Recensione Call of Duty: Modern Warfare Remastered – Ritorno al passato

Di Andrea "Geo" Peroni
3 Novembre 2016

Per molti veterani della serie Call of Duty, il quarto capitolo viene ricordato come uno dei più significativi, se non addirittura il più importante. Call of Duty 4: Modern Warfare, nel 2007, riscrisse le regole di base degli FPS, sempre più in ascesa in quegli anni, ponendo nuovi standard che poi avrebbero fatto la fortuna di Activision e delle varie software house sotto le proprie dipendenze. In occasione del lancio di Infinite Warfare, tredicesimo capitolo della serie principale di Call of Duty, il colosso americano dell’intrattenimento ha deciso di accontentare le innumerevoli richieste dei fan e di procedere alla produzione di una remasterizzazione su console current gen e PC dal titolo Modern Warfare Remastered, che porta con sé ondate di ricordi e anche di utenza che non è rimasta soddisfatta dalla piega sempre più futuristica che il franchise ha intrapreso ormai da Call of Duty: Black Ops II. Il lavoro è stato affidato ad una casa esterna ad Infinity Ward, Raven Software, che aveva l’arduo compito di non deludere i veterani e di attrarre potenziale nuovo pubblico. Ci saranno riusciti? La risposta è sì.

SOTTO UNA LUCE DIVERSA

Gli sviluppatori, come già avevamo intuito dai primi trailer e gameplay circolanti su Modern Warfare Remastered, hanno colto l’occasione non per un semplice porting o per una rimasterizzazione di basso livello, ma anzi per rifare in parte il look al celebre FPS vincitore di tanti premi ormai quasi 10 anni fa. Oltre ad un sonoro sistemato e che comunque mantiene la sua salda identità originaria, il sistema di illuminazione è stato notevolmente migliorato, così come le texture e i colori a schermo, che risulteranno essere molto più vivaci e nitidi a differenza dell’originale titolo. Le texture, come dicevamo, e i modelli dei personaggi hanno invece subito un’operazione di pulizia e di aumento della risoluzione. Certo, ovviamente la natura ormai antiquata del motore grafico di Call of Duty si fa sentire, soprattutto in certi elementi a schermo come il suolo (cosa che condanniamo ormai in ogni titolo della serie uscito negli ultimi anni, nonostante una buona dose di ottimizzazione), ma confrontando frame e video di COD 4 con quelli di Modern Warfare Remastered vi accorgerete di come il lavoro svolto sia stato davvero importante. Una nota negativa, sempre riconnettendoci al discorso del datato motore grafico, riguarda l’acqua in generale, che davvero stona con i miglioramenti generali che abbiamo apprezzato. Questo sia quando la troveremo in laghetti e corsi, sia quando bagnerà i visi dei personaggi.

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Non tutto è oro quel che luccica, purtroppo. Se sotto l’aspetto puramente audiovisivo non possiamo lamentarci, e anzi possiamo tranquillamente affermare che siamo rimasti sorpresi dopo le ultime remastered sicuramente non esaltanti arrivate da Activision (Prototype e Marvel: Ultimate Alliance), abbiamo constatato alcuni piccoli problemi che sono rimasti inalterati dalla versione originale. Alcuni poligoni, specialmente quelli delle barriere dietro alle quali ci ripareremo, non sono stati ridefiniti a dovere, tanto che in certi casi anche se vi sembrerà di poter sparare ad un nemico finirete col colpire barriere invisibili che faranno rimbalzare i proiettili. Abbiamo poi un altro inconveniente, quello della IA degli alleati, che in fasi nelle quali non domina lo script imposto dagli sviluppatori non dà sicuramente il meglio di sé. Più di una volta abbiamo incrociato lo sguardo con alleati che sparavano ripetutamente contro un muro, ignari del fatto che i proiettili non potessero oltrepassare 2 strati di mattoni e cemento. O ancora, compagni che scorrazzeranno inutilmente sul campo di battaglia e che non riusciranno ad eliminare un soldato nemico a soli due metri di distanza. Nonostante questi problemi, che fanno sì che possiate fidarvi solamente delle vostre capacità, il valore della rimasterizzazione tecnicamente parlando rimane davvero molto buono, con un framerate stabile a 60fps che non accennano a calare.

L’INIZIO DI TUTTO

Perché non iniziare questa recensione nella maniera più classica, direte voi. Perché non abbiamo parlato della storia, della campagna? Molto semplice, Modern Warfare Remastered ripropone in tutto e per tutto la medesima esperienza che i fan di Call of Duty hanno già vissuto in prima persona nel 2007. Una storia ricca di retroscena, di attualità (specialmente per l’epoca), ma anche di incredibili sorprese. Il personaggio giocabile principale sarà Soap McTavish, nuova recluta alle prese con un veterano dell’esercito americano, il Capitano Price. La guerra in Medio Oriente sta impazzando, si susseguono colpi di stato che possono dare il via ad una guerra molto pericolosa. Una sequela di eventi che sfocerà in una delle sequenze più emblematiche e rappresentative dell’intera trilogia di Modern Warfare, lo scoppio di un ordigno nucleare che devasterà in pochi istanti tutto ciò che si troverà nel raggio di varie miglia dall’esplosione.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.