[Recensione] Sniper Ghost Warrior Contracts – Predatore siberiano

recensione sniper ghost warrior contracts
Di Marco "Bounty" Di Prospero
5 Dicembre 2019

Dopo la trilogia principale, CI Games ha rilasciato lo scorso 22 novembre 2019 un nuovo titolo della serie Sniper Ghost Warrior. Stiamo parlando di Sniper Ghost Warrior Contracts che rappresenta a tutti gli effetti uno spin-off della saga, come dimostra, in parte, la diversa struttura del gioco. Ovviamente, il fulcro del gameplay resta basato sul cecchinaggio, seppur con alcune variazioni rispetto ai tre capitoli precedenti.

Vi presentiamo dunque la recensione dedicata a Sniper Ghost Warrior Contracts; vi auguriamo una buona lettura.

Note: La versione provata è quella PS4 fat.

La Gelida Siberia

Diversamente da quanto visto nella trilogia principale, la trama di Sniper Ghost Warrior Contracts è di puro contorno ed utile a giustificare le azioni del nostro alter-ego. Il background della storia Si svolge nel bel mezzo di un conflitto immaginario tra Siberia e Russia. In particolare quest’ultima ha sfruttato le materie prime siberiane, convincendo il popolo a creare un movimento di indipendenza per la liberazione della Siberia. Nonostante il successo di questa sommossa, il neo-presidente siberiano Kurchatov ha lasciato la popolazione in povertà. E’ proprio a questo punto che il nostro alter-ego, chiamato semplicemente “Predatore” entra in gioco. Predatore è un mercenario esperto nell’uccisione di bersagli dalla distanza, grazie alle sue ottime abilità da cecchino e ad una maschera innovativa e parte integrante del gameplay. Fin dai primi momenti di gioco risulta chiaro la volontà di CI Games di produrre un titolo completamente diverso dai vecchi capitoli. Contracts ha tuttavia suscitato in noi un effetto dejavù dovuto all’estrema somiglianza con un altro gioco avente per protagonista un mercenario. Ci riferiamo agli ultimi due capitoli di Hitman, sviluppati da IO Interactive. In effetti, anche in Contracts veniamo assistiti da una “voce” che ci presenta la missione e il bersaglio da eliminare. Tra l’altro, anche la struttura del gioco risulta molto simile al mondo dell’Agente 47. Nel particolare, Contracts abbandona il genere open-world del terzo capitolo per trasformarsi in un sandbox puro. Ogni contratto accettato ci catapulta in vaste mappe in cui poter adottare diverse strategie. Ovviamente starà a noi decidere se completare la missione principale o esplorare la mappa per completare obiettivi secondari e sfide. Naturalmente, il gameplay acquista di profondità utilizzando questo secondo approccio.

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BOOM, Headshot

Seppur sia abbastanza scontato scriverlo, il gameplay di Sniper Ghost Warrior Contracts si basa sull’utilizzo del cecchino. In particolare, la struttura del gioco impone la ricerca di un punto adatto allo sniping in cui analizzare la zona circostante ed individuare i nemici. Una volta aver scelto la strategia adatta, non resta che imbracciare il cecchino. Non crediate però che vi basti sparare con il mirino puntato sulla testa del nemico per conseguire un headshot perfetto. Prima di ogni sparo dovremo considerare distanza, vento e balistica del proiettile. In nostro aiuto avremo il reticolo del mirino, che potremo calibrare liberamente prima di ogni sparo. Soprattutto nei primi momenti di gioco dovrete esercitarvi per imparare a gestire il sistema di mira. Niente di trascendentale sia chiaro, ma dobbiamo ammettere che analizzare direzione e vento risulta piuttosto interessante. Anche riuscire ad eseguire un headshot è molto appagante, grazie anche alle killcam a rallentatore in stile Sniper Elite. Ovviamente nel corso dell’avventura avrete a che fare con più fucili da cecchino, i quali si differenziano, ad esempio, per portata, stabilità o zoom del mirino.

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Tra platform, stealth e azione

Un cecchino che si rispetti deve anche avere buone capacità di scalata per raggiungere punti sopraelevati. Capacità che, fortunatamente, sono state inserite in Contracts. Predatore può infatti saltare ed arrampicarsi per raggiungere zone altrimenti inaccessibili. Tra l’altro in queste situazioni, verrà in nostro aiuto la maschera, in grado di scannerizzare l’ambiente circostante in cerca di potenziali appigli. Presente, tra le altre cose, la possibilità di uccidere silenziosamente i nemici grazie alla possibilità di mimetizzarsi nell’ambiente o di nascondersi in casse o armadi. Nonostante ciò, Contracts permette anche un approccio più diretto. Nulla ci vieterà di imbracciare un AK-47 o un fucile a pompa e sparare all’impazzata. Come è facile aspettarsi, tuttavia, in queste situazioni l’atmosfera di gioco perde di mordente, mettendo in evidenza le imperfezioni dell’intelligenza artificiale. L’IA nemica è infatti poco aggressiva e con un sistema di allerta molto discutibile. Nel particolare, durante l’allerta i nemici tendono a cercare ripari e non a muoversi in gruppo per aggirarci e stanarci. Tra l’altro, anche gli avvistamenti sono mal calibrati. Ci è capitato, ad esempio, di stare praticamente di fronte ad un soldato senza essere scoperti. Al contrario, ci è capitato di essere avvistati a diversi metri di distanza senza un motivo ben preciso. In ogni caso, per ovviare a questo problema, vi consigliamo di aumentare il livello di difficoltà a “tiratore infallibile”, così da avere un livello di sfida più alto e accettabile.

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Strumenti all’avanguardia

In aiuto di Predatore troviamo un sistema di personalizzazione molto più profondo rispetti ai tre capitoli precedenti. Innanzitutto è possibile personalizzare l’equipaggiamento del nostro alter-ego. Oltre al fucile da cecchino, potremo scegliere arma secondaria (generalmente un mitra o un fucile a pompa) e un’arma da fianco. Ogni arma sarà personalizzabile, con la possibilità di acquistare accessori di varia natura. Tra l’altro, è possibile personalizzare anche il tipo di munizioni. Nel tutorial iniziale vengono infatti mostrate le diverse munizioni a nostra disposizione. Troviamo proiettili marcatori, esplosivi, a impulsi, diversivi o darpa. Ognuno di questi proiettili ha precisi impieghi e permettono di utilizzare approcci diversi durante le missioni. Ad accompagnare le bocche da fuoco troviamo alcuni equipaggiamenti secondari, come ad esempio, granate o medi-kit. Accanto all’equipaggiamento, troviamo un albero delle abilità in cui sbloccare skills di vario genere. Nel dettaglio, lo skill tree è suddiviso in quattro macroaree: tuta, maschera, supporto e gadget. Starà a noi decidere su quali abilità puntare, sulla base delle nostre esigenze e del nostro stile di gioco. In ogni caso, l’intero sistema di personalizzare si basa sull’utilizzo di moneta virtuale, ottenibile portando a termine contratti, obiettivi secondari e sfide.

Dal punto di vista grafico, Sniper Ghost Warrior Contracts svolge degnamente il proprio lavoro. Ancora una volta, i ragazzi di CI Games si sono affidati al sempreverde CryEngine grazie al quale è stato possibile realizzare mappe sufficientemente dettagliate, siano esse innevate che ambientate in zone boschive. Purtroppo quanto di buono fatto viene in parte rovinato dalla presenza di bug e da una scarsa pulizia generale.

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Punti di forza

  • Prezzo competitivo;
  • Fasi di cecchinaggio appaganti;

Punti di debolezza

  • Trama inesistente;
  • Intelligenza artificiale deficitaria;
  • Alla lunga può risultare ripetitivo.

Con Sniper Ghost Warrior Contracts i ragazzi di CI Games hanno deciso abbandonare la struttura open-world del terzo capitolo per passare ad un sistema sandbox visibilmente ispirato ad Hitman in cui la trama è di semplice contorno. Tutto sommato, questa scelta non si è rivelata così sbagliata. In Contracts infatti, ogni missione è completabile con diversi approcci. Ovviamente, il titolo da il meglio di sé durante le fasi di sniping, con un sistema di mira profondo e appagante. Purtroppo, alcune magagne tecniche, tra cui un’intelligenza deficitaria, non permettono al titolo di raggiungere la perfezione. Tuttavia, considerando il prezzo competitivo (39,99 su PS4), Sniper Ghost Warrior Contracts è un gioco da provare sicuramente.

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.




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