Ho bisogno di Crash Team Racing 2, adesso!

Di Andrea "Geo" Peroni
2 Agosto 2021

Piena estate, un caldo torrido. Roba da chiudere sul nascere qualsivoglia intenzione di iniziare un videogioco da zero, specialmente se poi si tratta di un open world che porta via ore e rischia di mandare in ebollizione la stanza in cui vi trovate. Vero, tra non molto tornerà Ghost of Tsushima con la sua Director’s Cut, e quindi toccherà tornare nel mondo creato da Sucker Punch. Ma l’estate è, e ve lo dice chi ha già un po’ di anni di vita e di militanza nel mondo videoludico, il momento perfetto per recuperare piccole perle o per lasciarsi andare alla nostalgia. In redazione, ad esempio, stiamo recuperando Hades che a breve arriverà su PS5 e PS4 – arriverà, a tal proposito, anche la nostra recensione.

C’è però sempre un gioco che io come singolo, ma anche con il mio sempre spietato di vittorie gruppo di amici, tiro fuori dal cilindro giusto per l’estate e spolpo completamente. Un tempo si chiamava Crash Team Racing. Oggi si chiama Crash Team Racing: Nitro Fueled, dopo che Beenox ha ricevuto il compito di creare un remake dell’immortale classico racing arcade degli anni ’90 e ha partorito un titolo a dir poco straordinario. Lo ammetto, non ne avrò mai abbastanza di CTR, e forse mai ne avrò. E proprio per questo, faccio un appello ad Activision (anche se in questo momento, le sue priorità sono sicuramente altre) con una richiesta disperata: ho bisogno di Crash Team Racing 2, adesso, subito. Vi prego!

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Lo avrete già notato se bazzicate spesso dalle nostre parti, e se magari seguite il mio profilo Instagram privato – piccola sponsorizzazione egoistica, @andrea.peroni.90 se vi va di fare un salto; Crash Bandicoot ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore di videogiocatore, al pari e forse anche più di altre grandi icone come Big Boss, Spyro, Ratchet e (forse) Mario. Questo deriva soprattutto dal fattore nostalgia, non faccio fatica ad ammetterlo: la trilogia di Crash sulla prima PlayStation, che giocai quando avevo più o meno 10 anni, è una di quelle serie che hanno segnato la mia vita, ed è da quel periodo che deriva la mia particolare propensione per i platform e, se possibile, i platform 3D che ancora oggi gioco con grandissimo piacere.

Il mio nome è Bandicoot. Crash Bandicoot.

Il ritorno in auge di Crash Bandicoot negli ultimi anni, con la N. Sane Trilogy del 2017 prima e appunto CTR Nitro Fueled circa due anni dopo, è qualcosa che tutti i fan del marsupiale desideravano da tempo esattamente come me, sia per le questioni affettive che mi legano al franchise nato in Naughty Dog, sia perché ero sicuro che il buon Crash e la sua cricca di amici e nemici avessero ancora tanto da dire dopo lo scempio che è stato operato nel post-PS1 con delusioni come Crash Bandicoot: L’ira di Cortex o schifezze impertinenti e irrispettose come Crash: Il dominio sui Mutanti, uno schiaffo in faccia alla serie e alla storia del brand che voleva tutto più tamarro e ribellino per piacere ai giovani *inserire il meme di Totò: “Ma mi faccia il piacere!”*

L’esaltante ritorno di Crash Team Racing nell’estate del 2019, in particolare, è stato bellissimo. Ne ricordo ancora l’emozionante annuncio, da batticuore quasi quanto l’incredibile giornata che ieri ha vissuto l’Italia a Tokyo 2020 con i due ori conquistati da Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs nel salto in alto e nel 100 metri piani. Nonostante noi di Uagna.it avessimo già avuto alcune piccolissime avvisaglie di questo ritorno da parte di fonti molto affidabili (fateci fare i gradassi, dai), i Game Awards 2018 furono la conferma definitiva che Crash Bandicoot sarebbe tornato in pista insieme a tutti i personaggi che popolano il suo mondo, e in quel momento io e la mia combriccola, da sempre appassionati dello storico gioco per PS1, non potevamo che essere estasiati per l’annuncio.

Certo, prima di giudicare, occorreva attendere di avere tra le mani il gioco – le premesse erano già ottime, ma abbiamo abbastanza anni da sapere che la cultura dell’hype può essere distruttiva. E invece, tutto è andato per il verso giusto. CTR Nitro Fueled si è rivelato essere un gioco bellissimo, una straordinaria risposta al re dei racing arcade, Mario Kart 8 Deluxe, tanto da (parere personalissimo) superarlo in alcune componenti. Beenox ha messo in campo tutti i suoi migliori artisti, ha costruito e ricostruito da capo i mondi, i tracciati, i personaggi e i kart, proponendo un titolo ricco di contenuti e amore verso un franchise che finalmente, ancora una volta, stava vivendo la sua seconda vita. Tra avventura in single player, coppe con gli amici e partite multigiocatore, il nostro verdetto su Crash Team Racing, anche a livello redazionale, fu unanime: Activision aveva creato un piccolo capolavoro.

Come come? Superare Mario Kart 8, il gioco che ha piazzato 42 milioni di copie allo scorso aprile? Sì. Scatenatevi, scannatevi, insultatemi, ma sì, per certi versi CTR:NF ha superato l’illustre rivale – che comunque rimane un titolo imprescindibile e straordinario. I personaggi della serie di Crash Bandicoot, in effetti, sono già per conto loro il valore aggiunto che ha sempre contraddistinto la serie; oltre al protagonista abbiamo la sorella Coco, spigliata ed esperta di tecnologia; lo scienziato pazzo, Neo Cortex, sempre intenzionato a dominare il mondo, anche a bordo di un kart; lo stupido scagnozzo Tiny Tiger, ma anche il caratteristico N. Gin, lo psicopatico alieno Oxide, e così via. Va poi detto, e su questo non ammetto dibattito, che la direzione artistica di Beenox per questo remake è stata a dir poco incredibile, dando vita a scorci maestosi e tracciati indimenticabili che, nonostante facciano sentire i loro anni sulle spalle (ma parliamo pur sempre di un gioco di più di 20 anni fa), hanno brillato di una vita tutta nuova.

Il kart può attendere? NO.

Ma perché tutta questa pappardella, direte voi? Perché questo tizio ci sta ricordando di quanto è bello CTR Nitro Fueled? Eh, proprio per ricordarvelo, sia a voi che ai capoccia di Activision, che SICURAMENTE (?) stanno leggendo questo speciale. Il remake di Crash Team Racing è stato per molti, io per primo, quello che ci voleva. La ventata d’aria fresca (di 20 anni fa), il racing game perfetto per l’estate e per le serate in compagnia degli amici, il passatempo ideale per chi vive di nostalgia – ma non solo, non voglio ridurre il successo e la bellezza di CTR ai soli ricordi che fa scaturire in tutti noi. Crash Team Racing è stato tutto questo, e oggi, a due anni dalla sua uscita, inizio a sentire un gran bisogno di un sequel, sempre sperando che Activision non abbia deciso di dedicarsi solo a Call of Duty – l’azienda, se non lo sapete, ha destinato pochi mesi fa TUTTI i suoi studi a lavorare su Warzone e i titoli del franchise sparatutto

Così come sentiamo un gran bisogno di Mario Kart 9, dopo ben sette anni di attività, anche Crash merita di rimettersi in pista dopo l’ottima prova del 2019, e le basi da cui partire sono già ottime. Tralasciando l’aspetto più problematico della produzione, quello cioè dei tanti bug che hanno afflitto CTR:NF per mesi (e ancora oggi) tra cui il matchmaking a tratti disastroso, il remake ha tracciato con successo la strada da percorrere per un futuro gioco della serie. Una solida impalcatura, quella dell’avventura single player e dell’online a dir poco obbligatorio, alla quale legare poi quello che dovrà essere un corposo supporto, organizzato sulla falsariga di quello del 2019 ma con una maggiore incisività. Intendiamoci, Beenox ha arricchito di tantissimi e apprezzati contenuti CTR:NF nel corso del suo anno di attività dopo il lancio, tra skin mirabolanti, circuiti inediti, alcuni dei quali davvero ben riusciti e che dimostrano la bravura dello studio, e tanti, tanti nuovi piloti. Tawna, Nina Cortex, Velo, persino Spyro, tutti si sono uniti, chi prima e chi poi, al circo di CTR Nitro Fueled, facendo intuire, con particolare riferimento al draghetto viola, che il gioco poteva essere sfruttato come una sorta di Fortnite o di Super Smash Bros., un titolo cioè nel quale anche altre serie e personaggi avrebbero potuto fare una comparsata a sorpresa. L’impressione è però che gli sviluppatori non abbiano voluto osare più di tanto, limitandosi a riproporre una formula comunque valida ogni mese senza pensare a particolari eventi o chicche extra che potessero ridestare una community che col tempo è naturalmente diminuita di numero. Che so, sarebbe bastata una banale remastered della storia di Crash Nitro Kart per dare un ulteriore valore aggiunto, anche perché la maggior parte del lavoro era già stata fatta tra piste, partecipanti e kart.

Beenox, o chi per lei, potrebbe partire proprio da questo per partorire un ipotetico Crash Team Racing 2, o CTR:NF 2, o Crash Bandicoot Big Racing Adventure, chiamatelo come volete. Non disdegneremmo neppure un rilancio su next-gen del remake, a dire il vero, magari facendo un po’ di attenzione al disastro del matchmaking – per chi non ne è a conoscenza: in poche parole, il caricamento su PS5 e Xbox Series X|S è talmente più veloce rispetto a PS4 e Xbox One che le lobby multiplayer crollano su se stesse senza possibilità d’appello. Risultato: il conteggio degli utenti attivi, complice comunque anche la conclusione del supporto nel 2020 e i due anni di attività del gioco, è colato ormai a picco.

Anche da questi inconvenienti ed errori, comunque, si può e si deve ripartire. In un mercato che ogni anno cerca di sfruttare l’amore di molti per questa tipologia di giochi, in un mare di All Stars Fruit Racing, Nickelodeon Kart Racers e Sonic All Star Racing, il remake di Crash Team Racing è stata l’unica produzione capace di rivaleggiare con la divinità Mario, e sarebbe davvero assurdo, per noi e per Activision, non continuare per questa ottima strada. Difficilmente arriverà in tempi brevi, sicuramente non lo vedremo sui nostri schermi entro la fine del 2021 – e a oggi, comunque, non abbiamo notizie di un sequel in sviluppo. Dalle nostre parti, però, sentiamo un bisogno quasi fisiologico di un nuovo Crash Team Racing. Chissà, forse, un giorno, lo vedremo.



Abbiamo parlato di:

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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