Lezioni di Storia: Kingdom Hearts – Parte II

Di Andrea "Geo" Peroni
27 Dicembre 2016

ORGANIZZAZIONE XIV

Per la serie Kingdom Hearts, dopo aver toccato PlayStation 2, GameBoy Color e cellulari, arriva il momento di sfondare anche sulla nuova portatile di casa Nintendo, il DS, e per l’occasione Tetsuya Nomura decide non solo di raccontare ciò che è avvenuto nel buco temporale tra Chain of Memories e il secondo capitolo, ma anche di farci vivere le vicende nei panni del “nemico”. Protagonista di Kingdom Hearts: 358/2 Days è infatti Roxas, Nessuno di Sora che viene intercettato da Xemnas poco dopo la sua nascita e viene fatto entrare strategicamente nell’Organizzazione, non solo per il suo illustre “progenitore” Sora ma anche per l’innata abilità di poter utilizzare il Keyblade, inedita per tutti i Nessuno finora. La natura senza precedenti di Roxas sarà anche il motivo per il quale il ragazzo finirà con l’allontanarsi dall’Organizzazione, dopo che sentimenti apparentemente inesistenti per un Nessuno iniziavano ad affiorare in lui. Nel corso del quasi anno trascorso a far parte dell’Organizzazione (appunto, 358 giorni di narrazione), Roxas inizia infatti a sviluppare un profondo sentimento di amicizia con Axel e con la misteriosissima Xion, quattordicesimo membro dell’organizzazione e anch’ella in grado di utilizzare il Keyblade, come testimoniano i loro ricorrenti incontri a Twilight Town a mangiare un ghiacciolo durante il tramonto.

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Anche in 358/2 Days i colpi di scena saranno all’ordine del giorno. Xion, ad esempio, ragazza capace di evocare il Keyblade ma che non possiede alcun ricordo, si scoprirà essere un segretissimo progetto dell’Organizzazione: Vexen, nel Castello dell’Oblio, aveva scansionato le memorie di Sora e aveva prodotto un vero e proprio clone con un aspetto differente, appunto Xion. La ragazza non è quindi un Nessuno, ma un semplice involucro dentro il quale alberga parte delle memorie del prescelto del Keyblade. La scoperta della sua natura destabilizzerà Xion, che si allontanerà progressivamente sia dall’Organizzazione che dai suoi due amici, Roxas e Axel, con quest’ultimo che viene incaricato di riportala indietro dal grande capo. Si intrometteranno inoltre DiZ, Riku e Naminé, impegnati nell’estenuante missione di ricostruire completamente i ricordi di Sora ora suddivisi non in due parti (lui e Roxas) ma addirittura in tre (ai quali si aggiungono anche i ricordi di Ven, ma ne parleremo più avanti). Insomma, invece di proporre una narrazione più tranquilla e di spiegarci qualcosa in più riguardo i Nessuno e l’Organizzazione, Kingdom Hearts 358/2 Days non fece altro che inserirsi tra titoli già pubblicati proponendo una trama inaspettata, riuscendo comunque a coprire alcuni punti oscuri fino a quel momento,  come l’inserimento di Roxas nella Crepuscopoli virtuale di KH2. Roxas infatti si sente completamente estraneo all’Organizzazione dopo quello che è stato costretto a fare (fermare Xion), e si ribella a Xemnas e compagnia abbandonando il gruppo. Riku, al Mondo che non Esiste, ne approfitta e lo sconfigge malamente, consegnandolo nelle sapienti mani di DiZ per ricominciare il processo di assimilazione dei ricordi di Sora. Guarda caso, questa battaglia già l’avevamo vista, molti anni prima: si trattava infatti del tema di Another Side, Another Story, il filmato segreto del primo Kingdom Hearts.

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Parliamo, dal punto di vista tecnico, di uno dei migliori titoli che si siano visti su Nintendo DS. Non eccezionale dal punto di vista narrativo, non originale dal punto di vista del gameplay che viene ripreso pari pari da quello della serie principale, ma comunque un titolo assolutamente  buono. I mondi in 3D vengono ripresi sostanzialmente dalle ambientazioni già viste in titoli precedenti, con meno dettagli e meno “vita” se così si può dire, ma non mancano anche scenari inediti. Fa storcere il naso, enormemente, il sistema di movimento, confinato dalle quattro freccette analogiche di NDS e che poco si addicono ad un mondo in tre dimensioni da esplorare fatto di combattimenti in tempo reale (e di questa cosa ne risente anche la telecamera). Con piccole novità, come un rinnovato sistema di abilità e un avanzamento “episodico” della trama, Kingdom Hearts 358/2 Days si presenta sul mercato anche con una enorme componente rivoluzionaria per l’intero brand: il primo, vero approccio al multiplayer cooperativo. Sfiorato su Chain of Memories, dove però si limitava ad un 1v1 tra due giocatori, il multigiocatore di 358/2 Days permette agli utenti di completare alcune missioni cooperando tra loro, rendendo il tutto più coinvolgente e soprattutto interessante. Nessuna possibilità, però, di completare la storia in co-op, nonostante spesso Roxas sia accompagnato  da altri membri dell’Organizzazione. Kingdom Hearts è sempre stato un gioco pensato principalmente per il single player, come Nomura ha sempre ricordato, e dunque il multigiocatore resterà una feature in secondo piano.  Ma apprezzata, come in questo caso.

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Con il 2009 si chiude una sorta di ideale primo ciclo della Saga Xehanort, il  blocco narrativo che si concluderà con Kingdom Hearts III. Sì, perché come ha sempre ribadito Tetsuya Nomura, KH3 non rappresenterà la fine del franchise, anche se non riusciamo a quantificare neppure con la mente quanto altro tempo potremmo dover aspettare per l’ipotetico Kingdom Hearts IV. Tornando a noi, stiamo arrivando alla conclusione delle Lezioni di Storia di questa serie e ci avviciniamo ad un anno, il 2010, che con un gioco rivoluzionò e ribaltò completamente convinzioni e percezioni che fino a quel momento avevamo sulla serie. Appuntamento al 10 gennaio, dove inizieremo parlando di Kingdom Hearts: Birth by Sleep.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.