[Recensione] Far Cry 6

Di Alberto "Legend" De Toma
16 Ottobre 2021

È notte, siete braccati dalle squadre anti-rivoluzionarie della milizia e sgusciate tra angusti vicoli cercando di non farvi prendere per salvarvi la pelle, intorno a voi conoscenti e amici vengono giustiziati senza pietà e non potete farci nulla… o meglio, non ancora. Questa è la scintilla che da fuoco alla rivoluzione, da qui inizia la vostra avventura.

La saga di Far Cry ritorna sulla scena con il sesto capitolo, anch’esso composto dai ben noti tre elementi che caratterizzano ormai da anni ogni gioco della serie: una storia coinvolgente, un cattivo carismatico ed un gameplay decisamente sopra le righe. Tuttavia, dopo tre capitoli fin troppo simili tra loro, è lecito chiedersi se con Far Cry 6 Ubisoft abbia deciso di andare sul sicuro non discotandosi troppo dalle produzioni precedenti, oppure se abbia optato per un cambio di rotta introducendo delle variazioni al gameplay in grado di riportare la serie ai fasti del leggendario Far Cry 3. La risposta come sempre è nel mezzo, Far Cry 6 infatti è un titolo che punta sia a stupire i vecchi fan della saga, sia a far avvicinare alla serie i nuovi giocatori introducendo nuove meccaniche e proponendo un numero esorbitante di attività collaterali, ma basterà questo per attuare la “rivoluzione” di cui Far Cry 6 si fa portavoce? Per scoprirlo vi invitiamo a proseguire nella lettura della nostra recensione, nella quale andremo ad analizzare dettagliatamente tutte le caratteristiche del nuovo titolo targato Ubisoft.

Versione provata: PlayStation 4.

Viva la rivoluzione!

L’obiettivo in Far Cry 6 è quello di sovvertire il regime totalitario instaurato da Antón Castillo sull’isola di Yara, una dittatura in larghissima parte finanziata dalla produzione di Viviro, una sostanza estratta dalla pianta del tabacco che sarebbe in grado di curare il cancro. Questa potrebbe sembrare una nobile causa se non fosse per il fatto che per produrre il Viviro è necessario modificare la pianta del tabacco attraverso l’uso di una sostanza velenosissima per l’uomo se inalata, e per colpa della quale sono già morti tantissimi yarani.

Per questo motivo Dani Rojas, il protagonista, decide di unirsi alla causa dei ribelli per aiutarli a liberare Yara dall’influenza di Castillo e dei suoi miliziani che continuano a decimare chiunque opponga resistenza. Per fare ciò, tuttavia, bisognerà prima esplorare le tre macro-aree che compongono la mappa e convincere i gruppi di ribelli delle rispettive zone a collaborare per far crollare il regime. Nonostante il gioco lasci una certa libertà di scelta, in linea di massima il primo gruppo di ribelli che si incontra è quello dei Montero, una famiglia di contadini che reclama la proprietà delle terre che possiede da circa 200 anni, il secondo gruppo è quello dei Maxima Matanzas, un gruppo di rapper e musicisti che combattono la tirannia con musica e programmi radio, mentre l’ultimo gruppo è composto dalle cosiddette Leggende del ’67, i ribelli che combatterono durante la prima rivoluzione di Yara contro il padre di Antón Castillo.

La storia principale di Far Cry 6, la cui durata si attesta intorno alle 25-30 ore circa, ci è sembrata decisamente più interessante rispetto a quelle proposte negli ultimi due capitoli della serie, anche grazie a missioni principali divertenti e ben diversificate, e sopratutto grazie all’ottima regia dei filmati di intermezzo che contribuiscono ulteriormente a caratterizzare i personaggi, decisamente folli anche in questo nuovo capitolo. Inoltre, sempre in merito alla caratterizzazione dei personaggi, in questo nuovo capitolo è stato rinforzato il ruolo del protagonista che fino ad ora è sempre stato uno dei punti deboli della serie, non perché i protagonisti dei precedenti giochi fossero ideati male, ma perché sono stati pensati come “eroi muti”, con tutte le conseguenze che questa scelta comporta. Invece il protagonista di Far Cry 6 non solo è in grado di parlare, ma è anche caratterizzato in maniera più che discreta poiché durante il corso dell’avventura offre una grande varietà di linee di dialogo grazie alle quali è possibile comprendere meglio il suo carattere ed i suoi stati d’animo.

Yara, un pericoloso paradiso tropicale

Come già anticipato Far Cry 6 è ambientato a Yara, una fittizia isola tropicale posta nel cuore dei Caraibi ricca di bellezza, ma anche costellata da insidie. Durante la nostra avventura sull’isola abbiamo avuto modo di apprezzare scorci mozzafiato, una fauna presente in maniera più o meno densa in base alla zona della mappa in cui ci si trova, ed un riuscitissimo sistema di esplorazione che finalmente premia l’iniziativa del giocatore di avventurarsi liberamente. Non di rado, infatti, capiterà di scoprire luoghi nascosti in cui sarà possibile trovare armi, equipaggiamento, denaro e altro ancora.

Per questi motivi sentiamo di poter affermare con sicurezza che Far Cry 6 possiede il sistema di esplorazione più completo di tutta la saga, se già nel quarto capitolo, infatti, si erano fatti grossi passi avanti e nel quinto il sistema era stato perfezionato, in questo sesto capitolo l’esplorazione ha raggiunto il suo apice, quest’ultima infatti è stata non solo resa più attiva ed intrattenente, ma soprattutto soddisfacente, garantendo al giocatore ricompense sempre adeguate ed in gran quantità.

Inoltre in merito al loot è impossibile non citare le casse, le vostre migliori amiche durante tutto il corso dell’avventura, per fortuna sono presenti in gran numero e non è affatto difficile trovarle. Ne esistono principalmente di quattro tipi: le casse FND, solitamente reperibili nelle basi o nei posti di blocco della milizia; le casse Libertad, disseminate in giro per la mappa; le casse delle armi uniche, riconoscibili dal coccodrillo in rilievo presente sulla superficie della cassa; ed infine le casse Criptogramma, delle particolari casse che è possibile aprire solo una volta recuperate due “chiavi”, sotto forma di disegni su fogli di carta, nascoste nelle immediate vicinanze della cassa in questione.

Un discorso a parte va fatto per la città di Esperanza, capitale di Yara ed una delle più importati novità introdotte in Far Cry 6, dato che mai nella storia della serie era esistita una città così grande e così urbanizzata. All’inizio del gioco il protagonista si trova ancora in città, tuttavia non si ha modo di poter ammirare Esperanza nella sua interezza, dato che la primissima fase della campagna è estremamente guidata. Per poter tornare a visitare la città bisognerà aspettare un po’, giusto il tempo di completare qualche missione principale in modo tale da andare avanti con la storia. In realtà il gioco offre la possibilità di tornare nella città di Esperanza in qualsiasi momento, tuttavia sarà molto difficile sopravvivere senza l’equipaggiamento adeguato, a causa delle numerosissime pattuglie che controllano le strade. Nonostante ciò la città offre molti modi differenti di far perdere le proprie tracce, come ad esempi nascondendosi e percorrendo i tunnel sotterranei, arrampicandosi sui palazzi o semplicemente correndo a più non posso tra un vicolo e l’altro.

Tuttavia, quello che stupisce veramente della città di Esperanza è la sua grande verticalità. Sicuramente non è nulla di nuovo, abbiamo visto città ben più grandi e dense in molti altri titoli, però in una serie come Far Cry passare da un paesaggio rurale sviluppato prevalentemente in orizzontale ad un paesaggio urbano sviluppato in verticale fa senza ombra di dubbio un certo effetto. Una volta messo da parte lo stupore iniziale però, Esperanza non risulta essere una città particolarmente ricca di vita, eccezion fatta per la massiccia presenza di miliziani, anzi proprio per questo motivo è quasi paragonabile ad una grande base militare, nonostante questo la città nasconde comunque qualche segreto che vale la pena scoprire, per di più fa da scenario ad alcune delle missioni più belle della campagna principale.

“Ti ho mai detto qual è la definizione di follia?”

La serie di Far Cry a partire dal terzo capitolo ha sempre mantenuto una costante all’interno di ciascun gioco: il concetto di follia. Questo concetto non è solo da ricercare nella storia e nei cattivi carismatici che contraddistinguono ogni capitolo, ma anche nel gameplay sempre più sopra le righe che con Far Cry 6, in particolare, raggiunge vette altissime.

Una grande novità all’interno del gameplay, oltre al poter scegliere il sesso del protagonista, è rappresentata dall’introduzione di un sistema di livellamento del personaggio, a causa del quale non è possibile esplorare in tranquillità sin da subito tutte le aree della mappa di gioco, perché man mano che ci si addentra nella mappa le suddette zone presenteranno un livello sempre più alto così come anche i nemici che le popolano, di conseguenza se il vostro livello è inferiore anche di poco a quello dell’area in questione risulterà molto difficile abbattere i nemici, che al contrario saranno molto più forti e resistenti di voi. Questo sistema, già introdotto in Far Cry New Dawn, di certo non ha mai suscitato un grande entusiasmo da parte del pubblico, tuttavia è stato ampiamente smussato in modo tale da rendere l’esperienza la più “realistica” possibile, o comunque la più conforme possibile a quella degli altri Far Cry, in particolare ci riferiamo all’importantissima meccanica dell’headshot, che non è mai andata troppo d’accordo con i sistemi di progressione a livelli. In questo caso i colpi alla testa ci sono, sono efficaci, e rappresentano una sorta di eccezione ai livelli, causando danni devastanti anche ai nemici di livello più alto del vostro. Tuttavia in più di una occasione ci è capitato di non riuscire ad abbattere con un singolo colpo alla testa nemici con due o tre livelli più del nostro, per questo motivo possiamo affermare che l’headshot c’è, ma non in tutti i casi si dimostra risolutivo.

Un altro punto forte di questo capitolo della serie è dato dall’ampia gamma di equipaggiamento messa a disposizione del giocatore, in particolare la grande novità è rappresentata dalla possibilità di cambiare abito e di ricevere bonus e malus in base al capo che si sceglie di indossare. Ad esempio, è possibile indossare delle maschere che annullano l’effetto del veleno, delle giacche che rendono più resistenti ai proiettili, dei guanti che velocizzano la ricarica dell’arma, degli stivali che permettono di correre più velocemente e così via. Questa meccanica conferisce ancora più profondità al gameplay perché prima di intraprendere una qualsiasi azione si tenderà a pianificare molto di più la propria strategia, cambiando anche vestiario in base all’esigenza, magari impiegando un set di vestiti che riduce il rumore dei passi quando si dovrà compiere un’azione stealth o magari utilizzando degli indumenti resistenti al fuoco quando bisognerà dare fuoco alle piantagioni di Viviro.

Ma la caratteristica che rende tale un Far Cry è sicuramente il vastissimo arsenale messo a disposizione del giocatore, e possiamo affermare con certezza che in questo sesto capitolo gli sviluppatori hanno veramente dato il meglio di sé. Nel gioco infatti è possibile trovare veramente armi per ogni tipo come addirittura una pistola lancia CD, una sparachiodi e altro ancora, tuttavia nel proprio inventario sarà possibile portare solamente tre armi principali ed un’arma secondaria alla volta. Inoltre ogni arma è ampiamente personalizzabile con un gran numero di accessori, che tuttavia necessitano di risorse per essere costruiti, risorse che è possibile trovare in giro per la mappa e nelle casse di cui vi abbiamo parlato prima. Per di più quando si personalizza un’arma è possibile scegliere il tipo di munizioni con cui equipaggiarla, munizioni che saranno più o meno efficaci in base al nemico che si sta fronteggiando.

Ma forse la novità più grande di Far Cry 6, quella più pubblicizzata e più interessante, è il Supremo, ovvero una specie di zaino con un’abilità speciale che se attivata è in grado di seminare letteralmente caos e distruzione ovunque. Proseguendo nel gioco sarà possibile ottenere vari Supremo, ognuno con abilità differenti che non vi staremo qui a spoilerare per non rovinarvi la sorpresa. Inoltre è possibile equipaggiare ogni supremo con quattro differenti oggetti lanciabili come ad esempio molotov, granate e palle da baseball per distrarre i nemici, perciò questi oggetti non saranno legati più al vostro inventario come accadeva nei precedenti capitoli.

Crediamo poi che sia importante soffermarsi sullo shooting e sulle sensazioni che questo restituisce. Può sembrare banale ma in Far Cry 6 questa meccanica, seppur molto simile ai precedenti capitoli, è stata migliorata ulteriormente, in particolare il suono del già citato headshot restituisce una sensazione estremamente soddisfacente, cosa che ci ha portato a prediligere sempre più le eliminazioni a distanza rispetto a quelle corpo a corpo. Mentre in generale lo shooting non differisce molto da quanto già sperimentato in Far Cry 5, forse con una leggera attenzione in più al design delle armi e alla gestione del rinculo.

Sì, puoi accarezzare il coccodrillo

In maniera analoga al precedente capitolo della serie, in Far Cry 6 sono presenti anche i cosiddetti Amigos, degli animali da cui è possibile fasi accompagnare durante la propria avventura e da cui è ci si può far aiutare durante gli scontri. Questi ultimi sono molti e ben diversificati tra loro, inoltre anche per gli Amigos è previsto un sistema di progressione che permette loro di acquisire nuove abilità quanto più li si utilizza in battaglia.

Una menzione va fatta anche per quanto riguarda i veicoli, questi sono tantissimi e tutti con un design molto ispirato. Peccato che non si possa dire lo stesso della guidabilità, infatti ci è sembrato di star guidando sempre lo stesso veicolo, forse eccezion fatta per i camion che risultano leggermente più lenti delle utilitarie che è possibile trovare in giro per Yara, tuttavia la sensazione di pesantezza del veicolo viene subito annullata se contrapposta alla sua agilità che è in tutto e per tutto pari a quella dei veicoli più piccoli, inoltre lo stesso ragionamento vale anche per tutte le altre tipologie di veicoli come quelli di aria e di mare oltre che a quelli di terra. Una menzione d’onore, invece, va fatta al cavallo, sicuramente il “mezzo” che abbiamo prediletto durante la nostra avventura a Yara per gli spostamenti medio-brevi, poiché si distingue sia per velocità che per agilità.

Durante la nostra partita abbiamo anche avuto modo di provare nel dettaglio tutte le attività secondarie offerte dal gioco e tra tutte non possiamo non segnalare il combattimento tra galli. Per quanto semplici siano sia l’idea che la realizzazione, questo mini game ci ha veramente sorpresi, forse per lo stile ispirato a Tekken, o forse perché a livelli di difficoltà più alti diventa una vera e propria sfida di riflessi in cui ogni attacco deve essere studiato sapientemente. Tra le altre attività secondarie è possibile trovare anche la pesca che, pure questa per quanto semplice, è un ottimo modo per staccare la spina tra una missione e l’altra, inoltre i pesci vi saranno molto utili nel caso in cui doveste trovarvi a corto di risorse, dato che è possibile scambiarli con materiali da costruzione che vi serviranno per creare potenziamenti, accessori per le armi e cosi via.

La ribellione avanza! La milizia un po’ meno…

Purtroppo però nel nuovo titolo di Ubisoft non è tutto rose e fiori, in particolar modo se si parla dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima, infatti, risulta fin troppo basilare ed è davvero semplice aggirare i nemici o far perdere le proprie tracce. In parte questa mancanza è sopperita dalla grande potenza di fuoco concessa ai nemici che negli scontri diretti sono in grado di infliggere gravi danni al giocatore, anche a causa del fatto che molto spesso capita di trovarsi in netto svantaggio numerico. Perciò, tutto sommato, non si percepisce troppo pesantemente la scarsa intelligenza dei nemici, a patto che non si trovino gli uni isolati dagli altri.

Per quanto riguarda il comparto tecnico del gioco, questo non eccelle particolarmente, tuttavia le luci ed i colori sono stati usati sapientemente perciò l’impatto d’insieme risulta essere lo stesso molto buono, al netto di qualche bug e glitch grafico ogni tanto. Per quanto riguarda il frame rate su PlayStation 4, la versione da noi provata, il gioco rimane solido sui 30 fps e per tutto il corso dell’avventura non ci è mai capitato di sperimentare cali di frame rate o freeze di varia natura. Nonostante ciò dobbiamo far notare la grave assenza del doppiaggio in italiano, presente invece in tutti gli altri capitoli. Certo, non è un problema insormontabile però in un gioco frenetico come Far Cry 6 a volte risulta parecchio difficile leggere i sottotitoli mentre si guida a tutta velocità o mentre si è nel mezzo di una sparatoria, rendendo il tutto molto più confusionario. Infine abbiamo notato con piacere che in questo nuovo capitolo è stato compiuto un notevolissimo passo in avanti per quanto riguarda l’accessibilità, infatti, prima di iniziare una nuova partita, il gioco stesso ci suggerisce di personalizzare le impostazioni in base alle proprie esigenze, impostazioni tra le quali è possibile trovare numerosissime opzioni di personalizzazione anche per persone non vedenti e non udenti, che in questa maniera potranno godere al meglio dell’esperienza di gioco offerta da Far Cry 6.

Punti di Forza

  • Storia principale interessante
  • Protagonista e comprimari ben caratterizzati
  • Esplorazione decisamente intrigante
  • Arsenale vastissimo
  • Tantissime attività secondarie
  • Accessibilità notevolmente migliorata

Punti di Debolezza

  • Città di Esperanza povera di vita
  • Scarsa intelligenza artificiale
  • Qualche lieve bug
  • Peccato per l’assenza del doppiaggio in italiano

Far Cry 6 è un ottimo gioco sotto molti punti di vista, alcune meccaniche sono state rivisitate e ne sono state introdotte di nuove, inoltre il titolo si dimostra sorprendentemente longevo per via delle numerosissime attività che è possibile intraprendere. Anche in questo capitolo i personaggi sono decisamente folli e sopra le righe, stessa cosa vale per il grandissimo arsenale messo a disposizione del giocatore e affiancato dal devastante Supremo. Tuttavia Far Cry 6, per quanto resti un prodotto confezionato in maniera eccellente, non si può ancora definire un vero e proprio passo avanti per la serie, quello su cui non c’è dubbio però è che la saga si sta dirigendo nella direzione giusta, in attesa di compiere il grande passo a cui forse assisteremo durante la corrente generazione di console. Detto ciò, consigliamo vivamente questo nuovo capitolo a tutti gli amanti della saga, ma anche a coloro che si volessero avvicinare per la prima volta a Far Cry, dato che Far Cry 6 risulta essere il titolo più ricco e completo di tutta la serie.

Ringraziamo Ubisoft Italia per averci fornito la copia review di Far Cry 6.



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Cresciuto a "pane e videogiochi", vivo un quarto di frame alla volta. Sono un giocatore eclettico sempre attratto dalle novità, non solo in ambito videoludico, ma anche tecnologico e dell'intrattenimento in generale.




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