[Recensione] Crackdown 3 – l’action adventure targato Microsoft!

Di Claudio Caudullo
18 Febbraio 2019

Era un gioco che quasi tutti davano per spacciato, per via di un estenuante sviluppo durato 5 anni, ma nonostante tutti i problemi e le possibili cancellazioni, Microsoft è riuscita a rilasciare Crackdown 3! Rilasciato su Xbox One 

Quando parliamo di un titolo come Crackdown il nostro primo pensiero è quel semplice gameplay, divertente e senza troppe complicazioni che, anche se possiede qualche problema tecnico, riesce comunque a divertirci occupando gran parte del nostro tempo: come già successo in passato con titoli come Saints Row 4 o Just Cause.

Ma bando alle ciancie e scopriamo insieme i pregi e difetti del nuova action adventure targato Microsoft!

CAMPAGNA

Il gioco inizia con l’Agenzia (un gruppo di agenti dotati di super poteri) che parte all’attacco per liberare New Providence; una grande città futuristica dominata da una malvagia potenza chiamata Terranova, che porta caos e schiavitù ai poveri abitanti utilizzando il potere del Chimera. Capitanati dal comandante Jaxon, impersonato dal buon Terry Crews, i nostri agenti sono quasi arrivati in città ma, improvvisamente, subiscono un attacco da Terranova che distrugge l’intera nave e tutti gli agenti al suo interno.

Per fortuna veniamo salvati e recuperati da Echo, una giovane ragazza ribelle che, con l’aiuto di una tecnologia di rigenerazione riesce a riportarci in vita. Collaborando con lei e Charles Goodwin, capo dell’Agenzia, cercheremo di sbarazzarci di Terranova una volta per tutte, partendo dai ranghi bassi fino a raggiungere la loro temibile leader Niemand.

Come potevamo aspettarci Crackdown 3 non possiede una trama d’impatto, anche se ci sta, visto il tipo di gioco. Oltre a questa breve intro la trama verrà raccontata sottoforma di disegni: ogni volta che sconfiggeremo un tenente o qualche pezzo grosso di Terranova avremo alcuni spezzoni disegnati che ci mostreranno l’andamento della nostra ribellione. Non ci saranno altri intermezzi tra gli agenti, Terry Crews avrà soltanto 3 frasette contate e Goodwin sarà sempre li, pronto a darvi fastidio con le sue battutine ed i suoi complimenti.

Insomma Crackdown 3 non è riuscito a rendere divertente nemmeno Terry Crews; come fai a non rendere divertente Terry Crews? Per il resto l’aspetto fondamentale è il gameplay, ma si sarà rivelato all’altezza?

Crackdown 3 è un action adventure in terza persona, focalizzato sul movimento dell’agente che può sfruttare diverse tecniche a sua disposizione, per muoversi in modo legiadro durante le scontrose battaglie. A differenza di altri sparatutto in terza persona, Crackdown 3 possiede un sistema di mira automatica che aggancia i bersagli da noi puntati, invece di darci quella libertà di sparare a nostro piacimento.

La mira automatica, quasi sempre, rende le sparatorie difficili e troppo complesse, specialmente quando ci ritroviamo droni dappertutto che ci costringono a lockare la mira in alto, mentre che i nemici in basso ci apriranno come delle scatolette di tonno. Gli sviluppatori non hanno pensato ad un modo efficace per farci scegliere i bersagli, oltre a quello di guardarli e lockarli con il grilletto sinistro del joystick.

Il nostro agente avrà a disposizione una vasta gamma di armi che potremo cambiare ogni volta che raggiungiamo un punto di rifornimento, dove ci sarà possibile: viaggiare da un rifornimento all’altro, cambiare le armi, ottenere munizioni e vita, utilizzare un veicolo dal nostro garage oppure cambiare agente. Abbiamo un vasto arsenale che comprende armi da fuoco, razzi, cecchini, armi che sparano acido, diversi tipi di granate e gadget, insomma un po’ di tutto! Il che è un bene, visto che, in base alla missione, sarà importante scegliere un corretto inventario.

Ogni nemico possiede delle debolezze e delle resistenze a certi tipi di armi, anche se vi dico che, una volta avviato uno scontro, difficilmente andrete a pensare a quela arma possa infierire di più sui nemici, semplicemente sarete li, a sparare qualsiasi cosa in vostro possesso come Schwarzenegger in Commando. E per il corpo a corpo? Crackdown 3 ha pensato anche a quello. Quando un nemico è abbastanza vicino possiamo utilizzare i nostri pugni prendendolo a pugnazzi, oppure, se non volete sporcarvi le mani, vi sarà possibile agguantare oggetti da terra e scaraventarli prepotentemente addosso ai nemici (compresi i cadaveri dei loro compagni).

Ogni agente possiede delle statistiche differenti che potremo migliorare nel corso della nostra avventura. Abbiamo un totale di 5 categorie : Esplosivi, Forza, Agilità, Guida e Armi da fuoco, ognuna di esse migliora in base alle nostre azioni. Non avremo un sistema di perk o simili, semplicemente ci basterà progredire nel gioco, e man mano il nostro agente si potenzierà. Ad esempio: se picchiamo tanti nemici a pugni ed utilizziamo oggetti da terra, il nostro agente aumenterà la propria forza; mentre per l’agilità ci toccherà raccogliere delle sfere verdi all’interno della mappa.

Gli agenti non saranno tutti disponibili fin da subito ma bisognerà scovare il loro dna e recuperarlo; fatto ciò sbloccheremo un nuovo agente da poter usare (anche se io usavo soltanto Terry Crews). Il problema di fondo, a parer mio, è che non avrete la voglia di cambiare agente. Una volta che ne avrete potenziato uno, non c’è un buon motivo per cambiarlo e potenziarne un altro.

La campagna principale di Crackdown 3 è staccata da Wrecking Zone, entrambi con un client unico, motivo per cui, almeno secondo me, Microsoft poteva tentare una maggiore cura ai dettagli aggiungendo la distruttibilità ambientale che molti giocatori bramavano. Parliamo di una campagna che dura sulle 8 ore, il che è quasi una barzelletta visto che stiamo parlando di un gioco free roaming; inoltre, una volta finito il gioco, non ci sarà alcun motivo per continuare a giocare, visto che ci ritroveremo una mappa vuota, riempita soltanto di orbite nascoste da scovare, qualche gara, ed un paio di torri radio da disattivare.

Per il resto i nostri obiettivi saranno sempre gli stessi: distruggere generatori, distruggere torrette, distruggere trivelle e liberare gli agenti della milizia (una sorta di polizia). Questi obiettivi saranno ripetuti fino allo sfinimento, senza alcuna variante. A volte possiamo portare a terminare una missione senza sparare un colpo, ci basterà andare dritti, come dei berserker, verso l’obiettivo e disattivarlo/distruggerlo fregandocene dei nemici.

Una volta che finirete un certo numero di missioni collegate ad uno dei 4 gruppi legati a Terranova, dovrete affrontare uno dei boss che comanda le operazioni. Le boss fights sono la parte più bella e creativa del gioco, ed uno dei pochi momenti dove mi sono realmente divertito. Questo ci fa capire quanto potenziale poteva avere un gioco come Crackdown 3, rovinato da tante scelte sbagliate durante lo sviluppo.

A livello tecnico delude parecchio le aspettative, visto che parliamo di un gioco sviluppato per ben 5 anni. Non ho riscontrato alcun problema di frame rate, vista la scarsa qualità grafica del titolo, ma il problema di fondo non è tanto la grafica, che risulta comunque vecchia di anni comparata ad altri giochi, ma sono le scelte di gioco che hanno adottato gli sviluppatori. Ci ritroviamo in un open world privo di vita, senza distruttibilità e senza un buon motivo per esplorarlo a fondo. Poi vogliamo parlare di esplorare? Non è mai possibile esplorare pacificamente un luogo. Vi ritroverete nemici in ogni strada, in ogni piazzetta, da qualsiasi parte! E vi basterà far partire uno scontro a fuoco per scatenare un’incredibile reazione a catena che vi constringerà a fronteggiare una miriade di nemici infiniti. Per fortuna abbiamo un piccolo bug che ci aiuta in questi casi: se vi ritrovate circondati da nemici vi basterà raggiungere un punto di rifornimento, entrare nel menù, ed una volta usciti tutti i nemici spariranno magicamente.

Non scordiamoci anche delle macchine ed il sistema di guida. Crackdown 3 vi da la possibilità di utilizzare diversi veicoli, alcuni anche particolari (come una macchina che può scalare edifici). Il sistema di guida è abbastanza simplistico, a tratti molto rigido ma non troppo cattivo. Guidare un’auto è soltanto un modo per “spezzare” la monotonia e fare qualcosa di diverso, e magari, nel frattempo, tentare qualche acrobazia o garaggiare nelle gare sparse per New Providence.

WRECKING ZONE

Adesso focalizziamoci sul comparto multiplayer di Crackdown 3, la Wrecking Zone! Nel multiplayer è stata inserita la distruttibilità ambientale, a differenza della campagna, il che rende le partite più belle e distruttive. In questo momento possiede soltanto 2 modalità: Cacciatore di agenti e Territori; scopriamole insieme!

Cacciatore di Agenti

Questa modalità è un classico deathmatch a squadre che vede coinvolte 2 squadre da 7 giocatori, che dovranno uccidere gli agenti avversari e recuperare il loro distintivo, prima che esso scompaia. Se il distintivo non viene recuperato la kill non farà guadagnare alcun punto alla vostra squadra.

Possiamo scegliere il nostro equipaggiamento iniziale in entrambe le modalità, scegliendo 2 armi a nostra scelta ed uno dei due potenziamenti (scudo o scatto verticale). Grazie alla distruttibilità ambientale le battaglie si rivelano divertenti ed adrenaliniche, ma parliamo lo stesso di un semplice deathmatch a squadre che, dopo qualche partita, può facilmente stancare.

Territori

La modalità territori fa sempre scontrare due squadre da 7 giocatori ma stavolta per un obiettivo differente, anzi più obiettivi. Nella mappa abbiamo diversi punti da conquistare, ed il team che riuscirà a conquistarne di più vincerà la partita. Anche questa è una modalità vista e rivista in tantissimi giochi multiplayer, motivo per cui rimane un divertente passatempo per spezzare la monotonia, della campagna principale, ma nulla di più.

Tecnicamente entrambe le modalità riscontrano un paio di problemi. Spesso possiamo riscontrare del lag dovuto alla scarsa gestione della distruttibilità ambientale; inoltre la stessa distruttibilità non sempre sarà ben curata. Ci capiterà spesso di vedere detriti scomparire magicamente dalla mappa, cosa che non succedeva nei vecchi trailer. Il che ci fa pensare ad un grosso downgrade rispetto alle versioni precedenti. Le mappe sono davvero poche, e non abbiamo nemmeno un sistema di progressione che c’invogli a continuare, visto che non guadagneremo nulla per i nostri personaggi ed avremo tutto sbloccato fin da subito. Una volta esaurita quella piccola voglia di provare le modalità multiplayer, difficilmente tornerete a giocarci.

Pro

  • Boss fights frenetiche
  • Gare e torri radio
  • Tante armi da sfruttare

Contro

  • Campagna troppo corta
  • Scarsa varietà di missioni secondarie
  • Tecnicamente vecchio su molti aspetti
  • Wrecking Zone problematica

Crackdown 3 si è rivela un titolo al di sotto delle sue aspettative e che a tratti non riesce a stare al passo coi tempi. Seppur alcuni aspetti riescono a divertire, i suoi lati negativi sono troppi per essere ignorati. Parliamo di un gioco con missioni secondarie tutte uguali, un open world senza vita e una campagna davvero breve considerando il genere. Neppure la Wrecking Zone riesce a salvarlo, visto i problemi tecnici che possiede e la mancanza di un sistema di progressione. Microsoft, devi impegnarti di più.



Autore alle prime armi con una grande passione per i videogiochi indie, carlini e meme.