[Recensione] Doom Eternal: L’inferno ha ancora vita breve

Di Markconnor
24 Marzo 2020

Il 20 marzo è uscito finalmente Doom Eternal. Un’attesa che si è fatta sentire soprattutto dai grandi fan delle saga, e che prometteva tante risposte e soprattutto una trama che si collegasse a pieno con gli scorsi capitoli, una cosa che in passato è stata più volte trascurata a dispetto dell’azione. Ma in tutto questo, Bethesda sarà riuscita a rispettare le aspettative? Scopritelo insieme a noi in questa recensione completa.

Ricordiamo ovviamente che vi saranno possibili spoiler, sia di questo che (in particolar modo) del precedente capitolo del 2016.

FRAMMENTI DI STORIA

L’ultimo Doom si era chiuso con un clamoroso cliffhanger, ovvero con la sconfitta di Olivia Pierce e il “tradimento” di Hayden, con relativo furto del Crogiolo: una spada demoniaca con delle rune antiche incise sopra.
Veniamo quindi scaraventati lontano da quest’ultimo tramite il teletrasporto e finiremo, in un modo che scopriremo poi, in orbita al di sopra di una cittadella nello spazio attorno alla Terra.
Non faremo grosse anticipazioni, ci teniamo però a darvi un incipit importante per comprendere a pieno la trama messa in piedi per questo capitolo.

Il nostro Slayer si trova nuovamente solo, dovrà affrontare ondate di demoni (tra vecchi e nuovi) che oramai dilagano incontrollati, provocando morte e distruzione ovunque; il nostro quartier generale però sarà la fortezza del destino, una nave che rimane in orbita e in cui troveremo ogni tipo di attrezzatura necessaria a sventare la minaccia e, tramite esplorazione, potremo sbloccare alcune aree nascoste (e sbloccare diversi oggetti esclusivi ed estetici).
Durante il cammino, ci troveremo ad affrontare 3 sacerdoti demoniaci, capitanati da una comandante tutt’altro che amichevole e alcuni nemici storici che i nostalgici di certo ricorderanno.
Avremo compagni di viaggio che ci aiuteranno, da lontano, dandoci consigli nel momento del bisogno o semplicemente per farci compagnia (la vita da uccisore è abbastanza solitaria), ma il palco scenico sarà tutto del nostro protagonista silenzioso, voglioso unicamente di spazzare via dall’universo gli abitanti dell’inferno.
Il tutto è condito da grandi colpi di scena, dall’inizio alla fine.

ARMERIA PRONTA A TUTTO

Ci sono davvero molte cose da dire in quest’ambito, partendo dalle armi.
Ad inizio gioco partiremo da subito con due simboli classici di Doom: fucile a pompa e motosega ed entrambi saranno vitali per sopravvivere, ma in modo particolare la seconda.

Una nuova meccanica infatti riguarda munizioni e vita, esse saranno reperibili, oltre che in punti strategici dei livelli, dai nemici; nel dettaglio, eseguendo un attacco corpo a corpo a nemici lampeggianti (storditi dai nostri colpi) otterremo punti vita, mentre uccidendoli con la motosega, che si ricarica con benzina e col tempo che scorre, avremo in cambio munizioni per quasi tutte le armi.

A seguire riceveremo poi altre armi essenziali, perché ognuna di quelle che citeremo sarà fondamentale per abbattere i demoni, come il fucile laser, l’automatico, la leggendaria doppietta, la mitragliatrice, il lanciamissili e alcune chicche extra che otterremo a gioco inoltrato.
Ogni arma inoltre avrà diversi potenziamenti, migliorabili al 100% tramite sfide secondarie, che potranno essere fatti grazie a punti che otterremo completando livelli, sfide a tempo e uccidendo boss.

Altro aspetto importante è sicuramente l’armatura Predator, essa avrà la possibilità, tramite dei medaglioni sparsi per i mondi di gioco, di essere potenziata in vari aspetti: aumentare danno delle granate, proteggersi grazie a scudi e via dicendo.
Troveremo poi più di rado alcuni manufatti che ci concederanno un miglioramento di aree a nostra scelta, ossia la componente vita, corazza e munizioni; queste, completate a blocchi, ci faranno ottenere poteri speciali e abilità uniche e molto importanti.

Muoversi non sarà mai stato così bello, una volta che avrete provato lo spostamento orizzontale in combinazione con il doppio salto, essi saranno vitali per sopravvivere ai demoni infernali, che in questo capitolo si moltiplicano a dismisura.
Si parte dagli zombie e altri nemici minori, utili per recuperare risorsi e fastidiosi solo se ammassati intorno a noi per chiuderci (capiterà spesso), fino a quelli più pesanti e originali come il Flagellante e il Razziatore, dei veri titani!
Il tutto sarà davvero soffocante in certi momenti, ci troveremo spesso con le spalle al muro anche a livelli bassi di difficoltà; morirete molte volte prima di finire il gioco.

SPETTACOLO PIROTECNICO

Ultime note degne di nota sono musica e audio, livello grafico e tecnico e la modalità Battlemode multigiocatore, disponibile per tutti dal giorno del lancio.

  1. La saga ci ha abituato, al di là di esplosioni e sangue, a una forte componente metal come musica di accompagnamento al combattimento, dando al giocatore una carica d’adrenalina impressionante anche negli scontri più duri.
    Qua non c’è molto di diverso, impeccabile qualità audio e perfettamente in simbiosi con ciò che ci circonda (solo…non giocate a volume alto con le cuffie).
  2. L’idTech 7 è il motore grafico di nuova generazione sfruttato per DOOM Eternal.
    Su PS4 Pro e Xbox One X il gioco è riprodotto a 60 fps praticamente granititi e scalato in 4K, mentre su PS4 classica il gioco gira a 1080p 60 fps, su Xbox One e One S invece gira a 900p, sempre a 60 fps.
    La casa madre di Doom perciò ha favorito (così come nel sistema di comandi) anche i giocatori console in qualità, che reggono perfettamente il confronto con un PC di fascia media in grado di far girare a dovere il gioco.
  3. Battlemode è la principale e unica modalità multigiocatore presente finora, presenta un sistema asimmetrico di due demoni contro lo Slayer, bilanciato grazie alle abilità di quest’ultimo.
    Ogni partita si svolge al meglio dei 5 round in arene di dimensioni contenute, caratterizzate da un design intelligente che offre a entrambi gli schieramenti una buona gamma di opportunità tattiche per annientare il nemico, qualunque sia la fazione.
    Come nella storia, dovremo mantenerci in continuo movimento e avere sangue freddo, oltre ad abilità e riflessi, poiché i nemici sono controllati da reali giocatori che vorranno farci la pelle.

PUNTI DI FORZA

  • È il gioco che tutti i fan chiedevano, ma è adatto a ogni giocatore
  • Grafica e fluidità eccellenti
  • Ottima storia al centro del gioco
  • Novità molto gradite su gameplay e nemici
  • Musica immersiva in pieno stile Doom

PUNTI DEBOLI

  • Punti di trama troppo legati al passato in certi punti
  • Comparto multigiocatore spoglio di modalità
  • Leggermente dispersivo in combattimenti di grande portata

Doom Eternal migliora le meccaniche già presenti nello scorso capitolo, storia e sessioni platform sono più invasive di Doom 2016 ma il tutto è in perfetta armonia con la fama del titolo e di sicuro rispetta i canoni che si era posta Bethesda prima della pubblicazione e quando rimandò il titolo mesi fa.
Consigliamo caldamente a tutti di dargli uno sguardo, non rimarrete delusi.

Ringraziamo caldamente Bethesda per la copia fornitaci del gioco e l’occasione di averlo provato in anteprima per questa recensione del titolo in tutti i suoi aspetti.



Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.