Lezioni di Storia: Kingdom Hearts – Parte III

kingdom hearts
Di Andrea "Geo" Peroni
10 Gennaio 2017

Apprendista Xehanort si divise in Nessuno (Xemnas) e Heartless, quest’ultimo senza un corpo ma con un potere: viaggiare nel tempo. È così che l’Heartless torna dalla versione giovane del Maestro Xehanort, e gli dona, oltre al potere di viaggiare nel tempo, anche una serie di importanti indicazioni sul futuro, e istruzioni sui prossimi contenitori del suo cuore. L’obiettivo di Xehanort inizia a delinearsi: creare altri dodici contenitori per il suo oscuro cuore, in modo da avere la possibilità di dominare la Luce e l’Oscurità. Tra i dodici contenitori ci saranno ad esempio Braig, già caduto in suo possesso all’epoca di Birth by Sleep, ma anche Isa (l’originale di Saix) e altri membri della vecchia Organizzazione XIII, gruppo creato per cercare di trovare validi contenitori allo scopo di Xehanort. Un altro custode per il cuore del Maestro, ormai scartato, fu Riku, divenuto però repellente all’Oscurità dopo tutti i suoi trascorsi. Sora viene fatto cadere in un lungo sonno da Xehanort, intenzionato ad avere il corpo del ragazzo, ma per sua fortuna è pronto a intervenire Riku, che si scoprirà essere divenuto una sorta di Spirito di Sora che lo ha aiutato nel Regno del Sonno impedendo all’Oscurità di possederlo (è anche per questo che i due non si sono mai incontrati nel corso del gioco). Ma perché proprio 13 contenitori? La leggendaria Guerra del Keyblade, una sorta di ossessione per Xehanort, distrusse l’originale χ-Blade in 20 parti totali, 7 di luce e 13 di oscurità. Il suo scopo, ora, dovrebbe essere dunque chiaro: ricostruire l’arma per aprire il Kingdom Hearts, cosa che Xehanort aveva già tentato anni prima (con Ventus e Vanitas) ma senza successo. Con l’aiuto di Topolino, Riku riesce però a interrompere il rituale di corruzione di Sora, e a salvare il ragazzo. Non è però tempo di riposarsi, gli eventi sono ormai stati messi in moto. La Vera Organizzazione XIII, con i contenitori di Xehanort, è in movimento per portare a termine il suo piano, e i guardiani della Luce devono ora organizzarsi. Il finale non è piacevole per tutti i protagonisti: Riku viene nominato Maestro, cosa che non tocca a Sora che decide di restare ad allenarsi nel Regno del Sonno; Lea decide di continuare il suo addestramento con il Keyblade; Yen Sid richiama invece un’altra inaspettata custode dell’arma, Kairi.

tron-kingdomhearts3d

Con la trama del gioco la chiudiamo qui, che è meglio. Come avrete capito, la confusione mentale per chi è stato costretto da forze maggiori a perdersi questo gioco è divenuta tale da quasi precludere la comprensione del futuro terzo capitolo, ed è per questo che la collection in arrivo il 24 gennaio è un’occasione fondamentale per riuscire a restare al passo con la serie. Anche perché, nel nostro Paese, Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance non ha subito un trattamento come ci si poteva attendere. La discutibile scelta di Square-Enix di non tradurre il gioco nella nostra lingua (oltre che in spagnolo) fu accompagnata anche da una distribuzione quasi minimale delle copie del gioco, limitate in molti negozi alle sole prenotazioni. Coloro che però riuscirono a metterci le mani sopra si ritrovarono però un buon titolo, con diversi elementi ereditati da Birth by Sleep (come i Comandi) e alcune novità come il flowmotion, che permetteva scatti e acrobazie a Sora e Riku prima impossibili. Particolarmente di disturbo fu la Barra Drop, una barra visualizzata a schermo che quando si riduceva a 0 coincideva con il cambio di personaggio e dunque di storyline da seguire. Fastidioso, in molti frangenti. Capitolo finito nel dimenticatoio nel nostro Paese, KH3D è la chiara dimostrazione di due concetti: il primo è che la storia sta giungendo al termine, e che questo è un prologo definitivo per il terzo capitolo; il secondo è che Tetsuya Nomura, in questo caso, ha forse osato troppo. Troppi colpi di scena e troppe novità da spiegare, che rovinarono a molti l’esperienza di una storia da poter seguire in tranquillità. Poco da dire, infine, sui Mondi: sempre belli e molto fedeli ai vari film e lungometraggi Disney, in particolar modo le ambientazioni ispirate a Il Gobbo di Notre Dame e TRON: Legacy.

TANTO TEMPO FA…

Tutto ciò che concerne la misteriosa Guerra del Keyblade viene esplorato in Kingdom Hearts χ, un browser game del 2013 che così come Kingdom Hearts coded non è mai uscito dal Giappone in questa forma. Ambientato 1000 anni prima della storia che tutti noi abbiamo vissuto nel corso della serie, Kingdom Hearts χ ci pone di fronte ad un mondo dove il Keyblade non era una leggenda, ma una solida realtà. Un antico Maestro dei Maestri aveva dato il via ad un vero e proprio culto del Keyblade, con cinque adepti al comando di altrettante fazioni che regolavano la pace nell’universo respingendo gli Heartless invasori. Come era prevedibile, la trama assume dei risvolti particolarmente inaspettati, con le fazioni messe l’una contro l’altra e con attriti che porteranno alla fatidica Guerra del Keyblade. Una storia che, essendo stata raccontata per il momento solo in Giappone, è ancora in gran parte oscura persino a noi. Quel che importa è che tutti i custodi finiranno col fare una brutta fine. Daybreak Town, un giorno gloriosa dimora delle 5 fazioni, fu teatro di una devastante guerra che sterminò la stragrande maggioranza dei Custodi. Finendo col diventare un desolato e inospitale luogo fatto di soli ricordi: il Cimitero dei Keyblade, che abbiamo già visto in KH2 e KHBBS.

keyblade_cimitero_graveyard

Sul gameplay di Kingdom Hearts χ poco da dire, essendo un sistema che noi non vedremo mai. Il gioco si basava su una sorta di variante del combat system di Chain of Memories, sfruttando sempre le carte e avendo stavolta a che fare con eventi casuali e temporanei che permettono di migliorare l’equipaggiamento a propria disposizione. L’assenza di un protagonista, che siamo noi stessi, ha anche permesso a Nomura di inserire una grossa personalizzazione su abiti e aspetto, per creare il proprio avatar digitale. Non c’è però nulla di più da dire, se non che il gioco, dopo soli 3 anni dall’apertura dei server, verrà presto chiuso, cosa che ha accelerato il rilascio dei capitoli conclusivi della storia da parte di Square-Enix.

4 ANNI DI REMASTERED

Possiamo affermare, finalmente, di essere giunti alla conclusione del nostro lungo ed estenuante viaggio. Dopo Kingdom Hearts χ, infatti, Square-Enix non ha più rilasciato nuovi titoli della serie, ma si è adoperata in un compito che ci sentiamo di elogiare: rimasterizzare totalmente la serie, portando prima su PlayStation 3 e poi su PlayStation 4 tutti i titoli per permettere a chiunque di recuperare, ripassare o approcciarsi senza troppa fatica alla serie e facendo anche un piccolo regalo ai fan: le tanto agognate edizioni Final Mix uscirono finalmente dai confini nipponici. Nel dicembre 2014 fu infatti la volta di Kingdom Hearts HD 1.5 ReMIX, contente le rimasterizzazioni in alta definizione di KHFM, KH Re:Chain of Memories e con le cinematiche di KH358/2D, quasi a comporre un film. Stessa identica struttura che seguirà anche Kingdom Hearts HD 2.5 ReMIX l’anno successivo: riedizione in HD di KH2 e KHBBS, e “film” dedicato a KH Re:coded.

Unchained χ, gioco che tutt’ora è scaricabile e giocabile sia su Android che su iOS

Una nuova “remastered”, se così possiamo chiamarla, arriva nel 2015 (solo l’anno successivo in Europa). Conscio del buon potenziale del gioco, se tramutato in mobile, Nomura porta Kingdom Hearts χ su smartphone con il nome di Unchained χ, gioco che tutt’ora è scaricabile e giocabile sia su Android che su iOS. Vengono eseguiti alcuni ritocchi non solo per renderlo appetibile ad un giovane pubblico, ma anche per un migliore utilizzo su mobile. Le carte fanno posto ad un sistema di medaglie da portare con sé, in quello che potrebbe quasi definirsi un action-RPG a turni, termine ambiguo ma che nasconde un pizzico di verità. Ancora oggi la trama di Kingdom Hearts: Unchained χ non è completa, Square-Enix sta supportando costantemente il titolo.

kingdom hearts chi back cover

Chi però acquisterà, il prossimo 24 gennaio, Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue sarà già in grado di conoscere l’intera storia delle cinque fazioni, del Maestro dei Maestri e della Guerra del Keyblade. Il film contenuto all’interno della collection sarà infatti Kingdom Hearts χ: Back Cover, che sarà realizzato interamente in Unreal Engine 4, nuovo motore grafico sfruttato anche nel terzo attesissimo capitolo. Rimasterizzato anche Kingdom Hearts 3D, mentre il terzo gioco è tutt’ora una incognita e allo stesso tempo un mini-titolo molto atteso. A completare la raccolta sarà Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep: A fragmentary passage, che esplorerà il tempo passato da Aqua all’interno del Regno dell’Oscurità. Se siete curiosi di sapere qualcosa di più sulla collection, qui trovate la nostra anteprima. Per quanto riguarda Lezioni di Storia, invece, il viaggio si conclude qui. Sono stato particolarmente prolisso, lo riconosco, anche sicuramente confuso in certi porzioni. Ma sono sicuro che mi possiate capire: raccontare di Kingdom Hearts, per complessità e storia, non è mai semplice.

 

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.