Guida e Soluzione – Parte 4 – Final Fantasy XIII-2

Di Filippo Giaccaglia
4 Febbraio 2012

Yaschas Massif

Andate ad est per parlate col ragazzo che troverete lungo la strada per ricevere la mappa dei Monti Yashas. Girate ad ovest oltre la pendenza così da entrate nell’area buia. Rimanete sotto la luce dei lampioni e dei fari per evitare gli incontri coi nemici, segnalati anche dal vostro Cronoradar di Mog. I Behemoth sono troppo forti ancora per voi quindi evitate ogni scontro con loro. Continuate  verso est, trovate un Reverse Clock all’interno di una Sfera del Tesoro dopo la curva. Salite quindi a nord e parlate con Noel  poi con la ragazza vestita di giallo alla sinistra di Chocolina e state pronti per un nuovo combattimento. Aroadai sarà il vostro prossimo avversario il quale inizia lo scontro infliggendo Deshell e Deprotect alla squadra, perciò togliete subito questi incantesimi prima di incassare troppi colpi. Incominciamo quindi con un Optimum Attacco/Occultista per portare subito il nemico a Crisi, per poi attaccarlo con Optimum Attacco/Attacco, il nemico lancerà il suo scudo difensivo che crollerà solo portandolo  una seconda volta alla crisi. La fase finale sarà dura, i suoi attacchi saranno sempre più potenti: a questo punto cambiamo l’Optimum a Baluardo (Sentinella/Sentinella). Una volta sconfitto Aroadai, riceveremo il frammento “Particella di Aloade”.  Passate quindi all’esplorazione della zona e andate a parlare con il soldato sopra le scale con il punto esclamativo. Seguite Hope e parlateci  (durante la riflessione chiedetegli delle rovine, tasto triangolo). Finito il dialogo Hope vi darà l’Artefatto Illusorio per continuare a viaggiare nel tempo, quindi usate il portale arancione appena attivato. Per trovarlo dovete scendere e tornare nella zona di Chocolina poi continuate dritti fino a trovare il punto esclamativo sulla mappa. Una volta davanti al portale si avvierà una nuova riflessione, chiedete a Noel  se è preoccupato per ciò che ha detto la veggente (Tasto x).

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Dicono che sono un sognatore e che dovrei pensare a crescere di più. Dicono che non avrò mai una famiglia e che non metterò mai la testa a posto. Ma io me ne frego. Sono contento di essere il bambino "grande" con una famiglia di 500 mila nipotini.