[Recensione] A Plague Tale: Innocence – Gli orrori della peste

recensione a plague tale
Di Marco "Bounty" Di Prospero
21 Maggio 2019

Negli ultimi anni, molti sono stati i giochi ambientati nel corso di reali eventi storici (Assassin’s Creed tanto per dirne uno). Le storie vissute in questi titoli, tuttavia, vedono come protagonisti, nella maggioranza dei casi, eroi o persone dotate di forza e particolari abilità. Con “A Plague Tale: Innocence” tuttavia, Asobo Studio ha deciso di raccontare la guerra dei Cent’Anni e gli orrori della peste tramite la vicenda di Hugo e Amicia, due semplici bambini. Ed è probabilmente questo aspetto che ha suscitato un grande interesse da parte della critica videoludica, noi compresi. Non vi resta quindi che leggere la recensione di “A Plague Tale: Innocence” per conoscere il nostro verdetto finale; vi auguriamo una buona lettura.

Nota: La versione provata è quella PS4 Standard.

TRA GUERRA ED EPIDEMIA

Come anticipato nel paragrafo precedente, A Plague Tale: Innocence è ambientato in Francia durante la Guerra dei Cent’anni, combattuta dal 1337 al 1453. E dove la guerra non faceva morti ci pensava la Peste Nera, epidemia scoppiata nel 1347 che colpì l’intera popolazione europea. Ed è proprio in questo contesto che muoviamo i primi passi in A Plague Tale. Durante la prima fase di gioco vestiamo i panni di Amicia, una ragazzina di soli 15 anni che si trova a caccia con suo padre Robert e con il suo fedele cane Leon. Dopo aver imparato alcune meccaniche di base ecco che un tragico evento costringe Amicia a rientrare nel paesino in cui abita per rifugiarsi. Qui conosciamo il fratellino di Amicia, Hugo. Sebbene per l’appunto i due siano fratello e sorella, Amicia sembra non aver mai passato molto tempo con il piccolo Hugo, afflitto da una malattia misteriosa che lo rende piuttosto debole. Nel frattempo, il villaggio viene attaccato dall’Inquisizione e, senza addentrarci troppo nei dettagli per evitare spoiler, Amicia e Hugo si trovano a dover fuggire dal nemico. E’ da questo Incipit che ha inizio la trama del gioco targato Asobo Studio. La trama si è rivelata decisamente matura e con picchi emozionali riuscitissimi. Tra l’altro, il tutto è reso ancora più interessante dalla rappresentazione dell’epidemia di peste. Si tratta di una rappresentazione quasi sovrannaturale che riesce a colpire in pieno il giocatore e a trasmettere l’orrore di una malattia come quella della peste. La longevità della campagna supera abbondantemente le 10 ore; risultato più che soddisfacente.

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QUANDO LA LUCE NON C’E’…

Considerando la natura dei protagonisti è piuttosto facile intuire che il gampleay di A Plague Tale: Innocence si basi su una componente stealth. Questo perchè Amicia e Hugo non sono dotati di armi in grado di competere con l’equipaggiamento di un soldato dell’Inquisizione. I due fratelli devono nascondersi continuamente tra i cespugli o, al massimo, utilizzare qualche diversivo per sgaiattolare via. Tali fasi risultano vincenti, seppur semplici. infatti, A Plague Tale: Innocence non richiede grande impegno per essere portato a termine. Complice di ciò anche l’intelligenza artificiale, con i nemici che seguono tragitti predefiniti e facili da aggirare. Ovviamente, data la natura stealth, ogni nemico avrà un segnalino che indicherà il livello di allerta. Nella maggior parte dei casi l’avvistamento porterà alla nostra cattura e alla fine della partita. Nonostante meccaniche stealth abbastanza datate, e una struttura di gioco piuttosto lineare, Asobo Studio ha inserito alcuni elementi che rendono il gameplay più ragionato e variegato. Ad esempio pur utilizzando Amicia per l’intero gioco, potremo chiedere ad Hugo di rimanere fermo in un punto o, al contrario, di raggiungerci. Tra l’altro Amicia è dotata di una fionda, utile per uccidere le guardie (se senza elmo) o per disorientare i nemici colpendo oggetti nelle vicinanze. Fionda che è dotata anche di un sistema di crafting grazie ai materiali sparsi per le mappe di gioco. Potremo creare nuovi tipi di munizioni alchemiche utilizzabili, ad esempio, per spegnere le torce o addormentare i nemici. Oltre a ciò, alcuni materiali saranno in grado di potenziare la fionda stessa, aumentandone le caratteristiche. L’intuizione del crafting della fionda ha fatto in modo di creare un gameplay più divertente ed in grado di sorreggere una componente stealth altrimenti debole.

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…I TOPI BALLANO

Oltre all’Inquisizione, Hugo e Amicia dovranno guardarsi le spalle anche dalla peste, epidemia rappresentata in modo sovranaturale. Il contagio è infatti rappresentato da centinaia di topi famelici, intenti a divorare qualsiasi cosa si trovino davanti. L’unica debolezza dei minacciosi roditori è una fonte di luce. Tale premessa ha dato possibilità agli sviluppatori di creare diversi enigmi e puzzle in cui dovremo seguire una serie di step per attraversare distese di topi senza essere divorati. Nonostante si tratti di fasi piuttosto semplici, tali enigmi rendono il gameplay più vario e meno ripetitivo. Inoltre, le orde di topi possono essere usate anche come diversivo per le guardie, ricollegandosi alla componente stealth di cui parlavamo nel precedente paragrafo. Ad esempio potremo indirizzare i topi verso un soldato nemico, causandone la morte. La stessa fionda, potrà essere utilizzata per accendere nuove fonti di luce, permettendoci di allontanare i portatori di peste. Risulta chiaro pertanto che ogni meccanica è perfettamente legata l’una dall’altra.  Una volta aver sbloccato pozioni e potenziamenti vari, la libertà d’azione concessaci sarà molto più percebile.

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EPIDEMIA ARTISTICA

La versione PS4 Standard di A Plague Tale gira a 30 FPS stabili, eccezion fatta per alcuni sporadici cali. Dal punto di vista grafico il gioco non ha nulla a che invidiare alle produzioni tripla A, nonostante alcune imprecisioni sull’espressività dei volti. Imprecisioni che, tuttavia, sono state compensate da un ottimo doppiaggio in lingua originale (e sottotitolato in lingua italiana). Tralasciando il comparto strettamente tecnico, il valore aggiunto della produzione è rappresentato dall’atmosfera creata da Asobo Studio. Ogni ambientazione è stata creata con una cura maniacale, grazie al raffinato lavoro svolto su dettagli e particolari che contribuiscono ad immergere il giocatore nel mondo di gioco. Possiamo definire A Plague Tale: Innocence una piccola opera d’arte. Non a caso Asobo Studio si è ispirata ai dipinti di Claude Lorrain, pittore francese del XVII secolo. Ad accompagnare le artistiche ambientazioni medioevali troviamo la colonna sonora di Olivier Deriviere, caratterizzata dall’utilizzo di viole e archi che ben accompagnano il cammino di Hugo e Amicia.

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PUNTI DI FORZA

  • Trama matura ed emozionante;
  • Ottima realizzazione artistica;
  • I tratti mistici e sovrannaturali si uniscono bene alla realtà dei fatti.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Meccaniche stealth un po’ datate;
  • Difficoltà bassa.

Nonostante un gameplay lineare e delle meccaniche stealth un po’ datate, A Plague Tale: Innocence è una piccola opera d’arte. Ciò grazie ad una narrativa avvincente, caratterizzata da forti emozioni e da una componente sovranaturale che non fa altro che creare maggior curiosità e interesse. Ambientazioni ispirate e artistiche contribuiscono ad immergere ancor di più il giocatore in un mondo affascinante e, allo stesso tempo, cupo e tetro.

Si ringrazie Focus Home Interactive per il codice review fornitoci.



Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.