Jurassic World: Il Dominio è un insulto | Recensione

Di Andrea "Geo" Peroni
16 Giugno 2022

Presentato come un intrigante capitolo finale di un franchise che ha quasi 30 anni sulle spalle, e in grado di fare la storia del cinema, Jurassic World: Il Dominio non è certo quello che gli spettatori si aspettavano, e anzi risulta essere un insulto ai fan storici della saga nata dalle menti di Spielberg e Crichton.

Colin Trevorrow, al suo ritorno alla regia di Jurassic World dopo il film del 2015, riesce nell’impresa di confezionare un film con scene d’azione e allo stesso tempo scialbo, lento, noioso, caratterizzato da una trama principale che non ha assolutamente nulla a che vedere con il presunto dominio dei dinosauri che viene addirittura decantato nel titolo. In pratica, è come se i fratelli Russo, in Avengers: Infinity War, avessero dedicato due ore di film a un impiegato statale di una scuola del New Mexico che scopre al telegiornale dell’attacco di Thanos a New York e se ne infischia altamente, continuando a fare il suo lavoro e lasciando così che la trama principale continui da tutt’altra parte.

Proprio qui risiede il problema più grande di Il Dominio: la trama è un continuo susseguirsi di situazioni già viste e senza interesse, andando alla ricerca di un nuovo significato filosofico del quale era intriso il primo storico Jurassic Park di Spielberg ma fallendo clamorosamente nel tentativo, lasciandosi andare a una sceneggiatura mostruosa non nel senso buono. Come dicevamo, non c’è alcun dominio. Non c’è alcuna conseguenza alla presenza dei dinosauri nel nostro mondo, se non qualche limitato incidente stradale come viene mostrato all’inizio del film. Anzi, i dinosauri sono solo una presenza spesso insignificante, una qualche comparsa sullo sfondo che di tanto in tanto fa sentire la sua presenza senza troppo clamore – in alcuni casi fa davvero ridere che le persone non si accorgano di essere a due passi da mostri giganteschi, ancora una volta a riprova di quanto la pigrizia degli sceneggiatori abbia minato il film.

Il pretesto che porta il nuovo e il vecchio cast a incontrarsi nuovamente, con il ritorno di Alan Grant (Sam Neill), Ellie Sattler (Laura Dern) e Ian Malcolm (Jeff Goldblum), poteva anche funzionare sulla carta, ma il tutto arriva dopo una serie di situazioni al limite che portano Il Dominio ad avere più punti di contatto con un film di 007 o di Jason Statham, che a un film della saga a cui appartiene. L’inseguimento tra le strade di Malta, già visto nel corso del trailer, arriva dopo una sequenza difficile da digerire anche lasciandosi completamente andare alla sospensione dell’incredulità, ma è nella parte finale del film che vediamo il peggio del peggio con uno scontro anticlimatico con il famoso Giganotosauro fatto di momenti imbarazzanti e personaggi, specialmente quelli “originali” dei primi film, che paiono completamente snaturati o fuori luogo.

I debuttanti de Il Dominio, poi, risultano fastidiosi sin dalla loro prima apparizione. Kayla Watts (DeWanda Wise) viene coinvolta nella trama principale con un pretesto al limite del ridicolo e il suo peso specifico nella trama è lo stesso del bicchiere d’acqua nel primo Jurassic Park, ma con molto meno carisma di questo; Lewis Dodgson (Campbell Scott) risulta essere semplicemente la caricatura di un miliardario assetato di ulteriore denaro; Ramsay Cole (Mamoudou Athie) è un semplice deus ex machina che interviene al momento giusto per far andare avanti la trama nei momenti critici – cioè quelli dove gli sceneggiatori si ritrovavano impantanati. Alla lista aggiungiamo anche il dr. Wu (BD Wong), che per la terza volta nel franchise riesce a cambiare nuovamente idea sulla cosa giusta da fare. Attendiamo la sua svolta nel settimo film che quasi certamente si farà (il film ha già raccolto 420 milioni di dollari), dove forse deciderà che è il momento giusto per resuscitare le trilobiti del Paleozoico ma modificandole geneticamente e rendendole alte dieci kilometri, questo prima di rendersi conto che potrebbero distruggere intere città anche solo passeggiando. Chapeau.

A questo brillante mix di punti negativi aggiungiamo anche VFX di gran lunga inferiori rispetto ai precedenti film e in grado di sfigurare persino di fronte all’originale Jurassic Park degli anni ’90, con dinosauri in CG che paiono appiccicati sullo schermo senza alcuna profondità, ne esce un quadro d’insieme negativo ma perfettamente in linea con la pellicola. Jurassic World: Il Dominio è un film pessimo. Un film che prova a essere altro, un film che vuole raccontare altro, e nel farlo sbaglia tutto, dai toni alla messa in scena, complice anche un montaggio criminale che a tratti sembra gestito da qualche tiktoker costretto a tagliare momenti di fluidità della rappresentazione per restare nei ristretti tempi concessi dal social network. Se questa è la strada del franchise dei dinosauri, è meglio pensare a un’estinzione prima che sia troppo tardi.




Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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