[Recensione] Kingdom Hearts III: ReMind – Oltre il sipario

Di Andrea "Geo" Peroni
24 Gennaio 2020

1 anno dopo. Kingdom Hearts III non si è forse dimostrato essere il miglior capitolo della storia del franchise, e potrà non aver soddisfatto i palati di coloro che si aspettavano solo tante risposte – cosa che, nella serie, non è mai avvenuta, ma tant’è – ma il successo commerciale di quest’ultima interazione tra Disney e Square-Enix ha dimostrato che, nonostante fossero passati ben 14 anni da Kingdom Hearts II, la saga è più viva che mai. Lo dimostrano i nuovi capitoli già in sviluppo, il misterioso Project Xehanort annunciato da pochi giorni che debutterà in primavera, e naturalmente il DLC ReMind, pacchetto disponibile dal 23 gennaio su PS4 che impreziosisce e amplia l’esperienza della conclusione della Saga Xehanort. Dopo averlo spolpato con attenzione, siamo pronti a tirare le somme di questo DLC che prepara inevitabilmente al nebuloso futuro del franchise.

RIPORTARE

Il DLC è sostanzialmente diviso in due macroesperienze. La prima, accessibile direttamente dal menù principale, è chiamata semplicemente ReMind, e altri non è che un corposo approfondimento della grande battaglia finale avvenuta nel Cimitero dei Keyblade. Dopo la perdita di Kairi, abbiamo scoperto che Sora è partito in solitaria per una nuova missione, per cercare la sua amata e riuscire a farla tornare sana e salva a casa. Il prezzo da pagare, come però già Xehanort e Chirithy lo avevano ammonito, rischia di essere altissimo, ma sappiamo perfettamente come è fatto il prescelto del Keyblade: niente lo può spaventare o demoralizzare. Ed ecco quindi che si ricomincia tutto da capo, di nuovo. Il potere del risveglio riporta Sora all’incontro tra i guardiani della Luce e l’ibrido Terra-Xehanort, laddove iniziò veramente lo scontro finale con l’oscurità.

Come era facilmente intuibile dai vari trailer diffusi nel corso dei mesi che hanno separato l’annuncio del DLC dalla sua uscita, ReMind offre una sorta di retrospettiva della Guerra del Keyblade, dallo sguardo di un “altro” Sora che finisce col vivere e rivivere nuove e vecchie battaglie contro l’Organizzazione XIII. L’emozione è tanta non solo perché fa sempre piacere rivivere questi momenti, ma anche perché le nuove cutscene e le piccole nuove porzioni di storia ampliata che rivelano alcuni punti poco chiari della narrazione riescono a coinvolgere costantemente il giocatore, voglioso di sapere cosa sta succedendo a Sora e quali sono i legami tra questi avvenimenti e quelli che hanno chiuso l’epilogo di Kingdom Hearts III lo scorso anno.

ReMind non si limita però a questo, ma consente l’accesso ad altre chicche, dando origine anche ad alcune sequenze altamente emozionali. Nel corso di alcune battaglie è possibile ad esempio impersonare altri guardiani della luce: nello scontro tra Ventus, Aqua e Sora con Terra-Xehanort, possiamo ad esempio decidere chi impersonare tra il prescelto e la maestra del Keyblade, mentre la resa dei conti tra il trio del Gelato al Sale Marino e Saix viene vissuta, finalmente, in prima persona. Per non parlare poi della maestosa sequenza stupendamente orchestrata tra i 7 guardiani della Luce e le 13 oscurità di Xehanort, nel momento in cui a Scala ad Caelum si sta svolgendo l’immenso scontro finale.

A tal proposito, il “nuovo” Sora si ritrova a visitare in maniera decisamente corposa proprio Scala ad Caelum, mondo altamente misterioso e che sicuramente sa come catturare l’attenzione dei giocatori. Perdersi nell’affascinante architettura di questo particolarissimo mondo è davvero facile, poiché si tratta probabilmente della miglior ambientazione presente in Kingdom Hearts III a livello visivo. Ed è davvero un peccato che questo straordinario mondo, che in futuro siamo sicuri avrà una grande importanza nella serie, sia stato trattato in questo modo. In ReMind è possibile esplorare non solo l’area centrale già vista nel finale di KH3, ma anche un’altra grossa porzione dell’isola, ricolma di immagini, iconici richiami e tanti altri segreti da scoprire. In fin dei conti, però, i segreti intorno a Scala ad Caelum sono ancora oggi tanti. ReMind, da solo, non risce a soddisfare la sete di sapere su questo strano luogo di potere, e non ha fatto altro che far crescere altri quesiti intorno a noi.

Per concludere ReMind, con tanto di nuove cutscene da visionare tutte e attentamente per riuscire a cogliere ogni sfumatura, vi occorreranno circa 3 ore, considerando che le boss fight già viste in passato non sono state rivisitate e che avete già accumulato una certa dose di esperienza durante l’avventura principale. Un antipasto, per ciò che arriva invece non appena viene conclusa la campagna del DLC.

RITROVARE

Completato ReMind, avrete accesso all’inedito LimitCut Episode, e qui le cose si fanno decisamente interessanti per chi è in cerca di azione e difficoltà pura. Le premesse narrative del LimitCut Episode, la ricerca cioè di Riku e di tutti gli altri guardiani della Luce per trovare lo scomparso Sora, servono, inizialmente, solo a dare una spiegazione a ciò che saremo chiamati a fare, e cioè eliminare, tramite una versione digitale di Sora salvata nel computer del Giardino Radioso, i Data dell’Organizzazione XIII di Xehanort. Sì, si tratta degli stessi 13 boss già affrontati al Cimitero dei Keyblade, ma gli scontri, stavolta, sono decisamente più ardui.

Nomura recupera in toto il concept di KH2 Final Mix riproponendo i Data dell’Organizzazione, che si rivelano essere studiati nei minimi dettagli per rendere hardcore l’esperienza di Kingdom Hearts III. Riflessi fulminei, velocità d’esecuzione, memorizzare nel dettaglio ogni singolo attacco e abilità dei boss segreti, questa la ricetta fondamentale per riuscire a portare a termine questa senza ombra di dubbio ben sviluppata sezione che conduce poi al gran finale del DLC. Come detto, le boss fight sono a dir poco spettacolari e molto impegnative, probabilmente tra le più impegnative di sempre per la serie e allo stesso livello di difficoltà dei contenuti extra di KH2 Final Mix. Non possiamo fare a meno di notare, però, una sorta di pigrizia, in un certo senso. Non tanto per animazioni, IA e dettagli tecnici sempre al top – a parte qualche rallentamento di troppo anche durante le boss fight più impegnative e spettacolari – quanto invece per il concept dietro ai Data, già visto e apprezzato in altre occasioni.

Premio per il completamento di questo LimitCut Episode è una serie di cutscene, corredate da una ennesima boss fight segreta ed enormemente complicata da portare a termine, che nascondono riferimenti al futuro della serie, nebuloso ed enigmatico come spesso accade su Kingdom Hearts. Sorvoliamo sulle possibili implicazioni “etiche” di questo nuovo corso di Kingdom Hearts, che secondo molti è un errore di Nomura – il riferimento è al recupero delle idee di Final Fantasy Versus XIII, che non va giù a molti. L’errore più grande da fare, quando si parla di Nomura, è dare tutto per scontato. E sappiamo benissimo che non è così.

Completa l’offerta del DLC anche la nuova modalità Foto-Saluto che consente di impostare ambientazione, personaggi, effetti di luce, espressioni, armi, filtri e tantissimi altri dettagli per creare nuove immagini (qui sotto vi lascio il mio profilo Instagram dove potete vedere una di queste nuove immagini, in futuro ne arriveranno sicuramente altre); la modalità Presentazione, una sorta di video-montaggio delle foto create con un sottofondo musicale; infine, una serie di brevi e semplici missioni secondarie da affrontare all’interno dei mondi di gioco, che aumentano, seppur di poco, la longevità.

PUNTI DI FORZA

  • ReMind è davvero emozionante
  • I nuovi boss sono tra i più difficili di sempre per la serie
  • Scala ad Caelum si conferma essere un luogo straordinariamente bello

PUNTI DEBOLI

  • Prezzo esagerato
  • Qualche rallentamento di troppo
  • L’impressione di “già visto” è un po’ troppa

Kingdom Hearts III: ReMind è una interessantissima chiusura dell’esperienza dell’ultimo capitolo della Saga Xehanort, ricolmo di contenuti e dedicato principalmente ai giocatori hardcore della serie e votato a chi cerca, finalmente, un’esperienza difficile da portare a termine. Emozionante ed emozionale, questo nuovo viaggio di Sora tocca nel profondo, e chi vive a pane e Kingdom Hearts avrà di che essere soddisfatto. Purtroppo, non possiamo non esprimere più di un dubbio sul prezzo proposto per il pacchetto, di ben 30€. I contenuti offerti da ReMind sono, sostanzialmente, quelli che gli sviluppatori hanno sempre inserito nelle versioni Final Mix di alcuni giochi della serie, ma proposti stavolta come DLC e non come un nuovo titolo da acquistare. Considerando però ciò che rimane in mano dopo aver affrontato tutta l’esperienza di ReMind, seppur interessante, il prezzo si rivela essere troppo elevato.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.