Tutto quello che sappiamo su Destiny 2: Ombre dal Profondo

Di Andrea "Geo" Peroni
9 Settembre 2019

C’è un appuntamento ormai fisso da diversi anni, in autunno, per tutti i fan di Bungie. I creatori della serie Halo, ora nelle mani di 343 Industries, hanno ormai abbracciato da tempo il progetto Destiny, un multimilionario franchise (nel 2012 si parlava di 500 milioni di dollari stanziati da parte di Activision) che cerca di rinnovarsi ogni qualvolta inizia la grande stagione autunnale. The Taken King rivoluzionò il primo capitolo nel 2015, I Signori del Ferro prese per mano il gioco per accompagnarlo al tramonto e lasciare spazio nel 2017 a Destiny 2. Un problema, un grosso problema da gestire, sia per Bungie che per Activision.

Come vi raccontammo nella nostra recensione, il gioco inizialmente sembrava recuperare tutto quanto di buono c’era nel suo predecessore migliorandolo e ampliando lo spettro di contenuti. Ne fummo davvero soddisfatti, inizialmente. Purtroppo, però, una volta addentrati nel vero e puro endgame, le critiche comparivano come funghi. E i due DLC lanciati nel corso del 2018, La maledizione di Osiride e La mente bellica, non hanno mai convinto i giocatori. Ci sono voluti ben dodici mesi per rimettere le mani su Destiny 2 grazie a I Rinnegati, una splendida prova da parte di Bungie, ma l’inconveniente era dietro l’angolo: come forse ricorderete, a inizio anno la software house e Activision hanno clamorosamente divorziato, senza alcun preavviso. Strade divise, il franchise di Destiny spostato interamente nelle mani di Bungie, Steam che abbraccia la versione PC prima esclusiva Battle.net, e così via.

E i giocatori? I giocatori sono rimasti in pratica a bocca asciutta, ma sempre molto attenti a ciò che stava succedendo. La rivoluzione in casa Bungie ha portato la sua buona dose di ritardi e inconvenienti, e i contenuti per Destiny 2 ne hanno ovviamente risentito. È però (quasi) giunto il momento, per il looter shooter più chiacchierato dell’ultimo lustro – ma solo perché, lasciatemelo dire, Gearbox ci ha messo così tanto per Borderlands 3… – di cercare nuova fama, di riprendersi un posto in alto, di ritrovare la forma perduta. E come può essere fatto tutto questo, se non nella maniera più semplice ossia far riaffiorare i migliori ricordi dei giocatori? O meglio, far riaffiorare altre ombre dal profondo?

Destiny 2: Ombre dal Profondo, che sarà disponibile dal 1° ottobre, è un’espansione che sembra abbia scelto di puntare sull’effetto nostalgia invece che sul proporre nuove fantascientifiche ambientazioni inedite. Solo il tempo ci dirà se questa decisione di Bungie, nata probabilmente anche dal notevole cambio di strategia dopo il divorzio con Activision, sia sensata oppure no, certo è che se l’intenzione era quella di rimettere sull’attenti quanti più Guardiani possibili, la software house con sede a Bellevue ha centrato pienamente l’obiettivo. Ombre dal Profondo non è solo un semplice modo per rievocare le gesta dei valorosi che sconfissero il possente Crota in quello che è uno dei DLC più apprezzati di sempre del franchise, che si chiamava appunto L’oscurità dal Profondo. Shadowkeep (il nome dell’espansione in lingua originale) riporterà i Guardiani direttamente sulla Luna, quando una rediviva Eris Morn si fa nuovamente avanti per comunicare una nuova, incredibile minaccia.

Una minaccia che, come avrete già capito dal parallelismo, viene da lontano, e che riporta in scena iconiche figure come il già citato Crota, Ghaul e Omnigul in una veste differente. Proprio come già accaduto per i Corrotti e SIVA in The Taken King e Rise of Iron, anche Shadowkeep presenterà nemici già visti in passato che sono stati però tramutati in qualcosa di differente, da un nemico più grande e tutto nuovo. Eris Morn, nelle profondità della Luna, ha infatti inavvertitamente risvegliato gli Incubi, una misteriosa razza che si scoprirà essere una sorta di manifestazione fisica di vecchie conoscenze dei Guardiani in qualche modo riportati in vita. Come detto, è qualcosa di simile specialmente a quello che abbiamo visto in I Signori del Ferro, con la riproposizione di personaggi già visti in occasione proprio del terzo anno di vita del gioco. Non sappiamo se questo significherà, come per il primo capitolo, che Ombre dal Profondo sarà un traghettatore di Destiny 2 verso la sua conclusione, e verso il lancio di un ipotetico Destiny 3 il prossimo anno. Chissà. Questa informazione per ora è solo nella mente di Bungie.

Quel però che sappiamo è che Eris Morn avrà una notevole importanza, così come la componente puramente GDR di Destiny 2. Anche in occasione di Shadowkeep gli sviluppatori affinano la tecnica, cambiano alcune meccaniche e modificano quello che fino ad oggi è un sistema ben rodato ma che come ogni cosa necessita di evolversi. La maggiore libertà creativa ora in mano a Bungie sembra aver già lasciato il segno, per quello che abbiamo potuto sentire e vedere. Lo shooting resta comunque importante, ma ai giocatori verrà dato più potere ruolistico, permettendo ad esempio di poter plasmare perk differenti per personalizzare i Guardiani come mai fatto prima d’ora, in relazione anche all’aspetto meramente estetico del personaggio. Nelle varie interviste, Bungie ha anche parlato di statistiche molto più profonde, di relazioni con i giocatori maggiormente intense, e del ritorno di vecchie meccaniche come gli artefatti del primo Destiny. Per chi non li ricordasse, gli Artefatti, introdotti in I Signori del Ferro, erano oggetti venduti da Tyra Karn che davano accesso ad una serie di abilità molto speciali. Insomma, un altro parallelismo con l’espansione conclusiva di Destiny 1.

Il PvP, e di questo Bungie ne ha parlato poco prima dell’E3 2019 quando ha mostrato i primi contenuti di Shadowkeep, tornerà ad essere supportato attivamente, ma questo significa dover per forza attendere il giusto tempo. Lungo tutto l’arco vitale di Destiny 2, il multigiocatore competitivo non è obiettivamente mai stato al centro delle priorità di casa Bungie. Lo dimostrano le Prove dei Nove, “cancellate” al termine della Stagione 4 (si parla di fine novembre 2018, ossia quasi un anno fa) a causa del fatto che, per una serie di numerosi problemi come da ammissione della stessa Bungie, la modalità era ricolma di glitch, scappatoie fin troppo facile e molti altri inconvenienti che rovinavano l’esperienza ai giocatori. Insomma, Bungie vuole riprendere seriamente in mano il discorso PvP, ma ci vorrà tempo. Forse tanto tempo.

Per chiudere, l’arrivo di Shadowkeep è in pratica un rilancio gigantesco di Destiny 2 e dell’intero franchise per Bungie, che intende massimizzare i ricavi per guardare al futuro senza però tralasciare i desideri dei giocatori. L’addio ad Activision potrebbe essere negativo per alcuni punti di vista, ma le novità previste su Destiny 2 per venire incontro ai fan sono da segnalare e lodare. Ombre dal Profondo, innanzitutto, non richiederà l’aver giocato a Shadowkeep o ai precedenti DLC, cosa già di per sé nuova per il franchise. Una politica che, come ha confidato Bungie, non era possibile in precedenza a causa delle imposizioni di Activision, come ad esempio i contenuti in esclusiva temporale per PlayStation (figli dell’accordo tra Sony e il colosso americano, come accade anche per Call of Duty) che non trovano posto nel rinnovato Destiny 2. In più, arriva il tanto desiderato cross-save: tutti i giocatori potranno condividere i propri personaggi sulle varie piattaforme – PS4, Xbox One, PC e Stadia – e farli progredire senza dover forzatamente creare nuovi profili, a patto ovviamente di possedere il gioco. Cosa che potrebbe non essere particolarmente difficile, considerando che presto verrà pubblicato Destiny: New Light, la versione free-to-play di Destiny 2 contenente il gioco di base e i primi due DLC. In una parola: ottimo. Bungie vuole ripartire alla grande, vuole rilanciare alla grande la sua creatura, ma è anche vero che in rete sono già comparse corpose lamentele a causa dei recenti leak su armature ed equipaggiamenti esotici che saranno i premi della nuova Incursione, che sembrano essere nuovamente riproposizioni di oggetti già apparsi in passato. I papà di Halo riusciranno a riemergere dall’oscurità?



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.