Questa struttura a doppio protagonista, sebbene introduca occasionali incertezze nel ritmo narrativo a causa dei passaggi repentini tra i due punti di vista, rimane un esperimento entusiasmante per l’epoca che riesce finalmente a ricucire i fili di una trama complessa e stratificata.
Rivivere oggi Nosgoth è davvero emozionante: la storia è drammatica ed evocativa, capace di rispondere agli interrogativi sollevati nella saga e di approfondire le motivazioni delle fazioni in lotta, il tutto supportato da un comparto audio rimasterizzato che restituisce al doppiaggio (pure italiano) e alla colonna sonora la maestosità che meritano. Ludicamente parlando, Defiance possedeva anche diverse caratteristiche innovative, pur senza riuscire a stupire: la ripetitività era un punto debole dell’originale gioco, che, ovviamente, viene riproposto qui. Ma andiamo oltre.
Remaster of Kain

L’operazione di restauro estetico e funzionale compiuta su questa versione Remastered segue la filosofia già apprezzata nei precedenti capitoli, offrendo un aggiornamento grafico che rispetta rigorosamente la direzione artistica del 2003. Sebbene il colpo d’occhio ricordi immediatamente l’originale, il miglioramento delle texture e del sistema di illuminazione conferisce a Nosgoth una nitidezza inedita, permettendo di scorgere dettagli macabri prima impastati dalla bassa risoluzione, come le minuzie del teschio esposto di Ariel o la vegetazione che ricopre i suoli delle rovine.
Il vero punto di svolta riguarda però l’introduzione di una telecamera fluttuante moderna. Il titolo originale faceva uso di inquadrature fisse di stampo cinematografico simili ai primi Resident Evil, una scelta che sì cercava di esaltare l’epicità del momento (anche God of War di Santa Monica, nelle sue prime uscite, adottò questa tecnica in alcuni frangenti), ma rendeva i combattimenti e le fasi platform talvolta frustranti a causa di angoli ciechi e controlli macchinosi. La nuova visuale libera risolve gran parte di queste criticità, rendendo l’esperienza fluida e appetibile per gli standard odierni, pur permettendo ai puristi di tornare istantaneamente alla configurazione classica e alla grafica d’epoca con la semplice pressione di un tasto. Lo stesso vale anche per il comparto grafico: premendo R3 sulla versione PS5, si può switchare in un istante tra la versione rimasterizzata e quella classica, come Aspyr ha già fatto in precedenza.
Sul fronte del gameplay puro, gli sviluppatori hanno introdotto strumenti volti a mitigare il senso di smarrimento tipico delle avventure dei primi anni duemila. La “Navigazione Preveggente”, una funzione che orienta automaticamente il personaggio verso l’obiettivo successivo, si rivela un aiuto prezioso durante le fasi di backtracking o l’esplorazione di ambienti visivamente simili, eliminando il vagabondaggio senza meta che affliggeva l’opera originale. A questo si aggiunge l’implementazione di mappe locali e globali che, pur prive di indicatori specifici per gli obiettivi, offrono una rappresentazione cartografica di Nosgoth estremamente suggestiva per gli appassionati.
Il sistema di combattimento beneficia enormemente della nuova gestione della visuale, mostrandosi più dinamico e meno vincolato al lock-on rigido dei predecessori. Gli scontri, dinamici e numerosi, permettono di concatenare attacchi tra più nemici e di sfruttare poteri spettacolari come la telecinesi di Kain. Nonostante questi miglioramenti, però, emerge col tempo una certa ripetitività: Kain e Raziel risultano funzionalmente identici nel set di mosse, e a un certo punto del gioco si nota una tendenza a dilatare eccessivamente l’esperienza con enigmi e scontri troppo simili tra loro.
Il capitolo dimenticato

Aspyr ha deciso di fare anche qualcosa di inaspettato.
Questa edizione Remastered si distingue per un’offerta monumentale di contenuti d’archivio che la rendono una vera e propria celebrazione per i fan della serie. All’interno del pacchetto troviamo skin sbloccabili di grande valore storico, come il modello di Raziel basato sul concept di “Shifter”, il progetto originale prima che venisse assorbito nel mito di Legacy of Kain. Ci sono anche una vasta galleria di concept art, rendering 3D, livelli tagliati e filmati dietro le quinte con il cast vocale originale.
Il contenuto extra più incredibile, purtroppo esclusivo per i possessori della Deluxe Edition, è la breve demo giocabile di Legacy of Kain: The Dark Prophecy. Sì, quel mitologico sequel di Defiance che entrò in produzione nel 2004 presso Ritual Entertainment ma non venne mai completato, decretando la fine del franchise. Sebbene la demo duri solo pochi minuti, rappresenta un documento storico di inestimabile valore, offrendo uno sguardo tangibile su ciò che sarebbe potuto essere il futuro di questa saga. Ci piace pensare che forse, un giorno, vedremo finalmente questo The Dark Prophecy. Con il ritorno di Legacy of Kain, i tempi sono maturi, no?

Review Overview
Riassunto
Grazie anche a un gameplay e una struttura molto più moderne rispetto ai precedenti Legacy of Kain rimasterizzati da Aspyr, Defiance è libero di risplendere sui moderni sistemi. Un videogioco che vi consigliamo caldamente di recuperare: forse potreste perdervi qualche retroscena narrativo, ma l'ottima sinergia tra Kain e Raziel, unita ad ambientazioni macabre e iconiche, è un piacere per la vista e per la mente.
Pro
Una storia pazzesca ed emozionante Atmosfere bellissime Restauro ottimo, con tanti contenuti extra e novità riusciteContro
Il combattimento è abbastanza ripetitivo Gli enigmi pure- Giudizio complessivo8
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