Report bomba su Sony: remake di The Last of Us, Uncharted per PS5 e niente Days Gone 2

Di Andrea "Geo" Peroni
9 Aprile 2021

Un report, quello di Jason Schreier per Bloomberg, che farà sicuramente discutere, e che potrebbe – condizionale d’obbligo, dato che parliamo pur sempre di notizie non confermate ufficialmente – dare un’idea di quello che sarà il futuro di PS5 e dei PlayStation Studios.

Il ben noto giornalista, più volte salito alla ribalta in passato – ricordiamo i report sul complicatissimo e assurdo sviluppo di Black Ops Cold War, affidato a Treyarch poco più di un anno prima della release del gioco -, è tornato alla carica e ha parlato di quelli che sono alcuni dei più grossi progetti in mano ai PlayStation Studios, il gruppo cioè di software house di proprietà di Sony che lavorano alle grandi IP del colosso.

Stando al report pubblicato oggi, Sony si ritroverebbe in un momento abbastanza turbolento della sua vita. Trovandosi di fronte a gigantesche IP che hanno garantito un successo planetario, come God of War o The Last of Us, il colosso nipponico avrebbe deciso di abbandonare la strada dei giochi considerati minori e di sfruttare gli studi più piccoli della sua scuderia per dare una mano a quelli più importanti – su questo, in effetti, c’è una sorta di conferma: Sony Japan Studio, creatori di serie come Everybody’s Golf e Gravity Rush, è stato sostanzialmente smantellato, poiché considerato poco redditizio a livello globale. Ne consegue che, secondo il giornalista, la varietà dell’offerta di Sony si assottiglierà sempre di più.

Schreier parla poi di alcuni dei progetti che sarebbero attualmente in sviluppo, ed è qui che arrivano le potenziali bombe che faranno però discutere.

Il giornalista cita Michael Mumbauer, nome forse sconosciuto ai più ma che fondò nel 2007 il Visual Arts Service Group. Si tratta(va) di un piccolo gruppo di sviluppatori con sede a San Diego, che per molto tempo ha fornito supporto agli studi maggiori di PlayStation nella realizzazione dei giochi, questo fino a quando lo stesso Mumbauer ha cercato di dare una nuova spinta al team pochi anni fa e di iniziare a sviluppare giochi propri. Con il gruppo salito a circa 30 sviluppatori, Mumbauer ha dato il via alla produzione del remake di The Last of Us, successo planetario del 2013, con la prospettiva di lanciarlo su PS5.

Il progetto, nome in codice T1X, aveva come idea quella di riproporre il primo capitolo della saga in un pacchetto con la Parte II, per fornire ai giocatori l’esperienza completa. Inoltre, come affermava Mumbauer, un remake di The Last of Us sarebbe stato relativamente semplice e veloce da realizzare vista la giovane età del gioco, cosa che invece non andava a favore dell’altra idea iniziale dello studio – il remake di Uncharted: Drake’s Fortune. L’arrivo di Hermen Hulst nel 2019 come nuovo capo di Sony Worldwide Studios ha però complicato tutti i piani. Il nuovo team di Mumbauer era inesperto, l’ex-boss di Guerrilla Games non era rimasto particolarmente sorpreso dal lavoro svolto fino a quel momento, e non si percepiva una grande sicurezza intorno al gioco.

Insomma, le cose non andavano certo come Mumbauer sperava: Sony non ha mai riconosciuto completamente l’esistenza del team, non ha fornito supporto e budget sufficiente, e ha deciso a un certo punto, quando ormai il team di Mumbauer era in un vicolo cieco, di trasferire lo sviluppo del remake a Naughty Dog. A quanto pare, sì: Naughty Dog sarebbe al lavoro sul remake di The Last of Us per PS5, con Sony che ha dato il via libera in vista anche della serie TV di HBO che adatterà il primo videogioco.

Il desiderio di Sony di valorizzare ancor di più le sue IP già esistenti e di maggior successo avrebbe provocato, sempre secondo Schreier, alcuni disordini all’interno dell’organizzazione dei PlayStation Studios, oltre che malumori qua e là. Il giornalista parla ad esempio del caso di Sony Bend, i creatori di Days Gone.

Il survival open world, nel 2019, ha avuto un buon riscontro di vendite ed è stato redditizio per l’azienda, ma Sony non aveva in programma un Days Gone 2 all’orizzonte, questo per due principali motivi: l’accoglienza del gioco non è stata particolarmente esaltante a confronto di altre IP di PlayStation, e lo sviluppo, in più, era stato molto lungo – e quindi anche costoso. Perciò, nel 2019, dopo l’uscita del gioco, Sony affida a Sony Bend due progetti, con il team che viene diviso tra le due nuove priorità: un gioco multiplayer da realizzare insieme a Naughty Dog (forse il comparto online di The Last of Us: Parte II?) e un nuovo capitolo di Uncharted, anch’esso più volte oggetto di rumor negli ultimi anni – alcuni mesi prima dell’uscita di PS5 prese quota l’ipotesi di un prequel incentrato su Sully.

La software house con sede in Oregon non avrebbe però accolto di buon grado gli ordini della sede centrale, e alcuni leader avevano addirittura la paura di essere assorbiti da Naughty Dog facendo cessare l’esistenza di Sony Bend. Schreier afferma che, dopo aver dialogato con i vertici, Sony Bend ha ottenuto quello che voleva almeno parzialmente e che non fa più parte del progetto Uncharted dal mese scorso. Il team sarebbe ora al lavoro su un nuovo gioco, che però non è detto sarà Days Gone 2.

Cosa ne pensate di questo lungo e ricco report di Bloomberg? Saranno davvero queste le strategie del futuro di Sony per PS5?

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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