[Recensione] Project Cars 3 – Cambio di marcia

project cars 3
Di Marco "Bounty" Di Prospero
29 Agosto 2020

Era il 2015 quando Slightly Mad Studios rilasciò sul mercato videoludico Project Cars, titolo di guida che puntava su un gameplay puramente simulativo. Il gioco fu un discreto successo tanto da convincere la software house a produrre Project Cars 2. Il secondo titolo permise a Slightly Mad Studios di aumentare la sua notorietà, tanto da attirare l’attenzione di una certa Codemasters (F1, Grid, Toca) che, nel novembre 2019, decise di acquisire la software house al modico prezzo di 30 milioni di dollari. Da allora le due società hanno iniziato a collaborare per la realizzazione di Project Cars 3, terzo titolo della serie su cui possiamo finalmente mettere le mani.

Ecco a voi dunque la recensione dedicata a Project Cars 3; vi auguriamo una buona lettura.

Nota: La versione provata è quella PS4 Standard (con joystick).

recensione project cars 3

Parola d’ordine: Accessibilità

Per i fan della serie, il primo approccio con Project Cars 3 potrebbe essere disorientante. Questo perchè lo stile di guida adottato abbandona quasi del tutto l’aspetto simulativo per abbracciare una guida più arcade, con lo scopo di attirare a sé una massa di videogiocatori più ampia che mai. In effetti Project Cars 3 potrebbe chiamarsi tranquillamente Grid 3, considerando l’impronta arcade intrapresa da Slightly Mad Studios che, probabilmente, è stata influenzata da Codemasters. Quest’ultima, infatti, ha di recente pubblicato F1 2020, mostrando un gameplay più accessibile rispetto al passato. Lo stesso accade con Project Cars 3 in cui la parola d’ordine è una: accessibilità. Ciò risulta chiaro fin dai primi attimi di gioco dove, dopo aver personalizzato brevemente il nostro pilota, ci siamo ritrovati a decidere lo stile di guida. Nel dettaglio Project Cars 3 offre 5 stili: neofita, principiante, esperto, professionista o personalizzato. Mentre i primi quattro hanno opzioni pre-stabilite, il quinto ci permette di impostare o disattivare liberamente gli aiuti di gioco (abs, frenata assistita, sterzata assistita, stabilità, trazione e via dicendo). Con questo non vogliamo dire che la proposizione di più livelli di difficoltà sia una cosa negativa, tutt’altro. Si tratta di una scelta intelligente che permette a giocatori diversi di approcciarsi al gioco nel modo che più preferiscono. Il problema è che Project Cars 3 perde un po’ di quella magia e di quella identità che avevano caratterizzato i primi due capitoli. Questo perchè le opzioni a nostra disposizione non permettono di inserire elementi simulativi. A differenza di quanto accaduto in passato, infatti, Project Cars 3 non prevede pit stop, qualifiche, danni meccanici, esaurimento benzina o usuramento gomme.

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Cambio di marcia

Le premesse fatte nel paragrafo precedente si ripercuotono, per forza di cose, sul gameplay. Pad alla mano ci siamo trovati di fronte ad uno stile di guida decisamente arcade. Ciò si evince soprattutto nelle curve che, nella maggior parte dei casi, possono essere affrontate con una derapata. Tra l’altro, il tutto sarà facilitato dalla possibilità di “appoggiarsi” alle altre vetture. In questo modo potremo evitare di frenare ed entrare in curva comunque puliti, senza ricevere penalità (presenti solo tagliando le curve). Nonostante ciò lo stile di guida risulta piuttosto vario a seconda della vettura scelta, anche se la nostra sensazione è che tutti i bolidi siano un po’ troppo “leggeri”. Prima di ogni gara avremo inoltre la possibilità di impostare l’assetto del proprio veicolo, decidendo se optare per un approccio bilanciato o se, al contrario, variare alcuni parametri. Sebbene si tratti di una meccanica interessante, nel concreto l guida rimarrà pressoché invariata. In ogni caso, durante le gare, dovremo optare per un approccio aggressivo, senza aver paura di dare (o prendere) qualche sportellata. Questo perchè l’intelligenza artificiale, soprattutto ad un elevato livello di difficoltà, abbandona il classico “effetto trenino” per sposare un approccio più combattivo e irruento. Come scritto in apertura, abbiamo giocato Project Cars 3 con il joystick. Sebbene molti videogiochi di guida siano più apprezzabili con il volante, dobbiamo ammettere che il titolo di Slightly Mad Studios risulta godibilissimo anche tramite pad. Le migliorie apportate rispetto ai capitoli precedenti sono evidenti, garantendo in questo modo controlli precisi e comandi reattivi.

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Carriera a obiettivi

Completamente rinnovata rispetto al passato è la modalità Carriera, ora strutturata con una formula che si avvicina molto a quella di Gran Turismo o Forza Motorsport. Nessuna narrazione particolare quindi, ma tante gare ed eventi da correre. La modalità è composta da 10 macroserie, ognuna delle quali avrà il suo interno diversi eventi. In particolare, gli eventi sono composti da 4 tour che terminano in un campionato composto da più gare. La cosa interessante è che per sbloccare le gare non basterà vincere. In molti casi, infatti, la vittoria non sarà nemmeno richiesta. Questo perchè il sistema di avanzamento prevede il raggiungimento di tre obiettivi per gara. Ad esempio, ci sarà richiesto di raggiungere una determinata velocità, eseguire un tot di sorpassi o, ancora, di completare curve perfette. Ovviamente questo approccio offre diverse ore di rigiocabilità, risultando perfetto per i completisti che potranno dilettarsi nel raggiungere tutti gli obiettivi. Tra l’altro, ogni evento ci metterà alla prova con gare di diverso tipo e con tour che potranno essere corsi solo con determinati veicoli (da strada, Gran Turismo e via dicendo). Ogni gara vinta ci ricompenserà con del denaro, con cui migliorare o comprare un nuovo bolide e con punti XP. Punti esperienza che, oltre ad aumentare l’esperienza del pilota, servono ad aumentare la familiarità con il proprio veicolo (ottenendo sconti sui pezzi di potenziamento).

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Eventi, modalità e contenuti

La Carriera non è l’unica modalità che Project Cars 3 ci offre. Oltre alla possibilità di creare Eventi Personalizzati, impostanto circuito, clima, auto e via dicendo, sono presenti anche la modalità “Rivali” e il classico multiplayer competitivo. Mentre la prima rappresenta un multiplayer asincrono in cui affrontare sfide di vario genere per scalare divisioni e classifiche mondiali, il competitive ci permette di correre contro altri giocatori reali. Nel dettaglio, oltre alla classica partita veloce, potremo creare noi stessi una lobby o, in alternativa, correre determinati eventi online. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a modalità che, se supportate a dovere, potrebbero fare di Project Cars 3 un titolo duraturo e seguito dalla community. In ogni caso, accanto a gare ed eventi, il titolo targato Slightly Mad Studios offre diversi spunti agli amanti delle quattroruote. Lo Showroom è infatti composto da oltre 200 veicoli, abbracciando un’ampia gamma di licenze (Ferrari, Lamborghini, Audi, BMW, Mercedes, Pagani, Ford, Honda, Renault e moltre altre ancora). Tra l’altro ogni auto può essere personalizzata, migliorandone estetica e prestazioni. Per quanto riguarda l’estetica il titolo ci permette di personalizzare colore, livrea, targa, cerchioni e molto altro ancora. In particolare potremo decidere se optare per un’estetica di un Team (predefinita) o se optare per un’estetica completamente personalizzabile. Inutile dire che in questo secondo caso avrete occasione di sbizzarrirvi e creare qualcosa di veramente unico. Le prestazioni delle auto vengono migliorate invece tramite i classici potenziamenti, che potremo acquistare con la moneta di gioco. Gomme, freni, prese d’aria e iniezione del carburante sono solo alcune delle opzioni a nostra disposizione. Da segnalare inoltre oltre 50 circuiti che, con le loro varianti, diventano più di 100. Tra le tante location non potevamo non segnalare quella ambientata in Toscana, caratterizzata da colline e curve a gomito.

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Un “motore” grafico poco performante

Il comparto grafico tecnico del gioco rappresenta l’aspetto meno riuscito dell’intera produzione, almeno sulla versione da noi provata (PS4). Graficamente il gioco è “sporco”, povero di dettagli e con texture poco definite, causando un effetto sgranato che non ci ha convinto a pieno. Si tratta probabilmente di un compromesso utile ad assicurare su console i 60 Fps, sebbene sia possibile optare per una risoluzione migliore a discapito della stabilità del frame rate. Esternamente i veicoli sono realizzati discretamente ma gli interni sono poveri di particolari, penalizzando la visuale dall’abitacolo o dal casco del nostro pilota. Come da tradizione tornano pioggia e neve che, a livello visivo, risultano piuttosto grossolane. Tra l’altro l’incidenza di tali agenti atmosferici sul gameplay è pressoché assente e non sentirete il bisogno di dover correre con maggior attenzione. Insomma, la sensazione è che Project Cars 3 non sia stato ottimizzato a dovere. In effetti, in alcuni frangenti, la nostra PS4 Standard ha faticato moltissimo, con le ventole che giravano alla massima potenza.

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Punti di Forza

  • Tanti contenuti ed eventi;
  • Modalità Carriera divertente;
  • Accessibile…

Punti di Debolezza

  • Graficamente deludente;
  • …forse troppo.

Con Project Cars 3 Slightly Mad Studios e Codemasters hanno rivoluzionato l’intera serie adottando un gameplay più arcade rispetto al passato. Come conseguenza lo stile di guida è ora più accessibile facendo di Project Cars 3 un gioco adatto ad ogni tipo di giocatore. Purtroppo l’impronta arcade risulta fin troppo marcata e la mancanza di pit stop, qualifiche, temperature delle gomme si fa sentire, sopratutto se siete fan della serie. Oltre a ciò, il titolo risulta graficamente (e tecnicamente) deludente, evidenziando un chiaro passo indietro. Rimane comunque una Carriera completamente rinnovata e un buon numero di vetture e circuiti, oltre ad una modalità multiplayer funzionale e divertente.

Si ringrazia Bandai Namco per il codice review fornitoci

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.




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