Il ragazzo di carne è tornato. Super Meat Boy ha avuto una vita a dir poco travagliata: dopo l’ancora oggi spettacolare gioco del 2010, i creatori Edmund McMillen e Tommy Refenes si sono separati e la proprietà intellettuale è finita nelle mani di Tommy e del suo studio Team Meat, ma le difficoltà non sono state poche. Nel 2020, dopo ben un decennio, arrivò Super Meat Boy Forever, non esattamente un successo.
Poi, nell’estate del 2025, completamente a sorpresa, è stato annunciato durante l’Xbox Showcase che Super Meat Boy 3D sarebbe diventato realtà. In tre dimensioni. Imprecazioni in tre dimensioni. Era davvero questo il futuro del franchise? Con la genuina voglia di scoperta, ci siamo gettati a capofitto in questa nuova avventura venduta a prezzo budget, ricordandoci che i controller oggi costano un occhio della testa. Con questo bene in mente, vi parliamo di Super Meat Boy 3D nella nostra recensione.
Versione provata: PlayStation 5
Lo hanno fatto di nuovo

Le premesse narrative di questo nuovo e sorprendente capitolo di Super Meat Boy sono le solite: un malvagio feto in barattolo che indossa uno smoking decide di rapire la ragazza (è una ragazza?) del protagonista, e quindi il nostro cubetto di carne deve mettersi nuovamente in marcia per salvarla. Stavolta, però, in un mondo realizzato in tre dimensioni.
Come fecero molte icone degli anni ’90 al passaggio da 2D a 3D – inutile citare Super Mario come simbolo assoluto, ma ci sono stati anche altri esempi celebri o anche meno conosciuti – Super Meat Boy si apre così a un modo tutto nuovo per far dannare i giocatori. L’esperienza originale, uno dei platform più caratteristici e riusciti dell’epoca (sono passati già 15 anni, aiuto!), era un crescendo continuo di cattiveria, bisogno di riflessi fulminei e incessanti trial and error per portare a compimento un livello: si partiva, si dovevano superare ostacoli mortali uno dietro l’altro, e si arrivava infine all’amata da salvare.
Questo nuovo capitolo di Super Meat Boy non cambia nulla, se non appunto l’aggiunta di una nuova dimensione. Il che, ovviamente, non è poco, ma una delle più grandi paure che non nascondiamo era quella che il titolo non riuscisse a replicare quel mix di genialità e frenesia che le due dimensioni garantivano con naturalezza. Il 3D, invece, funziona bene. Spesso benissimo. Dopo una prima serie (cortissima) di livelli utili a imparare i comandi base e le mosse del Meat Boy, sostanzialmente le stesse del gioco originale, si parte subito con una serie di livelli creati da Satana in persona per testare la nostra pazienza e l’equilibrio psichico. E questo sin dal primo dei cinque mondi presenti, ognuno con 15 ambientazioni in totale – più alcuni extra di cui parleremo tra poco.

Il level design è ispiratissimo. Ogni livello si può completare in una manciata di secondi (non mancano le sfide a tempo per ottenere il fatidico grado A+), ma ciò non significa che si tratta di una passeggiata. Dopo pochi minuti dall’inizio del gioco, si intuisce chiaramente che lo scopo di Sluggerfly e Team Meat è stato quello di trasporre il più possibile fedelmente l’esperienza originale in un mondo tridimensionale, cambiando radicalmente alcune delle regole di approccio del giocatore ma mantenendo lo spirito della serie – cosa che il sequel Super Meat Boy Forever del 2020, purtroppo, non aveva saputo fare altrettanto meglio.
Le ambientazioni, realizzate attraverso un luccicante Unreal Engine, sono varie e variegate, ricche di ostacoli, trappole, imprevisti. Tutto è finalizzato a una singola missione: far perdere Meat Boy – e far perdere la pazienza al giocatore. Il level design si destreggia agilmente, propone e osa in continuazione con situazioni differenti, facendo trasparire in certi momenti come gli sviluppatori abbiano deciso, in alcuni momenti, di dare fondo a tutta la loro cattiveria innata. Capita così di dover ripetere uno stage decine, se non addirittura centinaia di volte, per poter capire come superarlo. Proprio come nella sua incarnazione originale, si tratta di un platform puro, in cui il gameplay si riduce a correre e saltare. Non c’è altro.
Apparentemente, manca un qualsiasi senso di progressione, così come si nota l’assenza di qualsivoglia meccanica che si fa largo durante l’esperienza. Più che meccaniche inedite, via via che l’avventura avanza aumentano i pericoli, come del resto già accadeva negli altri capitoli. È un vero e proprio ritorno al passato per la serie e per i platform in generale: l’unico obiettivo degli sviluppatori è stato quello di creare livelli che aumentano d’intensità, aggiungendo pericoli e ostacoli di ogni tipo. Si passa da robot assassini con motoseghe a colonne di acido che sciolgono all’istante la carne, da laser mortali a torrette lanciarazzi a ricerca che rendono sempre più adrenalinica l’avventura.

C’è qualche altro tasto dolente. I comandi sono perfetti, la reattività e le animazioni anche, il level design non è invece così semplice da leggere in certe occasioni. O meglio, gran parte di questo problema è da ricercare nella prospettiva. Non si vuole dimenticare che parliamo di un platform trial and error, ma in alcuni frangenti dell’esperienza, probabilmente a causa di superfici non sepre leggibili o limiti da rivedere con qualche accorgimento, diventa difficile per il giocatore comprendere la strada da percorrere; questo è un male quando si parla di livelli con inseguimenti, nei quali la velocità di pensiero ed esecuzione devono essere ottimali. Per fortuna, il team ha fatto sì che non tutti i 15 livelli di ogni mondo debbano essere completati per giungere al boss, evitando un senso di frustrazione pesante. E poi, c’è la durata.
Super Meat Boy 3D include segreti, cerotti da trovare in ogni livello per sbloccare nuovi personaggi con abilità particolari (ma che quasi danneggiano il giocatore, tanto per aggiungere un altro pizzico di difficoltà), un sacco di trofei difficilissimi (completare ogni livello senza morire, completare le sfide a tempo e così via), e altri collezionabili, chiamiamoli così, che aumentano la longevità – se vi state chiedendo quanto tempo occorre per completare la storia, è difficilissimo a dirsi: si tratta di una stima troppo soggettiva.
La quantità di livelli, tuttavia, è un po’ deludente se paragonata ai fasti del capitolo originale. Il primo Super Meat Boy proponeva oltre 300 livelli, compresi quelli del Mondo Oscuro; una dinamica che torna anche in questo nuovo capitolo in 3D, anche se stavolta gli stage sono 15 per ognuno dei 5 mondi, il che significa 150 in totale comprendendo anche i livelli bonus sbloccabili conquistando il rango A+ nelle sfide a tempo della storia principale. A questi si aggiungono anche le boss fight a piattaforme, che abbiamo trovato molto intelligenti.

Sulla qualità dei livelli, come detto, non si discute. Per chi ama le grandi sfide, gli stage del Mondo Oscuro propongono inoltre una vagonata di rivisitazioni ancora più dannate di prima, malefiche e crudeli. Perfette, per chi ama questo genere di esperienze. Anche le musiche, perlomeno buona parte dei temi presenti, coinvolgono e risultano stimolanti. Ci aspettavamo però un pizzico di contenuti in più, per rendere ancor più memorabile un già bellissimo ritorno.
Super Meat Boy 3D non inventa nulla e non cambia le regole della serie, ma il passaggio alla terza dimensione è un tassello importante e riuscito per il franchise. E speriamo ora di non dover attendere altri 16 anni per un Super Meat Boy degno di nota.

Review Overview
Riassunto
Super Meat Boy 3D segna un grande ritorno per il piccolo e massacrato omino fatto di carne. Un gioco crudele esattamente come ci aspettavamo, in alcuni casi anche troppo a causa di alcune defezioni nel level design e nella prospettiva. Nonostante ciò, è un gioco spettacolare: preparatevi a rompere parecchi controller, perché la pazienza sarà messa a dura prova sin dai primi livelli.
Pro
Brutale, maledetto, difficile, crudele, BELLO PROPRIO PER QUESTO Molti livelli sono spettacolari Tasso di sfida altissimoContro
Alcuni livelli non sono di semplice lettura Meno ricco dell'originale A volte ci sono picchi enormi di difficoltà- Giudizio complessivo8.5
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