[Recensione] Marvel Vs Capcom Infinite – Una Gemma è per sempre

Di Andrea "Geo" Peroni
5 Ottobre 2017

A distanza di quasi 6 anni da Ultimate Marvel Vs. Capcom 3, da pochi mesi disponibile anche su PlayStation 4 e Xbox One (qui trovate la recensione), l’improbabile quanto esaltante fusione dei brand dei due colossi ci riprova. Dopo Injustice 2, Tekken 7 e Arms, arriva infatti un nuovo picchiaduro in questo ricco 2017, che prende il nome di Marvel Vs. Capcom Infinite e che riunisce, ancora una volta, gli eroi della Casa delle Idee e della casa giapponese sotto lo stesso tetto, con una spolveratina di iconici villain pronti a ribaltare la realtà così come la conosciamo. Il risultato è un validissimo picchiaduro a incontri, come sempre in 2D, anche se alcune pecche, da sempre presenti nella serie, rimangono. Ve ne parliamo oggi, nella nostra recensione di Marvel Vs. Capcom Infinite.

Versione provata: PC.

INFINITY

Spinti dall’insaziabile successo di Disney e Marvel Studios con l’Universo Cinematografico (e televisivo) della Marvel, i creatori della nuova incarnazione di Marvel Vs. Capcom, serie ormai giunta alla sua sesta apparizione dal lontanissimo X-Men Vs. Street Fighter, hanno optato per introdurre elementi di disturbo dell’azione che richiamassero oggetti ormai famosi a tutti: le Gemme dell’Infinito. Ma andiamo con ordine, e cerchiamo di capire come mai questi potentissimi oggetti stiano scombussolando non una ma ben due dimensioni.

marvel capcom infinite

Scrolliamoci subito di dosso la storia, per ovvi motivi. Ultron, nemesi degli Avengers, e Sigma, nemico giurato di Mega Man X, si incontrano un bel giorno e decidono che la vita organica ha stufato. Essendo due entità robotiche, le quali, specialmente Ultron, hanno spesso cercato di porre fine alla vita in ogni sua forma, i villain decidono di fondersi nel potente Ultron Sigma e di scatenare le Gemme dell’Infinito per creare un nuovo universo e dominarlo in lungo e in largo. E chissenefrega se questo porterà morte e distruzione, in fondo questo era proprio lo scopo dei due, o meglio dell’entità che ora costituiscono. I supereroi Marvel, tra i quali troviamo i principali membri fondatori degli Avengers ma anche alcuni Guardiani della Galassia e altri ancora, e le icone Capcom, tra cui Chris Redfield, Ryu e Sir Arthur, sono dunque costretti a unire le proprie forze per fronteggiare la minaccia, anche a costo di richiamare un vecchio nemico per portarlo dalla propria parte: Thanos, che già nel 1995 (Marvel Super Heroes) causò parecchi problemi sempre grazie alle Gemme dell’Infinito.

La storia, e in questo i picchiaduro ne sono generalmente affetti, non brilla certamente né per originalità né per scrittura. Fatta di brevi cutscene esplicative tra uno scontro e un altro, condite di umorismo tipico di fumetti e film Marvel, la storia riesce sì ad amalgamare due universi così differenti ma anche a non lasciare alcun tipo di rimpianto al suo termine, cosa che arriverà dopo poco meno di 4 ore di gioco necessarie a terminarla (comunque un buon tempo) delle quali la prima ora funge sostanzialmente da presentazione del roster completo e tutorial per apprendere i nuovi comandi. Da segnalare la presenza, nei filmati di gioco, di alcuni personaggi che attualmente non sono presenti nel gioco. Alcuni di questi però arriveranno sicuramente come DLC, come ad esempio Pantera Nera e Sigma che saranno disponibili dal 17 ottobre.

SPAZIO, REALTÀ, TEMPO, ANIMA, POTERE, MENTE

Le dinamiche di un combattimento in MVC Infinite si sono leggermente evolute dal suo predecessore, riproponendo alcuni elementi classici dal passato della serie ma introducendo anche nuove meccaniche strategicamente importanti. La squadra da combattimento sarà composta ora da 2 personaggi, intercambiabili in qualsiasi momento durante lo scontro con il semplice utilizzo di un tasto apposito. Non dovremo dunque più scegliere in quale ordine far entrare in gioco i combattenti, come invece accadeva in MVC 3 nel quale la squadra era composta da 3 guerrieri, ma dovremo invece fare bene attenzione a quali oggetti extra selezionare per cercare di arrivare alla vittoria. Nel momento in cui selezioniamo i due personaggi, infatti, dovremo anche scegliere quale Gemma dell’Infinito utilizzare nello scontro. Sono in totale 6, e ognuna possiede poteri e abilità molto differenti, le quali devono essere testate da ognuno di voi per capire quale si confà meglio al vostro stile. La gemma dello Spazio, ad esempio, permette di far avvicinare a sé il nemico con una scarica di energia. Quella del Potere, invece, scaraventa il nemico contro la parete opposta dell’arena di scontro.

Le capacità delle Gemme si suddividono in due rami, Infinity Surge e Infinity Storm. La seconda, notevolmente più potente, può essere utilizzata solamente una volta riempito il cerchio in basso a sinistra sullo schermo, cosa che viene fatta utilizzando l’attacco Infinity Surge più volte. Come detto in precedenza, ogni gemma ha i suoi particolari Surge e Storm, che concettualmente aderiscono ai vari significati di Tempo, Spazio, Realtà e così via, per ogni gemma. Immancabile anche l’hyper combo, una meccanica di comeback che permette di diventare sostanzialmente invincibili per alcuni istanti e impedire la nostra morte ormai prossima. Attivabile dopo aver riempito l’apposita barra sullo schermo in basso, l’hyper combo è quasi devastante per l’avversario, costretto a chiudersi in difesa e a parare sperando di non subire eccessivamente i colpi in attesa che questa modalità speciale finisca.

Cerchiamo ora di analizzare il gameplay di base del picchiaduro, che si è avvicinato per certi versi a meccaniche moderne come quelle viste in Injustice 2, ma che non disdegna un certo interesse verso gli hardcore gamer del genere. Accessibile anche ai cosiddetti buttonsmashers ma anche molto profondo (seppur in minor misura rispetto ai capitoli precedenti), in MVC Infinite ogni personaggio è dotato delle classiche mosse di ogni picchiaduro (colpo alto, colpo basso, parate, presa, attacchi speciali) ai quali vanno poi connesse le meccaniche già spiegate del cambio in tempo reale del personaggio (tramite la quale si può far rifiatare un combattente e fargli recuperare parte della vita) e delle gemme. Le combo sono state generalmente ridotte, a favore di approcci più diretti e che consentono all’avversario di riprendere forze in minor tempo, ma questo non significa che il giocatore non voglia decidere di provare la sorte con qualche immancabile colpo speciale. Un ottimo sistema di combattimento, che coniuga passato e presente, e che è praticamente ottimale sia per chi non ha molta dimestichezza con i picchiaduro sia per chi fa di questo genere la sua ragione di vita. A questo si aggiungono meccaniche più complesse soprattutto nel caso in cui andiamo ad utilizzare personaggi in grado di volare come Iron Man, che possiedono una rosa di mosse più ampia da gestire e quindi da imparare a padroneggiare.

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WOLVERINE, DOVE SEI…

Insieme alla modalità Storia, il menù di gioco (abbastanza brutto da vedere) propone anche Allenamento (la classica modalità nella quale l’avversario controllato dalla CPU è fermo e pronto a subire ogni nostro colpo), Missioni (scontri con determinate richieste) e Battaglie, per 2v2 in locale od online. Presente anche la voce Collezioni, dalla quale potrete ad esempio rivedere le sequenze cinematiche della storia e alcuni extra da sbloccare giocando.

Molto soddisfacente il combat system come abbiamo spiegato in precedenza. La nota dolente arriva dal comparto tecnico. Audio e colonna sonora sono appropriati e congeniali, ma lo stesso non si può dire per il mero aspetto visivo. I colori, che in questa serie sono sempre stati molto accesi, risultano quasi sfocati, come se ci fosse un filtro opaco che è stato applicato a tutto il gioco. Buona l’illuminazione, e certamente la telecamera ha fatto passi avanti rispetto ai problemi visti in MVC 3. Gli scenari di gioco, solamente dieci, non risultano tutti sullo stesso piano visivamente parlando: mentre alcuni, come Xgard, risultano ispirati e molto scenici (il Bifrost sgretolato con le due città fuse sullo sfondo), mentre altri come la Torre degli Avengers sono anonimi e dimenticabili. Un appunto, positivo, anche sul frame rate, che è rimasto solitamente fisso sui 60fps anche con un hardware non particolarmente performante.

In ultima questione, una considerazione sulla realizzazione dei personaggi e sul roster generale. I vari combattenti presentano un design che non è andato giù a diversi giocatori, tuttavia dovendo connettere universi così differenti reputo assolutamente ottima l’idea di Capcom di uniformare gli stili. Piuttosto, la grossa critica che posso muovere al gioco riguarda il roster. 30 rappresentanti, divisi equamente tra le due fazioni, sono un numero soddisfacente (anche se raramente vi capiterà di utilizzarli a rotazione tutti), ma segnaliamo assenze gravi specialmente nel #TeamMarvel. Su tutti gli X-Men (Wolverine e compagnia), soppiantati da personaggi come Stephen Strange, Dormammu (già apparso in MVC 3), Rocket Raccoon e Gamora. In questo caso, non nego che il mio pensiero sia andato ai famosi diritti cinematografici, che stanno impedendo a Disney/Marvel di realizzare film con i Mutanti o i Fantastici 4.

NOTA: Non posso, in questo momento, parlarvi del comparto multiplayer su PC per problemi con la mia connessione. Leggendo in rete, sia recensioni di grandi testate ma anche commenti degli utenti, i server non sembrano essere afflitti da alcun problema, e anzi il gioco risulta molto piacevole anche in modalità online.

PUNTI DI FORZA

  • Ottime meccaniche innovative
  • Adatto a tutti
  • Bello lo stile di realizzazione dei personaggi
  • Animazioni

PUNTI DEBOLI

  • La storia
  • Graficamente non al top
  • Gravi assenze nel roster

Dopo il mezzo disastro sempre targato Capcom di Street Fighter V lo scorso anno, uscito con modalità mancanti e un comparto multiplayer imbarazzante, Marvel Vs. Capcom Infinite rende parzialmente giustizia al genere dei picchiaduro. Il sistema di combattimento è stato rivisitato rispetto a MVC 3, che nel suo passaggio a PS4 e Xbox One dimostrò nei mesi scorsi di non essere più al passo con i tempi, proponendo una formula innovativa e forse semplificata per i neofiti ma senza disdegnare l’attenzione ai più esperti, puntando forse ad un futuro nel competitive. Le noti dolenti arrivano dal comparto tecnico, inadatto ad un videogioco di questo calibro (e prezzo) nel 2017, e dal roster, dal quale mancano alcuni personaggi da sempre presenti nel franchise.

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