[Recensione] Wasteland 3 – Benvenuti in Colorado

recensione wasteland 3
Di Marco "Bounty" Di Prospero
3 Settembre 2020

Se oggi possiamo parlarvi di Wasteland 3 è solo grazie a Brian Fargo e alla sua voglia di riportare in auge un genere videoludico, quello dei GDR isometrici, che ha indubbiamente passato momenti migliori. L’uomo è infatti il fondatore di Interplay Entertainment, a cui si devono il primo Wasteland e titoli del calibro di Fallout e Baldur’s Gate. Giochi che, ancora oggi, sono da considerarsi i fatuori dei moderni GDR. Il declino di Interplay Entertainment portò Fargo ad abbandonare la software house per creare, nel 2002, inXile Entertainment. Nonostante la diversa situazione del mercato videoludico, in cui i GDR isometrici non avevano più un posto in prima fila, l’uomo decise comunque di rischiare, annunciando una campagna Kickstarter per lo sviluppo di Wasteland 2. Campagna che, contro ogni aspettativa, si rivelò un successo permettendo ai ragazzi di inXile di pubblicare il gioco nel 2014. Wasteland 2 mostrò al pubblico che i GDR isometrici erano ancora giochi appetibili su cui puntare. E’ questo il motivo che ha spinto Fargo a concludere la trilogia di Wasteland affidandosi, ancora una volta, al crowdfunding.

Ecco a voi dunque la recensione di Wasteland 3; vi auguriamo una buona lettura.

recensione wasteland 3

Nota: La versione testata è quella PS4 Standard

Benvenuti in Colorado

Wasteland 3 si posiziona qualche tempo dopo gli eventi del capitolo precedente. L’intera storia si svolge nel gelido Colorado, ambientazione totalmente inedita per la serie. Il motivo è presto spiegato: le provviste dell’Arizona non sono più sufficienti ad assicurare la sopravvivenza dei Ranger. L’unico spiraglio di luce è rappresentato dal Patriarca, un misterioso uomo che sembra poterci aiutare. Ovviamente, in un mondo post apocalittico nulla viene fatto senza chiedere qualcosa in cambio. Il Patriarca ha infatti bisogno dell’abilità dei Ranger per combattere contro fazioni nemiche che potrebbero destabilizzare il suo regno. Ciò premesso, la nostra avventura avrà inizio con una spedizione in Colorado. Spedizione che, a causa di un’imboscata, si rivelerà fallimentare lasciando in vita un paio di Ranger. Dopo aver creato e personalizzato i nostri personaggi (due all’inizio), ci siamo diretti presso il quartier generale, dove abbiamo fatt la conoscenza del Patriarca. Se l’incipit di Wasteland 3 vi sembra qualcosa di lineare e poco profondo, ben presto vi accorgerete che il gioco ha molto di più da offrire. La narrativa di Wasteland 3 è infatti stratificata e piena di missioni secondarie e sottotrame tutte da scoprire. Che ci piaccia o no, ogni singola scelta può incidere positivamente o negativamente sul proseguo della storia, portando il giocatore a ragionare con cura ogni singola decisione. Si tratta di un mondo in cui non esiste una chiara distinzione tra bene o male. Dovremo semplicemente compiere le azioni che riterremo opportune in quel momento, senza sapere quali saranno le conseguenze cui daremo seguito. Potremo decidere, ad esempio, se combattere o utilizzare la diplomazia per sperare di evitare uno scontro. Al contrario di molti giochi di ruolo, infatti, avere una buona diplomazia in Wasteland 3 non porterà a risultati così scontati. Questo perchè, durante i dialoghi, ogni risposta potrebbe far degenerare la situazione, costringendoci ad impugnare le armi. Insomma, il gioco targato inXile Entertainment offre una narrativa clamorosa, in cui tutto può cambiare da un momento all’altro. Inutile dire che la rigiocabilità è alle stelle, assicurando una longevità che supera abbondantemente le 70 ore di gioco.

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La guida del perfetto GDR

In Wasteland 3 impiegherete gran parte del tempo nella personalizzazione e nel potenziamento del vostro team e dei vostri personaggi. Il gioco ha tutte le caratteristiche del perfetto GDR, con menù pieni di statistiche, abilità e perk da studiare nel profondo. Fin dai primi momenti vi sarà chiesto infatti di assegnare attributi e punti abilità. Si tratta di decisioni molto importanti che muteranno profondamente la vostra esperienza di gioco. Ad esempio, tra gli attributi, potremo scegliere se preferire un esperto di esplosivi o un nerd informatico. Ovviamente il consiglio è quello di dare ad ogni membro del team una diversa abilità, così da essere pronti ad affrontare ogni situazione. Questo perchè la squadra di Ranger è concepita per essere un personaggio unico. Ad esempio, le abilità di ogni soldato potranno essere utilizzate anche se ci troveremo a controllare un altro personaggio. Lo stesso inventario è condiviso tra tutti i personaggi; scelta funzionale nonostante un disordine generale causato da un loot bulimico e ricco di oggetti (spesso) inutili. Come avrete capito, la condivisione e la giusta differenziazione tra i Ranger si rivela di fondamentale importanza. In ogni caso, il gioco ci permette di personalizzare l’estetica dei personaggi (abbigliamento, faccia, capelli, barba e via dicendo) e del Kodiak, corazzato che faciliterà le nostre spedzioni. Nello specifico si tratta di modifiche estetiche e prestazionali che ci aiuteranno notevolmente durante il cammino. In molti casi però, le “zone di guerra” saranno inaccessibili al Kodiak, obbligandoci a proseguire a piedi. Una sensata scelta di bilanciamento che, altrimenti, avrebbe semplificato troppo le cose.

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Scacco Matto

Oltre all’anima GDR, Wasteland 3 ha una componente strategica decisamente marcata. Componente già presente nei capitoli precedenti ma che ora è stata resa più intuitiva, assicurando un gameplay più dinamico e immediato. Questo perchè gli scontri sono gestiti in due momenti temporali diversi: uno per i nemici e uno per la nostra squadra. In questo modo avremo la facoltà di controllare ogni personaggio a nostro piacimento, senza dover seguire uno schema predeterminato. Ovviamente attaccare a testa bassa non si rivelerà mai una buona strategia. Prima di attaccare dovrete posizionare con cura i Rangers, approfittando di coperture e zone con una buona linea di tiro. Per quanto riguarda gli attacchi potremo affidarci ad armi da fuoco o armi bianche, nel caso optassimo per un approccio melee. Tra l’altro, ad agevolare ogni battaglia troveremo medikit, antidolorifici, granate o altri oggetti di varia utilità. Oltre a tutto ciò i Rangers potranno servirsi degli animali del Colorado, a patto di aver ottenuto una certa affinità con loro. Come avrete intuto, gli scontri di Wasteland 3 sono paragonabili a delle partite a scacchi, in cui ogni mossa deve essere fatta solo dopo aver pensato a tutti gli scenari che potrebbero realizzarsi da lì a poco. Insieme al single-player, il gioco offre la modalità cooperativa, grazie alla quale giocare l’intera campagna in compagni dei vostri amici. La cosa interessante è che, oltre al classico multiplayer, vi è una variante “asincrona”. In altre parole, le azioni di un giocatore possono influire sulla partita di altri giocatori. Si tratta di una modalità che abbiamo gradito e con cui vi divertirete sicuramente.

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Una ventata di aria “fresca”

Wasteland 3 rinnova completamente l’ambientazione vista in Wasteland 2 e nella maggior parte dei giochi post-apocalittici (Fallout compreso). Lo scenario è infatti quello del gelido Colorado, in cui neve e freddo la fanno da padrone. Si tratta di una scelta artistica che abbiamo apprezzato e che porta una ventata di aria fresca (è proprio il caso di dirlo) nel mondo dei titoli post-apocalittici. Tra l’altro, ogni mappa è ricca di dettagli, oggetti ed edifici mentre personaggi ed NPC risultano ben contestualizzati. Promossa anche la colonna sonora, tra cui spiccano nomi del calibro di Mark Morgan (Fallout, Fallout 2 e Planescape: Torment) e Mary Ramos, celebre per aver partecipato alla realizzazione delle tracce di Django Unchained e The Hateful Eight. Tuttavia, chi non mastica l’inglese troverà qualche problema. Questo perchè Wasteland 3 è completamente in lingua inglese. In altre parole non sarà possibile attivare sottotitoli in italiano. Non si tratta comunque di un grosso problema considerando che il doppiaggio in lingua inglese risulta di ottima fattura. Oltre a ciò i dialoghi risultano ancora più immersivi grazie alla visuale frontale che inXile Entertainment ha deciso di implementare nel gioco. Per dovere di cronaca dobbiamo segnalare qualche bug di troppo e caricamenti decisamente lunghi. Niente che, comunque, vi vieterà di godervi a pieno la bellezza del gelido Colorado.

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Punti di Forza

  • Tante scelte che incidono sulla trama;
  • Componente Gdr solidissima;
  • Tanti modi per approcciare le missioni;

Punti di Debolezza

  • Qualche problema tecnico;
  • In alcuni casi potrebbe risultare frustrante.

Con Westeland 3 Brian Fargo e compagni hanno dimostrato di saper ancora creare un GDR isometrico degno di nota. Il titolo inXile Entertainment è un titolo narrativamente mostruoso, in cui ogni minima scelta può incidere sul proseguo della storia. La libertà offerta al giocatore è accentuata dai tanti perk e abilità con cui potenziare i personaggi che vi permetteranno di attuare strategie completamente diverse. Se siete cresciuti a suon di Fallout e Baldur’s Gate o se avete amato i primi due capitoli, Wasteland 3 è un titolo che non potete assolutamente lasciarvi scappare. Insomma, sembra che la perseveranza e la tenacia di Fargo siano state ripagate abbondantemente, soddisfacendo tutti coloro che hanno creduto (e investito) nel progetto.

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.




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