I 10 videogiochi più deludenti del 2016

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Di Diego "Lanzia" Savoia
13 Dicembre 2016

5. MIRROR’S EDGE CATALYST

Il nuovo capitolo sviluppato da DICE si è fin da subito presentato in maniera positiva: ci troviamo di fronte ad una trama coinvolgente, aiutata dai numerosi flashback, che ci permette di capire di più sulla vita della protagonista ed i suoi conoscenti. Inoltre anche la rigiocabilità ha un valore molto alto, grazie agli infiniti collezionabili nascosti negli angoli più remoti della città di specchi: una città che, però, non è ai livelli della grafica next-gen impedendo perciò di trasformare un buon titolo in un ottimo titolo. Inoltre anche i combattimenti, seppur notevolmente migliorati nel sistema di movimento, diventano ben presto monotoni e ripetitivi. In generale Mirror’s Edge Catalyst è un gioco che ha soddisfatto, ma non come ci aspettavamo dagli annunci.

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4. ONE PIECE: BURNING BLOOD

Con questo titolo Bandai Namco ha provato a portare il mondo di One Piece nel genere dei piacchiaduro tridimensionali: ciò che ne è emerso dopo il lancio è che la software house è riuscita a porre le basi per futuri episodi, ma questo primo approccio non è stato certamente uno dei migliori. Burning Blood si configura infatti come un titolo fan-service, con un immenso roster (anche grazie ai DLC) e idee accattivanti, ma gli scontri diventano spesso frustranti, con personaggi dalle abilità sbilanciate di proposito in modo da caratterizzare i singoli. Insomma, un titolo che non ha convinto pienamente ma che, come abbiamo già detto, servirà da lezione agli sviluppatori per un possibile futuro capitolo.

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3. MAFIA III

Saliamo sul terzo gradino del podio (che non è motivo di vanto, in questo caso) con Mafia III: titolo dallo sviluppo travagliato, dato il passaggio da uno studio all’altro, è arrivato sul mercato con buone aspettative. La trama è sicuramente un punto a favore per il gioco (vista l’odissea dello sviluppo) in quanto intrattiene nel vero senso della parola, facendo comprendere tutti gli aspetti con un metodo particolare ma efficiente. La mancanza di filtri nella narrazione si è rivelata efficace, mentre l’open world si rivela ostico per quanto riguarda le missioni secondarie, ripetitive e spesso lunghe da portare a termine. L’intelligenza artificiale rovina in parte l’esperienza di gioco, e se a questa aggiungiamo i caricamenti della mappa e i numerosi problemi tecnici, capiamo che Mafia III non contiene quelle potenzialità che avevamo intravisto prima dell’uscita sul mercato.

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2. NO MAN’S SKY

Forse vi aspettavate questo titolo in prima posizione, vista la valanga di critiche al rilascio e il susseguirsi delle vicende post-lancio, in particolare il silenzio di Hello Games per settimane. No Man’s Sky era forse uno dei titoli più attesi di questo 2016: i numerosi trailer e le presentazioni hanno mostrato un gioco rivoluzionario, praticamente infinito ed estremamente interessante. In realtà l’accoglienza del pubblico è stata quasi totalmente negativa, con una descrizione del gioco come noioso, ripetitivo, non soddisfacente a livello grafico e di gameplay. Forse i giocatori non hanno compreso appieno il significato dell’indie, o forse non si era pronti ad un titolo del genere: sta di fatto che gli sviluppatori si sono chiusi nel silenzio per molto tempo fino a rilasciare, poche settimane fa, il Foundation Update. Questo ha posto le basi per il sistema di costruzione, introducendo diverse modalità e grande personalizzazione, tentando insomma di risollevare le sorti di un gioco partito decisamente con il piede sbagliato.

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1. HOMEFRONT: THE REVOLUTION

Eccoci arrivati in prima posizione, con un titolo che registra una valutazione Metacritic di 48/100 e un punteggio degli utenti di 3.7/10. Si tratta del secondo capitolo della serie, che dopo il fallimento di THQ è passato nelle mani di Deep Silver: lo sviluppo è stato quindi problematico, a cui si è aggiunta la volontà di creare uno sparatutto diverso dagli altri FPS in quanto ambientato in un open world. Questo mondo contiene numerose missioni secondarie e basi nemiche, ma il numero dei nemici è davvero sproporzionato, con aree zeppe di soldati e altre praticamente vuote. Un po’ di varietà è stata introdotta grazie all’aggiunta di qualche meccanica stealth e un sistema di personalizzazione studiato: questo non è però bastato a causa dei gravi problemi grafici anche dopo la patch al day-one. In conclusione, The Revolution sarebbe stato un buon titolo, ma a supportare la trama serviva un mondo di gioco più dettagliato e meglio organizzato, oltre ad una stabilità tecnica che è mancata già dai primi giorni.

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Appassionato di tutto ciò che riguarda la tecnologia, il suo interesse spazia in particolare nel mondo dei videogiochi e dell'informatica. Ama ogni genere videoludico, ma predilige i giochi d'azione e le avventure grafiche.