[Recensione] Spyro Reignited Trilogy – Si sputa fuoco su Nintendo Switch

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
7 Settembre 2019

Circa un anno fa, veniva lanciato sul palcoscenico videoludico Spyro Reignited Trilogy, una trilogia rimasterizzata di una delle icone platform più famose degli anni ’90: Spyro the Dragon.

Agli sviluppatori di Toys for Bob, è stato dato l’incarico di applicare al draghetto viola lo stesso trattamento di rimasterizzazione utilizzato da Vicarious Vision per la trilogia di Crash Bandicoot, e da quanto potete leggere nella nostra recensione su PS4, il risultato è stato più che positivo.

Activision, ha deciso di portare la raccolta Reignited Trilogy anche su altre piattaforme, PC e Nintendo Switch, nel nostro caso abbiamo provato la versione sulla console ibrida di Nintendo. Di seguito la nostra recensione.

TRIS DI FIAMME

Come già anticipato siamo di fronte ad una raccolta di tre titoli, usciti a partire dal 1998 su PlayStation, che raccontano le avventure di un draghetto viola di nome Spyro.

Nel primo capitolo, Spyro The Dragon, l’antagonista principale, Gnasty Gnorc, ha trasformato i draghi del regno in statue rubando tutto il loro tesoro. Tocca al giovane Spyro liberarli tutti, sconfiggere Gnorc e riprendersi il bottino.

Questo primo titolo incarna l’essenza del platform 3D ed è il più semplice in termini di storia e meccanica. Spyro ha bisogno di raccogliere tutte le gemme e far fuori i cattivi, utilizzando la sua carica e la respirazione di fuoco. Pur avendo una progressione lineare, il sistema del mondo aperto di “sottolivelli”, contenuto all’interno delle missioni principali, consente ai giocatori di prendersi il proprio tempo nella raccolta di gemme. Di grande utilità è la guida, che si può utilizzare per tenere traccia di quali livelli non sono stati completati nella loro interezza, evitando di vagare per le mappe i cui layout possono essere molto confusi.

Spyro 2: Ripto’s Rage aggiunge qualche contenuto in più rispetto al primo capitolo, tra cui ulteriori oggetti da collezione e ancora più gemme, che a loro volta possono essere scambiate per accedere a nuove aree o utilizzate per aggiornare l’arsenale di abilità di Spyro, tra cui il nuoto. Questa volta, Spyro viene gettato nel mondo di Avalar, abitato da creature che non sono draghi, e deve aiutare la gente del posto a sconfiggere il malvagio Ripto, un mago fuorviato con un complesso napoleonico.

Nel terzo capitolo, una strega di nome Bianca ha rubato tutte le uova di drago e Spyro e la sua banda devono inseguirla ed entrare nei Regni Proibiti, una terra precedentemente occupata da draghi eoni fa. Spyro: Year of the Dragon segue prevedibilmente la stessa premessa di raccogliere e distruggere i nemici per progredire, ma in qualche modo fa il più grande cambiamento al gameplay, introducendo diversi antagonisti e nuovi personaggi giocabili.

DOCK O PORTATILE?

Dobbiamo soffermarci sul confronto tra console, visto che i contenuti della trilogia sono i medesimi su tutte le piattaforme. Ovviamente Switch non possiede lo stesso hardware di PS4, Xbox One o PC, quindi gli sviluppatori sono venuti ad un compromesso per ottenere un risultato soddisfacente e di qualità, con comunque qualche piccola sbavatura.

Il lavoro di Toys For Bob nel trasformare quelle torbide tonalità verdi e grigiastre dei giochi originali, in una tavolozza completa di colori vivaci, è sicuramente da elogiare. Tuttavia tutti e tre i giochi presentano lo stesso problema: una marcata instabilità del frame rate, che si presenta frequentemente collegando la Switch al dock in modalità TV: in ciascuno dei tre capitoli i cali sono costanti, soprattutto nelle sezioni veloci e concitate. Tutto cambia utilizzando la Switch nel suo formato “originale”, infatti in modalità portatile il nostro Spyro rende al massimo, vista la riduzione dello schermo.

Le difficoltà di questi tre titoli non sono quelle dei giochi che escono attualmente, e si percepisce se si è un gamer di vecchia data. Tuttavia, Spyro è ancora divertente da giocare, mantiene il fascino del platform precoce ed è molto adatto ai bambini. A conti fatti, abbiamo adorato tornare a volare e sputare fiamme con Spyro in queste avventure, e siamo sinceri ci ha fatto riesumare non poco nostalgia di questo genere di giochi.

PUNTI DI FORZA

  • Tre giochi dedicati a Spyro
  • Longevo, divertente e spensierato
  • In modalità portatile rende al massimo

PUNTI DEBOLI

  • Cali di frame rate molto frequenti in modalità dock
  • Il peso dell’aggiornamento iniziale è di proporzioni elefantesche

Spyro Reingnited Trilogy ripropone su Switch quanto visto e saggiato l’anno scorso con le versioni PS4 e Xbox One, una raccolta di tre titoli che ridanno vita ad un personaggio quasi del tutto dimenticato come Spyro. Il porting sulla console della casa dalla grande N è riuscito in parte, in modalità portatile diverte mentre collegando la console alla Tv con la dock station si sono verificati spesso dei cali di frame rate e delle imperfezioni grafiche che, ad essere sinceri non ci hanno entusiasmato. Tuttavia questo remake resta un titolo da giocare, sia per grandi che per piccoli.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.