[Recensione] Borderlands 3 – Cacciatori, si torna in azione!

Di Andrea "Geo" Peroni
23 Settembre 2019

A cura di Alessandro Costa.

Abbiamo aspettato un altro capitolo di Borderlands dal lontano 2012 ma 2K Games e Gearbox Software ci hanno tenuto alto il morale grazie alle remastered per le “nuove” generazioni di console facendoci rivivere l’epicità, l’ilarità e la sfacciatezza della loro creazione con qualche smussatura in più, graficamente parlando. Tutte caratteristiche che hanno tenuto incollate allo schermo i più o i meno appassionati della serie grazie alle sue “doti” come un comparto grafico in cel shading, lo shooting divertente, la possibilità di personalizzare il proprio personaggio in base alle proprie preferenze e l’humor fuori dalle righe; tutte queste peculiarità le ritroviamo anche nel terzo capitolo di Borderlands. Abbiamo passato in compagnia di Borderlands 3 circa 40 ore cercando di esplorare bene il titolo e le vaste mappe non  raggiungendo ancora il level cap, che in questo momento è il 50, e l’end game.

CASA DOLCE CASA.. PIU O MENO

Il titolo ci lancia letteralmente al centro dell’azione tramite il celebre mood della intro, dove sicuramente qualche Skag o Psycho viene fatto a brandelli; riconoscendo a primo impatto Pandora, il pianeta dove abbiamo vissuto tutte le avventure di Bordelands, fino alla scelta del personaggio caratterizzata dai 4 nuovi cacciatori: Zane, Moze, FL4K ed Amara, la nuova sirena. L’elemento RPG è stato ampliato rendendo più profonda la personalizzazione dei 4 personaggi. Oltre i 3 classici rami delle abilità, avremo delle abilità supplementari che si sbloccheranno investendo un determinato numero di punti per livello in uno dei rami delle abilità, dando forma differente alle vare abilità d’azione come per esempio Moze che ha la possibilità di far apparire un mecha personalizzabile tramite queste abilità, infatti può usare una minigun insieme ad un laciafiamme o se preferite una railgun insieme ad un laciagrante, insomma potete avere un maggior controllo sul vostro personaggio in base al vostro umore giornaliero. Pandora (e non solo) è la vostra nuova casa adesso, banditi, razziatori, bestie che vogliono solo divorarvi e ovviamente CL4T-TP per gli amici CLAPTRAP. Come non amarla?…

VECCHIE E NUOVE GLORIE

Uno dei punti di forza di questo capitolo è sicuramente una più accurata narrazione contornata da un doppiaggio in italiano di altissimo livello, differenza abissale che abbiamo visto tra il primo e il secondo Borderlands già con una maggiore caratterizzazione dei personaggi. Questo desiderio di dare maggiore risalto ai personaggi spicca anche in questo terzo capitolo soprattutto con i 2 nuovi villain, seppur con qualche forzatura di troppo. Figure centrali e decisamente carismatiche, ma che non riescono, a nostro avviso, a superare quella che è la figura più ingombrante del franchie, il magnifico Jack il Bello.

Ci viene data la possibilità di raccogliere vari echo in giro per le mappe, le registrazioni che danno contorno alla storyline e ci fa capire qualcosa in più di questo mondo, o dei vari mondi, infatti in questo capitolo è stata aggiunta la possibilità di viaggiare sui vari pianeti che contengono le cripte. Gli scenari cambiano e cambiano i personaggi, non saremo più immersi in un terra desolata quasi apocalittica alla Mad Max ma passeremo da giungle fittissime a delle città cyberpunk.

Le varie mappe sono gigantesche rispetto ai capitoli precendenti ma tranquilli, qui ci sarà la possibilità di teletrasportarsi direttamente dalla propria mappa personale evitando cosi il problema del backtracking compulsivo. Incontreremo nuovi e vecchi personaggi cambiati visibilmente cosi da farci capire che effetivamente è passato del tempo dai vecchi capitoli dando cosi continuità e logica alla serie. Sicuramente nelle prime ore gia si nota una “ripetitività” delle cose da fare a parte le missioni della storia principale e qualche boss da cercare in giro per le mappe, tutto si svolge prendendo le missioni partendo da un punto A e arrivando al B, ma qui viene in aiuto l’ottima narrazione che da profondità ad ogni missione cercando di rendere meno ripetitivo il gameplay. Ed è qui che potrebbe entrare in gioco la noia, infatti non si può andare avanti solamente con le missioni principali perchè incapperemo sicuramente in nemici con un livello più alto di noi e questo ci porta a fare necessariamente le missioni secondarie o fare più e più volte determinate zone per cercare di guadagnare livelli ed un bottino migliore. Tutto viene meno giocando in multiplayer.

GAMEPLAY E MULTIPLAYER

Il gameplay di Borderlands rimane essattamente come lo conosciamo ma con delle innovazioni che rendono “moderno” il titolo, nulla che non abbiamo già visto ma che comunque mancava all’interno della serie. Tra le meccaniche di movimento più innovative arrivano la possibilità di scivolare e di arrampicarsi e questo rende molto più fluido il gameplay, varia l’approccio che si ha con l’ambiente per poter affrontare le missioni e si ha anche una maggiore interazione con esso. Prendiamo per esempio la possibilità di sparare ad un tubo per poter fare sgorgare del carburante e al momento giusto dargli fuoco per fare al barbecue qualche basta**o figlio di uno Skag, cosa che prima non era possibile.

Tutto questo si può affrontare in coop sino a 4 giocatori nella stessa squadra, in questo capitolo è sta implementata una nuova modalità cooperativa che vi permettera di vedere unicamente il vostro bottino lasciato cadere dai nemici che saranno al vostro livello, oppure, giocare nella modalità classica di Borderlands, più giocatori, più bottino e più nemici e tutti vedranno il bottino e qui potrete sfidarvi a duello in tempo reale per cercare di vincere un oggetto che bramate quanto il vostro amico.

ARMI? TANTE ARMI!!!

La colonna portante di Borderlands è sicuramente lo shooting e il feeling con le varie armi, che secondo me, potrebbe essere sicuramente apprezzato dai profani della serie ma amanti degli FPS. Le armi che trovere avranno spesso una seconda modalità di fuoco che porterà cosi ad una più vasta scelta di utilizzo  da parte del giocatore. Ritornano i produttori delle armi gia viste nei capitoli passati con delle chicche in più ma… Niente spoiler!

Ci saranno di nuovo i vari elementi come l’incendiario, corrosivo, elettrico, congelante ed al posto della scoria è stato inserito il danno da radiazioni che infetterà i nemici vicini dando a voi la possibilità di fare più danno. Ovviamente l’elemento RPG fa da protagonista ed infatti troverete armi di diversa rarità a partire dal bianco, verde, blu, viola ed arancione, ma qui hanno voluto dare più spazio alle armi leggendarie che avranno degli effetti più evidenti e spettcalorari rendendo quel tipo di arma unico nel suo genere e questo vi darà la necessità di ricercare quel tipo di arma gonfiando di pugni più e più volte i vari boss nella speranza di ottenerla fra le migliaia di armi create proceduralmente dal gioco e quindi non troverete mai un arma identica ad un’altra.

Il gioco è rigiocabile praticamente all’infinito aumentando gradualmente la difficoltà e aggiungendo 2 nuove modalità che ci permetteranno di salire con il livello Guardiano sbloccando così bottino migliore. Tutto questo facendosi strada attraerso orde di nemici che faranno di tutto per ucciderci, l’intelligenza artificiale di Borderlands 3 è stata migliorata tantissimo facendo si che i vari nemici si nasconderanno, vi aggireranno e faranno gruppo per cercare di sconfiggervi ma grazie alle mappe molto grandi, avrete la possibilità di gestire al meglio la gunfight.

OTTIMO GIOCO O FIASCO?

Borderlands 3 promette bene già dai primi frame, anche se con qualche problema nel mapping dei tasti e qualche scena con attori reali che spezza un po troppo il ritmo, inserisce delle novità che fanno bene alla serie ma che potrebbe dare la sensazione di gioco vecchio ma è proprio il contrario, Borderlands 3 infatti si fa strada a testa alta tra i giochi più moderni senza nessuna pretesa di dover dimostrare il contrario, non sa di gioco vecchio e lascerà che vi prenda per ore ed ore, divertendo per tutta l’esperienza dall’inizio alla fine. Sicuramente un titolo che non annoia e che potrebbe essere apprezzato anche da chi lo ha disprezzato sino ad adesso.

PUNTI DI FORZA

  • È Borderlands. Che altro volete?
  • Qualche nuova meccanica
  • Cerca di limare la perfezione che fu Borderlands 2…

PUNTI DEBOLI

  • … Ma non ci riesce pienamente
  • Nessuna innovazione clamorosa
  • C’è sempre qualche problema di framerate. Ma non sarebbe Borderlands altrimenti.

Borderlands 3 è l’atto d’amore di Gearbox Software per la serie che l’ha portata in alto e per tutti i fan che ci hanno creduto. Sin dall’inizio, da quella spenta Pandora che faceva da cornice al primo capitolo, fino all’esplosione della varietà artistica del secondo e pre/post-secondo-pre-terzo capitolo (definizione in pieno stile Borderlands). Non è un gioco perfetto, questo no. Non riesce neppure a scalfire lo splendore che fu Borderlands 2, grazie anche ad una figura indimenticabile come Jack il Bello. Ma ci prova, e ci va dannatamente vicino. Con il suo solito carico di umorismo nero, gag, violenza, esplosioni e più armi di quelle che riuscireste ad immaginare in tutta la vostra vita. Borderlands 3 è un trionfo, una conferma dell’ormai classica consolidata formula alla quale sono state apportate alcune nuove meccaniche con l’arrivo di inediti Cacciatori della Cripta. Se saranno ricordati in futuro come i vari Roland, Lilith e compagnia, solo il tempo ce lo dirà. Nel frattempo, il consiglio che diamo a fan e non del franchise è quello di puntare dritti su Borderlands 3, perché difficilmente resterete delusi.

Ringraziamo Cidiverte per la copia review di Borderlands 3.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.