Coronavirus, il nuovo DPCM di Conte rischia di chiudere ancora una volta i cinema

Di Andrea "Geo" Peroni
24 Ottobre 2020

Semra davvero non esserci pace per uno dei settori più colpiti dalla pandemia globale di Coronavirus, il cinema.

Ripresosi lentamente (molto lentamente) dopo la chiusura forzata in gran parte del mondo in primavera a causa della pandemia, il settore cinematografico è stato duramente colpito dal virus COVID-19.

Le produzioni cinematografiche sono ripartite solo da alcune settimane, ma in alcuni casi continuano i disagi. Le riprese di The Batman di Matt Reeves, ad esempio, si sono fermate per molti giorni a causa della positività di Robert Pattinson al virus, e anche la produzione di Mission Impossible 7, notizia di oggi, sta facendo i conti con un presunto focolaio tra i membri dello staff.

Con lo stop alle produzioni e la chiusura dei cinema, anche il calendario delle uscite delle grandi major e non solo ne ha risentito. Warner Bros. si è ritrovata costretta a rinviare moltissimi dei suoi blockbuster come The Flash e Shazam 2, Universal ha fatto la stessa cosa con Jurassic World: Dominion, per non parlare di Disney e Sony che hanno rimesso mano più e più volte al proprio calendario delle uscite specialmente per il settore dei cinecomic – le due major collaborano per l’apparizione di Spider-Man nel MCU, e lo slittamento dei vari prodotti coinvolge entrambe le aziende e i vari film associati all’universo.

Per inciso, l’intera Fase 4 cinematografica del MCU è stata posticipata di ben un anno, con Black Widow che uscirà a maggio del prossimo anno. Sembra però che non ci saranno ulteriori ritardi per WandaVision, la serie TV di Disney+ che debutterà entro la fine del 2020.

Il settore cinematografico ha tentato e sta tendando ancora oggi una lenta e difficile risalita, grazie ad esempio a pellicole come Tenet di Christopher Nolan che però, come era facilmente pronosticabile, non ha raccolto quanto sperato.

Se già il settore deve quindi fare i conti con un momento tra i più complicati di sempre (i cinema delle grandi metropoli americane sono ancora chiusi dalla primavera, con una perdita incalcolabile per le major), anche a causa dei continui rinvii di pellicole molto attese, ecco che in Italia potrebbe arrivare una nuova pericolosa botta da parte del governo.

Repubblica riporta le prime bozze del nuovo DPCM che il Premier Giuseppe Conte si accinge a firmare e a diramare forse nelle prossime ore, in quanto il quotidiano suggerisce che le nuove misure entreranno in vigore da lunedì 26 ottobre.

Un DPCM che segue quello di pochi giorni fa, ma in risposta a un drammatico aumento dei contagi da Coronavirus che stanno nuovamente mettendo in ginocchio la sanità italiana e che sta provocando una nuova ondata di proteste, basti pensare a cosa è accaduto a Napoli nelle scorse ore dopo il coprifuoco indetto dal presidente De Luca in quella che oggi è la regione più colpita in Italia dalla pandemia.

Al vaglio degli esperti che stanno scrivendo il nuovo DPCM ci sono misure legate alle attività di ristoranti, bar, pub, gelaterie e pasticcerie, che saranno sospese la domenica e nei giorni festivi, e che nei giorni feriali potranno invece restare aperti solamente dalle 5 alle 18 (o alle 20, in questo caso non è ancora chiaro). Stop inoltre da domenica o lunedì delle attività di palestre, piscine, impianti nei comprensori sciistici, centri natatori, centri benessere, centri termali.

Si discute inoltre sulla possibilità di chiudere i centri commerciali, bloccare lo spostamento tra le regioni e addirittura tra i comuni in alcuni casi, ma, come dicevamo, al vaglio delle ipotesi c’è anche la chiusura di teatri e cinema.

Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

I gestori di teatri e sale cinematografiche sono naturalmente già scesi in piazza, metaforicamente, per esprimere il loro dispiacere nei confronti del nuovo DPCM, che rischierebbe di dare una nuova botta d’arresto a un settore già fortemente in crisi. I gestori, sui vari social network, ricordano che i cinema sono luoghi controllati e con un numero limitato di spettatori, che potrebbe, su indicazione, essere ulteriormente limitato.

Anche alcune personalità del mondo dello spettacolo, come Gabriele Muccino, hanno espresso il loro dissenso verso questo nuovo decreto e l’ulteriore chiusura delle sale.

Fonte

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