[Recensione] Outriders

recensione outriders
Di Marco "Bounty" Di Prospero
8 Aprile 2021

Negli ultimi anni molte sono state le software house che si sono lanciate nello sviluppo di titoli multiplayer basati sulla cooperazione tra giocatori e sul supporto a lungo termine. Si parla in questo caso di Gaas, acronimo di “Game as a service, genere videoludico che al momento non se la sta passando benissimo. Vi basti pensare che tra i Gaas troviamo titoli come Anthem, The Division 2 o Marvel’s Avengers. Giochi che hanno un unico fattore comune: essere stati ben al di sotto delle aspettative dei giocatori. Questo perchè questi questi titoli si sono dimostrati privi di una propria identità e di un endgame duraturo. In altre parole, ci si trova di fronte a giochi castrati, ripetitivi e poco ottimizzati che ben presto causano del malcontento nei giocatori. Ciò nonostante Square Enix, reduce dal fallimento di Marvel’Avengers, ha comunque deciso di puntare su Outriders, nuovo Gaas affidato ai ragazzi di People Can Fly.  Il motivo di questa decisione è molto semplice: Outriders non è un semplice Gaas ma unisce e lega le meccaniche di RPG e sparatutto in terza persona. Del resto stiamo parlando degli sviluppatori di Gears of War: Judgment (Xbox 360), a cui il gameplay di Outriders si ispira parecchio. Insomma ci troviamo di fronte ad un gioco che, nelle sue intenzioni, non vuole fare la fine che spetta ad ogni . Scommessa vinta? Bè scopritelo leggendo la recensione dedicata ad Outriders.

Nota: Le versioni provate sono quelle PS4 e PS5.

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BENVENUTI SU ENOCH

In Outriders ci troveremo ad impersonare uno dei membri di una squadra speciale, inviata su Enoch per verificare le condizioni di vivibilità del pianeta. Scopo dell’umanità è infatti quello di trasferirsi su Enoch e abbandonare la Terra, ormai caduta in disgrazia. Purtroppo il “nuovo mondo” si rivela ben presto inospitale, a causa di creature aggressive e di un clima decisamente ostico. Il pianeta è infatti colpito dall’Anomalia, una tempesta che trasforma i malcapitati in qualcosa di non umano. Nonostante People Can Fly abbia provato a costruire una trama profonda e interessante, il risultato non è dei migliori. Eccezion fatta per un paio di colpi di scena ben piazzati, infatti, la campagna trascorre in modo piuttosto lineare, seguendo i classici clichè dei film sci-fi. In ogni caso, nel corso dell’avventura avremo a che fare con personaggi carismatici che ci assegneranno quest primarie e secondarie, con una struttura che ricorda quella dei GDR. Tra una missione e l’altra troveremo anche scene d’intermezzo e filmati, la cui durata è però piuttosto contenuta. Una scelta che non ci sentiamo di condannare considerando che in co-op i giocatori tendono a “snobbare” la trama per concentrarsi sul gameplay. Grazie ad una longevità di oltre 30 ore, la trama rende Outriders un gioco già completo, rispecchiando l’impronta da RPG e third person shooter su cui People Can Fly ha voluto puntare. Durante il cammino il titolo ci permetterà di visitare le regioni di Enoch, al cui interno potrete accedere a missioni di vario genere. Tra l’altro, la presenza di documenti e collezionabili daranno ai giocatori maggiori informazioni sulla lore di fondo.

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BASI SOLIDE

Pad alla mano Outriders ha un feeling che ricorda molto da vicino quello di Gears of War. Inutile dire che tale somiglianza rappresenta un grosso punto a favore della produzione. Proprio come accade nell’esclusiva Microsoft anche in Outriders molto si basa sul sistema di coperture, fondamentale per avanzare ed evitare di essere colpiti dagli spari nemici. Nonostante qualche qualche sbavatura il sistema si è rivelato efficace e divertente da utilizzare. Non pensiate però che il cover system vi protegga da ogni attacco. A rendere il tutto più movimentato e dinamico troviamo la distruttibilità delle coperture e l’intelligenza artificiale dei nemici, i quali cercheranno continuamente di stanarvi lanciando granate o accerchiandovi. Ma non finisce qui perchè la varietà degli avversari vi metterà costantemente alla prova, costringendovi ad utilizzare approcci diversi. In effetti rimanere statici dietro una copertura non si rivelerà mai una buona scelta. Per sopravvivere in Outriders dovrete essere in continuo movimento, spostandovi di copertura in copertura senza dare punti di riferimento. Ciò che ci ha sorpreso è soprattutto il gunplay, con cui abbiamo avuto un buon feeling. Le armi sono piuttosto varie cambiando anche il sistema di shooting. In questo modo troverete divertente utilizzare qualsiasi arma, senza preferirne necessariamente una (anche grazie al buon bilanciamento delle stesse).

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UN MONDO PIENO DI INSIDIE

Uno degli aspetti più riusciti del gameplay riguarda senza dubbio l’inserimento della “difficoltà dinamica“. Uccidendo quanti più nemici di fila andremo ad aumentare la barra del “livello di mondo”. Ogni nuovo livello raggiunto causerà nemici più aggressivi e potenti ma vi permetterà di ottenere equipaggiamenti più rari. Inutile dire che tale sistema rende il gameplay molto più divertente e movimentato. Di contro alcuni giocatori potrebbero ben presto cadere nella frustrazione. Una volta raggiunto il settimo livello di mondo, infatti, le cose inizieranno a farsi decisamente ostiche, obbligandoci a “loottare” per ottenere oggetti ed equipaggiamenti più potenti. Ciò nonostante gli sviluppatori hanno inserito la possibilità di abbassare il livello di mondo, così da accontentare tutti quei giocatori che sono alla ricerca di un gioco poco punitivo. In questo caso però non potrete ottenere il livello numero 15 che, nei fatti, rappresenta la massima difficoltà. Questo perchè per sbloccare ogni nuovo livello dovremo necessariamente tenere attiva la massima difficoltà disponibile. Ci troviamo di fronte ad un sistema che, in ogni caso, ci ha convinto pienamente, regalando dinamismo e obbligando i giocatori ad utilizzare strategie e tattiche differenti.

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LOOTING, CLASSI E SKILL TRE

Anche se Square Enix non ha presentato Outriders come un loot game, gran parte del gameplay si basa proprio su questa meccanica. Nel corso dell’avventura avrete a che fare con diverse loot boxes, il cui funzionamento è praticamente lo stesso di quello degli altri titoli del genere. Troverete armi ed armature divise per rarità, permettendovi di costruire un equipaggiamento sempre più potente ed efficace. Ovviamente il miglior arsenale lo troverete man mano che vi avvicinerete al termine della campagna, mantenendo in questo modo il bilanciamento tra la vostra forza e quella degli avversari. Tuttavia, per evitare di riempire l’inventario con oggetti inutili, gli sviluppatori hanno pensato di inserire un sistema con cui poter raccogliere solo gli equipaggiamenti di un determinato tipo di rarità (che potrete selezionare tra le opzioni di gioco). Accanto al sistema di looting troverete anche il crafting, utile per aumentare la rarità di armi ed armature. Per fare ciò vi basterà raccogliere materiali come ferro e titanio, oltre a poter scomporre l’equipaggiamento in vostro possesso. Tornando al gameplay non potevamo non parlare di uno skill tre ramificato che darà al vostro personaggio nuove abilità da utilizzare. All’inizio dell’avventura vi sarà chiesto inoltre di scegliere una delle quattro classi disponibili:

  • Piromante: in grado di controllare il fuoco e di infliggere status che infliggono danni duraturi. Tra le sue abilità personali segnaliamo la possibilità di far saltare in aria i nemici;
  • Mistificatore: il classico Assassino che ha la capacità di controllare spazio e tempo, molto forte negli attacchi da vicino;
  • Distruttore: rappresenta il tank della situazione come si evince dall’abilità di poter evocare una difesa aggiuntiva;
  • Tecnomante: si tratta della classe più utile dalla media e lunga distanza grazie all’utilizzo di un fucile da cecchino. Il Tecnomante risulta molto utile durante le sessioni in cooperativa considerando le sue abilità da support con cui può evocare torrette automatiche o altri equipaggiamenti con cui rallentare l’avanzata nemica.

Come avrete capito quindi, ogni classe è dotata di abilità uniche che, combinate con lo skill tre sopra citato vi permetteranno di creare build di diverso tipo.

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I LIMITI DI UN CROSS GEN

Abbiamo provato Outriders sia su PS4 che su PS5. Inutile dire che la versione next gen da il meglio di sé anche se ci troviamo comunque di fronte ad un titolo cross gen che non può sfruttare a pieno il potenziale della nuova console Sony. Ciò premesso il comparto tecnico grafico di Outriders raggiunge tranquillamente la sufficienza, senza raggiungere tuttavia la perfezione. A tal riguardo segnaliamo animazioni non sempre fluide ed una scarsa espressività di NPC e personaggi. Su PS4 abbiamo inoltre notato cali di frame rate durante le cut scenes e alcuni problemi con il caricamento delle texture. Su PS5 il gioco mantiene invece i 60 FPS anche nelle fasi più coincitate. Gli stessi caricamenti sono molto più veloci lasciando il giocatore sempre nel bel mezzo dell’azione. Ciò nonostante ci saremmo aspettati un miglior utilizzo del Dualsense. Abbiamo infatti notato che Outriders non supporta i grilletti adattivi, feature che avremmo dato per scontata in uno sparatutto in terza persona. Nulla da dire invece sulle ambientazioni, caratterizzate da scorci decisamente ispirati. La scarsa interazione ambientale rompe un po’ di questa magia ma possiamo comunque ritenerci soddisfatti del lavoro compiuto da People Can Fly. A livello di netcode segnaliamo qualche problema di matchmaking nei primi giorni di prova, soprattutto per accedere al cross play. Tra l’altro il titolo non gode di server dedicati ma si basa su un sistema “peer to peer“. Per dovere di cronaca dobbiamo sottolineare che Outriders richiede una connessione continua ad internet, anche durante le sessioni in singolo. Si tratta di una scelta in perfetta sintonia con quella degli altri Gaas che però avremmo gradito non vedere considerando che Square Enix e People Can Fly hanno pubblicizzato Outriders prima di tutto come un RPG in terza persona.

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UN ENDGAME TUTTO DA SCOPRIRE

Ciò che ha causato il fallimento di molti Gaas è stata l’estrema mancanza di contenuti in endgame. Fortunatamente, questo non è il caso di Outriders in cui troviamo un endgame decisamente interessante che potrà assicurarvi ulteriori ore di gioco dopo la campagna principale, già longeva di suo. In particolare, al termine della storia avrete a che fare con 14 spedizioni, missioni che potrete giocare e ripetere da soli o in compagnia di altri giocatori. Si tratta, fondamentalmente, di quest decisamente ostiche in cui l’unico obiettivo è quello di eliminare tutti gli avversari in un determinato periodo di tempo. Ad ostacolarvi troverete anche delle boss fight che renderanno il tutto più movimentato. Risulta evidente che le Spedizioni sono rivolte a tutti quei giocatori che hanno raggiunto un alto grado di esperienza. People Can Fly ha infatti inserito un livello di difficoltà parallelo a quello dei mondi che condivide con quest’ultimo il suo funzionamento. All’aumentare della difficoltà (tier), i nemici diventano più potenti e le ricompense più rare. A seconda del tempo impiegato, otterrete una classificazione Bronzo, Argento o Oro. A tal proposito sarà fondamentale raggiungere almeno il grado di Bronzo, così da sbloccare la difficoltà successiva. Inutile dire che se giocate in compagnia, le Spedizioni saranno molto più divertenti da giocare (ma non più semplici). Insomma, come avrete capito ci troviamo di fronte ad un endgame decisamente ricco che vi terrà incollati allo schermo per diverse ore. Un punto a favore di questa produzione che dimostra la volontà di People Can Fly di creare un ibrido tra un RPG, un Gaas e un third person shooter. In effetti a differenza dei vari Marvel’s Avengers, Anthem o The Division 2, Outriders è un titolo che offre un’esperienza di gioco completo fin dal lancio. Ciò nonostante Square Enix e People Can Fly continueranno a supportare il gioco da qui ai prossimi mesi. L’inserimento di microtransazioni e di altri elementi a pagamento sapranno indicarci se Outriders manterrà una propria identità o se soccomberà alle classiche meccaniche dei game as a service.

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Punti di Forza

  • Un Gaas completo fin dal lancio;
  • Gunplay funzionale;
  • Classi, abilità e difficoltà dinamica aggiungono buona varietà al gameplay;
  • Endgame sostanzioso.

Punti di Debolezza

  • Comparto grafico non eccelso;
  • Mancato supporto ai grilletti adattvi del Dualsense;
  • Trama fin troppo lineare.

Dopo il fallimento di Marvel’s Avengers, Square Enix ha deciso di puntare ancora una volta su un titolo multiplayer come Outriders. Ma perchè questa decisione? Dopo aver passato più di 70 ore su Outriders abbiamo avuto modo di capirne il motivo. People Can Fly ha infatti voluto creare un Gaas atipico, aggiungendo meccaniche RPG decisamente marcate. Ci troviamo di fronte ad un titolo completo in tutto e per tutto, caratterizzato da una campagna duratura e tutto sommato divertente da seguire in singolo o in multiplayer. A ciò dobbiamo sommare un gameplay sufficientemente raffinato che strizza l’occhiolino allo stile di Gears of War. Il tutto condito da un sistema di abilità e classi che ben richiama i classici RPG. L’inserimento di un livello di difficoltà dinamico contribuisce inoltre a mantenere un gameplay bilanciato e divertente anche dopo aver ottenuto equipaggiamenti potenti. Non dimentichiamo infatti il sistema di looting, anch’esso ben amalgamato all’interno delle meccaniche di gioco. La scommessa fatta da Square Enix è stata decisamente vinta considerando che Outriders reinventa, almeno in parte il genere dei Gaas.



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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.




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