Call of Duty Black Ops Cold War Zombies | La Storia Etere Oscuro fino a Firebase Z

Di Mark
20 Febbraio 2021

Oh finalmente ci siamo, benvenuti al primo riassuntone generale della Storia Zombi, in particolare della nuova timeline dell’Etere Oscuro. Questo riassunto parte dagli eventi appena precedenti a Die Maschine e si estende fino a quelli di Firebase Z. In attesa di scoprire dove ci porterà il futuro, mettetevi comodi e buona lettura.

Black Ops Cold War – Zombies Outbreak sarà disponibile dal 25 febbraio, primi dettagli

Siamo nel 1983 e la Guerra Fredda tiene il mondo col fiato sospeso in un conflitto violento quanto silenzioso tra i due schieramenti che si contendono l’influenza sull’intero contesto geopolitico globale. In particolare, da un lato, il blocco sovietico, operativo attraverso una fazione interna al KGB, il cosiddetto Gruppo Omega, dall’altra quello occidentale, o per meglio dire americano, che opera attraverso un ramo speciale della CIA chiamato Gruppo Requiem. Lo schieramento sovietico, trova, nella zona di Morasko, in Polonia, un vecchio stabilimento nazista che la Germania aveva utilizzato ai tempi della Seconda Guerra Mondiale per avviare un proprio programma di sviluppo di armi nucleari. Nei documenti rinvenuti, ci si riferisce a questo stabilimento con il nome di Projekt Endstation. A lavorare spalla a spalla con la CIA c’è anche un’ormai cresciuta Samantha Maxis che di Etere sa giusto qualcosina ed inizia a lavorare sotto copertura passando informazioni utili a Grigori Weaver, comandante delle operazioni sul campo per Requiem, ed indicato proprio il sito polacco come il primo vero punto di interesse. Il Gruppo americano decide dunque di inviare una squadra di operatori a Morasko per indagare su alcuni portali dimensionali, definiti come anomalie, manifestatisi nell’area. A guidare da remoto la squadra operativa sul campo ci sono tre importantissimi membri di Requiem: la dottoressa Elizabeth Grey, Capo delle scienze soprannaturali, il dottor Strauss, Capo delle ricerche energetiche, che ha lavorato con i nazisti al Progetto Endstation quaranta anni prima ed il maggiore Mckenzie Carver, Capo della divisione di contenimento e sicurezza.

Projekt Endstation è una creazione nazista che consta di un enorme acceleratore di particelle che sarebbe servito a dare una svolta determinante alla guerra in favore dei tedeschi, capo del quale c’era un certo dottor Ulrich Vogel. Questi venne messo a sovrintendere l’intero progetto dalla sua costruzione fino alla fine. Il Terzo Reich iniziò a mettere pressione allo scienziato ed al suo assistente, Kurtz, il quale più volte spiegò al capo come in quel momento un test dell’acceleratore sarebbe stato poco prudente perché instabile venendo però ignorato. Il test numero 12 non ebbe successo: Kurtz fu costretto a tentare di disattivare la corrente, senza successo e Vogel, qualche giorno dopo, iniziò a riflettere sull’accaduto sottolineando come in verità, nonostante l’instabilità e il risultato non sperato, non si trattasse di un fallimento vero e proprio. L’acceleratore era ancora funzionante, perché non c’era modo di disattivarlo, ed aveva dato forma ad una specie di portale, un buco nero che stava rompendo il tessuto dello spazio-tempo. Lo scienziato parla di come nessuno, dopo l’incidente, abbia provato ad avvicinarsi a questo portale per evitare la stessa sorte toccata agli uomini rimasti coinvolti e ancora chiusi nella clinica medica. Lo stato di questi uomini viene descritto come di “morti-viventi”, forse dovuto all’esposizione a qualche particolare radiazione al di là del buco nero. Nel corso del tempo, però, la situazione sfuggì dalle mani dei tedeschi e questi furono costretti a scappare dallo stabile da un giorno all’altro. Poche persone non riuscirono a fuggire, tra cui un soldato di nome Walter che si nascose in una stanza della struttura portando con sé un particolare dispositivo noto come Risonatore Isotopico Polarizzante, un’arma molto potente contro gli zombi che, però, non riuscì a salvargli la vita.

Il Gruppo Requiem si addentra nella struttura e, dopo aver individuato l’interruttore generale della corrente ed aver stabilizzato l’energia all’interno dell’acceleratore vengono per la prima volta a contatto con un’anomalia che compare dal nulla al centro della stanza. La squadra di operatori entra nell’anomalia perdendo il contatto radio sia con il Maggiore Carver che con Weaver ma riportando in funzione dall’Etere Oscuro un macchinario funzionale al potenziamento delle armi, noto come Pack-A-Punch. La squadra riesce a viaggiare tranquillamente avanti e indietro da una dimensione all’altra, ogni volta riuscendo a rinvenire numerosi elementi utili per il completamento della missione come alcuni pezzi per potenziare il RIP e, soprattutto, l’Eteroscopio, un macchinario volto allo studio dell’Etere Oscuro ma utilizzato anche per individuare riflessi spettrali o eventi passati al di fuori dei parametri dello spazio-tempo. Dopo averlo costruito e aver riportato la cosa al controllo missione il Maggiore Carver riceve ordini dal Direttore di far chiudere agli operatori l’anomalia disattivando permanentemente l’acceleratore per contenere l’orda di non-morti. Non è la prima volta che viene ideato un piano per la disattivazione permanente dell’acceleratore, il primo tentativo fu quello dei russi che sigillarono le porte di accesso al bunker mandando dentro un unico soldato, meccanico esperto equipaggiamenti tedeschi, tale Kazimir Zykov, per disattivare la macchina. Zykov le provò davvero tutte per provare a compromettere il dispositivo tedesco ma il suo compito non era assolutamente facile e fu costretto a dare la sua vita per poterlo portare a termine. Così, anche per gli operatori di Requiem il compito si annunciava tutt’altro che semplice, questi dovettero prima interagire con un computer collocato nell’ala dell’Infermeria del bunker che richiedeva una password per la sua attivazione. Gli operatori tornarono nell’Etere Oscuro in cerca di alcuni riflessi spettrali di Vogel in cui il dottore parlava di determinati esperimenti che avevano deformato in modo particolarmente grottesco alcuni uomini venuti a contatto con l’acceleratore. Questi esseri erano stati contaminati da un elemento esotico che aveva necrotizzato la loro pelle e spento ogni funzione metabolica nel loro corpo, mantenendo comunque una traccia di vita in loro. Per curarli sarebbe stato necessario grattare via da loro queste radiazioni in un preciso macchinario, der Wechsler, un dispositivo di contenimento che avrebbe assicurato l’esecuzione del processo in tutta sicurezza, vista la scarsa propensione dei soggetti a sottoporsi al trattamento. Il 3 aprile 1944 il macchinario era completo e i suoi risultati iniziali erano soddisfacenti: la rimozione delle radiazioni aveva ridotto i comportamenti violenti e ripristinato alcune delle funzioni vitali dei soggetti ma ancora non era abbastanza. Con il passare del tempo Vogel capisce che questo macchinario può esprimere ancora più potenziale in particolar modo dal punto di vista militare, intravedendo la possibilità di creare, grazie alla possibilità di “pulire” la mente dei non morti, un’armata di non morti pronti a combattere per la Germania, un’armata invincibile formata da uomini che non possono più morire. Una volta trovata la password del computer di Vogel (AHV), il Wechsler si azionò per la prima volta, ma per funzionare aveva bisogno di molta energia, un’energia che poteva essere ricavata dai potenziamenti elementali del dispositivo R.I.P..

Dopo aver ottenuto tutte e quattro le varianti dell’arma l’Eteroscopio svelò loro un nuovo riflesso spettrale che mostrava due membri dell’Ottava Guardia Russa intenti a rubare una sfera d’oro dall’infermeria del bunker. Dunque, approfittando del fatto che il resto del corpo era andato in città a Morasko per la serata, Dmitriyev e Kalashnik rubarono la sfera e decisero di nasconderla sopra un albero nello spiazzo della base, dove, però, rimarrà fino all’arrivo del Gruppo Requiem. Dopo aver individuato la sfera gli operatori utilizzarono un carro armato per poi raccoglierla dall’albero e riportarla in infermeria. A questo punto, dopo aver diviso in due un Megaton, uno dei soggetti mutati citati in precedenza, lo ricondensarono con il Wechsler scoprendo un nuovo, importantissimo pezzo del puzzle: Orlov, un luogotenente del Gruppo Omega che, con il suo collega Medvedev erano stati scelti per riattivare i macchinari tedeschi e compiere il primo grande passo verso la supremazia russa sul pianeta. Ad ogni modo Orlov non era molto convinto delle azioni del Gruppo Omega e solo l’orgoglio per il proprio paese lo spinse ad accettare quell’incarico. I suo dubbi, a sua insaputa, erano legittimi, dal momento che i vertici dell’organizzazione, guidati da Kravchenko, avevano in mente di riattivare Projekt Endstation per proseguire e completare quanto fatto dai nazisti. Dal momento che Orlov aveva svolto il suo compito anni prima in nome della Madre Russia, agli operatori di Requiem sarebbe servita “un’esca” per attirare Orlov a compiere ancora una volta un sacrificio, in nome dello schieramento inverso questa volta. L’esca venne individuata in una foto di sua moglie e di sua figlia, nei pressi della quale trovarono un suo ultimo riflesso spettrale dove egli, commosso, chiedeva forza per “aprire una scatola che non sarebbe più potuta essere richiusa”. Orlov si rese conto di aver causato degli eventi orribili perpetrando le azioni di Omega e decide di aiutare Requiem a fare il primo passo per riparare ai danni da lui già fatti in passato. Dopo aver disattivato l’acceleratore durante una battaglia sanguinosa contro zombi e Megaton, il russo fa scappare gli operatori di Requiem che, dopo essere saliti sul Raptor Uno, fuggono da Morasko con l’esplosione della struttura sullo sfondo. Ma la minaccia era ancora lontana dall’essere debellata.

Il Gruppo Requiem, infatti, è pronto al prossimo compito e sposta l’attenzione dalla Polonia al Vietnam, dove sono state rilevate altre anomalie nei pressi di Khe Sanh, luogo individuato da Omega per la “fase due”.  Non Omega in generale, ma un certo dottor William Peck, scienziato-capo delle ricerce sui fenomeni exoscientifici e disertore degli Stati Uniti d’America. Questi, il 3 novembre 1983, apprese, come predetto dalla dottoressa Aleksandra Valentina scienziato-capo delle ricerche psicotroniche del Gruppo, dell’apertura di diversi squarci dimensionali in giro per il mondo. Una settimana dopo, Peck notificò ad Omega di aver individuato il luogo adatto per la nuova struttura, una ex-base americana situata sui monti intorno a Khe Sanh chiamata Ripcord, dotata dell’adeguata fertilità dimensionale per i bisogni del progetto. La base fu il luogo dell’ultimo scontro tra viet cong ed americani, i quali, dopo aver realizzato di essere stati messi sotto scacco dai loro nemici, furono costretti ad abbandonare Ripcord che venne poi ceduta, tramite un accordo con il governo vietnamita, al Gruppo sovietico che lo rinominarono Avamposto 25. Una volta completati i lavori di costruzione ed insediamento di Omega nella nuova struttura, Peck inizia a lavorare sulla stabilizzazione dell’anomalia, facendosi aiutare dal dottor Dimitri Kuhlklay, che nominò suo assistente. Dopo essere riuscito ad ottenere un’anomalia stabilizzata, il disertore americano aveva bisogno di individuare i parametri per mandare avanti e indietro in sicurezza gli uomini che avrebbero dovuto estrarre i Cristalli di Aetherium. I primi a sperimentare i viaggi dimensionali furono alcuni Spetsnaz ma molti ne rimasero vittima o ne furono perse le tracce e allora Peck chiese ad Omega di sfruttare la popolazione locale per gli esperimenti successivi. Passò un po’ di tempo e Peck ottenne ciò che desiderava, non solo la popolazione locale, ma anche alcuni prigionieri da tutta l’Unione Sovietica venivano spediti all’Avamposto 25 per continuare la sperimentazione e più si procedeva, più si diversificavano le esperienze dei soggetti che attraversavano l’anomalia. Ad ogni modo, il 19 marzo 1983, dopo mesi di sperimentazione, il Gruppo Omega riuscì a far decollare l’estrazione di Cristalli oltre il 240% comportando da un lato un vantaggio enorme per la vittoria della Guerra Fredda da parte dell’Unione Sovietica, dall’altro una perdita enorme in termini di “forza lavoro”, dal momento che la maggior parte dei soggetti, per le conseguenze fisiche e  psicologiche derivanti dall’eccessiva esposizione all’Etere Oscuro, si trovavano a dover essere abbattuti. A questo punto, insieme a Kuhlklay, Peck sviluppò una macchina progettata per trasferire le memorie dei malcapitati. Però, dal momento che la sua costruzione sarebbe stata dispendiosa in termini di tempo, per lavorare nel tempo rimanente preparò un siero della verità per avere a che fare con i soggetti affetti da amnesie. L’attività scientifica del Gruppo Omega andò oltre i Cristalli di Aetherium e, infatti, reclutarono alcuni dei più capaci “Eteronauti” per portare indietro alcune creature morte e farle esaminare nella base. Dalle creature morte si passò ben presto a quelle vive che fecero emergere come queste creature strane fossero praticamente una grottesca fusione di corpi umani, come confermato dai test di DNA. Queste creature, ad ogni modo, avevano la particolare abilità di trasformarsi negli oggetti più comuni, probabilmente copiando, in virtù di un meccanismo di difesa, alcune forme che vedevano quotidianamente durante la cattività. Un giorno una di queste si trasformò in un fucile e, in un attimo di disattenzione, un soldato aprì la porta per rimetterlo apposto. Non fece in tempo a realizzare di essere stato imbrogliato che venne assalito dal mostro che venne a sua volta ucciso da una creatura che, per questa abilità venne rinominata Mimic.

Mentre le ricerche di Peck continuavano, alcuni membri del suo staff hanno iniziato a rivoltarglisi contro a causa della sua facilità nel trascurare le implicazioni etiche delle sue ricerche. Uno dei membri di questo staff è Sergei Ravenov. Arruolatosi nello Spetsgruppa Alpha durante gli anni ’80, viene descritto dai suoi superiori come un soldato senza scrupoli ed estremamente affidabile, come testimoniato dalle numerose operazioni sul campo sparse tra i Caraibi ed il Medio Oriente. Ad ogni modo, entrando in contatto con le reali intenzioni del Gruppo Omega, all’interno del quale venne poi inserito, iniziò a provare risentimento verso l’organizzazione, accusandola di voler trovare una facile e codarda via di uscita per vincere la Guerra Fredda e decise quindi di mettersi in contatto con una sua vecchia conoscenza, una donna che lavorava presso un’unità di intelligence della Germania Ovest, la BND, una certa Samantha Maxis. Sam aveva rischiato grosso dopo aver passato la soffiata di Morasko a Weaver e ora si era nascosta per continuare a lavorare contro Omega evitando di essere catturata o intercettata da alcune spie che erano arrivate fino alla BND e dopo essere stata contattata da Ravenov, come prima cosa ebbe cura di verificare di potersi fidare di lui. I file inviati da Ravenov, però, la colpirono particolarmente, mostrando chiaramente come Omega stesse cercando di impadronirsi dei ponti dimensionali tra il mondo attuale e l’Etere Oscuro. Samantha decise dunque di contattare nuovamente Weaver, raccontandogli delle nuove scoperte fatte sul gruppo sovietico, del nuovo contatto ad esso interno e delle informazioni che questi aveva passato. A questo punto, Requiem torna in azione per viaggiare fino a Khe Sanh mentre Samantha, nonostante il disappunto e la preoccupazione di Weaver, decide di incontrare Ravenov nel sito. Purtroppo i canali di comunicazioni utilizzati dai due non si rivelarono sicurissimi ed uno dei superiori di Peck, tale Gorev, si recò personalmente dal disertore in Vietnam per aggiornarlo sulle prossime mosse dei nemici. Peck, dunque, preparò una trappola per incastrare Samantha sfruttando il portale di Aetherium che collegava la base di Firebase al villaggio di Khe Sanh. Ravenov riuscì comunque a mettersi in contatto con Weaver per avvertirlo del pericolo in cui Sam si trovava. Il Gruppo Requiem iniziò immediatamente a mobilitarsi per organizzare il salvataggio di Maxis, ma Peck aveva già iniziato i suoi interrogatori per scoprire chi fosse la talpa e la resilienza mostrata dalla controparte fece precipitare velocemente la sua pazienza indirizzandolo a provare un nuovo approccio. Dopo averla etichettata delle sue generalità, lo scienziato americano gettò Samantha nell’Etere Oscuro, tornando al suo lavoro originario. Poco dopo, però, l’Avamposto 25 cedette a causa di un attacco di non morti trasformati dall’Aetherium che l’anomalia presente nel sito aveva riversato nella nostra realtà. Ben presto il luogo si ritrovò senza corrente e circondato da una bolla di Aetherium che impediva a quelli intrappolati al suo interno di fuggire, tra questi c’era anche lo stesso dottor Peck, che riuscì a mettersi in salvo nel suo ufficio rinforzato.

Contestualmente, sempre guidati dal Maggiore Carver, gli uomini di Requiem arrivano tempestivamente sul posto per debellare le ondate di non morti ed individuare Samantha Maxis. Il primo passo degli operatori fu quello di incontrare Ravenov, il quale diede numerose dritte alla squadra su cosa fare e rivelando la presenza di numerose informazioni sparse tra il villaggio e la base. Dopo aver attraversato il teletrasporto e aver raggiunto la base gli agenti fanno il primo incontro con un non proprio entusiasta William Peck che si offre di aiutare gli agenti nel ritrovamento di Sam, ma solo dopo che questi avessero riattivato la corrente della struttura. Requiem si mette subito al lavoro riattivando tre reattori di Etere sparsi nell’area. Nel mentre, il disertore si mette in contatto con il quartier generale di Omega aggiornando il Gruppo sulla situazione attuale e rivelando come avesse intenzione di strumentalizzare la presenza degli operatori per trasferire i progressi fatti nelle ricerche al Colonnello. Ad ogni modo, dopo la riattivazione dei Reattori, Peck inizia a parlare di quanto veramente accaduto e di come questi abbia gettato Samantha nell’Etere Oscuro chiudendole il portale alle spalle. La squadra Requiem tornò dunque al villaggio per sentire il piano che Ravenov voleva mettere in atto per riaprire l’anomalia e salvare Maxis. Questi suggerì di usare lo stesso siero della verità ideato dall’americano e consegnò agli operatori un tesserino con cui recuperare tutti i materiali necessari per realizzarne una dose da somministrargli tramite il sistema di aerazione. Una volta fatto ciò Peck iniziò a delirare e ballare nel suo ufficio sognando la sua compagna, Martha, lasciata a New York per completare il suo lavoro. Dopo essere stato interrogato su come aprire il portale, lo scienziato rivelò che sarebbero stati necessari tre codici, due per riavviare il mainframe quantistico ed uno per individuare la posizione di Samantha. Questi codici li possedevano i dottori Sokolov Brahms e Zhabin, tutti morti. Non tutto era perduto però, la memoria di questi scienziati era ancora recuperabile attraverso una specifica macchina ideata proprio da Peck per recuperare la memoria dei minatori di Aetherium, il dispositivo di Trasferimento della Memoria. I tre scienziati erano stati trasformati in Mimics dopo la caduta dell’Avamposto 25 e non fu semplice per il Gruppo Requiem recuperare tutte e tre le loro memorie, dal momento che ne vennero recuperate anche molte altre che non restituivano codici, ma riuscirono comunque nel loro intento scaricando poi il contenuto all’interno di un floppy disk. Una di queste memorie, di una certa Horvath, rivelarono che Kuhlklay, l’assistente di Peck, aveva anche lavorato con l’Aetherium per creare un nuovo prototipo di arma, una versione potenziata del kalashnikov rinominata Rai-K 84 che gli agenti di Requiem riuscirono a ricostruire dopo averne trovato un progetto nella zona degli armamenti dell’Avamposto 25.

In possesso del Rai-K 84 e, soprattutto, del floppy disk contenentei codici per aprire lo squarcio dimensionale e trovare Samantha, la squadra Requiem procede con l’apertura dell’OPC, Omega Portal Chamber generando l’anomalia. Ad ogni modo, questa richiedeva stabilizzazione e quindi molta più energia. Weaver si rivolge quindi a Peck in cerca di spiegazioni e questi, ancora in preda ai fumi della confusione del siero, gli risponde che servono dei Cristalli di Aetherium da portare presso i reattori per aumentane la portata energetica. Dopo aver recuperato un Eterometro grazie a Ravenov la squadra inizia a mettersi a lavoro per trovare alcuni cristalli sparsi in giro per la base che alcuni soldati aveva intenzione di rivendere al Mercato Nero. Una volta sovraccaricati i reattori, però, la breccia non si stabilizza, anzi, la corrente salta in tutta l’area facendola defintivamente sparire. Peck, dunque, rivela di aver ingannato i soldati di Requiem credendosi parecchi passi avanti a loro, ma senza aver realizzato che, nel mentre, il Gruppo Omega è tutt’altro che contento di come si sono evoluti i fatti all’Avamposto 25; Aleksandra Valentina, infatti, critica fortemente l’operato dell’americano per la sua eccessiva “spensieratezza” nel mandare a morire uomini nell’Etere Oscuro senza curarsi troppo delle possibili conseguenze. Questo atteggiamento avrebbe inevitabilmente portato alla creazione di risentimenti e di vendetta nei confronti non solo di Peck, ma del Gruppo Omega in generale. Ad ogni modo, Valentina ha anche manifestato la sua soddisfazione per aver ricevuto correttamente le ricerche via satellite, ordinando poi allo scienziato di distruggere tutto quello che era rimasto e spazzare via ogni traccia potesse essere utile per Requiem in attesa dell’estrazione.

Improvvisamente, Weaver ebbe l’idea di utilizzare la parabola presente nella base per ottenere l’energia necessaria a riaprire la breccia dimensionale in modo stabile e riportare indietro Samantha. Dopo aver allineato correttamente la parabola, Carver la fece colpire con un fascio di energia utilizzato dal Direttore della CIA durante un’operazione denominata Treshold. L’energia attraversò tutti e tre i reattori riattivando la corrente in tutta la struttura e riaprendo la breccia dimensionale ma il tempo non era a loro favore dal momento che tutta questa energia stava sovraccaricando i reattori e l’intera base era ormai una bomba ad orologeria. I soldati di Requiem accorsero all’OPC per accogliere Samantha. Frastornata e confusa dopo aver passato chissà quanto tempo nell’Etere Oscuro riconosce subito la voce di Weaver. Non ci fu troppo tempo per i convenevoli però, Sam e i soldati scapparono verso il portale che li avrebbe condotti al villaggio dove Ravenov li stava aspettando per scappare. Appena arrivati al villaggio, la loro strada verso la fuga venne chiusa da una creatura enorme, con una bocca di fuoco e potenti braccia con le quali menava pericolosissimi e letali fendenti. Liberarsi di Orda, questo il suo nome, fu tutt’altro che semplice, ma i soldati di Requiem erano equipaggiati di tutto ciò di cui avevano bisogno per sconfiggerlo. Dopo aver finalmente ucciso la creatura Ravenov, Samantha e gli agenti fuggirono dal villaggio, consapevoli che anche questa volta Omega e le sua minacce erano ben lontane dall’essere finiti. L’informatore sovietico e Sam presero due strade diverse, il primo si sarebbe recato nei Monti Urali, dove un’operazione già cominciata richiedeva la sua presenza sul campo, la seconda tornò a casa con Requiem  dove l’avrebbe aspettata un lungo colloquio con Weaver.

Intanto, all’Avamposto 25, le forze del Gruppo Omega andarono a recuperare il dottor Peck. All’apertura della porta del suo ufficio rinforzato si presentò Aleksandra Valentina in persona dichiarando come la fiducia dello scienziato fosse stata dimostrata sì, ma non ancora in modo soddisfacente. L’americano prese a protestare, dicendo che dopo il rientro a Mosca avrebbe convenuto direttamente con il Colonnello per sapere cosa ne pensasse del suo operato in Vietnam, proteste che furono rapidamente ammutolite quando a varcare la porta fu proprio Kravchenko in persona. Ovviamente non era contento, anzi, era furioso per non aver scoperto l’identità della talpa ed aver bruciato l’unica fonte valida di informazioni buttandola senza cura nell’Etere Oscuro e dunque, per ottenere una ulteriore dimostrazione di fedeltà alla causa sovietica e mostrare la sua intransigenza su errori del genere, cavò un occhio al disertore amrericano.

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Io mi chiamo Marco, ho 20 anni e vivo a Pordenone, nella mia città natale. Attualmente sono uno studente della facoltà di Scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani ma quando non studio continuo a coltivare la mia passione per il mondo dei videogiochi, passione che ho sin da piccolo




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