[Recensione] Dreams – Un sogno è per sempre

Di Andrea "Geo" Peroni
22 Febbraio 2020

Mark Healey, Alex Evans, Dave Smith e Kareem Ettouney, i quattro fondatori di Media Molecule, hanno sempre avuto un sogno: quello di dare al giocatore la possibilità di esprimersi. Di liberare la sua fantasia, di dar sfogo alla sua creatività. Non è un caso che il loro primo videogioco, quel Little Big Planet del 2008 all’apparenza tanto docile, si sia rivelato tra le scommesse più riuscite della storia di PlayStation. Un platform 2D abbastanza semplice, come se ne sono visti tanti, se non fosse che tramite una modalità ad hoc permetteva ad ogni utente di creare il proprio livello, da condividere poi con tutta la community di LBP. Idea che poi verrà ripresa anche da un mostro sacro di Nintendo, il baffuto idraulico italiano nel suo Super Mario Maker che ha sbancato su WiiU prima e Switch poi. La stessa idea che sta alla base di questa che è la nuova, visionaria e stupefacente creazione di Media Molecule, Dreams, che dopo una gestazione lunga e complessa – annunciato nel 2015, in beta dal 2018 – esce, finalmente, su PS4, a veder le stelle. E come Dante al termine del suo lungo peregrinare nell’Inferno, anche l’opera di MM rivela infine la sua più totale complessità e maturità, pronta a mostrare al mondo un radioso cammino verso la luce.

Versione provata: PS4 Pro.

SOGNO A OCCHI APERTI

La parola d’ordine di Dreams è: infinito. Infinite sono le possibilità, infinite sono le idee messe in campo, infiniti sono gli strumenti messi a disposizione, infinita è la creatività. Un concetto sul quale si basa l’esistenza e l’essenza stessa del titolo, un videogioco nato da Media Molecule con il preciso intento di mettere nelle mani del giocatore tutto ciò che gli serve per dar vita al suo videogioco personale. Da passivo, dal subire ciò che altri hanno creato per lui, il giocatore diventa parte attiva di quello che è lo sconfinato universo di Dreams, che si arricchisce ogni giorno sempre di più.

Così come fa il gioco, però, occorre partire con alcune premesse. Inevitabilmente, Dreams, al momento, risulta essere un prodotto di nicchia. C’è già chi ipotizza che potrebbe avere lo stesso straordinario impatto di un gioco come Minecraft, le cui intenzioni sono similari, se ci pensate. Chi si interfaccia con Dreams, insomma, sa già nel bene e nel male che cosa lo aspetta. Media Molecule ha pensato però anche a tutti coloro che non hanno mai avuto dimestichezza con il concetto di questo nuovo videogioco, o che magari ne sono venuti a conoscenza solo recentemente e non hanno mai avuto la possibilità di approfondire. Gli sviluppatori hanno quindi pensato bene di creare una sorta di modalità storia per Dreams, un racconto della durata di poche ore dedicato al musicista Art e ai suoi incubi interiori, che offre una panoramica generale su quello che il gioco è capace di creare: qualsiasi cosa.

Con estrema naturalezza, la storia di Art spazia tra vari generi di rappresentazione del videogioco. Punta e clicca, puzzle, platform, action, avventura in terza persona, tutto realizzato in maniera meticolosa e senza disdegnare l’accattivante stile estetico, con personaggi deformed ma realistici, ambienti surreali ma plausibili, senza dimenticare di lasciar perdere tutto questo nel momento in cui finiamo all’interno della mente e dei sogni del musicista in decadenza. La famosa sospensione dell’incredulità, già ampiamente discussa in altre occasioni, la stessa che dobbiamo abbracciare quando andiamo ad “affrontare” il Sogniverso, l’enorme agglomerato di sogni, livelli e mondi costruiti dai giocatori di tutto il mondo.

I giocatori diventano creativi, artisti pronti a imprimere la loro visione su di una tela, e questa tela è proprio Dreams. Addentrandoci nel Sogniverso, possiamo rapidamente avere un quadro d’insieme sulle straordinarie potenzialità di questo videogioco, che è molto di più di un semplice videogioco. La mente umana ha sempre dimostrato di essere imprevedibile e complessa, e il fatto di dare a tutti la possibilità di esprimersi al 100% non poteva che generare un così vasto insieme di creazioni. C’è di tutto e di più, dall’idea originale di un GDR in fase di sviluppo come Survive, ad un livello solitario e silenzioso come Jam, passando per sparatutto in prima persona, platform, action, e come dimenticare gli innumerevoli omaggi che la community sta facendo a videogiochi di oggi e del passato. Due utenti, ad esempio, si stanno dedicando ad un remake made in Dreams di Banjo-Kazooie: in questo momento l’intento è quello di costruire il mondo generale di gioco, per poi pensare ai dettagli. Un altro utente si sta addirittura dedicando a creare una sorta di spin-off di Fallout 4, un altro ancora è riuscito a ricreare alla perfezione ambienti, modelli e movimenti del gameplay trailer di Ghost of Tsushima, altra attesissima esclusiva PS4 in arrivo in estate. C’è in pratica qualsiasi cosa: Sonic, Tomb Raider, God of War, Super Mario, Spider-Man, Red Dead Redemption, I Simpson, I Griffin, e chi più ne ha più ne metta.

Ghost of Tsushima made in Dreams, ed è straordinario

TUTTO NELLE NOSTRE MANI

Tutto ciò è possibile grazie all’altra grande branca di contenuti offerti da Dreams, quelli prettamente operativi. Nel menù Creazione Onirica inizia il vero e proprio processo di creazione del nostro sogno, non prima di aver avuto a che fare con un lungo, e non semplice da digerire, tutorial. Perché dovendo tenere sotto controllo praticamente qualsiasi aspetto della nostra creazione, dal modello di un personaggio fino alla musica, alle inquadrature e alle cutscene che possiamo inserire, le capirete bene che le lezioni da digerire e le nozioni da apprendere su Dreams sono davvero tantissime.

E qui, infatti, nasce quello che potrebbe essere uno dei problemi del gioco, ma i cui effetti, a onor del vero, si vedranno solo tra parecchi mesi. Inutile spendere troppe parole e rimarcare quello che già abbiamo detto, e cioè che i tool dedicati alla creazione offrono possibilità e combinazioni praticamente infinite, con le quali davvero possiamo dar vita a quello che vogliamo. Luci, personaggi, modelli, musiche, suoni, atmosfere, ambienti, tutto da gestire grazie al nostro alter ego virtuale, il buon Imp. A patto, ovviamente, di avere tanto, tanto tempo da dedicarci. Ed è proprio questo il problema, che potrebbe riflettersi di rimbalzo sulla tenuta della community su Dreams. Realizzare un mondo, un sogno o un semplice livello, che siano però opere interessanti, godibili e consigliate alla community, occupa una gran quantità di tempo, che aumenta considerevolmente quando parliamo di progetti visionari come alcuni di quelli già citati, o, tanto per fare un altro esempio, il sequel fan-made di Crash Twinsanity che un utente sta realizzando, con tanto di boss fight proprio come nell’originale gioco.

Oltre alla pura gloria, infatti, un creativo, oggi, non ha nulla in cambio, e a questo ci aggiungiamo anche il fatto che non è ancora ben chiaro cosa succederà con la questione copyright che è già tema di discussione sui forum di tutto il mondo. Fino a quando un’azienda permetterà agli utenti di Dreams di utilizzare marchi registrati, come personaggi e musiche? Per quanto sia assurdamente bello vedere un titolo (ricreato) come Super Mario 64 su PS4, si tratta di qualcosa su cui la community non potrebbe avere il controllo, se ben ci pensate. E cosa potrebbe evitare a Nintendo di agire e fermare queste creazioni? La cosa potrebbe essere seguita a ruota libera da altri colossi, rallentando enormemente la quantità di mondi plasmati su Dreams. A quel punto, rimarrebbero solamente le creazioni originali che però, ancor più che gli omaggi, richiedono dedizione, pianificazione, abilità e molta più fantasia. Il Sogniverso di Dreams saprà sopravvivere? Al di là di queste forse pessimistiche previsioni, dobbiamo rendere omaggio a Media Molecule per ciò che è stata capace di creare, un tool tuttavia semplice rispetto a molti altri in circolazione che consente a tutti di sfogarsi, e nel caso in cui la lampadina in testa non si accenda, si può sempre andare a caccia di creazioni altrui. Probabilmente, ipotizzo, Media Molecule dovrà rivoluzionare le modalità del Sogniverso, o forse ci hanno già pensato, o forse semplicemente ci stiamo facendo troppi film mentali. Ciò che conta, in fin dei conti, è che Dreams è un prodotto a dir poco straordinario.

PUNTI DI FORZA

  • Semplicemente straordinario
  • Possibilità infinite
  • Un inno gioioso alla creatività

PUNTI DEBOLI

  • Non è propriamente un videogioco, in fin dei conti
  • Quanto durerà la libertà totale in fatto di copyright?

Media Molecule ha creato qualcosa di unico nel suo genere. Un videogioco che non è un videogioco, un editor di contenuti che non è solo un editor di contenuti. E allora, che cos’è Dreams? È un’esperienza semplicemente straordinaria, una raccolta di idee e di proposte di idee che mette tutto nelle mani del giocatore, chiamato a testare le creazioni della community ma anche e soprattutto a contribuire alla sua crescita e proliferazione, con centinaia e centinaia di nuovi contenuti che compaiono ogni giorno sulla piattaforma. Al di là di questioni teoriche legate al copyright, delle quali oggi non possiamo occuparci, l’effetto Dreams ha già fatto centro là dove gli sviluppatori volevano: risvegliare il creativo all’interno di ognuno di noi, e dargli con semplicità gli strumenti per poter plasmare la sua visione. La sua fantasia. I suoi sogni.

Ringraziamo PlayStation Italia per il codice review di Dreams.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.