5 videogiochi da riscoprire se siete orfani di BioShock

Di Andrea "Geo" Peroni
21 Agosto 2022

BioShock, l’immortale capolavoro di Ken Levine e Irrational Games, ha compiuto da poche ore i suoi primi 15 anni.

L’immersive sim che ha ridefinito la narrativa nei videogiochi, proponendo una formula esplosiva tra gameplay ed esplorazione, è considerato ancora oggi una pietra miliare della storia dell’industria, e diede il via a un ricco franchise che proseguirà prossimamente in BioShock 4, attualmente in sviluppo presso 2K Games.

BioShock è considerato un successore spirituale della serie System Shock (è in lavorazione il remake del primo capitolo), ma con la sua iconica ambientazione di Rapture City riuscì a imporsi come un prodotto tremendamente caratteristico. Il successo di BioShock portò Levine a sviluppare prima BioShock 2, una sorta di sequel diretto degli eventi del primo gioco, e successivamente il fenomenale BioShock Infinite, considerato da molti il miglior titolo della serie.

Sebbene il quarto capitolo sia in sviluppo, la serie BioShock è comunque lontana dai nostri schermi da molto tempo, sin dal lontano 2013. Se siete orfani dell’opera di Ken Levine, abbiamo selezionato cinque giochi simili a BioShock che dovreste assolutamente riscoprire.

Prey (2018)

Morgan Yu. Quali segreti nasconderà il protagonista di Prey?

Iniziamo con un titolo che ci ha letteralmente stregato al momento della sua uscita, e partorito dalle geniali menti di Arkane Studios. La software house alle dipendenze di Bethesda, oggi in Microsoft, se ne uscì nel 2018 con il reboot di Prey, rielaborato in chiave immersive sim: il protagonista era gettato nella gigantesca stazione spaziale Talos I, presa d’assalto da una razza aliena misteriosa. Un gioco che, come gran parte delle opere di Arkane, rende omaggio alle magnifiche dinamiche di BioShock, e che tutti prima o poi dovrebbero provare.

Metro Exodus (2019)

recensione metro exodus

La serie Metro non ha avuto un successo immediato, ma nel corso degli anni Metro 2033 e il successore Last Light sono stati ampiamente rivalutati. L’uscita di Metro Exodus ha consacrato di fatto la serie immersive sim, che per la prima volta si spingeva nel concept degli open world e faceva rivivere i sentimenti di terrore che soprattutto il primo BioShock era in grado di dare. Peraltro, il gioco è stato recentemente aggiunto al catalogo di PlayStation Plus, dunque il momento è propizio per recuperarlo.

Dishonored 2 (2016)

dishonored

Si fa vedere di nuovo Arkane in classifica, e non sarà l’ultima volta. Pur incentrando la sua esperienza maggiormente sul comparto stealth, vero cuore dell’esperienza permesso da un level design spaventosamente bello, Dishonored 2 prendeva il suo già stupendo predecessore e lo migliorava sotto ogni punto di vista. Tra armi e abilità speciali, si tratta di un altro gioco che sembra fatto apposta per omaggiare l’opera di Levine, seppur capace di togliersi di dosso l’appellativo di semplice clone.

Stalker (serie)

Nello stesso anno di BioShock, il 2007, debuttava anche STALKER: Shadow of Chernobyl. A lungo rimasta lontana dai riflettori, questa serie è diventata negli anni un fenomeno di culto. Ambientata nei pressi della tristemente nota centrale nucleare in un futuro postapocalittico, la serie Stalker non è stata solo un “rivale diretto” di BioShock ma una sua interessante alternativa, implementando numerose dinamiche survival. La serie conta oggi tre titoli, ma il primo è certamente quello meglio riuscito.

Deathloop (2021)

Eh sì, torna ancora Arkane. Sì perché Deathloop, pubblicato lo scorso anno su PlayStation 5 e PC (a breve potrebbe arrivare su Xbox, considerando gli accordi di esclusività temporale), è a nostro avviso un gioco maestoso, un immersive sim davvero imperdibile per tutti gli amanti del genere – non è un caso che si sia aggiudicato il premio più ambito nei nostri UAGNA Awards 2021. Il protagonista Colt è rinchiuso all’interno di un’isola e di un loop temporale che sembra non avere fine, nel quale ogni sua azione si riflette sul resto della giornata che vive. Un immersive sim che abbraccia il genere roguelite, mantenendo un carisma eccezionale. Un must have di questa generazione.

Bonus: Atomic Heart e STALKER 2

Concludiamo con due giochi bonus, poiché ancora non sono usciti sul mercato. Il primo è Atomic Heart, ambientato in una realtà alternativa del 1955 dove l’Unione sovietica ha già inventato tecnologie avanzate e anacronistiche per l’epoca come Internet, il sistema di ologrammi e la robotica – e proprio questi robot sono impazziti e si sono ribellati. Il protagonista sarà P-3, un agente speciale del KGB inviato da Mosca per investigare sulla struttura N3826, dove le cose stanno precipitando. L’uscita è prevista per la fine dell’anno.

Il secondo è invece STALKER 2: Heart of Chornobyl, che ha bisogno di ben poche presentazioni: recentemente rinviato al 2023 a causa della guerra in Ucraina che ha scombussolato i piani degli sviluppatori, il secondo capitolo della serie principale di Stalker promette di mettere in scena un altro clamoroso immersive sim, che non vediamo l’ora di provare.




Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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