[Recensione] Sekiro: Shadows Die Twice – L’ombra della morte

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
3 Aprile 2019

La nuova IP di From Software, Sekiro: Shadows Die Twice, giunge con una tale veemenza da averci lasciato interdetti. Quest’opera è un inno alla brutalità, un’amplificazione esponenziale del concetto di morte, ma al tempo stesso una gratificazione per chi si spingerà oltre i propri limiti. Sekiro obbligherà il giocatore a non commettere errori: pena la morte, seguita dalla frustrazione, seguita dalla ricerca della tattica perfetta per superare il boss di turno. Sekiro è pura abilità ed è dannatamente appagante.

Senza alcun dubbio siamo di fronte al titolo più difficile che la software house nipponica, guidata da Hidetaka Miyazaki, abbia mai prodotto.

Scordatevi i Souls e Bloodborne, capolavori parliamoci chiaro, però credeteci sulla parola e seguiteci all’interno della nostra recensione di Sekiro: Shadows Die Twice.

Versione provata: PlayStation 4

STORIA DI UN LUPO GRIGIO 

Partiamo con la trama di questa nuova produzione From Software. Giappone feudale, fine del periodo Sengoku, la guerra imperversa tra i piccoli feudi ed il sangue scorre sui campi di battaglia.
Il Clan Ashina sta per piegarsi agli innumerevoli scontri, ma non vuole arrendersi e come ultima mossa rapisce l’Erede Divino, il cui sangue ha dei poteri soprannaturali, poteri attraverso cui è possibile sconfiggere la morte.

Il protagonista, Lupo, è uno shinobi che ha giurato fedeltà all’Erede Divino e che nelle prime fasi del gioco, attraverso il prologo, tenterà di salvarlo, finendo per perdere il proprio braccio sinistro. Lupo verrà soccorso da un misterioso scultore, il quale gli installa una protesi meccanica al posto dell’arto perso, consentendogli di tornare all’azione e mettersi alla ricerca del suo giovane Signore. Una novità rispetto alle altre opere di Miyazaki è il tutorial iniziale, che permetterà al giocatore di apprendere le nuove meccaniche ed il sistema di combattimento.

Per la prima volta in un’opera From il protagonista è ben delineato e ha una sua personalità, seppur rimane un tipo di poche parole, ma gli shinobi non sono mai stati molto loquaci n.d.r.

L’ambientazione è più mistica e mitologica rispetto alle precedenti produzioni, tuttavia ne condivide la sensazione della fine inesorabile. Le tradizioni religiose e folkloristiche dell’epoca feudale giapponese, sono amalgamate con una “lore” da scoprire attraverso dialoghi con NPC e oggetti nascosti da interpretare.

COLPISCI, DEVIA, FINISCI

In Sekiro dovrete fare tabula rasa del vostro backgroud Souls, sempre se ne avete uno. Il motivo è ben spiegato.

Innanzitutto non è presente la stamina, ne per Lupo e ne per i personaggi, quindi ipoteticamente è possibile mettere a segno infiniti colpi senza mai perdere resistenza. Infatti un approccio di “cattiveria” contro i nemici meno pericolosi, è un consiglio che vi possiamo dare nelle prime fasi di gioco. Non essendoci la stamina, voi potrete pensare che sia facile liberarsi dei nemici, ricorrendo agli spostamenti laterali ma, nonostante la notevole velocità dello shinobi, la schivata non è il modo più giusto di approcciarsi al gioco.

Infatti il centro dell’intero sistema di combattimento sono la parata e la postura, ove i combattimenti più complessi girano attorno a queste due caratteristiche. Nel dettaglio, la postura è una barra che indica la rottura della guardia, chiunque venga colpito durante l’animazione di guardia vedrà la sua postura aumentare, indipendentemente dal fatto che si tratti di vostro alter ego o di un vostro nemico. Il riempimento completo della barra comporta ad uno sbilanciamento, che permette di eseguire un colpo mortale sull’avversario ed eliminarlo istantaneamente.

La chiavi di volta per gli scontri è capire quando è il momento giusto per parare gli attacchi avversari e viceversa difendersi dagli attacchi ricevuti, poiché restare sulla difensiva costantemente rende vulnerabili, ma mettersi in guardia con la giusta tempistica, renderà stabile proprio indicatore della postura, mentre quello dell’avversario si riempirà. In alcuni frangenti abbiamo notato una perdita del target sugli avversari, soprattutto i mini-boss, spostando la telecamera e ciò ci ha creato non pochi grattacapi.

Il nostro shinobi potrà comunque avvalersi di salti e schivate per scampare agli attacchi nemici, inoltre è stata aggiunta la possibilità di nuotare sopra e sotto la superficie acquatica.

BRACCIO VERSATILE

Il protagonista all’inizio del gioco è stato dotato di un braccio artificiale denominato, Protesi Shinobi, uno strumento versatile che permette di montare gadget e muoversi in verticalità all’interno delle ambientazioni. In tutto ci saranno dieci strumenti che si potranno adattare alla protesi, si va dai classici shuriken fino ad una fiammata ravvicinata, passando per un’ascia spaccatutto. Gli strumenti prostetici consumano dei simboli reperibili dai nemici ed inoltre possono essere potenziati e modificati dallo scultore con determinati materiali.

Visto che in Sekiro non vi sarà la possibilità di cambiare l’arma principale o l’equipaggiamento (armature ecc.) del protagonista, gli strumenti prostetici assumono un valenza importante in alcuni scontri con mini-boss. Sfruttare i gadget giusti al momento giusto può fare la differenza, e garantire il superamento di avversari che apparentemente insormontabili.

Un’altra componente innovativa è la possibilità di spostarsi in verticale, con il rampino installato nel braccio del nostro shinobi. Grazie a questa nuova feature, Lupo si potrà aggrappare alle sporgenze, ai rami e ai tetti, superando quindi alcune zone piene di nemici per sorprenderli alle spalle in modalità stealth. Sfruttando gli appigli, l’erba alta o accovacciandosi il nostro pragmatico guerriero protagonista potrà evitare gli scontri, ridurre le distanze che lo separano dai suoi obiettivi o coglierli di sorpresa con un colpo mortale. Una caratteristica ereditata dalla saga che originariamente il team di sviluppo, pensava di riproporre: Tenchu.

LE OMBRE MUOIONO DUE VOLTE

Una componente fondamentale dei titoli From Software è la morte, si muore per imparare da propri errori. In Sekiro il concetto di morte però viene associato anche alla risurrezione. Essendo un servitore dell’Erede Divino, Lupo ha ottenuto la capacità di risorgere dalla morte, sfruttando il potere del Retaggio del Drago all’interno del suo sangue e continuando a combattere, seppur con dei limiti ben precisi.

Una volta che la barra dei punti vita andrà a zero appariranno a schermo due scelte, Morte o Resurrezione. Utilizzando la resurrezione, metà dalla salute tornerà attiva e si continuerà a combattere, solo per una volta (almeno nelle fasi iniziali). Dopo aver esaurito la resurrezione la morte sarà definitiva e si ripartirà dall’ultimo checkpoint, perdendo metà dei punti abilità e Sen guadagnati. Per ripristinare il potere di resurrezione dopo l’utilizzo è sufficiente riposare presso uno checkpoint, denominati idoli dello scultore. C’è anche un secondo metodo per il ripristino del sangue di Drago, abbattendo nemici e mandando a segno colpi mortali, il nostro shinobi potrà infatti ripristinare il potere del suo sangue senza dover riposare.

Se la morte giungerà troppe volte, entrerà in gioco un malus chiamato Mal del Drago, una malattia che si diffonde nel mondo di gioco quando il sangue di Lupo diventa “stagnante” dopo troppe morti consecutive e quindi viene attinto dei vari NPC per tornare in vita. La conseguenza di questo morbo è l’impossibilità di ricevere l’Aiuto Divino, un favore che consente a Lupo di rinascere senza alcuna penalità. La possibilità di ottenere questo aiuto parte da un limite massimo del 30% e diminuisce col diffondersi del Mal del Drago. Fortunatamente è possibile curare il Mal di Drago, attraverso degli oggetti consumabili.

Un’altra grande diversità in Sekiro è la componente ruolistica, che viene messa in secondo piano, se non quasi del tutto abbandonata. La crescita delle statistiche (Forza d’attacco e Vitalità) dipende solo da due tipologie di oggetti ottenibili sconfiggendo mini-boss e boss. I punti abilità guadagnati dall’uccisione dei nemici permettono l’acquisizione di abilità attive e passive all’interno di albero dedicato.

L’impatto visivo di Sekiro è solo da applaudire, in cima al Castello di Ashina e possibile ammirare l’enorme mappa intersecata che ha creato From Software, dimostrando di essere dei maestri nell’intersecare le ambientazioni tra di loro. Sul sono il titolo è completamente in lingua italiana, dialoghi compresi, anche se consigliamo di attivare il doppiaggio originale in lingua giapponese.

PUNTI DI FORZA

  • Nuovo combat system innovativo
  • Il titolo più difficile mai creato da From Software
  • Molto longevo

PUNTI DEBOLI

  • A volte viene perso il target sui boss spostando la telecamera
  • Il livello troppo alto di sfida potrà scoraggiare alcuni casual gamer

From Software ha creato un mostro che ci ha rapito. Un titolo brutale, ancora più difficile delle precedenti produzioni che non lascia scampo ad aiuti, infatti non vi è nessuna modalità cooperativa online. Un nuovo sistema combattimento basato sulle parate e sul tempismo unito al concetto di morte e resurrezione, sono le novità più importanti di un titolo che richiede più di quaranta ore per essere portato a termine e soprattutto richiede una grande pazienza e forza nel non abbandonarlo dopo l’ennesima sconfitta. Affinate le vostre tecniche, poiché Sekiro: Shadow Die Twice è un capolavoro hardcore. Se siete dei casual gamer, non avvicinatevi neppure.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.