[Recensione] Biomutant

Di Marco "Connor" Corazza
24 Maggio 2021

Dopo un’attesa durata anni, Biomutant acquista finalmente concretezza nelle nostre mani; il gioco presentato da THQ si mostra agli occhi del pubblico con l’obiettivo di imporsi con tutta la naturalezza e spensieratezza del mondo successivamente ai numerosi rinvii e alla carenza di informazioni, dal primo avvistamento del 2017 ad oggi.

Parliamo, per chi non lo conoscesse, di un action RPG con un’ambientazione in uno scenario post-apocalittico open-world; l’ambizione di questo titolo sta nel ricreare una trama che colleghi una storia avvincente ad una situazione molto realistica: il mondo è stato colpito da un disastro naturale che ha causato l’inquinamento del pianeta tramite l’Albero della vita, grande pianta che sovrasta tutto e che consente di diffondere energia tramite le sue radici; le scelte e azioni del protagonista porteranno alla sua salvezza o alla sua distruzione.

Scopriamo insieme la recensione a cui ci ha condotto l’esperienza di Biomutant.

Versione provata: PC (Steam)

IL MONDO E’ “MUTATO”

Il narratore parte con un discorso che ci fa riflettere su ciò che la natura offre e come sia facile spezzare un equilibrio così importante, è con lui che l’avventura comincerà e proseguirà per tutto il tempo.

In un tempo non specificato, il mondo è diviso a metà in un’epoca post-apocalittica: da un lato c’è chi vuole preservare il corso naturale delle cose e salvare l’albero della vita dagli attentati dei nemici del lato oscuro, dall’altro troviamo coloro che preferiscono guardare avanti e assecondare i mangiamondo, gli aggressori che ricercano l’ordine a discapito del mondo vecchio.

Il nostro personaggio, figlio dei capi della propria tribù, percorrerà un viaggio alla ricerca dei ricordi perduti e di uno scopo da seguire, dovrà infatti schierarsi dalla parte della luce o dell’oscurità (scelta che sarà affidata al giocatore) e, di conseguenza, fare certe azioni che condurranno il mondo ad un riscatto o una fine.

Gli alleati saranno molti, quasi quanto i nemici, eppure le sorti del pianeta incomberanno in gran parte sul giovane protagonista e le sue doti di combattimento e strategia: tra una conquista e l’altra, il nostro obiettivo primario sarà quello di conquistare avamposti (che sia per unificare tribù o per distruggerle).

Il Sifu della tribù che sceglieremo di aiutare ci farà molte domande per capire la nostra indole e guidarci al meglio sul nostro destino, ma i dubbi, a prescindere dalla fazione scelta, si presenteranno spesso per metterci alla prova sulla convinzione delle scelte che abbiamo preso da inizio gioco: il percorso che percorriamo è giusto o nasconde dei lati negativi?

Aspetto di grande importanza e che varierà drasticamente la trama e la scelta della strada da prendere è l’equilibrio interiore del protagonista: indole di oscurità o di luce; le strade sono diverse e cambiano in pieno l’esperienza di gioco, comprendendo i rapporti con gli NPC e le abilità che si sbloccheranno nel corso del gioco (scelte che si susseguiranno e che porteranno a differenti finali).

La trama può riassumersi nel concetto di “lezione di vita“, difatti tra una missione e l’altra troveremo degli accenni sul mondo prima del disastro che portò ad un inquinamento globale e il narratore stesso ci mostrerà ciò che la natura può offrire al suo massimo potenziale.

Nel complesso parliamo di una storia degna di essere raccontata e ascoltata dall’inizio alla fine e che lascia davvero qualcosa, una serie di racconti che ci hanno stupito in positivo!

LA NATURA IN TUTTO IL SUO SPLENDORE

Il primo aspetto che sicuramente merita di essere esposto è il sistema di personalizzazione iniziale; prima di tutto dovremo selezionare la specie: primal, dumdon, rex, hyla, fip o murgel, a seguito della scelta varieranno i parametri relativi a vitalità, forza, intelligenza, agilità, carisma e fortuna; poi sarà il turno della mutazione genetica da attribuire al personaggio, qui vi sarà la scelta degli attributi, seguita dalla distribuzione in percentuali della resistenza: calore, radioattività, freddo e bio-rischio.

Infine, dopo aver deciso lo stile di pelliccia e il colore, toccherà a selezionare la classe base preferita: tiratore, commando, psicofolle, sabotatore o sentinella, dopodiché avremo il nostro personalissimo personaggio, pronto ad entrare in azione.

Parlando del gameplay vero e proprio, troviamo un combattimento molto fluido e intuitivo, che combina attacchi corpo a corpo e con armi da fuoco assieme a combo sbloccabili nel menù livellando e giocando; facendo ciò otterremo anche dei potenziamenti a scelta sugli attributi del personaggio e attacchi speciali.

Otterremo oggetti esclusivi e apriremo nuove strade anche grazie alla risoluzione dei rompicapi, che avranno un numero limitato di mosse a seconda del parametro intelligenza che avremo in quel momento.

Il mondo di gioco è davvero vasto e ci metterà in contatto con una gran quantità di NPC (dal linguaggio incomprensibile, spiegato dal narratore), tra prigionieri negli avamposti e non, con cui interagire per ottenere punti PSI (sblocco poteri psionici, richiede un certo tipo di equilibrio di luce o oscurità); dopo aver conquistato tutte le fortezze nemiche potremo, prima di decidere cosa farne in base al nostro orientamento, affrontare il relativo Sifu, il capo tribù e quindi accaparrarci le sue ricchezze e armi/oggetti utili da utilizzare non appena raggiunto il livello minimo richiesto.

Anche le risposte che daremo nei dialoghi e le azioni che faremo influenzeranno l’equilibrio interiore, ogni azione genera un’aura totale che varierà i dialoghi successivi; il tutto porta alla decisione principale del gioco: salvare l’albero della vita o appoggiare la sua distruzione nella guerra tra le tribù (fazione dei mangiamondo), ma la cosa importante, come il gioco ci ricorda, è rimanere il più coerenti possibili con le scelte fatte in ogni istante.

Oltre ad acquisirle esplorando e conquistando, le armi potranno essere ricondizionate sfruttando pezzi di ricambio trovati in giro: creare attrezzature da zero o potenziarle, un altro aspetto di questo titolo che ci è piaciuto davvero per come è stato realizzato.

A contornare il paesaggio, in parte distrutto, vi sarà una musica di sottofondo che richiama uno stile orientale molto rilassante che potremo goderci nel frattempo che giriamo in lungo e in largo cavalcando, camminando o a bordo di un robot corazzato; le strade percorribili in modo diverso in Biomutant sono davvero tante.

PUNTI DI FORZA

  • Trama profonda e coerente
  • Gameplay intuitivo e accattivante
  • Sistema di scelte ben fatto e non ripetitivo
  • Personalizzazione del personaggio ampia e di alto livello
  • Buon livello di sfida anche a difficoltà più basse (per giocatori esigenti)

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Gameplay “non a terra” a tratti macchinoso
  • Danni troppo importanti inferti dai nemici più grossi, dovrebbero venir leggermente ridotti

Senza giri di parole: nonostante alcuni chiari difetti, Biomutant ci ha convinto, la scaletta di aspettative che si era generata negli ultimi mesi attorno a questo atteso titolo è stata rispettata e il gioco non si dimostra ripetitivo o monotono, come titoli del genere, il che lo rende tranquillamente giocabile più volte per poter vedere i finali diversi e intraprendere strade opposte ogni volta, oltre che provare i poteri offerti dalle classi disponibili nella personalizzazione iniziale, che non lascerà di certo scontenti i giocatori.

Ricordiamo che Biomutant uscirà ufficialmente su PC, PlayStation 4 e Xbox One dal 25 maggio.

Ringraziamo THQ Nordic per il codice download del gioco.



Abbiamo parlato di:

Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.




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