Una carrellata di pensieri e considerazioni su quello che potrebbe essere il 2026 di Sony e PlayStation, tra certezze e speranze.
Ora, è evidente che questa generazione non sia andata come Sony sperava. Non parliamo tanto di vendite hardware (PlayStation 5 potrebbe superare le 100 milioni di console vendute quest’anno, traguardo che in pochi nella storia sono riusciti a raggiungere), quanto della capacità di sostenere adeguatamente l’eredità di PS4 in fatto di grandi produzioni tripla A.
PlayStation arriva da un anno molto tranquillo in fatto di first party. Dopo il portentoso Astro Bot che nel 2024 ha stupito tutti, quest’anno sono arrivati Death Stranding 2: On the Beach (che in realtà è più un second party, ma la sua situazione è particolare) e Ghost of Yotei, il sequel antologico di Ghost of Tsushima di Sucker Punch. C’è stato spazio anche per altri progetti esterni sui quali la compagnia crede sempre: Infinity Nikki e Sword of the Sea, ad esempio, hanno deliziato i giocatori. Non sono mancate poi le ondate di multipiattaforma di grande spessore come Clair Obscur: Expedition 33, Battlefield 6, Metal Gear Solid Delta: Snake Eater e ARC Raiders. Inoltre, il 2025 è stato davvero l’anno in cui Xbox ha reso la sua libreria completamente multipiattaforma, con l’arrivo di pezzi da novanta come Forza Horizon 5 e Gears of War Reloaded.
I giocatori, tuttavia, chiedevano di più, a fronte di storici franchise che ancora sono latitanti. Il problema è però sempre il solito: la deriva live service ha fatto una quantità di danni incalcolabili, che nessuno, o quasi, poteva immaginare. Studi come Bluepoint, Sony Bend e Naughty Dog si sono ritrovati in una terrificante situazione di immobilismo, cancellando progetti su progetti dopo anni e milioni di dollari di sviluppo. E questo, ovviamente, ha impattato l’intera generazione. Nel caso di Bluepoint e Bend Studio, ad esempio, temiamo che per rivedere i loro loghi su un nuovo gioco dovremo attendere PS6, a meno di sorprese dell’ultimo minuto.
Comunque, cosa possiamo aspettarci dal 2026 di PlayStation 5 e Sony in generale?
Da Wolverine a Marvel Tokon, ce n’è per tutti i gusti

Le principali energie del publisher saranno orientate verso due grandi produzioni. La prima, per ora solo rumoreggiata, riguarda la promozione di Grand Theft Auto 6: vero, si tratta di un third party che uscirà anche su Xbox, ma parliamo di quello che è senza dubbio IL gioco del 2026. A livello di interesse, coinvolgimento e pubblico, GTA 6 ha un potenziale gigantesco, e ci sono sempre più insistenti voci secondo le quali Sony si occuperà del marketing di questo colosso, appiccicando il logo PS5 su ogni cartellone esistente e comunicando a tutti che il miglior posto per giocare a GTA 6, ovviamente, è PS5. Perché in fondo è anche così che funziona il marketing.
Parlando di first party, invece, occhi puntati chiaramente su Marvel’s Wolverine. La prossima produzione di Insomniac Games, il team più prolifico di Sony su PS5 con già 3 titoli all’attivo (Ratchet & Clank: Rift Apart e due giochi di Spider-Man, tra cui lo spin-off su Miles Morales), è attesa per la fine del 2026, e noi puntiamo sull’inizio di ottobre per evitare grandi conflitti con altri giochi e massimizzare la presenza su PlayStation.
Il primo sguardo al gameplay, arrivato a settembre durante lo State of Play, ha lasciato ottime sensazioni, in uno stile estremamente sanguinoso che nel flow e nelle movenze sembra essere una naturale evoluzione del combat system di Marvel’s Spider-Man. Il gioco dovrebbe proporre un’esperienza più lineare, senza però disdegnare spazi più aperti ed esplorabili – alcuni insider lo paragonavano concettualmente a God of War: Ragnarok, e anche il famoso leak subito da Insomniac Games lasciava indicazioni simili. Sulla trama, invece, c’è ancora abbastanza segretezza, anche se altri noti X-Men e mutanti sono già confermati. La fiducia è al massimo; del resto, Insomniac è una garanzia assoluta da quasi 30 anni.

Il 2026 di Sony non finisce però qui. L’altra esclusiva single player dell’anno di PS5 è Saros, dal talentuoso team di Housemarque. Dopo aver stupito col suo Returnal a inizio generazione (ancora oggi uno dei giochi migliori dell’intera gen), il team è ora pronto a proporre una formula simile con qualche importante accorgimento, per dimostrare la sua evoluzione e maturità. In arrivo il 30 aprile dopo un lieve rinvio, Saros porterà i giocatori in una spedizione in una colonia perduta, nei panni di Arjun Devraj di Rahul Kohli, uccidendo e morendo per svelarne i misteri attraverso la sua struttura roguelike ripetitiva.
L’impegno di Sony con gli studi esterni, comunque, proseguirà con altre esclusive. Nel 2026 sono ad esempio previsti sia Nioh 3 che Phantom Blade Zero. Nioh 3 è un sequel cronologico degli eventi del primo capitolo della serie, e Team Ninja tornerà in azione nel suo amato Giappone feudale. Questa volta, però, le cose cambiano radicalmente, grazie all’introduzione di uno “stile di gioco ninja” che promette un controllo completamente diverso dalla tradizionale opzione samurai.
Phantom Blade Zero è invece un attesissimo gioco di ruolo d’azione wuxia dello sviluppatore cinese S-Game. Il personaggio principale si chiama Soul, e proporrà un sistema di combattimento punitivo e un set di abilità complesso da padroneggiare. Uscirà il 9 settembre (è per quello che Wolverine, a nostro avviso, occuperà lo slot di ottobre), e la curiosità è tanta per gli amanti dei giochi action.

Dando per scontato che Intergalactic: The Heretic Prophet di Naughty Dog si farà attendere ancora, il 2026 di Sony avrà anche alcuni live service da sfoggiare. Uno di questi è 4:Loop, un nuovo sparatutto cooperativo del creatore di Left 4 Dead, Mike Booth, e di Bad Robot Games, la divisione videogiochi della casa di produzione del regista J.J. Abrams. Sebbene non abbia ancora una data di uscita, sembra infondere elementi roguelike con un pizzico di Helldivers e Left 4 Dead: i giocatori PS5 (e anche PC) sono già molto incuriositi).
C’è poi Marvel Tokon: Fighting Souls, il nuovo gioco di combattimento di supereroi dello sviluppatore di Guilty Gear, Arc System Works. Il picchiaduro ha già impressionato notevolmente durante le fasi di test per il suo stile artistico e il combat system, e sembra destinato a diventare un vero e proprio contendente nella community del genere.
A essere in difficoltà sembra invece essere Marathon, il nuovo extraction shooter di Bungie. Sin dalla sua presentazione, il gioco non è stato capace di generare alcun interesse: uscirà a marzo, Bungie spera che possa invertire la tendenza di fallimenti come Concord inseguendo un genere oggi di successo (un po’ di fiducia c’è, conoscendo l’esperienza di Bungie con gli FPS), ma, a essere onesti, non sappiamo neppure se questo gioco avrà un futuro.

Chi sembra già destinato a scomparire è Fairgames di Haven Studios. Jade Raymond ha lasciato lo studio che aveva fondato già da quasi un anno, e a settembre anche il suo direttore creativo ha abbandonato la nave. Si parla di un generico 2026 ma non abbiamo letteralmente nulla tra le mani: nessun gameplay, nessuna novità, nessuna indicazione precisa per questo “sparatutto competitivo con rapine” che, non possiamo escluderlo, potrebbe già essere condannato alla cancellazione.
Possibili soprese? Guerrilla Games sta lavorando da anni a un gioco multiplayer di Horizon, brand sul quale Sony punta fortissimo, e il 2026 potrebbe essere l’anno giusto almeno per vederlo per la prima volta.
All’orizzonte, poi, potrebbe esserci quel famoso spin-off metroidvania di God of War, di cui si vocifera ormai da un anno – i festeggiamenti per i 20 anni del franchise, purtroppo, sono stati davvero deludenti, e speriamo che le cose possano migliorare. Incrociamo le dita su un miglioramento poi del catalogo Classici di PlayStation Plus Premium, che avanza ancora a tentoni nonostante l’ingente prezzo. E speriamo che il 2026, in generale, possa riservare qualche altra sorpresa di peso.
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