Quando il MCU fallisce: i film e le serie TV cancellate da Marvel negli anni

Di Andrea "Geo" Peroni
17 Marzo 2021

Ebbene sì: anche un progetto ben strutturato e organizzato come il Marvel Cinematic Universe può fallire.

Nel corso degli ultimi 13 anni, dall’uscita di Iron Man nel 2008, i Marvel Studios e l’intera Casa delle Idee si sono prodigati per realizzare un vasto e tentacolare universo cinematografico fatto di film ma anche serie TV, come dimostrano le recenti uscite di WandaVision e l’imminente The Falcon and the Winter Soldier su Disney+ che hanno dato inizio alla Fase 4 del progetto.

Tra gli oltre 23 film già usciti e le innumerevoli serie già realizzate e in programma per il futuro, il Marvel Cinematic Universe è però costellato di tanti progetti cancellati per motivazioni varie, alcuni dei quali ben noti mentre altri un po’ meno.

Naturalmente non possiamo sapere tutto quello che è passato per la mente di Kevin Feige e dei Marvel Studios nel corso degli anni, essendo in costante pianificazione di ciò che sarà il MCU, tuttavia esistono una serie di progetti che sono stati annunciati nel corso degli anni, dal piccolo al grande schermo, che si sono poi dissolti in una nuvola di fumo per far spazio evidentemente ad altre priorità.

Oggi andiamo quindi a caccia di tutti quei prodotti targati Marvel che hanno incontrato insormontabili ostacoli sul loro cammino, finendo col restare fuochi di paglia nel mare di progetti del cinema e della TV che non vedremo (forse) mai.

Marvel’s Most Wanted

Uno dei prodotti di maggior successo di Marvel Television, e direttamente collegato al Marvel Cinematic Universe – in realtà questo è ancora da verificare, considerando che i recenti eventi di WandaVision potrebbero aver “decanonizzato” la serie in questione – è stato certamente Agents of SHIELD. In onda su ABC sin dal 2013, la serie si è conclusa nel 2020 con la settima stagione, e dopo una partenza decisamente sottotono ha recuperato alla grande introducendo alcuni personaggi molto amati dal pubblico. Oltre a Phil Coulson (Clark Gregg), in Agents of SHIELD hanno debuttato infatti personaggi come Daisy Johnson/Quake (Chloe Bennet), Melinda May (Ming-Na Wen), Mack MacKenzie (Henry Simmons), e molti altri.

Tra questi numerosi volti c’erano anche Bobbi Morse (Adrianne Palicki) e Lance Hunter (Nick Blood), entrambi introdotto nella seconda stagione dello show e la cui presa sul pubblico fu tale da convincere ABC e Marvel Television a dare il via a uno spin-off interamente dedicato a loro, dal titolo Marvel’s Most Wanted. La produzione aveva già pensato a tutto, dando ai due personaggi una chiusura in Agents of SHIELD (episodio 13 della terza stagione) che potesse dare il via alla nuova storia incentrata esclusivamente su Bobbi e Lance, di cui venne anche girato l’episodio pilota nell’estate del 2015. Se non ne avete mai sentito parlare, è perché l’episodio pilota non ebbe l’effetto sperato: scomparsa dai radar per quasi un anno, Marvel’s Most Wanted venne ufficialmente cancellata nella primavera dell’anno successivo, quando ABC confermò di non essere più interessata allo sviluppo della serie. Un gran peccato, soprattutto per i due amati personaggi che non fecero più il loro ritorno in Agents of SHIELD per esigenze narrative.

War Machine

Il personaggio di James Rhodes è stato uno dei pochi a subire un recasting nel MCU a causa delle frizioni tra Terrence Howard, che lo interpretò in Iron Man, e il resto della produzione. L’ingresso di Don Cheadle nel franchise, a partire da Iron Man 2, soddisfò sia il pubblico che i Marvel Studios i quali, forti del successo ricevuto dai primi film del MCU, iniziarono lo sviluppo di un film dedicato interamente a War Machine.

Kevin Feige aveva incaricato Joe Robert Cole per la sceneggiatura del film, quello che sarebbe stato il primo spin-off dell’universo cinematografico in formazione. Stando alle dichiarazioni di Don Cheadle arrivate nel corso degli anni, il film di War Machine avrebbe raccontato della crescente tensione tra il suo lavoro di militare e la fedeltà al codice, contro un mondo in preda a grandi cambiamenti. Cheadle non è però mai sceso troppo nei dettagli, affermando inoltre di non aver mai letto la sceneggiatura pur essendone a conoscenza. Joe Robert Cole, durante la promozione di Black Panther (che ha scritto insieme a Ryan Coogler), svelò che l’idea del film di War Machine era seriamente in cantiere, probabilmente a seguito di Iron Man 2, ma che fu Iron Man 3 a far cambiare idea allo studio.

Poco male, perché War Machine non solo ha proseguito il suo cammino nel MCU ed è sopravvissuto anche allo schiocco di Thanos in Avengers: Infinity War, ma sarà anche protagonista di una serie TV per Disney+, Armor Wars, nella quale il personaggio avrà a che fare con le tecnologie di Tony Stark finite nelle mani sbagliate.

Marvel’s Damage Control

Un progetto curioso, potenzialmente interessante ma che non arrivò al punto di riuscire a concretizzarsi. ABC e Marvel Television misero in cantiere nel 2015 la serie Marvel’s Damage Control, la prima sitcom del Marvel Cinematic Universe incentrata sul dipartimento che si occupa di controllare e riparare i danni causati dai supereroi nel mondo. Esatto, una sitcom, un prodotto che in effetti al MCU ancora oggi manca (se non contiamo i siparietti di WandaVision) e che sarebbe stato supervisionato da Ben Karlin, già sceneggiatore di serie come Modern Family.

Il network aveva già fissato la premiere della serie sul Damage Control, menzionato in Agents of SHIELD durante la terza stagione, per la stagione 2016-2017. Peccato solo che, alla fine, ABC si tirò indietro all’ultimo minuto, proprio a pochi passi dal via alla produzione della serie, proprio come accaduto per Most Wanted. Non sappiamo se la motivazione dietro a questa scelta sia l’inclusione del Damage Control nel MCU avvenuta con Spider-Man: Homecoming, dove scoprivamo che l’organizzazione, guidata da Ann-Marie Hoag (Tyne Daly), era stata co-creata da Tony Stark dopo gli eventi di The Avengers che devastarono New York. È anche vero però che in quegli anni ABC e Marvel Television, che oggi non esiste più, misero in cantiere numerosi progetti, molti dei quali non si concretizzarono (come una più volte confermata serie dedicata a un gruppo di supereroine femminili) e di cui probabilmente non conosciamo neppure l’esistenza.

Runaways (film)

Sebbene la storia dei Runaways sia diventata una serie TV di Hulu, non molti sanno che i Marvel Studios misero in cantiere addirittura nel 2008 un film dedicato al team di giovani supereroi. Peter Sollett era già stato ingaggiato come regista, mentre Brian K. Vaughan e Drew Pearce si sarebbero occupati della sceneggiatura. Nonostante le buone intenzioni, nel 2010 il film viene messo in sospeso a causa della lavorazione di The Avengers e del successo degli altri film dei Marvel Studios, promettendo però di trovargli spazio nella Fase 3 del MCU.

Come dite? Nella Fase 3 non c’è alcun film dei Runaways? Avete assolutamente ragione, perché come confermò Kevin Feige sebbene il progetto fosse pronto a partire, non c’era abbastanza tempo e spazio per realizzare l’ambizioso universo dei Runaways. Per questo, il film venne riadattato in una serie, che nell’agosto 2016 viene ordinata ufficialmente da Marvel TV e Hulu diventando un interessante prodotto della piattaforma. Marvel’s Runaways ha infatti generato in totale tre stagioni, per poi essere chiusa alla fine del 2019 a causa, forse, della riorganizzazione interna della Marvel – ne parleremo tra poco.

L’incredibile Hulk 2

La gestione dei diritti di Hulk è sempre stata problematica per il Marvel Cinematic Universe, in quanto Disney non possiede i diritti del personaggio. Questi sono infatti in mano a Universal, la quale ha stretto una partnership commerciale con Topolino per l’utilizzo di Hulk in particolari condizioni – vale a dire in crossover con altri personaggi, e dunque non in film singoli. Un accordo simile a quello tra Sony e Marvel per l’utilizzo di Spider-Man, solo che per Hulk Universal non sembra particolarmente intenzionata a sfruttare il personaggio, e questo ha messo i Marvel Studios in una posizione di vantaggio.

Capirete quindi che, a causa dell’accordo, L’incredibile Hulk del 2008 è stato un caso eccezionale, in larga parte quasi “dimenticato” dal MCU che però sta lentamente riaffacciandosi sull’universo narrativo del film. Eppure, i piani originali prevedevano un ampio sfruttamento del personaggio, con uno o forse più sequel in cantiere.

Edward Norton, originale interprete di Bruce Banner nel MCU, svelò poco prima dell’uscita del film che erano già previsti vari sequel incentrati su Hulk, e che il regista Louis Leterrier era pronto a tornare dietro la macchina da presa per continuare la storia. Nel successivo film sarebbero tornati anche Emil Blonsky/Abominio (Tim Roth) e Samuel Sterns (Tim Blake Nelson), che avevano già firmato per i sequel così come Norton. Il vero punto di svolta, negativo, per la serie di film su Hulk fu lo scontro tra Norton e i Marvel Studios, con l’attore che concluse in anticipo il contratto e non partecipò alla produzione di The Avengers venendo sostituito da Mark Ruffalo, che da quel momento in poi è diventato il Bruce Banner del MCU.

Anche a causa di questo, la riorganizzazione dei lavori su Hulk è stata lenta, seppur i Marvel Studios dichiarassero di avere in cantiere alcuni progetti dedicati al personaggio. Durante la Fase 2, dal 2013 al 2015, Ruffalo confidò in più occasioni che la produzione stava pensando a trasposizioni di importanti serie a fumetti come Planet Hulk e World War Hulk, che avrebbero potuto concretizzarsi dopo Avengers: Age of Ultron. I problemi riguardavano però, come sempre, lo scontro con la partnership di Universal, che impediva la realizzazione di alcune idee. James Gunn, regista di Guardiani della Galassia, ammise ad esempio di aver proposto ai Marvel Studios un film con Hulk e Red Hulk, ma i conflitti con la major fecero crollare l’idea sul nascere. Proprio per questo, Kevin Feige decise di abbandonare definitivamente (?) l’idea di un sequel de L’incredibile Hulk e sfruttare il personaggio in altri film, come Thor: Ragnarok e le ultime pellicole dedicate agli Avengers. Forse non avremo mai un sequel incentrato esclusivamente su Hulk, ma la storia di Bruce Banner non è chiusa: il personaggio tornerà infatti nella serie TV She-Hulk, nella quale anche Tim Roth riprenderà il suo ruolo di Abominio.

Marvel’s Ghost Rider

Nella quarta stagione di Agents of SHIELD fece il suo esordio una particolare incarnazione di Ghost Rider, il Robbie Reyes interpretato da Gabriel Luna. L’antieroe era già apparso alcuni anni prima sul grande schermo con il volto di Nicholas Cage, ma ovviamente si tratta di una versione non canonica con il resto del MCU, pronto a partire con la sua personale realizzazione del personaggio.

Il Ghost Rider, oltre a diventare una figura chiave della prima parte di stagione per gli eventi di Agents of SHIELD, divenne anche un personaggio molto amato dal pubblico, e questo spinse il boss di Marvel Television Jeph Loeb a mettere in cantiere uno spin-off dedicato. Stavolta non sarebbe stata ABC a occuparsi dello sviluppo della serie, bensì Hulu, piattaforma che in quel momento si stava legando particolarmente al mondo Marvel con vari progetti come Helstrom e la serie animata di MODOK, che sarà lanciata quest’anno. Marvel’s Ghost Rider era già ampiamente definita: Gabriel Luna sarebbe tornato nel ruolo di Robbie Reyes, Ingrid Escajeda sarebbe stata showrunner e produttrice insieme a Loeb e Zbyszewski, con la serie che avrebbe seguito la storia del personaggio senza avere troppi legami con gli eventi della produzione ABC.

Poi, nel 2019, dopo anni di silenzio, Hulu getta la spugna. La piattaforma annuncia infatti che non avrebbe proseguito lo sviluppo di Marvel’s Ghost Rider, con Gabriel Luna che viene costretto a dire anticipatamente addio al personaggio. Le informazioni ufficiali parlano di divergenze creative nello sviluppo della serie, ma è anche vero che il netto cambio di idee potrebbe essere stato causato dalla chiusura di Marvel Television. La divisione televisiva della Casa delle Idee è infatti ormai defunta, con i Marvel Studios che negli ultimi anni hanno deciso di prendere in mano anche i progetti per il piccolo schermo e dedicarsi allo sviluppo di serie TV canoniche per il MCU – come WandaVision e The Falcon and the Winter Soldier.

Ant-Man

Sì, vero, Ant-Man esiste nel MCU ed è diventato un film capace di riscuotere un buon successo. Sarete però sorpresi di sapere, nel caso lo ignoriate, che la versione di Ant-Man uscita nel 2015 è però ben diversa da quella che era stata pensata in origine, che sarebbe stata curata dal grande regista Edgar Wright.

La storia dell’adattamento cinematografico del micro-eroe inizia addirittura nel 2003, quando Edgar Wright, insieme a Joe Cornish, scrive una sceneggiatura basata sul personaggio di Scott Lang – il secondo Ant-Man dei fumetti dopo Hank Pym. Nel 2004 i due sottopongono il progetto a Kevin Feige, all’epoca ancora semplice produttore in casa Marvel che però crede fortemente nel progetto, convincendo lo studio a dare il via libera allo sviluppo del film nel 2006. Nel 2008 una prima bozza della pellicola, che avrebbe parlato delle origini di Scott Lang ma anche di Hank Pym, era già pronta, ma per il momento il film venne messo in stand-by per “colpa” di The Avengers. I Marvel Studios non avevano infatti ancora pianificato l’uscita di Ant-Man, e pertanto Wright aveva ancora tutto il tempo che voleva per prepararsi a un film inizialmente descritto come autonomo e con elementi comici.

Inizialmente previsto per la Fase 3, poi, Ant-Man viene anticipato come chiusura della Fase 2 dopo Avengers: Age of Ultron, e questo indica probabilmente l’inizio delle fratture nel rapporto tra Wright e i Marvel Studios. Il vero punto di rottura arriva all’inizio del 2014, quando, a pochi giorni dall’avvio delle riprese, il regista abbandona il progetto e lascia gli studi in alto mare. Stando alle dichiarazioni che si sono susseguite negli anni, il motivo di tale addio è da ricercarsi nelle divergenze creative, con le intenzioni di Wright e degli studios che non coincidevano: il regista intendeva realizzare un film dall’ambientazione estremamente realistica prima di portare altri personaggi Marvel nella storia di Ant-Man, mentre invece i Marvel Studios volevano che fosse chiaro sin da subito che il supereroe fa parte di questo universo narrativo. Come dichiarò Edgar Wright, la Marvel non voleva fare “un film di Edgar Wright” ma “un film Marvel”.

Con l’addio di Wright, Kevin Feige si mette rapidamente in moto per trovare un nuovo regista, e dopo aver inutilmente contattato Adam McKay, che rifiuta per rispetto nei confronti dell’amico Wright, trova in Peyton Reed la figura perfetta per far ripartire la produzione. Lo stesso Reed, insieme a Paul Rudd, riscriverà a tempo record la sceneggiatura di Ant-Man, nel quale sarà proprio Rudd a interpretare Scott Lang. La visione originale del supereroe, però, rimarrà solo un miraggio.

Marvel’s New Warriors (e spin-off)

La storia di questa serie, e relativi spin-off, è lunga e complessa, e proprio come con Marvel’s Ghost Rider buona parte della sua cancellazione potrebbe essere causata dalla fusione del gruppo con i Marvel Studios. Nell’agosto 2016, Marvel TV e ABC mettono in cantiere una serie comedy basata sul gruppo dei New Warriors, nel quale sarebbe comparsa anche Squirrel Girl. La serie viene poi ordinata l’anno successivo da Freeform, per una produzione di 10 episodi scritti da Kevin Biegel che sarebbe anche stato lo showrunner. Anche i personaggi protagonisti erano già decisi, così come parte del cast: oltre a Squiller Girl, interpretata da Milana Vayntrub, Marvel’s New Warriors avrebbe incluso Mister Immortal, Night Thrasher, Speedball, Microbe e Debrii.

Proprio come per molte altre serie, la lavorazione non è facile, e i conflitti tra gli interessi di Marvel TV, Marvel Studios, ABC e Freeform culminano alla fine del 2017 quando l’ultima emittente decide di tirarsi indietro, e con la Casa delle Idee che partiva alla ricerca di una nuova rete per trasmettere la serie nel 2018. Dopo quasi due anni senza alcuna notizia, alla fine del 2019 Marvel’s New Warriors viene ufficialmente cancellata insieme ai suoi spin-off, ordinati già all’epoca del primo annuncio della serie principale e che, proprio come le serie Marvel Netflix, si sarebbero occupate di esplorare alcuni particolari supereroi di quelli apparsi nella serie corale. Insomma, non solo un progetto fallito, ma più potenziali serie spazzate via in uno schiocco di dita. Thanos docet.

Inhumans

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo uno dei progetti più chiacchierati, interessanti e al tempo stesso brutalmente dissolti della storia del Marvel Cinematic Universe, che portò alla nascita di una serie TV che… Non vogliamo nemmeno ricordare, ma ne parleremo.

uagna inumani inhumans

Nel 2014, durante uno speciale evento dedicato alla Fase 3 del MCU, Kevin Feige annunciò ufficialmente Inhumans, mastodontico e ambizioso film che avrebbe dato un assaggio della Fase 4 e che sarebbe uscito nelle sale poco prima di quello che era conosciuto come Avengers: Infinity War – Parte II (ossia Avengers: Endgame). La scelta dei Marvel Studios sembrava particolarmente azzeccata: non potendo sfruttare gli X-Men e i Mutanti, i cui diritti cinematografici erano in mano a 20th Century Fox, i Marvel Studios decisero di ripiegare su Freccia Nera e gli Inumani, cosa che lo studio aveva già in mente da tempo e che venne annunciato ufficialmente per la fine del 2018. Per la sceneggiatura venne ingaggiato Joe Robert Cole (già citato nel corso dell’articolo, e che deve avere un particolare talento per entrare a far parte di progetti che non si concretizzano), incaricato di scrivere un film a dir poco fondamentale: con Inhumans i Marvel Studios volevano infatti creare un nuovo franchise cinematografico che fosse in grado di ridefinire e dare continuamente nuovi spunti al MCU in futuro. Un assaggio di questi Inumani arrivò pochi mesi dopo in Agents of SHIELD, quando si scoprì che Daisy Johnson (Chloe Bennet) era una di loro.

Poi, a partire dalla fine del 2015, Inhumans inizia una parabola pericolosamente discendente che lo porterà a essere il primo, e finora unico, film annunciato e cancellato dai Marvel Studios.

Alla fine di quell’anno Cole abbandona il progetto, dichiarando di non aver scritto alcuna sceneggiatura, e pochi mesi dopo Kevin Feige sposta la data di uscita del film all’estate 2019 – questo non solo per i ritardi nella produzione, ma anche per la riorganizzazione della Fase 3: Ant-Man era diventato un inaspettato successo e meritava un sequel, e inoltre c’era da lasciare un importante slot a Spider-Man: Homecoming dopo la felice partnership siglata tra Sony e Disney. I successivi avvenimenti non fecero certo bene al film: avendo acquisito da pochi anni Lucasfilm, la Casa di Topolino mise in cantiere Indiana Jones 5 per l’estate 2019, e questo fece scomparire Inhumans dal calendario delle uscite essendo stato riprogrammato per il post-2020, come confermò Feige in alcune interviste.

Da sinistra: Gorgon, Karnak, Freccia Nera, Medusa, Crystal e Maximus.

Il progetto cinematografico, in realtà, naufragò definitivamente alcuni mesi dopo, e nel novembre 2016 Marvel TV annunciò di essere al lavoro sulla serie Marvel’s Inhumans per ABC che sarebbe andata in onda l’anno successivo. Il risultato fu un clamoroso disastro: dopo i primi due deludenti episodi, mandati anche in onda nelle sale IMAX in America, la serie sprofondò nell’anonimato e nella più pura indecenza, con critica e pubblico che demolirono Marvel’s Inhumans senza troppe difficoltà. Tra effetti speciali degni della recita di fine anno scolastico e personaggi con lo spessore della carta velina, la serie sugli Inumani è ancora oggi ricordata come un fallimento totale per Marvel TV.

Non sappiamo se e quando gli Inumani faranno il loro “ritorno” nel MCU (del resto Agents of SHIELD non è forse da considerarsi canonico, come dicevamo in apertura), ma sappiamo che nel 2018 Kevin Feige ebbe una conversazione con Adam McKay per la realizzazione di un film sulla razza di super-esseri. Inhumans, comunque, non è al momento nei progetti dei Marvel Studios, considerando poi che, con l’acquisizione della Fox, Disney può ora sfruttare importantissimi franchise come Fantastici 4 e X-Men. La storia degli Inumani potrebbe essere chiusa ancora prima di cominciare…




Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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