Coronavirus, il nuovo DPCM è ufficiale: cinema chiusi, regime di semi-lockdown per un mese

Di Andrea "Geo" Peroni
25 Ottobre 2020

I sospetti emersi nella serata di ieri sono ormai confermati: il nuovo DPCM del governo impone la chiusura dei cinema, e instaura un regime di semi-lockdown per circa un mese.

Repubblica, che già ieri aveva diffuso in rete la prima bozza del nuovo DPCM che il governo ha stilato con il Comitato Tecnico Scientifico nazionale, ha sostanzialmente confermato le voci emerse nelle scorse ore.

In risposta al pericoloso aumento dei contagi in Italia, il premier Giuseppe Conte e il governo italiano si è ritrovato costretto a prendere nuove decisioni, che comprendono la chiusura forzata di diversi esercizi commerciali e un regime di semi-lockdown, come è stato definito.

Il DPCM verrà presentato alla nazione in serata, ed entrerà in vigore già da domani, lunedì 26 ottobre, fino al 24 novembre. La speranza naturalmente è che la situazione non peggiori ulteriormente, costringendo il governo a intervenire con un nuovo decreto.

Vengono limitati gli spostamenti, ma solo sotto forma di raccomandazione. Tra le linee guida dei consigli agli italiani, c’è infatti la richiesta di muoversi da casa solamente per importanti necessità:

Non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi

Rispetto alla bozza, c’è qualche cambiamento anche per quanto riguarda bar, ristoranti e altri locali adibiti alla ristorazione, che potranno essere aperti la domenica e nei giorni festivi, ma che dovranno sempre, tassativamente, chiudere alle ore 18:00.

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) durante la settimana resteranno aperte dalle 5 fino alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Resta consentita inoltre la ristorazione a domicilio, a patto di rispettare le norme igienico-sanitarie.

Ulteriore provvedimento per quanto riguarda le scuole, per le quali viene confermato un maggiore regime di didattica a distanza. Il provvedimento riguarda le scuole superiori di secondo grado, per le quali il DPCM prevede che il 75% dell’attività scolastica sarà fruibile a distanza, adottano forme flessibili nell’organizzazione. Le regioni potranno comunque intervenire e aumentare questa percentuale al 100% se necessario, come nel caso di quanto accaduto in Campania.

Stop inoltre a palestre, piscine, impianti nei comprensori sciistici, centri natatori, centri benessere e centri termali, e per quanto riguarda lo sport arriva una nuova stretta sulle competizioni consentite: sospese le attività dei campionati di livello regionale e provinciale (dall’Eccellenza in giù), dunque via libera soltanto ai campionati di Serie A, Serie B (anche femminile e Primavera), Lega Pro e Serie D.

Confermata inoltre, come dicevamo in apertura, la chiusura di cinema e teatri già rumoreggiata nelle scorse ore:

Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso

Una decisione che certamente non trova d’accordo i gestori delle sale cinematografiche e gli addetti ai lavori: vari artisti e politici hanno già espresso il loro disappunto in rete per questa decisione, che implica la chiusura di un esercizio commerciale, il cinema, nel quale il distanziamento viene rigorosamente mantenuto.

Fonte

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