[Recensione] DOOM Eternal (versione Nintendo Switch)

Di Andrea "Geo" Peroni
15 Dicembre 2020

Quello che abbiamo visto negli ultimi anni, su Nintendo Switch, è un vero e proprio miracolo tecnologico, che probabilmente nessuno di noi riteneva possibile nel momento in cui la Grande N annunciò la console nel 2017. Sull’ibrida di Nintendo, invece, col passare del tempo sono arrivati alcuni multipiattaforma che sono testimoni di un vero e proprio capolavoro di ottimizzazione. Basti pensare a The Witcher 3 Wild Hunt lo scorso anno, un GDR immenso e semplicemente incredibile, capace di offrire una grandissima esperienza anche su Switch.

Anche Bethesda, in più occasioni, ha portato i suoi titoli sull’ibrida Nintendo, come accaduto con Skyrim, Wolfenstein e DOOM. E se già era difficile pensare di poter giocare al reboot di DOOM sulla piccola console, prima di averlo tra le nostre mani, ecco che in questa estate arriva anche la notizia che nessuno poteva sospettare: DOOM Eternal arriverà su Switch. Follia impossibile? No, assolutamente no. L’ultimo FPS della storica serie, uno dei più apprezzati dell’intera generazione e che sprizza splendore in ogni sua componente, è effettivamente arrivato su Switch, nonostante tutti i (soliti) dubbi. Ma come sono andate le cose stavolta, per questo porting? Ne parliamo oggi nella nostra recensione di DOOM Eternal su Switch.

L’INFERNO DI SWITCH

I ragazzi di Panic Button, che negli ultimi anni ha lavorato a stretto contatto con Bethesda per portare alcuni dei suoi più grandi titoli su Switch, colpiscono ancora una volta il bersaglio, centrando perfettamente l’obiettivo e facendo sentire DOOM Eternal a casa nonostante parliamo di un hardware, Switch, che non può certo rivaleggiare con i sistemi che hanno già avuto modo di accogliere il gioco all’inizio dell’anno. Nel suo insieme, nella sua concezione, nel suo design, DOOM Eternal resta esattamente come ce lo ricordavamo: semplicemente perfetto.

Non poteva essere altrimenti. Il lavoro della software house si è basato sull’accessibilità e sui compromessi, ma la base del gioco è già straordinaria di suo. Già nel 2016, con il reboot DOOM, Id Software aveva creato un’eccellente e sanguinosa rivoluzione per uno dei nomi di maggior successo della storia videoludica, innalzando lo sparatutto a frenesia, velocità e pura crudeltà, che si possono ritrovare anche nelle sezioni prive di nemici ma nelle quali il tempismo è sempre d’obbligo.

DOOM Eternal, come abbiamo avuto modo di raccontarvi nella nostra recensione all’inizio di quest’anno, rappresenta il passo avanti di una produzione che era già di per sé sbalorditiva. L’inferno demoniaco ha raggiunto la Terra, e questo ha spinto gli sviluppatori originari ad ampliare le ambientazioni, a cambiare leggermente il modo di agire del Doom Slayer ora “a casa”, senza però tradire lo spirito di un gioco che intende dare in pasto quante più creature infernali al giocatore che ama incondizionatamente squartarle, vederle contorcersi dal dolore e far saltare le loro teste con una nonchalance da brivido. L’ultimo gioco di id Software è anche questo, è soprattutto questo: uno straziante mondo nel quale vale la regola “si muove = è da uccidere”, il tutto mosso da una struttura semplicemente incredibile.

In questo, la versione Switch non ha davvero nulla da invidiare alle controparti PS4/Xbox One/PC. In quanto a contenuti e alla qualità delle idee messe in gioco, il porting di DOOM Eternal mantiene l’opera nella sua interezza, comprendendo l’adrenalinica campagna single player (vi porterà via tra le 12 e le 15 ore) e il multigiocatore che impreziosisce il pacchetto, a patto ovviamente di non perdersi d’animo per i controlli e l’esperienza naturalmente differenti rispetto alle altre versioni. L’accessibilità è la vera chiave di volta di questa produzione: per quanto riguarda i contenuti c’è infatti ben poco da dire a quello che è già stato detto, e cioè che siamo ancora una volta di fronte a un capolavoro mastodontico degli sparatutto.

È LUI O NON È LUI?

Ciò che più preme ai lettori di questa recensione non è però, probabilmente, sapere se l’offerta ludica di DOOM Eternal vale il prezzo del biglietto. Come abbiamo già detto, lo sparatutto di Id Software era e resta anche su Switch un monumento inattaccabile dei videogiochi. Prendere il titolo, che è uno straordinario esempio di potenza bruta a livello di grafica, luci, effetti particellari e splendore visivo in generale, e metterlo sulla console ibrida Nintendo è però un altro paio di maniche. Come ha lavorato Panic Button, ancora una volta alla presa con una missione apparentemente impossibile?

La risposta è: bene, anzi benissimo. Forse potremmo addirittura spingere il nostro giudizio verso l’ottimo, a patto che tutto questo giuizio sia ben contestualizzato.

Non vi neghiamo che la differenza, praticamente abissale, tra la versione “tradizionale” di DOOM Eternal (PS4, Xbox One e PC) e quella compressa su Switch, è visibile a occhio nudo sin da subito, addirittura dal menù iniziale nel quale iniziamo a scorgere quelli che sono i primi, irrinunciabili compromessi ai quali gli sviluppatori sono dovuti scendere per la realizzazione del porting. Cose di questo tipo si erano già viste negli altri lavori di Panic Button, e, proprio come ci aspettavamo, tornano anche qui: la qualità delle texture è stata drasticamente abbassata, in alcuni momenti assistiamo a una sorta di patina di sfocatura necessaria per mantenere stabili le prestazioni, la risoluzione è settata sui 720p (ma c’è un altro elemento da non dimenticare, ne parliamo tra poco) e l’ultimo elemento, quello che forse darà più fastidio ai puristi, è il framerate. DOOM Eternal è stato osannato dalla critica per la sua esemplare ottimizzazione anche su console, tanto da raggiungere i 60fps anche su hardware vecchiotti. Switch deve, sfortunatamente, accontentarsi dei 30 frame al secondo. L’esperienza ne risente per i puristi, questo è vero, ma il gioco mantiene il suo fascino e la sua straordinaria giocabilità, con un’esperienza sempre fluida.

Ciò che la software house ha fatto è davvero impressionante. Potremmo disquisire per discorsi infiniti sulla scelta di Bethesda di portare un videogioco su un hardware per il quale non è stato palesemente pensato, cosa che torna ciclicamente a ogni nuovo porting per l’ibrida della Grande N. Se dovessimo valutare il gioco nel suo insieme, come se fosse uscito su Switch, il responso però non potrebbe essere altro se non quello di videogioco impressionante. DOOM Eternal è stato in grado di superare il suo già stupefacente predecessore, ampliando le ambientazioni e le possibilità, e questa particolare versione non dice addio davvero a nulla se non appunto alla forza tecnica che Switch non riesce a sopportare. Per il resto, tutto è invariato, e anzi Panic Button ha lavorato per proporre una versione quanto più vicina possibile a tutte le altre, il che ha portato ad esempio a una risoluzione variabile che sacrifica la qualità visiva nei momenti più concitati per non abbassare il prezioso framerate. Una scelta logica, ragionata e approvata anche da noi. Del resto, giocare questo impressionante DOOM Eternal in modalità handheld, nonostante tutti i compromessi, è un’esperienza davvero affascinante.

PUNTI DI FORZA

  • Un FPS must have della generazione anche su Switch…
  • Porting eccellente, per quello che si poteva fare
  • Sembra banale, ma è così: è portatile

PUNTI DEBOLI

  • … Anche se i compromessi sono davvero tanti
  • I 30 fps

La versione Switch di DOOM Eternal è l’ennesimo successo di Panic Button, piccola software house che, è proprio il caso di dirlo, ha compiuto dei veri e propri miracoli negli ultimi anni grazie al suo lavoro con Bethesda. Il passaggio del frenetico ed esagerato FPS sulla console Nintendo ha costretto gli sviluppatori a scendere a numerosi compromessi, forse insuperabili per coloro che hanno già avuto la possibilità di immergersi nell’inferno di id Software su console più performanti e PC. È anche vero però che questo porting spinge al limite le possibilità di Switch, e che propone forse nel migliore possibile dei modi uno sparatutto imprescindibile per gli appassionati che solo su Switch, sembra banale ricordarlo, può essere goduto ovunque.

Ringraziamo Bethesda Italia per il codice review di DOOM Eternal.



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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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