[Recensione] Ultracore – Rinascere dalle ceneri

recensione ultracore
Di Marco "Bounty" Di Prospero
18 Luglio 2020

Negli ultimi anni molti sono stati i giochi arrivati sul mercato con notevole ritardo rispetto al loro annuncio iniziale. Tra i tanti ricordiamo The Last Guardian, Duke Nuke Forever o Dead Island 2, titolo quest’ultimo di cui ad oggi non si conosce ancora una data di uscita. Il gioco che stiamo per recensire oggi però, supera ogni record di ritardo. Stiamo parlando di Ultracore, titolo in 16 bit sviluppato da Digital Illusions (oggi DICE) che sarebbe dovuto arrivare nel 1994 su Mega Drive con il nome di Hardcore. Poco prima del rilascio, tuttavia, Psygnosis, editore del gioco, decise di annullarne l’uscita. Il motivo? Psygnosis temeva che l’arrivo di Playstation 1 e Nintendo 64 avrebbe potuto influire negativamente sulle vendite. Da allora del gioco non si seppe più nulla, almeno fino al 2019, anno in cui Strictly Limited Games e Nin Games decisero di riportare in vita il progetto.
Ecco a voi quindi la recensione dedicata a Ultracore; vi auguriamo una buona lettura.

Nota: La versione provata è quella PS4

CORRI E SPARA…

Fin dal menù iniziale Ultracore racchiude in tutto e per tutto il classico stile dei giochi anni ’90. Strictly Limited Games ha infatti ripreso il codice originale, senza apportare modifiche degne di nota. Ultracore è un run and game isometrico in 2D che ricorda classici come Metal Slug o Contra, aggiungendo alcuni rimandi ai Metroidvania, senza tuttavia ricalcarne la complessità delle mappe e il backtracking dovuto all’ottenimento di potenziamenti. Come avrete capito quindi, dimenticatevi di avere a che fare con una trama profonda e intrigante. Come molti giochi del genere, vestirete i panni di un marine che dovrà salvare il mondo da un attacco di cyborg e robot di cui abbiamo apprezzato la varietà. Lo scopo è quindi quello di correre e sparare ad ogni cosa che si muove. Il tutto in cinque livelli con mappe piuttosto strutturate e diversificate ma con un design che, non raggiunge gli standard dei Metroidvania. Tuttavia, per procedere, dovremo trovare alcune schede di accesso, tutt’altro che difficili da scovare. Ad arricchire il tutto troviamo alcuni segreti che vi incentiveranno ad esplorare ogni anfratto dei livelli. Per quanto riguarda i comandi, utilizzerete principalmente le levette del vostro pad. Mentre con la sinistra potrete correre, con la destra potrete sparare a 360°. Si tratta di un’importante aggiunta effettuata da Strictly Limited Games, così da dare un po’ di modernità al gioco. Ovviamente con la pressione dei tasti R1 o R2 potrete saltare, così da evitare i colpi nemici. Gli altri tasti del Dualshock 4 vi permetteranno di compiere sostanzialmente le mosse sopra descritte, eccezion fatta per il cerchio che rappresenta il tasto azione.

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SALTA E MUORI…

Nonostante l’implementazione delle levette analogiche, i movimenti del nostro personaggio rimangono piuttosto legnosi. In molti casi, infatti, riuscire ad evitare i colpi nemici sarà praticamente impossibile. Tra una sparatoria e l’altra troverete anche alcune sezioni platform. Sezioni che, a dirla tutta, risultano poco riuscite, dimostrando le limitazioni di un gioco anno ’90. In ogni caso, abbiamo apprezzato il livello di difficoltà, che vi richiederà un certo grado di abilità per avanzare. Ogni livello vi metterà alla prova con un boss intermedio e con un boss finale. Boss di cui abbiamo apprezzato patter ed estetica. Tra l’altro, il personaggio avrà una barra della salute e delle vite limitate, proprio come accadeva nei giochi anni ’90. E’ ovvio quindi che morire troppe volte ci porterà al game over, costringendoci a ricominciare da capo il livello. Questo perchè Ultracore non ha un sistema di salvataggio “moderno”. Alla fine di ogni livello, infatti, otterremo una semplice password, così da poter ricominciare da dove avevamo interrotto. Un sistema un po’ antiquato, senza dubbio, ma che abbiamo apprezzato considerando la natura del titolo. Come detto, esplorando la mappa di gioco potrete scoprire alcuni segreti, tra cui potenziamenti per l’arma, monete o cuori con cui ripristinare parte della vita.
A livello grafico Ultracore rimane tale e quale al codice originale, mantenendo un’impostazione a 16 bit. Una scelta che apprezziamo in toto e che ben si adatta al progetto di “resurrezione” dell’allora Hardcore. Ciò che invece cambia sostanzialmente è la soundtrack, vero fiore all’occhiello del lavoro svolto da Strictly Limited Games. Oltre alle classiche canzoni, la software house ha aggiunto oltre 20 tracce elettroniche, composte da artisti del calibro di Isidor, 3Force, Fixions, Scandroid o Fury Weekend.

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Punti di Forza

  • Prezzo competitivo (19,99 euro);
  • Gameplay retrò;
  • Ottima colonna sonora.

Punti di Debolezza

  • Platforming poco riuscito;
  • Movimenti legnosi.

Mentre molti indie games si rifanno ai classici titoli anni ’90, Ultracore è un titolo che deriva direttamente da quell’epoca. Nonostante i suoi 25 anni, Ultracore risulta invecchiato piuttosto bene considerando che le modifiche apportate al codice originale sono pressochè nulle. Certo, rimangono alcune imprecisioni tecniche (sezioni platform e movimenti legnosi) ma nulla che possa veramente rovinare l’esperienza di gioco. In definitiva Ultracore è un titolo che renderà felici i giocatori di vecchia data o tutti coloro che cercano un run and game impegnativo. Non possiamo che ringraziare Strictly Limited Games e Nin Games per aver resuscitato un progetto che avrebbe meritato di vedere la luce molti anni prima. Meglio tardi che mai!

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.




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