Parliamo di uno dei franchise più redditizi di sempre (il primo Avatar, ancora oggi, è il film con il più alto incasso nella storia del cinema, davanti ad Avengers: Endgame), ma non sempre questo significa che tutti i capitoli cinematografici possano generare guadagni astronomici. In effetti, James Cameron ha ipotizzato lo scenario per cui Avatar: Fuoco e Cenere, in uscita tra poche settimane, non dovesse guadagnare abbastanza, e la conseguenza sarebbe solo una: la fine della saga.
Il leggendario regista di Terminator e Titanic, che da anni si sta occupando interamente del franchise di Avatar, ha infatti dichiarato che se Avatar 3 non generasse abbastanza profitti da convincere la Disney a finanziare Avatar 4 e 5, sarebbe pronto ad abbandonare la saga. In cambio, però, intende scrivere un libro per risolvere l’unico problema lasciato aperto da Avatar 3.
Intervenendo al podcast The Town with Matthew Belloni, Cameron ha ammesso di essere nervoso per l’esito del botteghino di Avatar: Fuoco e Cenere, e di essere consapevole delle “forze” che si oppongono all’uscita nelle sale cinematografiche nel 2025. Quest’anno, in particolare, è stato un anno davvero difficile per le sale cinematografiche, con le major che hanno accumulato tanti e in alcuni casi inaspettati flop, più o meno pesanti.
“La gente tende a scartare i sequel a meno che non si tratti del terzo film del Signore degli Anelli e si voglia vedere cosa succede a tutti, che nella mia mente è il culmine di un arco narrativo, ma potrebbe non essere così che il pubblico lo vede”.
Cameron ricorda poi il “doppio colpo” dello streaming e del Covid, che significa che meno persone vanno al cinema: il 75% di quanto accadeva nel 2019.
Quando gli è stato chiesto quanto fosse costato realizzare Avatar 3, Cameron non ha voluto rivelare una cifra, ma ha aggirato la questione suggerendo che si trattava di un sacco di soldi e che quindi il film avrebbe dovuto incassare un sacco di soldi. “Si tratta di una montagna di soldi, il che significa che dobbiamo guadagnarne due per ricavarne un profitto“, ha detto. “Non ho dubbi che questo film farà soldi. La domanda è: ne farà abbastanza da giustificare una seconda produzione?”
“Sono nel mondo di Avatar da 20 anni”, ha detto. “In realtà 30 anni, perché l’ho scritto nel ’95, ma non ci ho lavorato ininterrottamente per quei primi 10 anni. Sì, assolutamente, certo. Se finisce qui, bene.”
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