[Recensione] Football Manager 2019 – Allenatore a tutto tondo

Di Andrea "Geo" Peroni
11 Novembre 2018

Al contrario, per i fanatici del controllo totale e dell’immersione completa, FM19 tra Tattiche, Allenamento e tutto il resto offre al manager la capacità decisionale di qualsiasi aspetto della squadra. Questa corposa operazione di gestione porta via molto tempo, ma è certamente l’esperienza più completa e appagante che il gioco possa offrire, mettendoci realmente nei panni di quello che potrebbe essere un Jose Mourinho, un Massimiliano Allegri o un Maurizio Sarri qualsiasi, compresa la pressione asfissiante dei momenti di difficoltà che, come nella realtà, arrivano sempre in stagione prima o poi, anche per le grandi big del calcio. E non preoccupatevi se non siete tra i più grandi esperti di questo mondo targato Sports Interactive, perché i tutorial realizzati per l’occasione fanno luce su tutti gli aspetti del gioco senza lasciare nulla al caso.

TRA NOVITÀ, RICONFERME E ALCUNI DIFETTI

Una delle caratteristiche più importanti che accomuna FM19 ai suoi precedenti è rappresentata dai requisiti di sistema, davvero poco esigenti. Il gioco gira molto facilmente su PC di fascia bassa e con un database di giocatori molto grande (come sempre i giocatori a disposizione sono praticamente centinaia di migliaia), a patto di mantenere la visuale in 2D. Per coloro invece che possiedono PC più performanti, può essere una buona idea scegliere di guardare una partita con la visuale 3D, ma in questo caso il gioco si perde come in passato. Le animazioni dei giocatori sono legnose e poche, il comparto grafico in generale è davvero poco appagante. Saremo nostalgici, saremo pignoli, ma preferiamo notevolmente la classica e certamente migliore visuale 2D dall’alto.

A proposito delle partite, occorre sottolineare come l’IA dei giocatori, di tanto in tanto, rischi di far saltare i nervi al povero manager che sembra assistere impotente ai fattacci più disparati. Ci è capitato in più di un’occasione, specialmente negli scontri con le piccole (la carriera principale è stata svolta con la Juventus, impossibile non farlo dopo il mega acquisto CR7), di assistere a una superiorità imbarazzante della propria squadra con decine di tiri e nessuna rete, quasi come se i giocatori facessero apposta a farci saltare le coronarie. Non pretendiamo di vedere ogni partita di questo tipo finire 20-0, ma neppure di schiacciare per 90 minuti le squadre nella propria area di rigore e tornarsene a casa con un misero 1-0 o ancora peggio con un pareggio bugiardo.

Il giudizio globale, comunque, non può che essere positivo, perché Sports Interactive dimostra di essere sempre sul pezzo e di voler limare i dettagli (piano piano, a dire il vero) ad ogni edizione che passa. L’arrivo dei diritti ufficiali della Bundesliga serve a frenare le polemiche di chi è desideroso di licenze, e la profonda psicologia dei giocatori sembra avere un impatto ancor maggiore sulle prestazioni. A questo proposito, ci sentiamo di “denunciare” un altro aspetto che non ci soddisfa. Per prima cosa, le interviste: regolarmente veniamo avvicinati, tramite email, da giornalisti che chiedono delucidazioni sulla squadra, sui singoli e sulla stagione, con domande che sono sempre tutte uguali e risposte che sono sempre tutte uguali. Il risultato? Dopo alcune settimane delegherete sempre lo sfigatissimo allenatore in seconda al quale diamo sempre i compiti più scomodi, per evitare di ripetere sempre le solite noiose cose alla stampa. I dialoghi con i giocatori invece, specialmente quelli prima e durante la partita, sembrano di tanto in tanto campati per aria, e le reazioni di questi alle nostre parole cozza con quello che noi vogliamo loro comunicare. Se nello spogliatoio pronunciamo la frase “Scendete in campo e facciamo cantare i tifosi!” non ci aspettiamo certo di vedere giocatori che sembrano infastiditi. Questo, invece, purtroppo capita, e prevedere questi sbalzi d’umore è impossibile.

PUNTI DI FORZA

  • Un database sconfinato
  • L’introduzione dei diritti ufficiali della Bundesliga
  • Manageriale profondissimo
  • Le nuove Tattiche sono intuitive e ben studiate

PUNTI DEBOLI

  • Interviste prevalentemente inutili e molto noiose
  • L’IA dei giocatori di tanto in tanto rischia di far saltare i nervi al manager
  • Il 3D necessita di miglioramenti (da anni)

Direte voi, facile definire imperdibile Football Manager 2019 su PC, vista l’assenza di concorrenti. E invece no, perché è proprio il grande lavoro svolto da Sports Interactive la ragione per cui la concorrenza ormai non esiste più: questa è stata schiacciata, negli anni, dalla allarmante superiorità di Football Manager in ogni suo singolo dettaglio, superiorità che si riconferma anche per questo nuovo capitolo. Al netto di alcune meccaniche ancora da limare come l’efficacia (e soprattutto la varietà) delle interviste con la stampa, e di una IA in alcuni casi odiosa, l’offerta complessiva di FM19 soddisfa pienamente, complice un database pressocché infinito di giocatori, tattiche da studiare in ogni minimo dettaglio, aspetti finanziari da controllare in ogni momento. Insomma, se volete essere un manager a tutto tondo e siete appassionati di calcio, il titolo di Sports Interactive è un must have, come ormai accade da diversi anni a questa parte. Forse troppi anni, ma la verità è che migliorare un titolo come FM19 sarà un’impresa per gli sviluppatori.

Ringraziamo Koch Media per la copia review di Football Manager 2019.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.