Elden Ring, dalle sconfitte nasce una leggenda: “Let me solo her” è la conferma che Hidetaka Miyazaki aveva ragione

Di Chiara Ferrè
21 Aprile 2022

Dalle ceneri della sconfitta è nata una leggenda.

Elden Ring (qui la nostra recensione completa e priva di spoiler) sta monopolizzando l’attenzione dei videogiocatori appassionati da quasi due mesi. Rilasciato dalla nipponica FromSoftware lo scorso fine febbraio, il titolo offre oltre cento ore di avventure, sfide, viaggi e scoperte. Se ci si lascia trasportare dal mondo aperto dell’Interregno, si può venire a conoscenza di numerose storie che si intrecciano tra loro e, seguendone i fili, si viene trasportati in terre misteriose e oniriche.

Elden Ring però, come avevamo fatto presente anche nella nostra recensione, non è un gioco per tutti. Sicuramente è più appetibile rispetto ai suoi predecessori, tanto è vero che è molto difficile rimanere bloccati, nonostante le mille sfide: come vi stiamo raccontando passo per passo anche nella nostra sezione Guide, dove trovate tanti consigli utili per completare le quest e procedere spediti nel vostro viaggio, spesso e volentieri vi sono diversi modi per approcciarsi a un boss e non tutti comportano l’affrontarlo a viso aperto. Basti pensare all’efficacia di Marcescenza Scarlatta, un incantesimo davvero semplice da ottenere e da poter utilizzare, che garantisce una vittoria schiacciante contro una moltitudine di nemici e di boss (ad esempio il temibile Radahn). Pensiamo inoltre alla potenza di alcune Evocazioni, o alla semplice libertà di esplorare, trovare nuove armi e nuovi equipaggiamenti, per poi tornare più forti che mai e disintegrare un nemico che prima sembrava insuperabile. Tutto questo senza troppa frustrazione, ma semplicemente giocando.

Detto questo, Elden Ring resta un titolo che richiede impegno, tempo, attenzione, dedizione, per una progressione costante che però va guadagnata.

Tra le tematiche più discusse sia prima della release che dopo, vi è l’annosa questione della difficoltà: Hidetaka Miyazaki aveva messo a tacere un po’ tutti dando la sua personale visione. Si era scusato con i giocatori per la frustrazione che può causare il vedere centinaia di volte a schermo la sanguinosa scritta “SEI MORTO”, ma al contempo aveva spiegato che la sconfitta fa parte dei Souls e ne farà sempre parte. Perché la gioia di superare finalmente una sfida apparentemente insuperabile dopo ore di studio e di duro lavoro resta una sensazione impagabile e insostituibile.

Nelle ultime settimane è nato un personaggio (e un videogiocatore) che incarna perfettamente questa teoria precedentemente messa in luce dal “papà” di Dark Souls. Ne avrete già sentito parlare, in quanto è ormai una vera e propria leggenda nella community di Elden Ring. Si tratta di un personaggio nudo, vestito solo di un perizoma e di una pentolaccia in testa. Per i veterani dei Souls si sa che, in questi casi, o si tratta di un troll, o più di frequente di un giocatore davvero forte: d’altra parte, a che serve un’armatura se sei in grado di affrontare il nemico senza mai farti colpire?

Il “chad” in questione è effettivamente un Senzaluce molto abile, che ha sposato a pieno la visione Miyazakiana ed è riuscito a guadagnarsi un posto d’onore nella storia di Elden Ring grazie alla sua impresa. Un’impresa che, se ci pensate, non ha nulla di particolarmente straordinario all’inizio, ma diventa poi eroica per come si è evoluta. “Let me solo her” (“lascia che la affronti in solitaria”), questo il nickname del giocatore, è un vero e proprio supereroe che aiuta i giocatori a sconfiggere uno dei boss (se non IL boss) più difficile della storia dei titoli FromSoftware. Si tratta infatti di Malenia, Spada di Miquella, che si cela al termine di una delle quest più lunghe e complesse del gioco, che coinvolge diversi NPC e porta alla fine in un’area segreta opzionale.

Let me solo her ha battuto questo formidabile nemico dopo 242 tentativi: non sono pochi. Niente di straordinario qui, come vi dicevo. Il fatto è che poi, rendendosi conto dell’immane sfida che i suoi compagni Senzaluce si sarebbero trovati ad affrontare, ha deciso di dare una mano, diventando il leggendario guerriero in perizoma e pentola in testa. Piazzato il segno di evocazione proprio davanti all’arena di Malenia, Let me solo her aiuta i Senzaluce battendola per loro. Non sempre ci riesce, badate.

In una recente intervista a IGN USA, il giocatore ha raccontato la sua storia e ha anche chiesto scusa a tutti coloro che non è riuscito ad aiutare, morendo nell’impresa a volte per colpa del lag, a volte per una schivata mancata. Let me solo her ha anche dichiarato:

“Ho deciso di aiutare contro Malenia perché mi sono innamorato del suo design. Tutti i suoi attacchi sono molto aggraziati ed è un boss davvero spietato. La sua ‘waterflow dance’ è considerata la mossa più difficile da schivare di tutti i giochi FromSoftware, perciò volevo dimostrare agli altri giocatori che non è un’impresa impossibile

Da centinaia e centinaia di sconfitte nasce l’amore? A quanto pare sì, basandoci sull’esperienza di questo giocatore che è riuscito a catturare l’attenzione della vastissima community di Elden Ring. Quante altre volte fallirà? Quanti altri Senzaluce in difficoltà riuscirà ad ispirare?

Per ora continua a combattere con le sue dual katana, a livello 179 (e non ha intenzione di livellare ancora). Ha vinto per oltre 400 volte.

Let me solo her è la prova vivente che Miyazaki aveva ragione (e che Elden Ring sta appassionando e facendo divertire i coraggiosi che decidono di immergervisi in un modo davvero unico e speciale). Il senso di vittoria dopo tante sconfitte è il bello dei Souls, è ciò che fa innamorare del proprio nemico.

Per chi lo desiderasse, esiste anche una mod creata da Garden of Eyes che permette di sostituire l’Evocazione del Lupo Solitario, consegnata a inizio avventura da Renna presso la Chiesa di Elleh, in niente meno che Let me solo her. La mod funziona abbastanza bene e per averla sempre al vostro fianco vi saranno richiesti 5 dollari al mese da versare al Patreon del modder. Esiste inoltre una pagina Wikipedia dedicata a Let me solo her.

Intanto si continua a giocare e a divertirsi: stanno fioccando fanart sempre più belle che ritraggono i vari NPC originali di Elden Ring ma anche Let me solo her.

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Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme: vivo di cinema, libri, videogiochi e serie TV. Durante la settimana scrivo, osservo il mondo e vedo gente. Nel tempo libero scrivo (sì, di nuovo), disegno, videogioco.


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  1. Giacomo


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