Marvel: The Legendary Collection è una collana a cadenza quindicinale edita da Hachette. La collana, che si comporrà in totale di 100 numeri, include alcuni dei più grandi crossover della storia della Marvel, oltre ovviamente a storie dedicate agli amati personaggi. Per ogni informazione sulla raccolta o abbonarvi alle uscite, trovate tutti i link in fondo all’articolo.
La serie dedicata a Thor scritta da Jason Aaron rappresenta uno dei momenti di svolta più significativi per il personaggio. L’arco narrativo inaugurato nel 2014 non si limita infatti a rinnovare l’immaginario del Dio del Tuono, ma mette profondamente in discussione il concetto stesso di “degno”, cuore mitologico e simbolico del martello Mjolnir. Il risultato è una storia che unisce epica cosmica, conflitto familiare e riflessione sull’eredità eroica, offrendo una delle reinterpretazioni più audaci del mito asgardiano nella storia del fumetto Marvel.
Il punto di partenza della vicenda è tanto semplice quanto devastante nelle sue conseguenze. Dopo un enigmatico sussurro di Nick Fury, il Figlio di Odino perde la capacità di sollevare il suo iconico martello. Thor, fino a quel momento simbolo di nobiltà e potenza divina, si ritrova improvvisamente privato della sua identità. Il crollo psicologico del Dio del Tuono diventa il motore emotivo dell’intera storia: Aaron costruisce un protagonista spezzato, incapace di comprendere quale verità gli sia stata rivelata e perché non sia più ritenuto degno di brandire l’arma che lo ha definito per secoli.
Il dramma personale di Thor si intreccia con una minaccia sempre più concreta. I Giganti del Gelo, guidati dall’oscuro e manipolatore Malekith, attaccano la Terra, portando il conflitto fino all’Isola della Roxxon. Il coinvolgimento della multinazionale e del suo spregiudicato amministratore delegato Dario Agger introduce un interessante contrasto tra mitologia e capitalismo moderno, elemento che Aaron sfrutta per ampliare il respiro della narrazione. L’obiettivo dei nemici è recuperare il teschio di Laufey, figura chiave nel pantheon dei giganti, e l’operazione getta le basi per un conflitto ben più ampio destinato a culminare nell’evento The War of the Realms.
In questo scenario di caos e incertezza arriva la svolta narrativa che ha reso celebre questa run: quando tutto sembra perduto, una misteriosa figura femminile solleva Mjolnir e assume il ruolo di nuova Dea del Tuono. La comparsa di questa versione di Thor introduce un intrigante elemento di mistero che Aaron gestisce con grande abilità. L’identità della nuova portatrice del martello rimane nascosta per gran parte della storia, alimentando curiosità e speculazioni, ma ciò che emerge con chiarezza fin da subito è il valore simbolico della sua presenza. Non si tratta semplicemente di una sostituzione, bensì di una riflessione sul significato dell’eroismo e sulla possibilità che il potere divino trascenda il suo portatore originale.
Uno degli aspetti più interessanti della narrazione è il modo in cui la famiglia reale di Asgard reagisce a questa trasformazione, poiché il ritorno di Odino e la posizione di Freyja alimentano tensioni politiche e personali che arricchiscono il racconto. L’umiliazione di Thor, costretto a confrontarsi con il proprio fallimento, si contrappone all’ascesa della nuova eroina, creando una dinamica narrativa basata su perdita e rinascita, e Aaron, già noto per il suo spettacolare lavoro sul Macellatore di Dei già toccato da Hachette in precedenza, utilizza questo dualismo per esplorare temi di identità, responsabilità e sacrificio, trasformando una semplice evoluzione del personaggio in una vera e propria rifondazione del mito.
I disegni di Russell Dauterman danno forma a un universo spettacolare e ricco di dettagli, capace di fondere la grandiosità della mitologia nordica con l’energia del fumetto supereroistico moderno. Le sequenze di battaglia sono dinamiche e imponenti, mentre i momenti più intimi trovano spazio attraverso espressioni e posture che restituiscono pienamente il peso emotivo della storia.
Nel complesso, questa serie dedicata a Thor si distingue come uno degli esempi più riusciti di rinnovamento all’interno del catalogo Marvel contemporaneo, e non è un caso che anche l’MCU abbia deciso di adattarlo nel purtroppo discutibile Thor: Love and Thunder. Temi così delicati e toccanti avrebbero meritato una qualità ben maggiore di quella messa in campo da Taika Waititi. No, non è un buon adattamento: il fumetto, come detto, meritava molto di più.
Ecco la sinossi del volume #81:
Thor, il dio del Tuono, è stato dichiarato indegno. Non essendo più in grado di sollevare il possente Mjolnir, il leggendario martello giace abbandonato sulla superficie della Luna. Ma con la Terra sotto l’assedio di un’orda di Giganti di Ghiaccio, è giunto il momento che un nuovo campione ne brandisca il potere… qualcuno di mai visto fino a questo momento. Tuttavia, la nuova dea del Tuono scoprirà presto che la sua sfida più grande non verrà dai suoi nemici, ma dal padre di tutti gli dei in persona. Riuscirà a dimostrare a Odino di non essere un’usurpatrice asgardiana, bensi una degna erede del figlio?

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