L’ultima patch di World of Warcraft “nerfa”… i seni dei personaggi femminili

Di Andrea "Geo" Peroni
18 Settembre 2021

La decisione di Blizzard, in quanto a tempistiche, è abbastanza curiosa. Come riporta Kotaku, l’ultima patch di World of Warcraft arriva proprio mentre l’azienda deve fare i conti con accuse di molestie e abusi per le dipendenti femminili e i lavoratori in generale, anche se non è detto che tra le due cose esista una correlazione…

È davvero così: l‘ultimo aggiornamento di World of Warcraft riduce la quantità di seni che possono essere visti nel gioco. E con seni non ci riferiamo alla ben nota funzione trigonometrica che popola gli incubi degli studenti delle scuole superiori.

Come notato da un utente di WowHead, Archimtiros, l’ultima patch 9.1.5 per World of Warcraft aggiorna alcuni dipinti di donne in-game per essere meno rivelatori, mentre altri sono stati rimossi del tutto. L’immagine di una donna vestita a Stormwind è stata ad esempio modificata per coprire maggiormente i suoi seni, e una donna distesa succintamente vestita a Ravenholdt è stata soppiantata da una fredda ma più pudica ciotola di frutta.

Kotaku fa notare che la tempistica della patch coincide in particolare con il fatto che Activision Blizzard è attualmente citata in giudizio dallo stato della California per discriminazione di genere e abusi contro le sue dipendenti, anche se non è detto che ci sia una precisa correlazione tra le due cose.

Una mossa del genere in questo momento, in ogni caso, è abbastanza curiosa.

Le cause contro Activision Blizzard

Activision Blizzard è finita nell’occhio del ciclone più volte nelle ultime settimane, con ben due importante cause in attivo contro l’azienda americana.

La prima causa descrive in dettaglio i resoconti di molestie sessuali, ritorsioni, disparità retributive di genere e discriminazione razziale presso Activision Blizzard, e mira a rendere l’azienda conforme alle leggi sul lavoro e ad affrontare i salari persi da alcuni dipendenti a causa della discriminazione di genere. Ne abbiamo ampiamente parlato qui, ma la questione, nonostante siano passati quasi due mesi, non si è ancora risolta. La causa ha anche portato all’addio da parte di alcuni importantissimi nomi all’interno di Blizzard, l’area maggiormente colpita da queste accuse.

È più recente invece l’accusa mossa da un altro gruppo di dipendenti, sempre contro Activision Blizzard, che hanno rincarato la dose e hanno accusato l’azienda di utilizzare metodi intimidatori per bloccare e respingere le lamentele dei suoi lavoratori. L’accusa, stavolta, è quella di violare i diritti dei dipendenti.

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