[Recensione] Digimon Survive

Di Andrea "Geo" Peroni
12 Agosto 2022

Annunciato nell’ormai lontano 2018, Digimon Survive, la nuova fatica di Hyde, è finalmente arrivata, e dobbiamo ammettere che da appassionati del mondo dei Digimon, una sana eccitazione era presente in ognuno di noi.

L’ultima produzione dedicata al franchise di Toei Animation ha dovuto superare numerose insidie compresa una pandemia, che hanno costretto gli sviluppatori a rinviare più e più volte il titolo. Dopo tanta attesa il gioco è finalmente tra noi, e non senza alcune sorprese per coloro che non lo hanno seguito assiduamente. Perché, attenzione, non dovete fare l’errore di ritenere Digimon Survive come un emulo delle recenti apparizioni della serie, ma come invece una sorta di omaggio alle originali avventure dei Digiprescelti degli anni ’90 con un gioco che propone una formula tutta nuova.

Versione provata: PS4.

UN PO’ DI FEELS

Digimon Survive si pone come un’esperienza molto differente dalle precedenti iterazioni del franchise, che negli ultimi anni sta cercando una rinascita nel mondo dei videogiochi. Dimenticati le serie Story e World, Survive è un ibrido tra quella che possiamo considerare una visual novel con storia a bivi e un videogioco di scontri a turni con elementi tattici, per creare un inedito modo di intendere i Digimon.

A proposito della trama, prendiamoci qualche riga di spazio per parlare proprio di questa. In Digimon Survive un gruppo di giovani tra ragazze e ragazzi, di età e indole differenti (e in alcuni casi insopportabili), si ritrova catapultato in un luogo apparentemente familiare ma con alcune importanti differenze. Alcuni edifici sono cambiati, alcune zone sembrano essere spuntate dal nulla, e una serie di mostri chiamati Digimon si palesa di fronte a ognuno di loro, diventando una sorta di “spirito protettore” per gli umani.

Vi ricorda qualcosa? Sì, Digimon Survive riesce a risvegliare un bel po’ di feels da queste premesse narrative, in riferimento ovviamente alla serie animata che diede origine a tutto, Digimon Adventure. E proprio come l’anime di Toei, molto più maturo rispetto ai più noti Pokémon, non mancano situazioni al limite dell’horror, con ambienti solari ma misteriosi che si alternano a edifici più cupi, per non parlare poi di alcuni personaggi che comunicano da subito un’aura di preoccupazione verso ciò che nascondono.

I risvolti narrativi sono sempre piacevoli (esistono anche vari finali alternativi da scoprire) e mai particolarmente forzati, e spesso dovrete utilizzare le sezioni della storia per stringere legami e forgiare il vostro Karma (ne parleremo dopo), oltre a cercare oggetti che appariranno come glitch attraverso il vostro smartphone. Il ritmo, però, ammazza troppo spesso il divenire del gioco, costringendo il giocatore a interi minuti di dialoghi non evitabili (e dovrete ogni volta premere X per far avanzare al dialogo successivo) se non con l’apposito comando (che impedisce però di seguire il vero cuore dell’esperienza) che frammentano in modo incisivo il tutto, e spesso ripetuti nelle medesime location. L’intera prima ora abbondante del gioco, tralasciando pochi secondi di tutorial, è dedicata interamente all’introduzione della storia e non presenta alcuna sezione di combattimento o interazione differente da quelle abituali. Non ci stupiremmo di scoprire che più di un giocatore ha abbandonato Digimon Survive proprio a causa di questo ritmo, che inevitabilmente allontana chi è in cerca di maggior sostanza da un gioco di questo tipo.

TATTICHE DIGIMON

Se sulla storia e l'”eplorazione”, intesa quest’ultima come sfondi fissi con cui dialogare con compagni di viaggio e Digimon, rappresentano un aspetto controverso e non appagante per molti utenti, pur essendo di fatto il cuore principale dell’intero gioco, dal combattimento si ottengono maggiori soddisfazioni, anche se il comparto non è stato approfondito quanto avremmo sperato.

Digimon Survive ha adottato un sistema di combattimento a turni con elementi tattici, dove ogni mostro è in grado di compiere determinati movimenti limitati nello spazio così come i suoi attacchi. Tali attacchi si suddividono tra normali mosse, che non richiedono PS, e abilità speciali (che invece li richiedono) che spesso coprono un’area maggiore. Il tatticismo degli scontri riguarda anche la posizione rispetto ai nemici: un attacco sul fianco o alle spalle del Digimon rivale sarà molto più efficace, anche se alcuni scontri, specie contro i boss, nascondono insidie.

Le dinamiche di combattimento, a dire il vero, sono tutte qui, e la componente ruolistica non riveste un ruolo, scusate il gioco di parole, particolarmente importante. Non c’è molto altro da dire sul combat system di Digimon Survive, se non che durante la storia sarà molto utile stringere quanta più affinità con i propri compagni d’avventura per avere vantaggi bonus nel corso dei combattimenti – ci è tornato particolarmente utile in un paio di occasioni, salvandoci la pelle all’ultimo istante. In merito a ciò, emerge però una certa superficialità di fondo, come se gli sviluppatori avessero deciso di non puntare fino in fondo ad ampliare queste dinamiche.

È possibile infatti accogliere nuovi Digimon selvatici tra le proprie fila rispondendo in maniera adeguata alle varie domande. Vi ci vorranno spesso diversi tentativi per riuscire a convincere un Digimon a passare dalla vostra parte, per capire soprattutto la sua indole, ma a dire il vero questi riguardano più un contorno, una sorta di contentino applicato dagli sviluppatori in quanto i Digimon primari sono quasi sempre abbastanza per completare la missione. Se non altro, i maniaci dei Digimon potranno dar sfogo alle loro passioni e “catturare” quanti più mostri possibili tra gli oltre 100 disponibili, ognuno dei quali può essere digievoluto con un particolare oggetto.

Importante spendere poi alcune parole sul sistema di Karma. In base a come Takuma risponderà in varie occasioni, cambierà il livello di Karma del nostro personaggio, e in base a questo saranno influenzate le digievoluzioni di Agumon e i rapporti con il gruppo. Il Karma è organizzato su tre livelli, Armonia, Furia e Morale, tuttavia non sempre le risposte che possiamo dare sembrano combaciare con l’aumento di Karma conseguente. Non sappiamo se si tratta di un semplice problema di traduzione (a proposito della localizzazione, il gioco è completamente tradotto e sottotitolato in italiano, ma abbiamo notato alcuni errori di battitura nella trascrizione), ma ancora una volta ciò ha lasciato un’amara sensazione di superficialità, di fronte poi a un gioco che avrebbe dovuto fare di queste dinamiche proprio il suo punto di forza.

Chiosa finale sul comparto tecnico, con una scelta artistica di fondo che si adatta alla natura anime sempre pensata per Digimon. La ripetizione di alcuni elementi, così come delle arene di battaglia, fa però nuovamente storcere il naso. Qualitativamente gli sviluppatori hanno raggiunto un buon livello, nonostante alcune texture degli sfondi appaiano davvero sgranate, ma ci aspettavamo qualcosa di più. Una frase che abbiamo ripetuto più e più volte nel corso di questa recensione, purtroppo.

PUNTI DI FORZA

  • Storia e personaggi avvincenti
  • Lo stile grafico convince

PUNTI DEBOLI

  • Combattimenti poco approfonditi
  • La prima ora è lenta come… No, non c’è nulla di così lento

Digimon Survive è certamente un’esperienza inedita per il franchise dei mostri digitali, tanto che ha lasciato spiazzati diversi giocatori. Dimenticate Digimon Story e la serie World: Survive fonde una visual novel dai temi talvolta particolarmente oscuri e inquietanti a (brevi) sezioni di combattimento a turni in stile XCOM, per creare qualcosa di mai visto prima. Un buon intento, anche se non tutto ha funzionato. I combattimenti sono infatti molto poco approfonditi, e il ritmo non è gestito in maniera ottimale. Ci aspettavamo qualcosa di più, dopo tutti questi anni di lavoro, ma volendo essere ottimisti Digimon Survive è una buona base di partenza per una nuova serie.

Ringraziamo Bandai Namco per il codice review del gioco.




Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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