PSP: Riscopriamo la Vecchia Regina del Retrogaming

Di Gabriele Cascino
19 Gennaio 2020

Il mercato delle retroconsole portatili in questo periodo sta vedendo un incremento non indifferente. Negli ultimi anni l’hardware necessario ad emulare un famicom è diventato estremamente facile da reperire; per questo molti produttori, soprattutto cinesi, si sono dedicati alla creazione di piattaforme atte ad emulare le console a 8 bit. Stiamo parlando dei classici famiclone da trecentomila giochi in uno. Prodotti che molto spesso hanno una qualità altamente discutibile ma assolvono al loro compito in maniera sufficiente. Però vi sono alcune console che pongono l’asticella un po’ più in alto rispetto alla media del mercato.

L’esempio più lampante che posso portarvi è sicuramente quello di Bitboy che, dopo tre revisioni è forse diventato il prodotto più appetibile sulla piazza, con il miglior rapporto qualità prezzo. Anche se non è tutto oro quel che luccica; per circa 40€ possiamo portarci a casa l’ultimo modello di retroconsole che però presenta delle limitazioni hardware importanti. Uno schermo con un thearing marcato ed una diagonale di soli 2,4″ rendono stressanti le esperienze di gioco che si protraggono nel tempo. Alcuni tra i videogiocatori più giovani potrebbero essere scoraggiati da limitazioni di questo genere. Tuttavia se vi dicessi che tutte queste nuove console sono pressoché inutili perché la migliore soluzione alla voglia di retrogaming esiste già da 15 anni. 

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Parliamo di una console commercializzata nel 2005 per la prima volta e cessata di produrre nel 2014. Ovviamente mi riferisco alla Playstation Portable di Sony. Ridare nuovo vigore a questa console nel 2020 è estremamente facile. Bastano una decina di minuti per avere una console pronta per farvi giocare a tutte le pietre miliari del passato spendendo anche molto meno. Perchè ormai una PSP usata si trova anche a meno di 15€ se in cattive condizioni mentre a 20-25€ perfettamente funzionante. attraverso pochi e semplici strumenti saremo in grado di emulare in maniera impeccabile tutte le più importanti console dalla prima generazione sino alla quinta, nintendo 64 compreso, una rarità poichè praticamente tutte le retroconsole non riescono ad emulare nemmeno la PSX, mentre tramite l’emulatore Daedalus saremo in grado di giocare a qualche titolo per Nintendo 64 con un framerate accettabile, nulla di eccezionale sia chiaro. A mio avviso questo non può essere definito un malus anzi; bisogna solo togliersi il cappello davanti a questa prova di forza.  

L’esperienza di gioco è sicuramente gradevole, l’ingegnerizzazione di Sony non è discutibile, i tasti hanno la corsa giusta e danno un feedback adatto quando vengono schiacciati; anche lo schermo possiede una qualità infinitamente superiore rispetto alle controparti cinesi, purtroppo però questa qualità non viene sfruttata al massimo dato che la maggior parte dei giochi che andremo ad emulare in origine erano stati pensati per un formato in 4:3 quindi se non si vorrà avere un generale “stretchamento” delle immagini bisognerà adattare adattare le grafiche di gioco alla giusta proporzione; nulla di trascendentale basta spuntare un paio di opzioni nei menù di configurazione dei software. 

Tutti gli emulatori da me provati si sono dimostrati altamente affidabili e con delle prestazioni ottime, nessun calo di frame e nessun artefatto audio,  se non per le solite eccezioni; il funzionamento del chip Superfx presente nelle cartucce del Super Nintendo non viene emulato perciò si dovrà fare a meno di giochi come Star Fox e Yoshi’s Island, non lo definirei nemmeno un problema perché nella mia esperienza ancora non ho trovato nessuna console in grado di riproporre al meglio questi titoli. Al netto delle mie esperienze personali non trovo punti a sfavore di questa console riadattata a questo scopo, l’autonomia delle batterie dopo molti anni forse potrebbe essere drasticamente diminuita ma il processo di sostituzione non è complesso e con una manciata di spicci si può ovviare anche a questo problema legato all’anzianità della console. nemmeno l’assenza della seconda levetta analogica si fa sentire poiché per la maggior parte dei giochi risulterebbe superflua mentre i giochi nativi PSP non sono progettati per non supportarla. In conclusione: Ad oggi PSP è la soluzione migliore come retroconsole portatile, la sua ergonomia e la facilità con la quale si inseriscono le rom la fa preferire anche alla sorella maggiore PSVita che pur disponendo di software più completi come retroarch rimane: Più costosa circa 20/30€ in più, e meno facilmente modificabile con rischi maggiori di brick e malfunzionamenti dei software e soprattutto nonostante anche lei sia uscita fuori dal ciclo produttivo viene supportata ancora a livello software con modifiche firmware che bloccano le funzionalità di modifica e ritardano il processo di installazione di applicazioni di terze parti poiché i modder hanno bisogno di tempo per cercare nuovi exploit.



Gamer classe 1999 cresciuto a pane e Pokemon, cerco di stare sempre sulla cresta dell'onda del mercato videoludico per poter analizzare al meglio ogni titolo che mi passa tra le mani.