[RECENSIONE] Road 96

Di Chiara Ferrè
16 Agosto 2021

Immaginatevi una estate torrida. Davanti a voi solo la strada, lunghissima, selvaggia, da percorrere il più velocemente possibile. Immaginatevi di essere in fuga. Siete soli, ma in realtà non lo siete perché ci sono altri che, come voi, si sono decisi a partire. Chi sa cosa incontrerete lungo la via, chi sa se qualcuno vi darà un passaggio o se invece dovrete cavarvela con le vostre forze. I pericoli sono tanti, i chilometri da macinare tantissimi. E allora zaino in spalla, coraggio, occhi aperti, spirito già proiettato in avanti e via, si parte.

Questo è Road 96, la nuova avventura di Digixart, il team di sviluppo già autore di Valiant Hearts e Memories Retold. L’ispirazione deriva da Tarantino, dai fratelli Coen e Bong Joon-ho.

Se siete degli amanti delle avventure narrative alla Life is Strange non esitate a provare questo piccolo gioiellino indie disponibile da oggi per PC e Nintendo Switch: si tratta di un gioco interessante, capace di far ridere a crepapelle ma anche di donare non poche emozioni.

Scopriamolo insieme in questa recensione: non preoccupatevi, non vi rovineremo la festa… l’articolo non conterrà spoiler!

Versione provata: PC.

In fuga da Petria

Road 96 porta il giocatore a vivere in prima persona una stravagante avventura on the road. Petria è una nazione gloriosa, ma oppressa da una innegabile dittatura. Tra atmosfere e musiche anni ’90, citazioni, minigiochi sempre nuovi, dialoghi, scelte multiple ed esplorazione, impersoniamo diversi ragazzini in fuga: ad ogni partita infatti cambieremo protagonista.

Molti ragazzi hanno deciso di mettersi in marcia con mezzi di fortuna, fuggendo da casa per emigrare illegalmente ed essere finalmente liberi dall’oppressione. Di loro conosciamo la silhouette generica, i punti vita (segnati con una serie di barre piene o vuote), il numero di giorni dal momento della  partenza, la distanza che li separa dal confine e il denaro attualmente in loro possesso. Con queste informazioni iniziamo il viaggio, accompagnando di volta in volta un ragazzino verso la libertà… o verso la rovina.

La strada è piena di imprevisti e di situazioni sempre nuove: ad ogni tentativo di fuga incontreremo diversi personaggi lungo la strada, che dovremo imparare a conoscere per giungere sani e salvi al confine. Ci sono, ad esempio, Stan & Mitch, due scapestrati ladri da strapazzo, sempre in giro con la loro motocicletta. Potremmo incontrare Fanny, una poliziotta dedita al lavoro, oppure la sguaiata presentatrice televisiva Sonya, il volto del regime. Incontreremo inoltre altri ragazzini in fuga, che vendono cianfrusaglie, chiedono passaggi o sognano un mondo migliore, come la dolce ma determinata Zoe. Tra i protagonisti di Road 96 prevalgono le figure positive, ma ci sono alcuni loschi figuri dai quali sarà meglio restare alla larga.

Ogni personaggio ha la propria storia, i propri dolori, la propria missione.

Road 96 genera proceduralmente un viaggio sempre diverso, che si plasma a seconda delle scelte del giocatore e fornisce incontri e situazioni casuali tra cui barcamenarsi.

Digixart ha dato vita a un’avventura romantica, fatta di tramonti, incontri, corse pazze su macchine rubate e mezzi di fortuna, musica, oppressione e libertà. La vera particolarità del gioco è che ogni ragazzino in fuga fa parte di un quadro molto più ampio: le nostre scelte e l’esito di ciascun viaggio andranno a plasmare concretamente il destino di Petria.

Verso l’infinito e oltre

Road 96 non è un gioco difficile, anzi, è un’avventura narrativa alquanto rilassante, adatta a questi mesi estivi in cui c’è la voglia di svagarsi con intrattenimenti non troppo impegnativi. Tuttavia è in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo per diverse ore. Per concludere la prima run è necessario accompagnare circa 8 ragazzini lungo la loro strada, un compito complesso che porterà via attorno alle 7 ore di gioco. Ogni partita potrebbe concludersi velocemente con la morte o l’arresto del protagonista: se ciò non accade, ci potrebbe volere invece oltre un’ora per raggiungere il confine e tentare l’espatrio.

Una volta partiti il giocatore si trova ad affrontare diverse scene ambientate in vari luoghi, da una stazione di servizio a un diner, da una stanza d’albergo a un’area di sosta per i camper. L’obiettivo è sempre lo stesso, avvicinarsi alla famosa Road 96 che conduce al confine. Da lì poi, sarà necessario escogitare un piano sempre diverso per emigrare.

Al termine di ogni scena, si prosegue lungo la via: vi è la possibilità di muoversi a piedi, oppure in autostop (ma non è detto che si incontri sempre qualcuno disposto ad aiutare). Se si possiede denaro a sufficienza, si può chiamare un taxi o prendere l’autobus. Se si è stati abbastanza scaltri, è possibile invece rubare una macchina e sfrecciare lungo la via: saremo noi quindi a dover ospitare qualcuno nel nostro mezzo scalcagnato.

All’inizio del gioco le opzioni per muoversi lungo le strade di Petria non sono molte, ma partita dopo partita le possibilità aumentano sensibilmente. Si sbloccano le abilità: queste vanno dalla capacità di scassinare una porta all’hackeraggio e consentono sia di portare a termine nuove azioni, sia di avere a disposizione delle linee di dialogo extra.

I viaggi sono di fatto costruiti da un gameplay “a staffetta”: le abilità sbloccate con il ragazzino precedente saranno utilizzabili nel tentativo di fuga successivo. Il denaro guadagnato (in modo lecito o meno) e il livello di stanchezza sono invece propri di ciascun protagonista e cambieranno ad ogni partita.

Ogni strada è a sé, ma ciascun viaggio determinerà l’epilogo della storia: la run infatti si conclude una volta giunti al fatidico giorno delle elezioni.

Siamo nell’estate del 1996 e il giocatore è chiamato a decidere da che parte stare. Si può scegliere di supportare un’ideologia moderata o un’ideologia più insurrezionalista e violenta, oppure si può appoggiare la strada dell’emigrazione e lasciare Petria al suo triste destino.

Un mondo tutto da plasmare

Road 96 non eccelle dal punto di vista tecnico, ma risulta comunque un titolo molto godibile. Non abbiamo riscontrato crash o bug che inficiassero l’esperienza, a parte una traduzione italiana dei testi talvolta a livelli da google translate (il doppiaggio inglese invece è eccentrico al punto giusto).

I modelli dei personaggi e le animazioni sono retrò, con espressività del viso quasi inesistente: se migliorato, quest’ultimo elemento avrebbe sicuramente reso l’esperienza ancor più profonda. I colori e le atmosfere risultano comunque d’impatto e riescono a coinvolgere grazie anche a una colonna sonora davvero azzeccata, che rimane in testa e rappresenta bene il senso del viaggio, dell’avventura, della libertà.

Il gameplay durante tutta la prima run riesce a rimanere sempre vario ed interessante, alternando fasi esplorative e decisionali a momenti davvero spassosi e concitati, psichedelici a volte. Non avremmo mai pensato che ritrovarsi a utilizzare una sparachiodi per sfuggire a una volante della polizia sarebbe stato così divertente. In Road 96 ci si ritrova a preparare cocktail improbabili per dei loschi figuri, mentre un attimo dopo si sfreccia con la testa fuori dal finestrino di una limousine: non si sa mai cosa aspettarsi.

La rigiocabilità non è elevatissima: già dalla seconda run (new game) alcune situazioni cominciano a ripetersi, anche se restano ancora alcuni segreti dei protagonisti da svelare e delle nuove scene da vivere.

Una volta giunti a destinazione, Road 96 pone il giocatore davanti a dilemmi morali non indifferenti: sacrificarsi per la patria, per un amico, oppure fuggire. Credere nel cambiamento, oppure rinunciare e pensare a sé stessi. Derubare o donare, vivere o morire.

PUNTI DI FORZA

  • Una vera avventura on the road
  • Ottima colonna sonora
  • Tante situazioni diverse e inaspettate

PUNTI DEBOLI

  • Già dalla seconda run diventa ripetitivo
  • Non eccelle dal punto di vista grafico

 

Road 96 è la quintessenza del “non è importante la destinazione, ma il viaggio”. Nella immaginaria nazione di Petria, bisogna scegliere in fretta da che parte stare, se sostenere il cambiamento o se decidere di trovare fortuna altrove. In un susseguirsi di situazioni sempre diverse, il giocatore impara a consocere personaggi eccentrici, ogununo con la sua storia, i suoi dolori e le sue aspirazioni. L’obiettivo è sempre lo stesso, accompagnare una serie di ragazzini in fuga lungo la strada, per condurli verso la libertà o verso un’inaspettata rovina. Viaggio dopo viaggio si acquisiscono abilità nuove e il mondo di gioco si apre ad opzioni ancor più varie. Su un’auto rubata o su un pullman, a piedi o affiancati da qualche strambo personaggio, l’importante è non fermarsi. Road 96 è un’avventura on the road procedurale divertente e ben riuscita, che non tenta di strafare ma raggiunge a pieno il suo obiettivo: intrattenere.

 




Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme: vivo di cinema, libri, videogiochi e serie TV. Durante la settimana scrivo, osservo il mondo e vedo gente. Nel tempo libero scrivo (sì, di nuovo), disegno, videogioco.




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