Recensione PES 2015

Di Marco "Bounty" Di Prospero
24 Novembre 2014

PES 2015 è il nuovo capitolo della serie calcistica sviluppata da Konami. Il gioco è stato rilasciato lo scorso 11 Novembre 2014 su PS3, PS4, Xbox360, Xbox One e PC. Noi di Uagna abbiamo provato la versione PC e questa è la nostra recensione.

Dopo diversi anni in cui la serie non è stata all’altezza della concorrenza, questo potrebbe essere finalmente l’anno della svolta. Già con PES 2014, Konami aveva cercato di modernizzare il brand, anche se non ci riuscì in pieno. Il gioco fu rilasciato con molti problemi tecnici, anche a causa dell’implemento del nuovo motore grafico, il “Fox Engine“, non ancora ottimizzato al massimo dalla software house per far girare un gioco di calcio. Come ricorderete infatti, il gioco non fu rilasciato né su PS4, né su Xbox One, lasciando campo libero al rivale FIFA 14. Sarà riuscita Konami a colmare i difetti dello scorso capitolo?

TANTE MODALITA’…

Una volta inserito il disco abbiamo avviato il gioco e ci siamo ritrovati davanti ad un menu’ totalmente rinnovato e molto più intuitivo rispetto al passato, con una grafica che ricorda molto quella vista in FIFA 15 o in Windows 8. Ancora una volta Konami si distingue per le tantissime modalità, capaci di assicurare moltissime ore di intrattenimento ai videogiocatori.

Oltre alla classica “Esibizione”, che ci consente di disputare un’amichevole, tornano nuovamente le modalità “Diventa un mito“, in cui impersoneremo un giocatore che dovremo far crescere fino a raggiungere una squadra importante e la Nazionale, e il “Campionato Master“, in cui saremo allenatori di una squadra, avendo la possibilità di decidere i giocatori da vendere o comprare, oltre che di pes 2015 menudecidere quale squadra allenare. Sarà inoltre possibile cimentarsi in diverse coppe, come la Champions League, l’Europa League, la Copa Libertadores, la coppa asiatica e quella sudamericana. Come da tradizione inoltre, tornerà la modalità “Allenamento“, che permette di affrontare diverse sfide che saranno utili per padroneggiare al meglio i comandi di gioco.

Per quanto riguarda la componente online invece, vi è la possibilità, come negli scorsi capitoli, di disputare sia partite classificate che non classificate. Le nuove modalità che sono state inserite, sono “Stagioni” e “My Club“. Per quanto riguarda la prima, questa risulta essere pressoché identica a quella già presente da diversi anni su FIFA. Lo scopo sarà infatti quello di procedere di divisione in divisione, fino a raggiungere la prima. Unica differenza, rispetto al titolo EA, è che in questo caso ad ogni vittoria non corrisponderanno i tre punti, ma un punteggio generale che dipenderà ad esempio, dalla forza della squadra (vincere con una squadra debole ci darà un punteggio maggiore rispetto a vincere con una squadra forte). La seconda modalità invece, che di fatto sostituisce la Master League Online, ci permetterà di costruire la nostra squadra dei sogni partendo da una squadra di default. Per acquistare giocatori, ci sarà bisogno degli agenti, che saranno disponibili dopo aver portato a termine diverse partite. Molti potrebbero pensare che questa modalità sia una semplice copia di Ultimate Team ma in realtà così non è. Un ruolo fondamentale sarà infatti quello dell’allenatore. Un bravo manager ci permetterà di ingaggiare giocatori forti, migliorando sensibilmente l’intesa di squadra.

Importante è sottolineare anche la presenza delle lobby, che permettono di creare stanze private o pubbliche in cui poter affrontare i nostri amici.

…MA POCHE LICENZE

Anche quest’anno le licenze risultano la nota dolente di PES. Infatti, ancora una volta, mancano le licenze di campionati importanti, come quello inglese, in cui l’unica squadra licenziata è il Manchester United. Per quanto riguarda la Bundesliga invece (campionato tedesco), questa risulta essere del tutto assente, seppur risultino presenti alcune squadra tedesche, come il Bayern Monaco o lo Shalke 04. Licenze ottenute invece per i campionati spagnolo, francese e italiano, sebbene in quest’ultimo, nonostante le squadre siano tutte riprodotte fedelmente, manchi la licenza della Seria A Tim. Presenti inoltre alcuni campionati di seconda serie, come quello inglese, spagnolo, italiano e francese anche se solo quello spagnolo e quello francese, sono licenziati. Il vero colpo di Konami però, da due anni a questa parte, è la presenza di due competizioni molto importanti: La Champions League ed Europa League. Presenti inoltre la coppa asatica, sudamericana e la Copa Libertadores, tutte con licenza.

pes 2015 selezione squadra

Da sottolineare altresì, il campionato brasiliano, soffiato alla concorrenza anche se, alcuni giocatori, hanno nomi fittizi.

Una grave mancanza sono gli stadi, presenti in un numero molto esiguo. Si contano infatti un totale di 17 stadi di cui, solo 12 con licenza (11 se consideriamo che il “Giuseppe Meazza” e “San Siro“, sono lo stesso stadio). Nonostante questo gli sviluppatori hanno nuovamente inserito l’editing dello stadio (rimosso in PES 2014), che però risulta essere molto più limitato rispetto a quello degli anni passati. Potremo infatti partire da uno stadio presente, e modificare solo alcuni particolari. Creare uno stadio da zero sarà praticamente impossibile.

GRAFICA E GAMEPLAY

Una volta scesi in campo, ecco che PES 2015 mostra tutto il suo potenziale. Il Fox Engine svolge egregiamente il suo lavoro. L’atmosfera all’interno dello stadio è mozzafiato e cambia di partita in partita. Giocare una finale di Champions League e una di Copa Libertadores cambierà sensibilmente il comportamento della tifoseria, molto più agitata nel secondo caso, in cui saranno presenti anche i fumogeni. I giocatori sono riprodotti fedelmente, rasentando il fotorealismo, così come i loro movimenti, grazie al miglioramento del “Player ID”. Ottima anche la realizzazione dell’erba del campo. Unica pecca riguarda la riproduzione della tifoseria, su cui non è stato svolto un lavoro certosino. Finalmente sarà possibile giocare sotto la pioggia, opzione non possibile nello scorso capitolo della serie. Da segnalare qualche calo di frame-rate durante le esultanze e i  replay, che però non incide sull’esperienza di gioco. Il gioco gira tuttavia a 60 FPS anche se, su Xbox One e su PC, la risoluzione è 720p, contro i 1080 p di PS4.

Anche il gamplay risulta notevolmente migliorato rispetto al passato. Dopo aver svolto numerose partite, abbiamo infatti notato un netto miglioramento della fluidità di gioco. I giocatori sono meno “legnosi” e i loro movimenti sono ora più naturali rispetto al passato. Migliorata inoltre l’intelligenza artificiale, sia della squadra avversaria, che dei nostri compagni. Partire con un giocatore e segnare non sarà più possibile, almeno alle difficoltà più elevate. Gran parte della partita si svolgerà infatti a centrocampo, con gli avversari che saranno disposti bene coprendo ogni spazio. Per quanto riguarda i nostri compagni invece, questi cercheranno di inserirsi negli spazi molto frequentemente e proveranno ad accompagnare l’azione. Anche i difensori si comportano discretamente bene, salendo molto meno rispetto a quanto visto nel capitolo precedente, in modo da evitare goal in contropiede. Ogni squadra che affronteremo inoltre, utilizzerà diversi metodi di gioco. Squadre come il Barcellona o il Bayern Monaco, utilizzeranno il possesso palla mentre altre squadre, come il Real Madrid, si incentreranno sul contropiede, grazie ai velocisti che possiedono.

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Anche i portieri hanno animazioni più fluide e parate più realistiche ed elastiche. Gli errori sono molto più rari e le respinte non sono più dirette sui piedi del giocatore avversario. Da notare anche la maggior reattività degli estremi difensori che, quando ne avranno la possibilità bloccheranno la palla. Rimangono alcune imperfezioni, che potranno essere aggiustate con delle patch successive.

Per quanto riguarda la fisica della palla inoltre, questa è molto più realistica rispetto al passato, con tiri che ora sembreranno più credibili. Segnare da fuori area sarà molto più difficile e i tiri a giro, sebben efficaci, saranno più difficili da insaccare sotto al set. I passaggi raso terra inoltre, cambieranno di velocità a seconda delle condizioni del campo. In caso di pioggia, la palla scivolerà molto di più rispetto al campo asciutto.

TELECRONACA E COLONNA SONORA

Dopo il passaggio di Pierluigi Pardo alla concorrenza, che su PES 2014 aveva svolto un egregio lavoro, su PES 2015 la telecronaca è stata affidata a Fabio Caressa, accompagnato da Luca Marchegiani. Purtroppo la telecronaca non è al livello del capitolo precedente, non tanto per colpa di Caressa, quanto per il montaggio. Molto spesso infatti capiterà di sentire una differenza notevole del tono di voce. Anche Marchegiani non incide molto, rimanendo in silenzio per la maggior parte della partita.

Un elogio deve essere fatto invece per quanto riguarda la colonna sonora, con canzoni del calibro di “I need Your Love” di Calvin Harris o “Pompeii” di Bastille.

Presenti naturalmente anche le colonne sonore della Champions League e dell’Europa League e di tutte le competizioni licenziate.

CONCLUSIONI

PES 2015 si è rivelato una grande sorpresa. Dopo gli ultimi capitoli abbastanza deludenti, Konami si è data da fare, rilasciando un gioco del tutto migliorato rispetto al passato. Grazie all’utilizzo del Fox Engine, il gioco risulta fluido e con una grafica mozzafiato, con la maggior parte dei giocatori che è praticamente identica alla controparte reale. Anche il gameplay è nettamente migliorato, con uno stile di gioco più ragionato in cui per arrivare in porta, sarà importante ricorrere a una fitta rete di passaggi. A ciò deve essere aggiunta anche un’intelligenza artificiale rinnovata, che muterà il comportamento della squadra avversaria (contropiede o possesso palla). Anche i portieri sono ora più reattivi, sebbene in alcune situazioni risultino ancora imprecisi.

pes 2015

A rovinare tutto ciò che abbiamo appena descritto, vi è però la mancanza di licenze importanti, come quelle delle squadre inglesi, che hanno nomi, divise e loghi fittizi, eccezion fatta per il Manchester United. Non impeccabile anche la telecronaca di Caressa e Marchegiani, che non è montata in modo ottimale. In definitiva PES 2015 è un gioco con alti e bassi, ma che ha fatto notevoli passi in avanti rispetto al passato. Per questo ci sentiamo di premiare il gioco e la software house che sembra aver finalmente intrapreso la strada giusta.

VOTO 8



Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.