[Recensione] Asterix e Obelix XXL 3 – Galli alla riscossa

Di Andrea "Geo" Peroni
28 Novembre 2019

A distanza di ben 14 anni dall’ultima apparizione della serie, ha suscitato in noi particolare felicità l’annuncio, nel 2018, di un terzo capitolo di Asterix e Obelix XXL. Apprezzato e scanzonato franchise ormai perduto nel tempo ma nel quale Microids, casa francese, ha dimostrato di voler credere, ancora una volta. Tuttavia, lo stile che aveva contraddistinto la serie, specialmente nel secondo capitolo, sembra essersi perso, e con esso una certa vena di ispirazione che gli sviluppatori di Osome Studio, incaricati di creare questo XXL 3, non hanno avuto.

Versione provata: PlayStation 4 Pro.

CE LO RICORDAVAMO DIVERSO…

Impossibile non fare un confronto, già nei primi minuti, con i suoi due predecessori. XXL 3, a differenza dei primi due capitoli datati 2003 e 2005 (il secondo è stato anche riproposto con una remastered lo scorso anno e ha mantenuto tutto il suo divertimento), propone una formula tutta nuova per il genere avventura dinamica al quale la serie ci aveva abituato ormai tanti anni fa, sia nello stile grafico che nel puro gameplay. Questo finendo col perdere, e anche miseramente, nell’ambito della divertente esplorazione che caratterizzata i suoi predecessori, in particolare il secondo capitolo. Asterix e Obelix XXL 2, del quale abbiamo ampiamente parlato lo scorso novembre in occasione della remastered, traeva la sua forza da una spiccata direzione artistica ironica e parodistica, con legionari romani che richiamavano Super Mario, Sonic, Pac-Man, Rayman e così via. La stessa Las Vegum, città-parco divertimenti nella quale è ambientato il gioco, era una continua sorpresa e richiami al mondo di oggi ma con il solito spirito à la Asterix e Obelix, proprio come Goscinny e Uderzo hanno sempre abituato i lettori.

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Asterix e Obelix XXL 3, conosciuto anche con il sottotitolo di The Crystal Menhir, non si avvicina neanche lontanamente a cotanta ispirazione e voglia di stupire positivamente il giocatore. L’intento di Osome, che non ha probabilmente neanche avuto molto tempo e denaro per sviluppare questo titolo venduto peraltro a prezzo budget, era quello di proporre un’esperienza diversa dal canone ma tradizionale, una nuova avventura dinamica con i due guerrieri galli che si rimettono in gioco anni e anni dopo la loro ultima apparizione (Asterix alle Olimpiadi, del 2007, una sorta di sequel di XXL 2 nelle meccaniche) cambiando, almeno in parte, le carte in tavola. A partire, ad esempio, dalla telecamera, posizionata stavolta ad angolo fisso per offrire una visuale isometrica, con Asterix e Obelix limitati nell’esplorazione non solo dal cono visivo e dalla percezione della profondità (captare alla perfezione le distanze non è immediato), ma anche dal sistema di movimento. Nessuna possibilità di saltare, a differenza dei capitoli precedenti, ma avanti invece con alcune meccaniche che differenziano il movimento dei due. Asterix è più adatto a passare in piccoli spazi, Obelix, al contrario, sfrutta la sua stazza e la sua forza in altri ambiti.

Questo interviene naturalmente nel momento in cui il giocatore viene chiamato a risolvere un puzzle ambientale, che a dire il vero sono tutt’altro che ostici da completare. La vera difficoltà, semmai, irrompe sulla scena nel momento in cui ci troviamo a giocare da soli. XXL 3 può essere giocato interamente in single player o in cooperativa locale, che può essere attivata o disattivata in qualsiasi momento. Inutile dire che, data l’IA alleata non proprio al top e i problemi che derivano dalla telecamera fissa, come la mancanza di una visuale completa sull’azione che ci impedisce di vedere colpi che arrivano da chissà quale nemico a noi invisibile, il modo più semplice, divertente ma anche digeribile per godere di XXL 3 è quello di essere sempre insieme ad un amico, anche per spezzare la monotonia derivante dalla struttura delle missioni.

L’intero gioco si basa infatti sull’alternanza di fasi di esplorazione, condite dalla ricerca di numerosi collezionabili, e fasi di combattimento nei vari accampamenti romani che Asterix e Obelix, in viaggio per l’Europa a caccia delle pietre per completare il Menhir di Cristallo e salvare una vecchia amica di Panoramix, continuano a sbaragliare. Per fortuna, il combat system riesce a dare un po’ di verve in più, poiché ognuno dei personaggi può contare su una discreta varietà di attacchi – a patto di avere abbastanza vigore per eseguirle, una barra gialla a schermo che viene riempita combattendo – da imparare a dosare specialmente per togliersi dalle situazioni d’impiccio. Non capita molto spesso di dover fronteggiare un numero eccessivo di legionari romani, ma i problemi derivano più di una volta sia dalla telecamera che non inquadra tutti i nemici, sia da uno scarso bilanciamento tra tutte le componenti. Le cose migliorano quando ci si decide ad acquistare nuove mosse e abilità dai negozi che troviamo nei vari luoghi visitabili, ma è anche vero che la via preferenziale è sempre quella della co-op. Un’esperienza più godibile e meno frustrante, cosa che il gioco può diventare in alcuni frangenti.

COME IL FUMETTO

Bisogna ammettere però che XXL 3 riesce, almeno generalmente, una piacevole sensazione di fedeltà ai fumetti di Goscinny e Uderzo. I modelli di Asterix, Obelix e gli altri personaggi, così come le ambientazioni e i colori dalle tonalità accese che vengono utilizzati, tutto richiama la carta stampata. E questo riesce anche, almeno in parte, a sopperire un motore grafico, l’Unreal di Epic Games, che non pare in grandissima forma in questa nuova produzione di Osome. In situazioni insospettabili, anche in assenza di alcun nemico a schermo che potrebbe mandare in conflitto l’hardware, il gioco va incontro a cali di frame estremamente visibili, cosa ben poco comprensibile considerate le modeste proporzioni di XXL 3. Sul fronte del sonoro, buon doppiaggio italiano, ma abbiamo qualcosa da ridire sulle musiche, che si rivelano essere facilmente dimenticabili. Il carisma della colonna sonora dei primi due capitoli è di un altro livello.

PUNTI DI FORZA

  • Una buona avventura in co-op
  • Le ambientazioni e i personaggi trasudano di fedeltà ai fumetti di Goscinny e Uderzo
  • Combat system più vario di quel che possa sembrare

PUNTI DEBOLI

  • La maledetta telecamera
  • Grossi cali di frame in situazioni insospettabili
  • Perde nel confronto con i suoi predecessori

Asterix e Obelix XXL 3: The Crystal Menhir perde decisamente nel confronto con i suoi due predecessori, classici action con parecchi anni sulle spalle ma ancora oggi godibili. L’operazione di Osome è però volutamente differente, con una ricerca di stacco dai canoni passati mantenendo una sensazione di famigliarità in alcune meccaniche. Il gioco trova anche il modo di divertire, specialmente in cooperativa locale, ma fa i conti con difetti tecnici più o meni seri che ne minano la buona riuscita. Il prezzo budget e la passione dimostrata, però, ci consigliano di inserirlo nella categoria dei videogiochi da provare, prima o poi, anche solo per spingere Microids a credere nuovamente e in maggior proporzione a questo brand, con un quarto capitolo che possa far tornare XXL ai fasti del decennio scorso.

Ringraziamo Microids per il codice review di Asterix e Obelix XXL 3.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.