[Recensione] Saints Row

Di Marco "Connor" Corazza
1 Settembre 2022

La tipologia di gioco che propone Saints Row richiede un’analisi approfondita e con coscienza di ciò che la saga è stata in passato, con alti e bassi e momenti di pura follia, ricevendo un buon riscontro di pubblico e di critica ma rischiando col tempo di divenire una sorta di parodia di ogni suo predecessore (venendo accostato spesso a GTA); perciò, oggi vi immergeremo, grazie alla nostra recensione, in un mondo tra il realistico del nuovo e il classico buon vecchio, e ormai fin troppo conosciuto, gioco.

Saints Row è uscito ufficialmente il 23 agosto 2022 per PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S, PC e Stadia, si tratta del reboot dell’omonima serie di giochi nata nel lontano 2006, che va a rilanciare da zero la storia dei Saints, una banda di strada in cerca di visibilità e fortuna in conflitto con organizzazioni nemiche e, spesso, coinvolta in estremi ed assurdi combattimenti ai limiti dell’irrealismo.

Versione provata: PS5.

IL GIGLIO DEI SAINTS RINASCE

La nostra avventura stavolta comincia a Santo Ileso, città immaginaria ispirata a Las Vegas, e ci troveremo a contenderci il controllo della zona con tre bande rivali: Marshall Defense Industries, Los Panteros e Idols; in questo titolo la nostra organizzazione è sull’orlo del nascere, ma ben presto la situazione decollerà (o precipiterà, a seconda dei punti di vista) e l’appartenenza a gruppi rivali comincerà a portare a delle fratture interne al gruppo, con i nostri compagni che si troveranno a scegliere tra lealtà e successo, affiliandosi alle altre “famiglie”.

La storia del nostro personaggio ha inizio proprio tra le file dei Marshall, dove allargherà i suoi orizzonti per associarsi assieme a Kevin, Neenah ed Eli, coinquilini ed amici che lo accompagneranno e che gli (ci) affideranno diverse missioni primarie e non, alcune più sensate e altre più nel classico stile Saints Row.

Il cast di protagonisti rende il gioco divertente e ci consente di immedesimarci in un gruppo affiatato, quale è quello del protagonista: parliamo di amici intenti ad affrontare qualsiasi tipo di calamità senza rinunciare al loro legame; senza dimenticare poi il lato inclusività (non particolarmente apprezzato da molti utenti) che va a rinnovare la visione generale e sopra le righe degli scorsi capitoli, rilanciandola agli occhi del grande pubblico non avvezzo a questo genere.

Il nostro personaggio principale sarà totalmente personalizzabile: a partire da corpo base e sesso, fino ad arrivare ad ogni minimo particolare che permette di ottenere il risultato desiderato, grazie anche al vestiario reperibile successivamente nei negozi; stessa situazione di perk e abilità, capaci di far spazio al nostro stile, che difficilmente sarà lo stesso di qualche altro giocatore in giro per il mondo.

Nelle circa 20 ore necessarie a concludere la campagna, senza tenere conto delle attività secondarie, la narrazione si è rivelata divertente e incalzante, ma nonostante ciò non siamo rimasti particolarmente colpiti in quanto molto dell’anima del gioco risulta a tratti ripetitivo, senza lasciare un vero e proprio senso di attaccamento ai personaggi, i quali mancano di personalità esclusive e davvero incisive; nulla che demolisca effettivamente il titolo, il quale regala comunque divertimento e una sorta di aria fresca, ma l’originalità si esaurisce dopo poche ore di campagna, il che ci lascia soddisfatti a metà in questo campo.

LA FOLLIA NON SEMPRE BASTA

Lato gameplay vediamo un gioco evoluto in termini di grafica ma che rimane coerente alla formula adottata con i predecessori, forse anche troppo.

Come in ogni open world degno di questo nome, avremo un hub centrale da cui partono le operazioni, in questo caso sarà una chiesa personalizzabile, all’interno della quale vi saranno tutte le classiche stazioni in cui scegliere e customizzare i propri mezzi di trasporto e le armi da fuoco; fuori dalla nostra sede ci troveremo di fronte i quartieri di Santo Ileso, ognuno ben identificato nella mappa di gioco, consultabile come nei precedenti capitoli dallo smartphone, e ognuno disporrà di missioni secondarie divertenti e molto utili per l’ottenimento degli oggetti di personalizzazione, tutto ciò oltre ad attività minori quali: i Lavoretti, le Scoperte e i Negozi, attività collaterali pensate principalmente per aumentare la longevità del gioco dopo la fine della campagna, così come altre attività secondarie sparse sulla mappa delle location in cui trovare soldi ed oggetti e monumenti da fotografare per raccogliere la storia di Santo Ileso.

Come detto inizialmente, la grafica rimarca l’intenzione di Volition di voler rendere il tutto più realistico e di distaccarsi dai primi Saints Row, riuscendo molto bene in questo e consentendo (su console di nuova generazione) di ottenere effetti di luce sorprendenti che, nonostante la natura cross-gen, si adattano all’hardware di riferimento; le funzioni esclusive per PS5 tuttavia non sono molte, a partire dal DualSense: sfruttato pochissimo e in pochi contesti, non vi è stato un grande utilizzo né del feedback aptico né dei grilletti adattivi, l’unica cosa che salva questa versione è la facoltà di giocare a 60 FPS in modalità prestazioni, ossia il minimo sindacabile.

L’ambientazione si allontana definitivamente dai predecessori, portandoci in una grande città ben diversificata negli ambienti esplorabili, a partire dalla zona desertica fino ad arrivare al centro “lussuoso” e pieno di luci, tutto è studiato in modo da far sentire la presenza dell’open world, formula che già da diversi anni ci accompagna quasi come fosse d’obbligo ma che acquista senso in questo titolo, nel quale viene dato spessore all’esplorazione, il tutto accompagnato dalle immancabili stazioni radio che ci ripropongono classici canzoni rock e perfette musiche a tema che troveremo anche in alcune cutscene.

Le sbavature in termini di meccaniche di gioco non sono troppe, ma per l’intera durata della nostra prova abbiamo potuto assistere ad evidenti bug e mancanze di cura nei dettagli, oltre a instabilità non da poco del frame rate su PS5 nel momento in cui si ricorre alla modalità grafica; la giocabilità tuttavia rimane buona e sicuramente d’intrattenimento, soprattutto quando si va ad unirsi a un amico in co-op, dove ognuno seleziona il proprio avatar e crea la propria storia collaborando tanto nelle missioni quanto nelle sfide, purtroppo questo non salva il titolo dalla ripetitività che rischia di diventare un pesante punto da superare.

PUNTI DI FORZA

  • Trama diversificata rispetto al passato
  • Grafica ottima su PS5
  • La modalità co-op rende il gioco più godibile
  • Attenzione all’inclusività

PUNTI DEBOLI

  • Molti problemi di stabilità e bug (solo parzialmente sistemati ad oggi)
  • Nessuna innovazione degna di nota
  • Ripetitività generale del gameplay
  • Poche funzionalità del DualSense (PS5)

Il rinato Saints Row aveva le premesse per rilanciare la saga, ma non è riuscito a conquistarci completamente, dati i problemi evidenti riguardanti uno stile di gioco che risulta ripetitivo e senza particolarità che lo contraddistinguono dai vecchi titoli; pertanto lo promuoviamo per chi cerca un’esperienza estremamente spensierata, ma con parecchie riserve.

Ringraziamo del codice fornitoci da Koch Media Italia per la review.

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Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.




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