The Division 2 | Brevi consigli per iniziare al meglio il nuovo titolo Ubisoft

Di Andrea "Geo" Peroni
16 Marzo 2019

Tom Clancy’s The Division 2, la nuova fatica di Massive Entertainment, è finalmente disponibile. Annunciato nel corso dell’E3 2018 da Ubisoft con tante aspettative e novità, come il supporto dei DLC futuri che saranno completamente gratuiti, il gioco tratto dai romanzi di Tom Clancy è stato reso disponibile dal 15 marzo dopo alcuni giorni di “esclusività” per chi aveva preordinato alcune edizioni speciali del titolo.

Il gioco è sequel del primo capitolo uscito nel 2016 e che si era posto, sin da subito, come un ovvio concorrente di Destiny con buonissimi risultati. Partito a rilento, il gioco ha subito alcune modifiche in corso da parte di Massive ascoltando i feedback degli utenti, e buona parte di queste modifiche sono state poi implementate in questo secondo capitolo.

COS’È THE DIVISION 2

Molti di voi, che avete acquistato The Division 2, avrete già dimestichezza con il franchise, e saprete già cosa potreste trovarvi di fronte. Altri di voi, però, potrebbero aver deciso di dare una chance a questo secondo capitolo senza aver mai toccato il primo The Division, con il conseguente bisogno di ambientarsi e trovare la giusta dimensione all’interno del gioco partendo dalle basi. Ho dunque deciso di cogliere la palla al balzo (io stesso sono entrato nel mondo di The Division giovedì 14, poche ore prima rispetto alla maggioranza dei giocatori) e di darvi qualche piccolo consiglio su come iniziare al meglio la vostra esperienza su The Division 2. Non parlerò, ovviamente, dell’endgame, della Zona Nera, dei Raid (non sono ancora disponibili al momento della stesura di questo speciale) e delle fasi avanzatissime del gioco, ma solamente di come approcciare il gioco nelle prime ore trascorse a Washington.

La prima cosa da sapere quando accendete per la prima volta The Division 2 è che il feeling e l’impostazione del mondo di gioco sono rimasti gli stessi del primo capitolo. The Division 2, sulla scia di titoli come Destiny, Anthem e Warframe che amiamo definire “looter shooter” (anche se la terminologia più corretta sarebbe probabilmente quella di MMORPG TPS con un mondo condiviso), è uno sparatutto in terza persona con spiccate meccaniche da gioco di ruolo incentrato principalmente sul gioco di squadra ma che può essere fruito, non nella sua interezza, anche in single player. In realtà, per quello che abbiamo potuto vedere, gli sviluppatori hanno cercato di spingere il giocatore ad interfacciarsi molto di più con gli altri player online, e la difficoltà di fondo alle missioni ne è una prova.

In più di un’occasione, specialmente agli inizi del gioco quando ancora dovete impratichirvi sulle meccaniche, vi capiterà di andare e a terra e abbastanza spesso, ma c’è un rimedio molto semplice e immediato. All’ingresso dell’area di una missione principale sullo schermo troverete infatti una pratica schermata che vi invita ad invitare (scusate il gioco di parole) altri giocatori tramite un veloce matchmaking. Pochi secondi e finirete in squadra, questo a meno che non siate già in una squadra con amici, e pronti a combattere i nemici e a completare la missione. Io, personalmente, vi consiglio caldamente di sfruttare questa opportunità. Non solo sarà più facile avanzare nella storia ma imparerete anche a coordinarvi se comunicherete tramite chat, e chissà, potreste anche trovare qualche nuovo amico per l’avventura di The Division 2 da invitare in futuro.

DOVETE SPERIMENTARE IN VISTA DEL FUTURO

Quel che dovrete fare nelle prime ore di gioco è anche capire quale tipo di giocatore volete essere. Le primissime missioni servono ad aiutarvi ad entrare nei meccanismi del gioco, e a comprendere il sistema di Abilità, Vantaggi e componenti generali del titolo. In particolare, quello delle Abilità è il punto sul quale vorrei focalizzarmi maggiormente. Queste sono state riviste rispetto a The Division 2, ora ce ne sono di 8 tipologie e orientate prevalentemente verso l’attacco seppur con varianti che mutano il significato di ogni azione che voi eseguite (c’è la mina a ricerca, lo scudo, i gas tossici, il drone offensivo, il radar e così via), ed è proprio qui che la demarcazione RPG di The Division viene fortemente a galla.

Per sbloccare le varie abilità, il modo più veloce è quello di salire di livello (facile: fate missioni e salirete, oltre a ottenere una preziosa cassa da aprire che vi fornirà randomicamente un’arma e un nuovo equipaggiamento) e recarsi poi alla Casa Bianca per testare qualcosa di nuovo dal Quartiermastro. Perché è proprio su questo punto che vorrei insistere: all’inizio di The Division 2, specialmente nelle prime 5/6 ore di gioco, potrete sbizzarrirvi con tutte le abilità a disposizione, e questo è un passaggio importantissimo perché durante l’endgame questa libertà non l’avrete. Arrivati al livello 30 (ma ne riparleremo in futuro), sarete chiamati a interpretare un ruolo ben preciso in The Division 2, che sarà figlio di tutta l’esperienza accumulata e di quello che avete capito essere quello che vi piace fare, in poche parole.

È stato inoltre rivisto anche il sistema della barra della vita, ma non voglio spiegarvi se in bene o in meglio. Per quello, dovrete leggere l’analisi nella nostra recensione non appena uscirà, e cioè quando avrò giocato abbastanza ore a The Division 2 per pronunciarmi. Sappiate però che il sistema di cura è cambiato rispetto al primo capitolo, e che ci sono alcune variazioni di non poco conto. Sia per voi che per i nemici. Per voi perché non ricaricherete mai la vita durante uno scontro a fuoco, bensì l’efficacia della vostra corazza tramite i kit corazza che troverete. Per i nemici, inoltre, perché con questo nuovo sistema abbiamo finalmente detto addio agli immortali soldati assorbiproiettili che sembravano resistere a qualsiasi cosa gli venisse tirata addosso. I nemici corazzati, anche quelli gialli (i bersagli più potenti e importanti, insomma), hanno sì una maggior resistenza ai proiettili grazie alla loro corazza, ma quando questa viene distrutta hanno la resistenza di qualsiasi altro soldato. Maggiore realismo, senza dimenticare ovviamente che parliamo di un videogioco, che ci fa piacere.

Un consiglio molto importante: cercate di raccimolare un gran bottino, in tutti i sensi. I crediti saranno importantissimi specialmente in vista dell’endgame, i materiali pure considerando che dovrete gestirli e smistarli ai vari insediamenti che ne hanno bisogno, e preoccupatevi anche di smantellare abbastanza oggetti per creare un buon tesoretto. Insomma, cercate di craftare tutto quello che potete, e di raccogliere tutto quello che vedete, perché anche il minimo componente può essere importante per il futuro. In questo senso, vi consigliamo sin da subito di mettervi alla ricerca delle Casse SHADE, la cui locazione verrà sbloccata una volta che entrati nei rifugi attiverete la rete dei dati. Le Casse SHADE non sono solo importantissime per ottenere i punti SHADE (usati principalmente per i Vantaggi), ma anche perché nelle loro vicinanze il loot può essere decisamente interessante, anche in termini di armi ed equipaggiamenti vari.

I NEMICI

Qualche consiglio anche per i conflitti a fuoco. Fidatevi, ve lo dico per esperienza: non gettatevi nella mischia “alla Rambo”, non fate gli eroi e soprattutto pensate e pazientate il più possibile, specialmente se giocate da soli. I nemici sono particolarmente agguerriti, e all’inizio non ci sarà mai un netto divario di potenza tra voi e loro, e questo significa che se loro possono andare giù facilmente, anche voi rischiate di fare la stessa fine. La tattica migliore è sfruttare tutte le coperture nell’area e cogliere i nemici di sorpresa quando possibile, senza però dimenticare che i pericoli arrivano da qualsiasi parte. Impossibile non citare le macchinire RC ripiene di esplosivo, che vennero introdotte nei Raid del primo capitolo e ora invece sono riproposte sin dall’inizio del gioco. Se vedete una lucina gialla che si avvicina a voi, sparate all’istante per evitare di rimanere coinvolti nell’esplosione.

Approfittate quindi delle prime ore a Washington per impratichirvi sulle missioni, per capire i movimenti dei nemici, per sperimentare la lunga lista di abilità, e per trovare un set che vi aggradi. C’è chi si troverà meglio con shotgun e SMG, c’è chi invece predilige lasciare i nemici più lontani e colpirli con fucili d’assalto o da cecchino, chi invece sceglie la potenza bruta delle mitragliatrici leggere. Se siete nuovi al franchise, inoltre, vi invito a lasciar perdere la Zona Nera, anzi: dimenticatela proprio per le prime ore di gioco, o addirittura fino a quando non avrete completato la campagna e raggiunto l’endgame. La Zona Nera costituisce il PvP di The Division, ed è costituito da tre aree di Washington dove non ci sono regole: siete cacciatori e prede allo stesso tempo, a vostro rischio e pericolo. Concentratevi sul creare e mantenere un buon arsenale, magari provando la modalità PvP Conflitto (molto tradizionale e accessibile da tutti) per iniziare a impratichirvi in vista dell’endgame. Ma della Zona Nera, come già detto, ne parleremo in futuro.

Per il resto, voglio solo darvi un ultimo consiglio: andate e divertitevi. Non vi ho parlato di ogni minimo dettaglio dell’esperienza di The Division 2, anche perché ne imparerete i meccanismi nelle battute iniziali, e quindi non voglio neppure rovinarvi la sorpresa. Per il momento, dopo circa una quindicina di ore di gioco, il titolo mi è sembrato particolarmente solido, e un’esperienza molto ricca, ma l’endgame è ancora lontano e anche quello sarà un grosso elemento da tenere in considerazione. Per il momento, però, è tutto.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.