The Division 2 | 5 novità rispetto al primo capitolo

Di Andrea "Geo" Peroni
27 Febbraio 2019

È in arrivo anche la open beta di The Division 2, il nuovo MMO sparatutto di casa Ubisoft sviluppato da Massive Entertainment che uscirà ufficialmente il 15 marzo su PS4, Xbox One e PC.

Come per tutti gli altri videogiochi, la beta, che prima si è tenuta in fase privata e ora sarà aperta al pubblico per questo week-end, ha dato modo di provare una versione del gioco che si avvicina molto a quella definitiva, ma che varierà per alcuni aspetti dato il continuo sviluppo a cui è sottoposto. Vi abbiamo già parlato a proposito di quello che abbiamo trovato nella beta, discutendo delle nostre impressioni nella beta di The Division 2 in questo articolo.

Ci sono però alcuni aspetti che, grazie alla beta e alle informazioni in nostro possesso, siamo già in grado di apprezzare, e che differenziano, in certi casi in maniera netta, The Division 2 dal primo capitolo uscito nel 2016. Abbiamo quindi deciso di fare un veloce riepilogo di 5 importanti elementi che contraddistingueranno The Division 2, e che non avevamo nel primo capitolo ambientato a Manhattan.

1 – ADDIO AI NEMICI ASSORBI-COLPI

Una delle cose più fastidiose nel primo The Division, permettetecelo, erano i nemici assorbi-colpi. Al pari di una spugna che trattiene una quantità altissima di acqua senza accennare al cedimento, allo stesso modo alcuni nemici élite di The Division erano capaci di assorbire centinaia di colpi, anche alla testa, senza avere conseguenze. Un aspetto che, sì, può avere senso se consideriamo tutto l’aspetto GDR di The Division, il sistema a livelli, la progressione e così via, ma che risultava davvero pesante da sopportare a lungo termine. In The Division 2 questo, grazie al cielo, non accadrà: i nemici più importanti saranno ovviamente equipaggiati di armature di tutto punto pronti a resistere al fuoco, ma mandarli a terra, specialmente colpendo punti deboli, sarà molto più semplice. È in questo che auspichiamo un guizzo di genio da parte di Massive Entertainment: difficoltà non significa avere un nemico che impiega 10 minuti di fuoco continuo ad andare a terra, ma comporta altre caratteristiche. Gli sviluppatori sembrano averlo capito.

2 – LE INCURSIONI A 8 GIOCATORI

In scia a quanto appena detto, le missioni di The Division 2 sono probabilmente andate incontro ad una riorganizzazione in relazione alla nuova gestione dei nemici. Allo stesso modo, anche i Raid (o Incursioni), che sono le missioni più difficili in assoluto da completare, avranno dei cambiamenti non da poco. Uno di questi è già stato annunciato, ed è una grossa novità: le Incursioni, in The Division 2, sono pensate per un totale di 8 giocatori, che cooperano tra di loro per portare a termine la missione. Questo non è solo un grosso cambiamento rispetto al primo capitolo, che consentiva solamente 4 giocatori nei Raid come in tutte le altre missioni di gioco, ma anche una caratterizzazione più marcata per i Raid. Così come accade per altri titoli di questo stampo, come Destiny di Bungie, i Raid sono progettati per essere le missioni più difficili da fare e più suggestive, e avere più giocatori in squadra significa dare più importanza a questi grandi eventi. Unico inconveniente, per così dire: le Incursioni non saranno disponibili al lancio del gioco, ma verranno introdotte solo in seguito. Poco male, dato che vi ci vorranno diversi giorni per prepararvi al meglio alle fatiche dei Raid.

3 – ESPANSIONI GRATUITE

Uno dei principali motivi che fece storcere il naso ai giocatori del primo The Division, durante Anno 1, fu la gestione dei contenuti più grandi: tutti a pagamento. Le tre espansioni Underground, Lotta per la Vita e Fino alla Fine, introducevano modalità e nuove meccaniche abbastanza interessanti: Lotta per la Vita, ad esempio, era una sorta di battle royale che puntava estremamente sulla componente survival (da qui il nome originale, che è proprio Survival) e proponeva partite generalmente brevi; Underground, ambientato nella metropolitana di New York, proponeva invece scenari procedurali per dar vita ad un nuovo tassello della storia della Divisione, senza però stravolgere quanto visto in precedenza. Tutti DLC che, nel bene e nel male, seppero farsi amare, ma il problema della loro scarsa diffusione fu proprio la scelta di Ubisoft di inserirli a pagamento in The Division. Capito l’errore, Anno 2 e Anno 3 hanno vissuto di tanti micro-update nel corso dei mesi, e tutti gratuiti, esperimento che evidentemente deve aver fatto capire a Massive Entertainment (e alla stessa Ubisoft) cosa fare con il secondo capitolo. Tutti i DLC dell’Anno 1 di The Division 2 (e siamo quasi sicuri anche quelli successivi) saranno infatti gratuiti: niente frammentazione della community, niente contenuti solo per pochi eletti, niente limitazioni. Un gioco per tutti.

4 – UNA CITTÀ IN RIVOLTA

Altra novità di The Division 2 rispetto al primo capitolo è l’introduzione degli Insediamenti. Questi, sparsi per tutta la città, saranno i fari della rivolta che sta infiammando Washington, vogliosa di rimettere la civiltà al suo posto e sbaragliare i criminali che la terrorizzano. Ogni Insediamento sarà importante non solo per la città, ma anche per il giocatore, chiamato a farli progredire, ad aiutarli tramite numerose missioni e compiti extra che verranno sbloccati, e a reclutare nuovo personale per la base operativa della Casa Bianca. L’unica cosa da capire, di questi Insediamenti, è la loro effettiva gestione: saranno portatori di numerose missioni extra tutte uguali e senza mordente, o proporranno qualcosa di più del semplice “vai da A a B e torna indietro”?

5 – UN RUOLO PER L’ENDGAME

Come già vi abbiamo accennato in alcune news degli ultimi giorni nelle quali Ubisoft sta preparando i giocatori a The Division 2, l’endgame potrebbe davvero essere la sorpresa più grande di questo secondo capitolo per come evolverà nettamente il gameplay e il mondo di gioco dopo la conclusione della campagna. Innanzitutto, Washington DC sarà presa d’assalto dai Black Tusk, una fazione nemica tutta nuova e pericolosissima. Una novità importante, poiché ci metterà di fronte a nuovi compiti, nuove missioni e nemici da eliminare, cosa che ad esempio non avveniva nel primo capitolo che invece concentrava esclusivamente l’endgame nella Zona Nera. Inoltre, ogni giocatore sarà chiamato a intraprendere un preciso ruolo. Al termine della campagna, infatti, saremo chiamati a scegliere uno dei tre specializzazioni da guerriero, che porteremo con noi per tutto il resto della storia di The Division 2. Ogni carriera dell’endgame darà accesso a particolari abilità, a nuovi ruoli nelle Incursioni e in altre missioni da completare, e così via. Un endgame tutto nuovo e tutto da scoprire, che ci attira davvero molto.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.