[Recensione] Call of Duty: Black Ops 4 – Operation Grand Heist

Di Andrea "Geo" Peroni
2 Aprile 2019

A guardare il calendario, ci troviamo al giro di boa per Call of Duty: Black Ops 4. Treyarch continuerà a supportare il gioco anche nei prossimi anni come fatto per il terzo capitolo, è vero, ma sappiamo anche che tra ottobre e novembre uscirà il nuovo sparatutto della serie Activision (che secondo i rumor più insistenti sembra sarà Modern Warfare 4) e dunque ci troviamo a metà del “ciclo vitale” più intenso di Black Ops 4. Ma come sta il gioco?

Da un mese circa siamo entrati nell’evento Operation Grand Heist, che ha iniziato quella che potremmo definire la Stagione 3 di Black Ops 4 dopo quella iniziale e Operation Absolute Zero a dicembre, e che si è proposto ai giocatori con contenuti dilazionati nel tempo. A febbraio, in occasione di San Valentino, Blackout e il multiplayer tradizionale si sono visti protagonisti delle più corpose novità, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nei video usciti sul nostro canale YouTube UAGNA TV (qui sotto trovate quello dedicato a Blackout, perdonate le riprese pessime e l’apparente schizofrenia ma arrivavo da quasi 24 ore di volo senza aver dormito un solo secondo e altre 12 ore di stanchezza tra sessioni di gioco in Treyarch e giro turistico a Santa Monica). Da pochi giorni, invece, Grand Heist ha completato la sua offerta con Ancient Evil, la nuova mappa della Storia Caos della modalità Zombies. Per l’occasione, facciamo un riepilogo di quello che Grand Heist ha portato, con anche un giudizio riassuntivo su quella che è stata la nuova Operazione di Black Ops 4.

RINVIGORITO

Prima di cominciare, desideriam ribadire un concetto che abbiamo già avuto modo di esprimere in passato. Mai come quest’anno, e Operation Grand Heist lo conferma ancor di più, il Season Pass di Call of Duty dà l’idea di essere un prodotto ormai fuori tempo, figlio di una antica concezione del supporto post-lancio di un gioco che cozza con quella che è la filosofia attuale. Se non siete fortemente legati alla modalità Zombies, il Season Pass diventa qualcosa di completamente superfluo, perché al di là delle mappe multiplayer esclusive (2 a tornata) non vi è alcun motivo extra per giustificare l’esborso di circa 50€. Peccato, davvero un gran peccato. Quest’anno Activision avrebbe potuto procedere per un coraggioso esperimento, quello cioè di non lanciare un Season Pass o magari di ridurlo considerevolmente di prezzo e inserire solamente i contenuti a tema Zombie. Un’occasione sprecata, soprattutto perché molti consumatori non sanno che gli update di Blackout sono disponibili per tutti i giocatori.

E partiamo proprio da Blackout, la battle royale di Black Ops 4 che ci ha piacevolmente stupito nelle prime settimane di lancio del gioco ma che è andata incontro ad una moria di giocatori attivi a causa di un supporto davvero troppo discontinuo. Come David Vonderhaar ci aveva confidato a Los Angeles, però, Treyarch vuole intensificare l’offerta relativa a Blackout, e per il momento, da quando Grand Heist è arrivata, la promessa è stata mantenuta. Blackout si è arricchita, in poco più di un mese, di nuove aree ispirate a Standoff e Buried di Black Ops II con tanto di reskin generale in occasione della primavera, una mappa nuova di zecca (Alcatraz, che proveremo nei prossimi giorni) e di modalità aggiuntive in alcuni casi completamente diverse da quelle a cui eravamo abituati. Hot Pursuit porta con sé infatti velocità, freneticità e dinamicità all’azione di Blackout, che si trasforma da un lento avanzare e attaccare ad un continuo spostarsi a bordo dei numerosi veicoli per non restare indietro. Quando l’abbiamo provata a fondo a Santa Monica, negli uffici Treyarch, si è rivelata essere una delle sorprese migliori, e anche una volta uscita confermiamo le nostre sensazioni.

Nelle ultime settimane Blackout si è inoltre arricchito di alcune novità che strizzano inevitabilmente l’occhio a Fortnite ma che non vogliono emularlo in tutto e per tutto. Ci riferiamo ovviamente alle varianti colorate delle armi che si possono trovare negli approvigionamenti, anche se la sensazione non sembra essere quella di “arma colorata = più forte”, e di questo siamo felici. Insieme ai nuovi veicoli di Hot Pursuit, poi, Blackout ha visto l’introduzione di nuove armi tra cui la Swtichblade X9 e il Rampage, e dell’arrivo dell’arco di Outrider da poco inserito come nuovo Specialista nel multiplayer tradizionale. Un ritorno, quello del personaggio, dopo Black Ops III, che aumenta il roster se così volessimo definirlo di Specialisti a disposizione dei giocatori per i vari match. Chiosa finale su Blackout per passare poi ad altro: se la cava bene, la battle royale si sta riprendendo dopo i momenti bui degli ultimi mesi nei quali Treyarch sembrava essersi dimenticata di essa e i giocatori tornano ad interessarsene grazie ai nuovi contenuti. Perché è proprio così che si gestisce una battle royale oggi, ossia con un lavoro costante e duraturo nel tempo. Sarebbe bello se molti altri giocatori potessero unirsi al gioco, perché Blackout, non finiremo mai di ripeterlo, merita. E chissà che, un giorno, Activision non decida di rilanciarlo come un F2P per dare guerra a Fortnite ed Apex Legends.

Anche il multigiocatore competitivo tradizionale si è visto arricchito di nuove modalità, come Barebones che riporta l’azione all’antico: niente Specialisti, ogni giocatore è un semplice soldato senza abilità extra o speciali. Un ritorno al passato, un ottima modalità anche e soprattutto per chi non sopporta la deriva da Hero Shooter di Call of Duty degli ultimi anni (ad eccezione di WWII, ovviamente), e in generale il supporto con nuove modalità è sempre costante e ben accetto. Solleviamo però due problemi, o forse perplessità per meglio dire. La prima è legata alle due nuove mappe multiplayer disponibili con il Season Pass, Casino e Lockup. La prima in particolare è condotta da una buona direzione artistica, che però si lega davvero poco o nulla con il contesto di un titolo di guerra. La seconda, ambientata in una stazione di polizia, è già più contestualizzata e ha un level design abbastanza semplice, ma alcune aree sono davvero dei mattatoi per chi osa finirci dentro. Due mappe che non sono poi così ispirate, e che non aggiungono niente di che. L’acquisto del Season Pass, che è anche l’unico modo per averle, non è tra le vostre priorità anche se siete assidui frequentatori del multiplayer.

Capitolo, poi, Mercato Nero: come sempre le microtransazioni fanno andare avanti il gioco, Treyarch e Activision, e fino a che si resta nel campo di oggetti cosmetici a noi va bene così. Non rovinano il gioco (se non forse lo spirito, ecco) e non rovinano l’esperienza. Il problema nasce di fronte ad alcune scelte di difficile comprensione, come i pacchetti comprendenti arma e diverse altri elementi che vengono venduti ad un prezzo esorbitante (si parla di circa 20€ per portarne a casa uno). Capiamo quanto l’industria sia ormai legata alle microtransazioni, del resto se ben ricordate anche altri colossi dell’intrattenimento ne hanno capito l’importante (Electronic Arts, lo scorso anno, affermò che alcuni giocatori erano arrivati a spendere circa 15 mila dollari a testa su Mass Effect 3, cifre a dir poco da capogiro), ma è anche vero che qui sembra venir meno un certo rispetto per il consumatore. Fortunatamente, comunque, queste microtransazioni sono sempre legate a oggetti cosmetici, dunque nessun problema per chi non ne intende usufruire.

IL MALE VIENE DA LONTANO

Tra i contenuti esclusivi dei possessori del Season Pass di Black Ops 4 c’è, come da tradizione, una nuova mappa zombie. Dopo Dead of the Night rimaniamo nel campo della Storia Caos con Ancient Evil (o Male Antico, in italiano), ambientata in una splendida antica città sotterranea che si scoprirà essere Delfi ed essere, in particolare, il luogo di riposo del famoso oracolo ormai imprigionato da Perseo da molto tempo. I non-morti di Treyarch si incrociano sempre più fittamente con la mitologia classica, con numerosi riferimenti alla cultura greca e alcuni imprevedibili personaggi come Pegaso e lo stesso Perseo.

Protagonisti di questa che sembra essere l’ultima mappa della Storia Caos (su questo Treyarch è sempre stata un po’ confusa, ma pare davvero che sia così) tornano ad essere Bruno, Diego, Shaw e ovviamente Scarlett, la figlia di Alistair Rhodes alla ricerca del padre sin dai tempi di Voyage of Despair dopo che una misteriosa setta l’aveva rapito. Le meccaniche di gioco, come da previsione, rimangono completamente invariate, ma vengono aggiunte nuove Wonder Weapon e un immancabile easter egg nascosto da completare che si rivela essere con il giusto livello di sfida e che aggiunge un tassello notevolmente interessante della storia. In realtà, di interessante qui c’è praticamente tutto, lore e ambientazione comprese. Il design della mappa è davvero ispiratissimo, e i templi e le strutture realizzate testimoniano una gran cura e una direzione artistica molto attenta (il director di questa mappa è lo stesso della storica Mob of the Dead, e si vede il suo tocco). Secondo noi, si tratta della miglior mappa zombie dell’intera Storia Caos, dunque i fan della modalità non saranno in alcun modo delusi.

E DUNQUE…

E dunque, dunque, dunque. Cosa dire, nel complesso, di Operation Grand Heist? Si tratta, nel complesso, di un notevole update e di una rinnovata fiducia in Treyarch, almeno da parte nostra dopo essere rimasti largamente scottati dalla gestione post-lancio molto povera di contenuti. Le nuove modalità di Blackout, che presto si arricchirà di una nuova area, sono divertenti e frenetiche. Le aggiunte alla battle royale possono far storcere il naso ai puristi della modalità, ma attendiamo di capirne di più. La modalità Zombie, infine, si arricchisce di un’esperienza, Ancient Evil, tra le migliori mai realizzate, per ambientazione e sostanza. Passando al comparto multigiocatore, ottima l’introduzione di nuove modalità per tutti, sempre ben accetta, mentre le mappe inedite, a dirla tutta, non sono niente di che, ma anche per il fatto che non se ne sentiva il bisogno.

Ribadiamo ancora una volta, Treyarch ha gestito Grand Heist (e contiuerà a farlo, speriamo) in maniera nettamente migliore rispetto ad Absolute Zero, ma chi è indeciso sull’acquistare o meno il Season Pass non trova in questa nuova Operazione motivazioni oltre alla solita, l’attaccamento cioè alla modalità Zombie. Speriamo, se non altro, che questo ritrovato amore per Black Ops 4 possa ridar vita a Blackout, scomparso dai radar tra dicembre e febbraio ma che sembra effettivamente essersi rinvigorito.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.